Nota Bene: Nella Sala Nuragica del Museo Sanna di Sassari si trova la prima attestazione diretta della filatura in Sardegna. Da S'Adde 'e s'Ulumu - Usini provengono vaghi di collana in bronzo, di età nuragica , che conservano i residui di una cordicella di fibre vegetali filata a più capi.
Tizi, la foto è stata scattata domenica scorsa in un punto particolarmente suggestivo di Cagliari seppur poco conosciuto dagli stessi cagliaritani: il promontorio della Sella del Diavolo. L'area è parzialmente smilitarizzata ormai da anni. Si possono fare belle passeggiate (i sentieri sono segnati) e godersi panorami come questi...
Marialuisa, condivido l'omaggio alla donna, che per me è il vero sesso forte per scelta della natura. Da qualche parte in Paradisola ne avevo parlato.
Sull'invecchiamento cellulare e le possibili conseguenze sulla durata della vita umana la penso in modo un po' particolare. Preferisco pensare alla qualità della vita più che alla durata. Raggiunta la vecchiaia, dopo aver realizzato almeno una buona parte degli obiettivi importanti di un'esistenza, credo che si abbia il sacrosanto diritto di passare la mano quando è il momento giusto. Soprattutto se sono sopraggiunte pesanti limitazioni fisiche e psichiche che condizionano la propria dignità e la vita altrui. Non bisogna porre limiti alla natura, ma nemmeno forzarla. Rallentare l'invecchiamento cellulare può essere prezioso per contrastare fenomeni degenerativi come l'Alzheimer o altre patologie, ma non deve essere un modo per violare la natura. La longevità dev'essere una curva vitale spontanea, come avviene in alcuni paesi della Sardegna pieni di ultracentenari. Vedere l'invecchiamento naturale come una malattia e non come evoluzione del ciclo della vita può essere persino pericoloso. Non credo sia il caso delle ricercatrici premiate, però è un segnale che talvolta viene lanciato dal bombardamento mediatico che ci circonda e che, temo, potrebbe strumentalizzare il significato di simili risultati scientifici.
Quella stessa mattina di ottobre... ...adesso è anche un video.
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Ma avete notato come ho scritto ci ho (cio').......mi prostro e mi cospargo il capo di cenere!!!!!!!Ogni tanto mi si inverte il corpo calloso con l'ipotalamo!!!!!! anto
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Musiche...poesie...immagini...pensieri...e perché no, una torta? Semplice, rustica, solo una classica torta di mele, da condividere al caldo di casa con i propri cari in un pomeriggio autunnale o pensare di condividerla virtualmente con gli amici di questo magico posto.
Immaginate gli elementi che compongono questa torta di mele: farina, uovo, zucchero, olio, scorza e succo di limone, latte, lievito e, naturalmente 4 grosse mele rosse. Mele rosse come quelle che la strega cattiva portò a Biancaneve. A chi non fa venire in mente questa fiaba una bella e grossa mela rossa? E quando questi elementi della Natura di mescolano insieme pensiamo mai alla formula chimica del nuovo composto o al processo avvenuto? Pensiamo al nostro ruolo mentre mescoliamo, passiamo, frulliamo, setacciamo, dosiamo.....? Siamo servitori al cospetto di Madre Natura che compie sotto i nostri occhi il miracolo di una nuova creazione. Anche una semplice torta di mele porta con sé questa magia.
...te possino Pia !!!!Che meraviglia!!!....volevo passarti le mele rosse...ma le ho regalate a Tranquillo per il suo compleanno!!! PS...spedisco sabato ....lunedi dovrebbe arrivare. Baci anto
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per Anto: usiamo Suite come msn? Adesso se lo trovo su Google posto un'opera di Gilardi ....ti sei ispirata ad essa con la foto postata? Anche l'arte contemporanea attinge al mondo del magico...
Ho trovato una foto piccolina, questa opera si trova qui a Torino alla GAM. Mi ha sempre affascinato questa zuccaia, piacque tanto anche a mio figlio piccolino. Ci riporta al gioco dell'infanzia, alle fiabe raccontate e poi lette, all'onirico più bambino.
Piero Gilardi al naturale di Stefano Bianchi
Frutta, verdura, giardini, prati, sassi, spiagge, greti del fiume. Opere giocose e divertenti: quadri, sculture e tappeti in poliuretano espanso colorato. Pedinando dagli Anni ’60 ad oggi la Pop Art, l'Arte Povera e la New Media Art, Piero Gilardi (Torino, 1942) ha ogni volta incontrato e abbracciato la natura nella sua più scintillante visualizzazione ma anche nelle più evidenti problematiche come l’impiego degli OGM negli alimenti.
Pioniere della tecnologia e della multimedialità (nel ’66 con l’installazione Mare rappresentò tridimensionalmente l’increspatura delle onde), dialogatore a distanza con l’Arte Povera (Campo di grano del ’67) e animatore della cultura giovanile nelle periferie urbane e “mondiali” (Nicaragua, Africa, riserve indiane negli Stati Uniti), Gilardi ha prodotto fra i suoi capolavori i Sassi Rotolanti (ultraleggeri, malgrado l’apparenza poderosa) che nel momento in cui vengono spostati permettono di percepire il rumore delle onde e s’illuminano di luce catodica. Come a dire: la natura rivisitata in chiave d’Artificio, di “coup de théâtre”. Interdipendenze, personale a lui dedicata, esibisce una ricca selezione di opere storiche fra cui Igloo (’64), Angurie (’67) e Zucche (’68), lavori recenti come Foresta di bambù (2004), Spiaggia con alga (2004) e Trono Silvestre (2005), nonché progetti, video e scenografie realizzate ad hoc. Di particolare interesse, infine, il progetto del Parco d’Arte Vivente che l’artista inaugurerà a Torino.
Il cigolio della cassapanca – IV “ … Se dovessi scegliere un potere soprannaturale, preferiresti saper volare o essere invisibile? Anche se all’apparenza possono sembrare entrambi sinonimi di libertà, in realtà lo è soltanto il primo. Essere invisibili, infatti, è desiderio di voyeurismo, di curiosità, non proprio di libertà. Significa voler fuggire per isolarsi, per nascondersi. E osservare indisturbati. Significa solitudine. Non c’è niente di gioioso nell’essere invisibili. E’ la quarta dimensione del comportamento umano, la più rara: il non apparire. Le altre tre appartengono a gran parte dell’umanità: l’essere, il non-essere e l’apparire.
Volare, invece, è leggerezza, libertà. Il volo infonde quasi una sensazione di onnipotenza, di eternità. E contemporaneamente ci fa capire, con insuperabile cinismo, quanto siamo vulnerabili e indifesi. Per capire cosa significa Volare, la prossima volta che sali in aereo siediti accanto al finestrino e guarda fuori, ascoltando il primo e l’ultimo movimento del Concerto di Colonia di Keith Jarrett. Impossibile non arrendersi al sublime. … “
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Mansardo, hai toccato un tasto a me caro. Il volo. Mi sono sempre chiesta perché a noi esseri umani ,che abbiamo avuto dalla Natura (o per chi crede da nostro Signore) tanti doni, non sia stato dato quello del volo. Molti hanno paura di volare con l'aereo, io invece ne assorbo un'energia positiva. Quando l'aereo si stacca da terra ho una sensazione di pace. Volando con l'aereo hai la possibilità di percepire lo spazio in maniera diversa, si staccano orizzonti lunghi, prospettive, appunto, "a volo d'uccello". Una vertigine per noi poveri umani costretti dalla forza di gravità e da un corpo non idoneo al volo a stare con i piedi attaccati al suolo. E poi, come non bearsi della visione delle nuvole, toccarle, infrangerle. Le nuvole che ci incantiamo a guardare da basso nelle loro innumerevoli variabili forme, diventano vicine, eteree, soffici. Tanti pittori si sono soffermati a guardare le nuvole, qualcuno vi ha dedicato addirittura una vita. Per esempio l'inglese Constable. Pensate se Constable avesse potuto volare...........