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Tharros
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 06/11/2007 : 18:26:40
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Detto fra noi non era mia intenzione creare scompiglio al punto di arrivare allo scontro. Qualcuno ha i nervi un pò scoperti e me ne dispiace perchè, non essendo io sardo quello che scrivono Shar Edo e tanti altri solleva sempre il mio interesse e la mia attenzione. Però credo che sia utile per qualcuno non essere troppo..." estremista " quanto all' essere Sardo. Ho molto rispetto per la gente di sardegna ed ho anche degli amici coi quali mi trovo quando ne ho la possibilità. In qualche occasione ho fatto il contradditorio con Shar e, nei miei confronti è sempre stato corretto nonostante possa aver scritto delle corbellerie. Qualche volta gettare un sasso per vedere cosa ne viene fuori fa sempre un bell'effetto e, considerato che la discussione sui Nuragici navigatori si è rianimata credo di aver ottenuto lo scopo prefissato. L' importante è non nascondere la mano. Giorgio
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EdoSardo
Utente Medio
 
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Inserito il - 06/11/2007 : 19:02:17
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Ma no Leo non è così, Alfonso ha espresso un suo parere, tra l' altro condivisibile almeno per quanto mi riguarda (anche a me sentir dire "i nuraghes" stona, ho sempre e comunque detto "i nuraghi" da quando ho imparato a parlare, ma sono convinto che tantissime persone hanno fatto lo stesso tranne poi cambiare idea e dire "i nuraghes" per essere considerati "veri sardi", adesso che è di moda riscoprire le proprie radici...). Si è poi giustamente ed educatamente scusato con Tharros, non vedo cosa c' entri il razzismo...semplicemente non sapeva che Tharros non era sardo. Poi tu ne hai approfittato per prendertela con l' archeologo di turno, ma il tuo era un intervento fuori luogo perchè per prima cosa l' intervento di Alfonso non era rivolto a te, e Tharros credo sia maggiorenne e vaccinato, secondo perchè Alfonso si era appunto già scusato... p.s. Tharros cosa vuoi dire quando parli di "estremista quanto all' essere sardo"? forse ho letto male qualche intervento, non ho capito a cosa ti riferivi!
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alfonso
Utente Medio
 
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Inserito il - 07/11/2007 : 08:04:17
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Caro Giorgio non sei tu che hai creato scompiglio, ma il costante vezzo di non rispondere mai sui dati fatto appigliandosi a elementi del tutto secondari. Se hai notato nel mio intervento, la nota sulla grafia della parola nuraghe era un inciso secondario e la critica era rivolta a un vezzo generale. Tornando all'archeologia rispondo all'intervento di Ammutadori: Le cd "tavolette di Tziricottu" sono state analizzate, sia direttamente che indirettamente; il problema è sempre quello della competenza di chi scrive; chiaramente ciascuno di noi può scrivere che la terra è piatta e che le immagini dai satelliti sono costruite a tavolino dagli accademici, altra cosa è la competenza di chi fa queste affermazioni. Anche qui l’uso della parola “tavolette” e la loro pubblicazione a testa in giù, così da dargli la forma che popolarmente avevano le tavole della legge di Mosè, è un chiaro espediente mediatico. Sullo specifico delle matrici provenienti dal nuraghe di Tziricottu (Cabras), questa è la definizione più corretta, c’è un recente articolo di uno dei nostri maggiori archeologi medievalisti, Paolo Benito Serra, che le inquadra nel loro corretto contesto, che è appunto quello bizantino (e da qui diffuse anche in aree limitrofe, come quella longobarda) e la loro pertinenza a una tipologia di decorazioni da cintura e da spada, decorate a “punto e virgola”. Non ho sottomano l’articolo, uscito sugli ultimi atti del Convegno che viene organizzato dall’Università di Sassari, sul tema l’Africa romana, appena posso ti invio il titolo esatto. A breve lo stesso autore riaffronterà l’argomento in un convegno che si terrà a Cagliari. L’importanza di quei reperti di Cabras è che si tratta di matrici e non di opere finite, ciò significa che probabilmente in epoca bizantina in zona veniva prodotto quel tipo di ornamento; credo siano le prime matrici trovate in Sardegna. Personalmente le ho presentate in varie conferenze, mostrando i chiari confronti bizantini. Indirettamente sono state analizzate nel senso che appartengono a una tipologia diffusissima, le trovi soprattutto nelle necropoli bizantine e longobarde del centro e norditalia; già questo basterebbe a chiudere il discorso. Non parliamo poi dell’assoluta inverosimiglianza della lettura della presunta scrittura (un miscuglio di scritture, la presenza di Yaweh, i tria nomina), se non conoscessi l’autore penserei a una presa per i fondelli. Purtroppo temo ci creda veramente. P.S. Vi ringrazio per le parole gentili, con un’avvertenza, se a qualcuno può interessare: sono sardo e la mia famiglia lo è da generazioni (E' una costante di noi sardi quella di essere pronipoti di migranti). Non che questo determini alcunché sulla libertà di parola e di ricerca, il cui unico limite è la correttezza e, per la seconda, la competenza e trasparenza.
alfonso alfonsostiglitz@libero.it
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Ammutadori
Salottino
Utente Senior
   

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Bartolomeo
Nuovo Utente

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Inserito il - 07/11/2007 : 16:33:55
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Qualcuno ha qualche immagine da postare su queste tavolette di Tziricottu ? il solito google non è stato generoso ...
Grazie Bartolomeo.
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alfonso
Utente Medio
 
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Inserito il - 07/11/2007 : 17:32:05
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Ecco il titolo: P.B. Serra, Popolazioni rurali in ambito tardoromano e altomedievale in Sardegna, in A. Akerraz - P. Ruggeri - A. Siraj - C. Vismara (a cura di), Mobilità delle persone e dei popoli, dinamiche migratorie, emigrazioni ed immigrazioni nelle province occidentali dell'Impero romano. L'Africa romana 16, Atti del XVI convegno di studio (Rabat 2004), Roma, Carocci editore, 2006, pp. 1279-1305. Delle matrici parla a p. 1289: riportandole al loro naturale ambito altomedievale le definisce "matrici in bronzo di tipo bizantino-mediterraneo ... utili per la produzione in serie di guarnizioni di finimenti equini e di linguelle e pendenti di cinture multiple da parata, decorate in un caso e nell'altro con motivi ornamentali a punti e a virgole"; richiama anche il parere di alcuni studiosi sull'origine turco-mongolica della tipologia iniziale alla quale si sono rifatti i bizantini. Alle p. 1290-1291 riporta le tavolette e i chiari confronti. Viene anche richiamato il possibile collegamento con la presenza di cavalieri, tra i quali è noto il trasferimento in Sardegna tra il VII e l'VIII sec. a.C. di bulgares/vulgares, dall'Europa orientale. Spero che le tavolette vengano dimenticate presto e si trovi un adeguato spazio alle matrici in bronzo e allo studio del loro contesto, che ci riporta ai tempi della primissima formazione dei giudicati.
alfonso alfonsostiglitz@libero.it
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alfonso
Utente Medio
 
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Bartolomeo
Nuovo Utente

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Inserito il - 08/11/2007 : 09:23:45
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Grazie mille!
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kigula
Moderatore
   

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Inserito il - 08/11/2007 : 18:09:42
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Questa discussione è sempre tra le più belle!
Gio
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Nuragico
Nuovo Utente

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Inserito il - 12/01/2008 : 19:44:25
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A breve posterò gli atti della conferenza di tortolì, dove sono state mostrate delle prove documentali e scientifiche a dimostrazione della tesi dei sardi navigatori.
tTharros, Tharros = Nuragica, solo dopo sono giunti gli altri e non è vero che nel sinis non ci siano Nuraghi legati al Mare. In ogni caso bisognerebbe imparare a guaradre la nostra isola dal Mare e non dalla terra, cioè con visione da marittimo. Un cordiale saluto con rispetto per le idee di tutti.
 
vivi senza sapere perche se sai non vivi e se non vivi non sai
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maurizio feo
Salottino
Utente Master
    

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Inserito il - 12/01/2008 : 22:42:48
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E' fuor di discussione che, se vuoi arrivare in Sardegna, devi andarci per mare, sia che tu lo faccia nel Paleolitico, sia che tu lo faccia nel Bronzo Antico o Recente. Però, il fatto che tu ci arrivi viaggiando fortunosamente per mare - e probabilmente con sensibili perdite in materiale ed in passeggeri - non dimostra - a rigore - una tua "talassocrazia", cioé una tua reale superiorità militare sui mari... I bronzetti rappresentanti navi, come anche gli altri, sono tardi; cioé non coevi degli sbarchi e rappresentano probabilmente una qualche forma di arte "minore" con tutte le imprecisioni degli ex-voto in tutti i tempi (con questo non affermo che fossero degli ex-voto, che però sono un esempio di forma d'arte minore). Non costituiscono una prova. Esistono strutture identiche a quelle che vengono frettolosamente definite "pozzi sacri" anche in molte altre regioni circummediterranee: in Bulgaria, nella zona Egeo-Anatolica, in Croazia, in Palestina. I pozzi esistenti in Sardegna non sono tutti sacri. Alcuni sono soltanto fontane coperte, e cioé sorgenti ben mantenute e protette. Ma sicuramente esistono ancora molti aspetti del passato della Sardegna, su cui ancora grava una pesante cortina di ombra. Ad esempio, la piramide a gradoni (o Ziccurat) di Monte d'Accoddi dimostra che qualcuno è sbarcato nel 2000 - 2400 a.C. (?) e: 1) aveva una forte motivazione (religiosa) a costruire la piramide; 2) aveva le capacità cognitive per costruirla (è l'unica in Sardegna, ma non in occidente, se si considera quella di Amphion e Zethos in Grecia) 3) aveva le maestranze necessarie 4) aveva forza militare sufficiente ad opporre una certa resistenza ai locali ostili (tracce d'incendio; ricostruzione della piramide) 5) non aveva forze - né ebbe fortuna sufficiente - per rimanere per sempre Le ricerche su Monte d'Accoddi sono sempre state poco pubblicizzate; le ipotesi sono sempre state formulate a mezza bocca. Se Monte d'Accoddi fosse in Francia, lo saprebbe tutto il mondo! E' vero che alcuni reperti sono stati tenuti nascosti, semplicemente per compiacere un cattedratico. Ma la fantarcheologia - che vende bene e quindi fa arricchire - è altrettanto condannabile quanto i cattedratici impagliati.
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Trambuccone
Salottino
Utente Senior
   

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Inserito il - 13/01/2008 : 17:21:05
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Quanto al peccatore,posso anche rimanere nell'oblio. Il peccato qual è? T.
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Turritano
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 14/01/2008 : 15:10:50
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| Messaggio di adelasia
A Firenze, il 25 febbraio scorso, si è tenuto un importante incontro nazionale organizzato da “Archeologia Viva” , che trattava tra l’altro delle antiche civiltà del Mediterraneo, con relazioni sui rapporti tra i micenei e i nuragici. Per quanto ci riguarda più da vicino, l’intervento che ha destato più scalpore si dice sia stato quello dell’archeologa Maria Ausilia Fadda della Soprintendenza di Sassari e di Nuoro, che tra le altre cose pare abbia sostenuto che non ci sia alcuna prova a favore della teoria secondo la quale i nuragici fossero navigatori e che le famose navicelle nuragiche riprodotte in diversi bronzetti altro non sarebbero che lucerne, pertanto non indicative sulle abilità marinare dei nostri.  Se molti hanno intravisto nelle affermazioni dell’archeologa il ripristino di teorie ormai superate da decenni, per altri invece si tratta di un salutare recupero di posizioni prudenti e realistiche. Ma insomma, eravamo un popolo di navigatori o il mare era un nostro nemico, come si sosteneva fino a poco tempo fa ????    
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Scusate, sono appena arrivato e non ho avuto il tempo di leggere tutte le risposte, sono stato preso subito dalla voglia di rispondere subito, tanto queste affermazioni mi hanno dato fastidio. Ho letto solo la prima pagina. Le più interessanti mi sono sembrate quelle di Gian Mario e di Shardanaleo, a cui mi associo. Di mio, per ora aggiungo solo che statuete votive o lampade ha poca importanza. Comunque (come i bronzetti raffiguranti guerrieri, oranti, madri ecc. che ci mostrano uno spaccato di vita del popolo nuragico) sono state trovate in luoghi sacri ai nuragici, ergo erano dei bronzetti votivi, evidentemente voti di persone appartenenti a un popolo che viaggiava molto per mare. Poi, il fatto che le navicelle trovate sono in così gran numero, molto accurate nei particolari, non fa che rafforzare questa convinzione, anzi, secondo me tutto ciò, insieme a quanto postato da Shardanaleo, ha valore di prova. Negarlo sarebbe come dire che i nuragici non erano guerrieri, e così tutte le altre figure del popolo nuragico rappresentate dai bronzetti non rappresentano niente. Insomma, è negare l’evidenza, negare documenti storici che parlano senza bisogno di scrittura.
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maurizio feo
Salottino
Utente Master
    

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Inserito il - 14/01/2008 : 15:58:51
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Secondo me, si ha il dovere di essere prudenti. Vorrei spiegare meglio la mia posizione. Vi chiedo pazienza e comprensione, perché so già che non piacerà quello che sto per scrivere... Non mi piace l'immaginario epico e favolistico che riempie gli scaffali delle librerie sarde oggi, almeno altrettanto quanto mi dispiace l'ingessatura cattedratica che - di fatto - ne ha favorito la nascita, con il proprio pavido immobilismo. Se G. Lilliu non avesse dato almeno 4 datazioni differenti per il nuraghe di Barumini, e ogni volta senza giustificazione scientifica, non si sarebbe persa la fiducia in lui e nell'archeologia ufficiale. Quando gli è stato chiesto se per caso fossero stati fatti studi (se non dendrocronologici, almeno al radiocarbonio) sulla trave di legno "incastrata" (è più probabile che fosse stata messa a bella posta insieme ad altre e che sia l'unica sopravvissuta di una serie di infrastrutture lignee) nella cupola centrale di Su Nuraxi, egli ha candidamente risposto: "Non ricordo quella trave". Questo è francamente offensivo ed anti scientifico, spero ne converrete con me. Il risultato netto è stato che, con una serie di "paletti" cronologici spostabili a piacimento, ognuno ha pensato di potere dire e scrivere tutto ciò che gli passava per la testa. Mi piacciono molto le storie popolari sarde le janas, che avevano dita piccole così, che vivevano nelle domos de janas, appunto... Ma sono contos de foghile... Ma vedere armate invincibili di guerrieri e flotte di navigatori intrepidi e chiamare tutto "nuragico" (i bronzetti, ad esempio, non erano nuragici) è un poco troppo semplicistico, a mio vedere (anche se sicuramente appassionante, lo confesso). Con questo non intendo minimamente ferire sentimenti d'apparteneza ad un gruppo etnico particolarissimo, che ammiro e che studio con interesse da tempo. Anzi, vorrei che si definisse quest'ultimo in modo quanto più possibile verosimile! Ad esempio: i Sardi antichi non erano stupidi (come la guerretta da bambini raccontata ed imposta per anni dal Lilliu li farebbe sembrare): erano persone vere e normali, come tutti noi, con le nostre esigenze, i nostri sogni ed i nostri stessi limiti. Non viaggiarono per passione o vocazione, bensì per necessità. Non furono guerrieri o navigatori terribili come qualcuno vorrebbe, ma cercarono di sopravvivere con la forza della disperazione e con tutte le loro scarse risorse, contro ogni possibilità, perché la Fortuna aveva dato loro una terra con risorse e superficie insufficienti, rispetto a quelle dei loro nemici invasori, che arrivarono troppo presto, ben prima che una difesa nazionale potesse essere bene organizzata da una matura coscienza nazionale... Dove altri popoli sono scomparsi del tutto, loro non lo fecero e di loro moltissimo ci resta: questo sì che è un miracolo che nessuno riconosce! Ammirevoli furono, sì - questo è fuori d'ogni dubbio! - e ci lasciarono i resti archeologici che oggi noi mal comprendiamo e mescoliamo tutti insieme in un'unica pappacotta maldigeribile. Credo, per concludere, che essi meritino di più da noi e che - se studiati davvero e con serietà - abbiano ancora molto da dirci e da insegnarci. Naturalmente, possiamo scegliere la via più facile, quelle delle favolette. Ma allora diventerà inutile ed ipocrita continuare a criticare gli errori dei cattedratici ossequiosi col potere accademico!
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MirkoZaru
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Inserito il - 14/01/2008 : 17:16:33
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Appoggio quello che dici Maurizio!
Non condivido tanto la questione della sopravivenza!
Interessante il tuo articolo nel numero di Sardegna Antica di questo semestre: http://www.sardegnantica.com/Mito_p...eo_acqua.asp
Ciao, Mirko Zaru
I Sardi non erano gli Shardana
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Modificato da - MirkoZaru in data 14/01/2008 17:17:53 |
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