Nota Bene:Ninetta Bartoli, nobildonna, nata a Borutta nel 1896 fu in assoluto la prima donna sindaco sia della Sardegna sia d’Italia. Resse le sorti del paese di Borutta per 12 anni, vale a dire dal 1946 fino al 1958.
L’uomo tenta di sminuire le dimensioni del tempo, perché se ne sente inferiore e schiavo: misurandolo riduttivamente con gli orologi, forse anche esorcizzandone così la sua qualità più corrosiva, che è la sua ineluttabile inarrestabilità irreversibile. Ma il Tempo non si lascia rinchiudere in quelle scatolette, per quanto preziose, eleganti, costose esse siano: il tempo le avvolge insieme ai suoi costruttori e divora tutto senza alcuno sforzo, senza che nulla, alla fine rimanga, di tutte le cose che hanno frequentato il mondo. Neanche la definizione stessa di che cosa mai sia, o sia stato, o ancora sarà, il tempo…
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L’uomo tenta di sminuire le dimensioni del tempo, perché se ne sente inferiore e schiavo: misurandolo riduttivamente con gli orologi, forse anche esorcizzandone così la sua qualità più corrosiva, che è la sua ineluttabile inarrestabilità irreversibile. Ma il Tempo non si lascia rinchiudere in quelle scatolette, per quanto preziose, eleganti, costose esse siano: il tempo le avvolge insieme ai suoi costruttori e divora tutto senza alcuno sforzo, senza che nulla, alla fine rimanga, di tutte le cose che hanno frequentato il mondo. Neanche la definizione stessa di che cosa mai sia, o sia stato, o ancora sarà, il tempo…
Si dice che il tempo sia galantuomo. Speriamo che se lo ricordi soprattutto quando c'è un dolore da lenire. Un dolore fermo davanti ai ricordi (quelli sì, incancellabili), impassibile, sordo. Un dolore da sgretolare giorno per giorno, lentamente. Speriamo che il tempo, anche senza rintocchi, rispetti i patti.
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maurizio feo
Salottino
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Il Tempo, quello forse sì è galantuomo. Ma si tratta del Tempo con la "T" maiuscola, che non è identificabile col nostro tempo biologico, quello della vita umana. Si tratta, cioé, del Tempo della Storia, che prima o poi rende chiari tutti i piccoli e miserabili misteri umani ed emette il proprio insindacabile giudizio, assegnando le colpe più definitive e condannando all'oblio i falsi profeti. E' un tempo ineffabile. Il "nostro" tempo è cosa molto più fragile ed irrisoria. Anche per questo, qualcuno aggiunge alla frase "il tempo è galantuomo": "Sì, ma la vita e proprio b.....!". E' l'umorismo cinico di chi ha sperimentato questi limiti; e la frase va pronunciata con un sorriso disincantato ed in fondo un po' amaro: un sorriso sardonico.
Ma la Musica è di grande conforto e sostegno. Quando è struggentemente bella e così bene eseguita, essa ci fa dimenticare tutto questo e ci dà il sollievo impagabile di ben altro sorriso. Almeno per il tempo necessario a ricordare altri momenti... MF
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Un tempo d’attesa crudele , inutile . Aspettano che il giorno muoia e nella vastità della notte vengano a visitarli i sogni : di un vento sulle nuvole che porti via la triste realtà , di una vita normale , vissuta e non temuta , di una speranza in una parola che molti, con gioia, chiamano domani
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Umberto Galimberti – I miti del nostro tempo (Feltrinelli, 2009)
(...)I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che noi abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano. Eppure occorre risvegliarsi dalla quiete apparente delle nostre idee mitizzate, perché molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica, perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.(...)"
Tra i molti spunti interessanti di questa lunga analisi condotta da Galimberti, trovo pienamente condivisibile quello che riguarda la felicità, accennato brevemente anche nel video. Oscar Wilde disse che la felicità “non è avere ciò che si desidera ma desiderare ciò che si ha”. A mio avviso è una grande verità. Agire perdendo di vista i proprii obiettivi e sostituendo i valori che contano davvero nella vita (amore, rispetto, semplicità, solidarietà) con i falsi idoli che spesso ci vengono proposti dal bombardamento mediatico che ci circonda (danaro, potere, lusso, egoismo) è il primo passo per allontanarsi dal concetto di felicità. Crearsi un totem fasullo e sostanzialmente irraggiungibile è un ottimo metodo per sentirsi infelici tutta la vita. Proprio mentre sfilano sotto gli occhi le chiavi per conoscere momenti di vera felicità. Peggio per i modaioli schiavi del consumismo di valori.
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Dall'immagine tesa vigilo l'istante con imminenza di attesa - e non aspetto nessuno: nell'ombra accesa spio il campanello che impercettibile spande un polline di suono - e non aspetto nessuno: fra quattro mura stupefatte di spazio più che un deserto non aspetto nessuno: ma deve venire, verrà, se resisto a sbocciare non visto, verrà d'improvviso, quando meno l'avverto: verrà quasi perdono di quanto fa morire, verrà a farmi certo del suo e mio tesoro, verrà come ristoro delle mie e sue pene, verrà, forse già viene il suo bisbiglio.
E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. E' Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l'altro. E' Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società. E' Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale. E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.
Il Quartetto Centra non si smentisce mai. Grazie Marialuisa per il toccante intervento, arricchito da un video che lascia muti e costringe - grazie al Cielo - a riflettere. Grazie Pia per la splendida poesia, che non conoscevo e che ha un incipit che mi ha fulminato. Grazie Tizi per le parole di una delle più grandi anime che abbiano attraversato la Storia dell'uomo, verissime e quanto mai attuali. Grazie Neva per aver scelto uno straordinario, elegantissimo brano (come sempre, del resto) per il tuo ritorno dopo un bel po' di tempo.
Dedico a voi e a tutti gli altri Suiters il mio unico video natalizio, perchè questa festività, tanto sfigurata da logiche commerciali, ritorni finalmente ad essere intimo focolare in compagnia degli affetti più cari, senza inutile chiasso, senza frenesia consumistica, con un pensiero per quanti lo trascorrono ormai tra le stelle, ma vivono ancora e per sempre nei nostri ricordi più preziosi, e per quanti hanno sulle spalle la loro personalissima croce.
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Inserito il - 20/12/2009 : 19:01:35
Mansardo ha scritto:
Il Quartetto Centra non si smentisce mai.
Grazie Neva per aver scelto uno straordinario, elegantissimo brano (come sempre, del resto) per il tuo ritorno dopo un bel po' di tempo.
Dedico a voi e a tutti gli altri Suiters il mio unico video natalizio, perchè questa festività, tanto sfigurata da logiche commerciali, ritorni finalmente ad essere intimo focolare in compagnia degli affetti più cari, senza inutile chiasso, senza frenesia consumistica, con un pensiero per quanti lo trascorrono ormai tra le stelle, ma vivono ancora e per sempre nei nostri ricordi più preziosi, e per quanti hanno sulle spalle la loro personalissima croce.
Belllissimo e voce stupenda... grazie di cuore! Come non condividere i tuoi intendimenti? Confusione, fretta, spese senza fine solo perchè "si fa"... e niente tempo per sè, per parlare, per condividere e gioire delle piccole cose...
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Nevathrad
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Inserito il - 20/12/2009 : 19:04:23
Condividendo il pensiero di Mansardo, vorrei dedicare questo brano a tutte le persone che non passeranno un Natale gioioso e nemmeno sereno, in particolare alla nostra Antonia. Il sax di Ayler quasi urla, il suono diventa una voce piena di dolore, … a tratti diventa straziante. Molti lo considerano quasi una cacofonia… io ritengo che con la sua musica il dolore si culla nel pentagramma.
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Nevathrad
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Inserito il - 23/12/2009 : 12:00:27
E pensando a chi ha meno di noi...
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Questa piccola e intima riflessione avrei - forse - dovuto postarla in Natale dove con semplicità stiamo ri-vivendo frammenti di vita, ricordi , emozioni , speranze . L’attaccamento e l’affetto che mi lega a Suite e ai Suiters mi ha portato qui, senza riserve, una visita spontanea del cuore . Per me è un Natale strano, un tempo d’attesa diverso, quasi un tempo sospeso . C’è chi vive questi giorni nel pieno dolore , come la nostra cara Antonia, chi li vive nel dolore per un dolore che c’è e che ancora più - nella sua totalità – si manifesterà. E’ strana la vita, non sai mai cosa riserverà : ti dici che preferiresti andasse così, ma no, forse sarebbe meglio se … Poi – nei fatti – vivi tutto con estrema determinazione, dimentichi te stessa e guardi la sofferenza impotente, non sapendo cosa preferire …. Guardi straniàta la giostra intorno a te e ti chiedi se il mondo non sia impazzito, se anche tu gli anni passati hai condiviso questo impazzimento . La consapevolezza di aver dato importanza a certe futilità ti rende chiara l' importanza del dolore, allora lo accetti e condividi con chi ha il tuo comune sentire e senti che la grandezza che racchiude ogni dolore non è vana ma porta con sé un germe di rinascita.
Buon Natale a tutti voi . Marialuisa.
Modificato da - Marialuisa in data 23/12/2009 14:07:50
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