| Autore |
Discussione |
|
Nevathrad
Utente Maestro
  
    

 |
Inserito il - 25/06/2010 : 10:07:40
|
| Turritano ha scritto: Mi permetto di far notare che quelle citate da Luca non sono parole sue ma dell'assessore regionale Prato (pubblicate sulla Nuova Sardegna), |
 Turri, Turri, sei stato poco attento!!! A parte che Luca fa sue le parole dell’assessore ed è come se le pronunciasse egli stesso, ma in seguito ho usato l’espressione “le parole che citi parlano di agroalimentare”… ok?
| | anche se Luca giustamente, come tutti noi, le approva. Il principio mi sembra saggio ed encomiabile. Non vedo niente di illogico nella proposta di consumare cibi sardi e genuini (e non contrafatti) a prezzi accessibili anche se leggermente più alti rispetto ad altri di dubbia provenienza |
Ovviamente Turri, ma non sei proprio stato attento al discorso se tu mi dici che “prezzi accessibili anche se leggermente più alti rispetto ad altri di dubbia provenienza”.  Come nella risposta che ho dato a Luca, devo sottolinearti che il termine “prezzo accessibile” cambia sostanzialmente da persona a persona, tanto che Luca ha afferrato maggiormente il discorso quando ho citato dei prodotti da gourmet e lui, per prima cosa, ne ha sottolineato i prezzi. C’è chi (diversamente dalle persone, purtroppo tante, che per arrivare alla fine del mese devono comprare ai discount) ha la possibilità di alimentarsi in maniera sofisticata (laddove sofisticato sta per fuori dai canoni normali) ed eccellente. Ecco la relatività di “accessibile”. Naturalmente bisognerebbe anche non dimenticare che l’eccellenza è dovunque nel mondo.
|
Modificato da - Nevathrad in data 25/06/2010 10:08:11 |
|
|
 |
|
Regione Sardegna ~
Messaggi: 5815 ~
Membro dal: 13/10/2008 ~
Ultima visita: 05/04/2011
|
 |
|
|
Turritano
Utente Virtuoso
 
    

 |
Inserito il - 25/06/2010 : 21:10:02
|
Ehi, come sei suscettibile, Neva! Non capisco perché vuoi buttare in polemica delle mie semplici osservazioni   1) Sono stato attento, cara maestra: io mi riferivo alla frase citata, sembrava evidente che tu avessi preso le parole dell'assessore Prato (relative ad un articolo della Nuova Sardegna), come espressione propria di Luca ed io mi sono limitato a fartelo osservare. Ho sbagliato? meglio così. 2) per la tua seconda obiezione, non capisco cosa c'entri la mancanza di "attenzione" ... mi sono semplicemente limitato a dire che, con costi non elevati, anzi accessibili, si possono acquistare dei prodotti sardi genuini e di buona qualità, invece di acquistare, per risparmiare qualche spicciolo, prodotti di origine poco chiara. Ho sbagliato? allora sono in buona compagnia (della quale "compagnia", mi sembra, fai parte anche tu) Aggiungo che, naturalmente bisogna stare attenti negli acquisti, attenzione a: "perette sarde" fatte con latte cagliato proveniente dalla Germania; "porcetti sardi" importati dalla Olanda (peraltro stipati al limite dell'incredibile su camion, senza bere e senza mangiare, infatti non tutti arrivano vivi) dove vengono allevati in batteria; "agnelli sardi" provenienti dai paesi dell'Est, "olio sardo extravergine di oliva" (per altro di una marca estremamente pubblicizzata) fatto con olive provenienti dal Nord Africa e così via ... Se poi qualcuno, per ragioni economiche, deve per forza tirare al risparmio guardando il centesimo, be' allora ... è tutto un altro discorso  C'è da dire però, che i discount (dove peraltro vanno a fare la spesa moltissime persone tutt'altro che in difficoltà finanziarie) cercano per i loro clienti prodotti a prezzi bassissimi da tutta Europa (e anche da altri continenti), naturalmente i prodotti a prezzi stracciati sono sempre sospetti perché, per battere la concorrenza, molte ditte trascurano la qualità delle materie prime, economizzano sui modi di produzione, magari trascurando anche l'igiene... ecco com'è che poi ci ritroviamo a tavola le "mozzarelle blù". E il cerchio si chiude Turritano
|
Modificato da - Turritano in data 25/06/2010 21:21:00 |
|
|
| Le dominazioni passano ... i Sardi restano! |
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: Sassari ~
Messaggi: 4480 ~
Membro dal: 13/01/2008 ~
Ultima visita: 04/10/2016
|
 |
|
|
luca56
Utente Attivo
  
 |
Inserito il - 26/06/2010 : 07:29:49
|
«La mozzarella sarda è genuina e sicura»
ALGHERO - La filiera cortissima e la velocità dei passaggi dal latte appena munto alla produzione sono l’unica difesa in mano al consumatore contro la "mozzarella blu". Il latte e le mozzarelle della Sardegna rispondono ai requisiti di sicurezza, tracciabilità, fragranza, freschezza e bontà.
Una dimostrazione “in diretta” della qualità di queste produzioni è avvenuta oggi (venerdì) ad Arborea, nell’Oristanese, dove l’assessore regionale dell’Agricoltura Andrea Prato, accompagnato dal presidente della 3A Plinio Magnani (realtà che raccoglie in Sardegna il 90 per cento del latte vaccino e produce i 2/3 delle mozzarelle isolane), ha guidato la stampa in un brevissimo tour per illustrare tutte le fasi di lavorazione, dall’allevamento delle mucche, passando per il conferimento del latte alle analisi in laboratorio fino al confezionamento delle mozzarelle per la vendita.
«La qualità nasce dalla stalla e arriva, nel giro di due ore, alla mozzarella pronta all’acquisto. Uno dei segreti della genuinità di questi prodotti – ha spiegato l’assessore Prato – è prima di tutto il latte: a differenza di quanto avviene in alcune altre realtà produttive, qui non abbiamo bisogno di comprarlo o importarlo, ma lo produciamo».
Antonello Usai, direttore generale di Laore Sardegna, ha sottolineato invece il vantaggio per il consumatore di mangiar sardo: «Le nostre mozzarelle sono sicure anche perché nascono da un latte di allevamenti indenni da brucellosi, tubercolosi e leucosi. La tracciabilità e i metodi di lavorazione controllati uno a uno sono la migliore garanzia per chi le consuma».
Durante il tour, cominciato dall’allevamento dell’azienda Taviani, sono stati spiegati tutti i passaggi di produzione, a partire dall’importanza delle condizioni di allevamento e dell’alimentazione, tutta a base di orzo, foraggio e mais prodotti in loco. Subito dopo, la mungitura e la raccolta del latte nelle autocisterne termiche fino all’arrivo nello stabilimento, dove vengono attuati diversi controlli in laboratorio sul latte, poi sull’acqua e successivamente sulle mozzarelle prima del loro confezionamento. Ogni anno in Sardegna si producono circa 5 milioni e mezzo di chili di mozzarelle.
p.s. non sono parole mie, sono dell'assessore regionale dell'agricoltura e del direttore generale della Laore.
http://notizie.alguer.it/n?id=33688
|
Modificato da - luca56 in data 26/06/2010 07:32:28 |
|
|
Proverbio cinese Lo sciocco ha mille certezze, il saggio non ne ha alcuna.
|
|
Regione Lombardia ~
Città: milano-alghero ~
Messaggi: 852 ~
Membro dal: 20/04/2009 ~
Ultima visita: 15/05/2016
|
 |
|
|
Nevathrad
Utente Maestro
  
    

 |
Inserito il - 26/06/2010 : 19:09:40
|
| Turritano ha scritto:
Ehi, come sei suscettibile, Neva! Non capisco perché vuoi buttare in polemica delle mie semplici osservazioni   |
Suscettibile… polemica??? E dove le vedi queste cose???  Se questo fosse, quando Luca è andato a ricercare la mia citazione latina, sottolineando che non era di qualche tempo fa e non di qualcuno campato in aria, avrei dovuto rispondergli che i miei ricordi liceali sono ormai un po’ svaniti, ho un’età che avanza e la maturità classica si allontana sempre più... ma che, nel mio discorso, avevo usato una forma retorica. Tutto sommato, avendo citato una frase in latino, l’autore poteva mai essere, che so, dell’ ‘800?
| | 1) Sono stato attento, cara maestra: io mi riferivo alla frase citata, sembrava evidente che tu avessi preso le parole dell'assessore Prato (relative ad un articolo della Nuova Sardegna), come espressione propria di Luca ed io mi sono limitato a fartelo osservare. Ho sbagliato? meglio così. |
Vedi Turri, apostrofandomi con “cara maestra” sei tu che dimostri di essere piccato. Maestre si nasce ed io, “modestamente non lo nacqui” (citazione molto malamente riadattata  ).
| | 2) per la tua seconda obiezione, non capisco cosa c'entri la mancanza di "attenzione" ... mi sono semplicemente limitato a dire che, con costi non elevati, anzi accessibili, si possono acquistare dei prodotti sardi genuini e di buona qualità, invece di acquistare, per risparmiare qualche spicciolo, prodotti di origine poco chiara. Ho sbagliato? allora sono in buona compagnia (della quale "compagnia", mi sembra, fai parte anche tu) |
Ho detto a Luca che sfondava una porta aperta suggerendo di comprare prodotti di qualità, quindi, vedi dove tu non sei stato a attento? Io non ho parlato di scelte consapevoli, ma di necessità che costringono a fare “scelte” obbligate; quindi i prezzi definiti “accessibili” sono riferiti (purtroppo) alle condizioni economiche di ognuno di noi e variano sensibilmente da uno all’altro. Quello che è accessibile per qualcuno, vedi i sali o la carne che ho citato prima, non lo è per altri; penso che praticamente a tutti piacerebbe mangiare il culatello di Felino o la pasta Campofilone piuttosto che la pasta da 30 centesimi del discount (pur fatta da fabbrichette che lavorano dignitosamente) se hanno le papille gustative indenni.
| Aggiungo che, naturalmente bisogna stare attenti negli acquisti, attenzione a: "perette sarde" fatte con latte cagliato proveniente dalla Germania; "porcetti sardi" importati dalla Olanda (peraltro stipati al limite dell'incredibile su camion, senza bere e senza mangiare, infatti non tutti arrivano vivi) dove vengono allevati in batteria; "agnelli sardi" provenienti dai paesi dell'Est, "olio sardo extravergine di oliva" (per altro di una marca estremamente pubblicizzata) fatto con olive provenienti dal Nord Africa e così via ... Se poi qualcuno, per ragioni economiche, deve per forza tirare al risparmio guardando il centesimo, be' allora ... è tutto un altro discorso  |
Oh, finalmente… è esattamente quello che sto dicendo dall’inizio del topic!!!!
| | C'è da dire però, che i discount (dove peraltro vanno a fare la spesa moltissime persone tutt'altro che in difficoltà finanziarie) cercano per i loro clienti prodotti a prezzi bassissimi da tutta Europa (e anche da altri continenti), naturalmente i prodotti a prezzi stracciati sono sempre sospetti perché, per battere la concorrenza, molte ditte trascurano la qualità delle materie prime, economizzano sui modi di produzione, magari trascurando anche l'igiene... ecco com'è che poi ci ritroviamo a tavola le "mozzarelle blù". E il cerchio si chiude |
Io non ho dato contro ai discount o alla GDO, esattamente il contrario… ho ribattuto alle parole di Luca che diceva di comprare solo sardo, concetto che tu hai ribadito, aggiungendo che non fa nulla se si spende un po’ di più se questo va a favore della qualità. Ho sottolineato (e lo faccio di nuovo) che ci sono persone che vivono con 500 euro al mese e che se risparmiano 10 centesimi, che per noi sono poca cosa, su un prodotto alimentare, per loro è invece importante. Turri, devo aggiungere mio malgrado che anche i prodotti sardi a volte lasciano a desiderare, esattamente come avviene con quelli di tanti altri posti… Ci sono ditte sarde che imbottigliano oli (evo) comunitari (quelli nordafricani mi mancano!!!), ditte che fanno salsicce e prosciutti con maiali comunitari, crescenze tenute in piedi con i conservanti (prodotte certo con la famosa filiera corta, ma quelle che vengono da altre regioni però non ne contengono) e mozzarelle sicuramente fresche, ma che, a dire il vero, non hanno poi quella fragranza che ci si aspetta leggendo l’articolo citato da Luca, anzi spesso hanno un sapore piatto e insulso. Se parliamo di freschezza, d’accordo, ma ci sono altre componenti che trasformano gli ingredienti in cibo con qualità spiccate e, qui, noi lo sappiamo bene, vero? Non basta mettere in un macchinone latte e fermenti per avere un prodotto ottimo, fresco sì, ma non ottimo, altrimenti non ci sarebbe differenza, che so, tra spianata di Oschiri e un altro qualsiasi formaggio. Forse con il nostro latte è meglio produrre pecorino, ricotta e altre tipicità, qui veramente abbiamo delle eccellenze e una tradizione da rispettare e da insegnare.
|
|
|
 |
|
Regione Sardegna ~
Messaggi: 5815 ~
Membro dal: 13/10/2008 ~
Ultima visita: 05/04/2011
|
 |
|
|
Giuseppe
Utente Attivo
  

 |
Inserito il - 26/06/2010 : 20:43:47
|
| Nevathrad ha scritto:
| Turritano ha scritto:
Ehi, come sei suscettibile, Neva! Non capisco perché vuoi buttare in polemica delle mie semplici osservazioni   |
Suscettibile… polemica??? E dove le vedi queste cose???  Se questo fosse, quando Luca è andato a ricercare la mia citazione latina, sottolineando che non era di qualche tempo fa e non di qualcuno campato in aria, avrei dovuto rispondergli che i miei ricordi liceali sono ormai un po’ svaniti, ho un’età che avanza e la maturità classica si allontana sempre più... ma che, nel mio discorso, avevo usato una forma retorica. Tutto sommato, avendo citato una frase in latino, l’autore poteva mai essere, che so, dell’ ‘800?
| | 1) Sono stato attento, cara maestra: io mi riferivo alla frase citata, sembrava evidente che tu avessi preso le parole dell'assessore Prato (relative ad un articolo della Nuova Sardegna), come espressione propria di Luca ed io mi sono limitato a fartelo osservare. Ho sbagliato? meglio così. |
Vedi Turri, apostrofandomi con “cara maestra” sei tu che dimostri di essere piccato. Maestre si nasce ed io, “modestamente non lo nacqui” (citazione molto malamente riadattata  ).
| | 2) per la tua seconda obiezione, non capisco cosa c'entri la mancanza di "attenzione" ... mi sono semplicemente limitato a dire che, con costi non elevati, anzi accessibili, si possono acquistare dei prodotti sardi genuini e di buona qualità, invece di acquistare, per risparmiare qualche spicciolo, prodotti di origine poco chiara. Ho sbagliato? allora sono in buona compagnia (della quale "compagnia", mi sembra, fai parte anche tu) |
Ho detto a Luca che sfondava una porta aperta suggerendo di comprare prodotti di qualità, quindi, vedi dove tu non sei stato a attento? Io non ho parlato di scelte consapevoli, ma di necessità che costringono a fare “scelte” obbligate; quindi i prezzi definiti “accessibili” sono riferiti (purtroppo) alle condizioni economiche di ognuno di noi e variano sensibilmente da uno all’altro. Quello che è accessibile per qualcuno, vedi i sali o la carne che ho citato prima, non lo è per altri; penso che praticamente a tutti piacerebbe mangiare il culatello di Felino o la pasta Campofilone piuttosto che la pasta da 30 centesimi del discount (pur fatta da fabbrichette che lavorano dignitosamente) se hanno le papille gustative indenni.
| Aggiungo che, naturalmente bisogna stare attenti negli acquisti, attenzione a: "perette sarde" fatte con latte cagliato proveniente dalla Germania; "porcetti sardi" importati dalla Olanda (peraltro stipati al limite dell'incredibile su camion, senza bere e senza mangiare, infatti non tutti arrivano vivi) dove vengono allevati in batteria; "agnelli sardi" provenienti dai paesi dell'Est, "olio sardo extravergine di oliva" (per altro di una marca estremamente pubblicizzata) fatto con olive provenienti dal Nord Africa e così via ... Se poi qualcuno, per ragioni economiche, deve per forza tirare al risparmio guardando il centesimo, be' allora ... è tutto un altro discorso  |
Oh, finalmente… è esattamente quello che sto dicendo dall’inizio del topic!!!!
| | C'è da dire però, che i discount (dove peraltro vanno a fare la spesa moltissime persone tutt'altro che in difficoltà finanziarie) cercano per i loro clienti prodotti a prezzi bassissimi da tutta Europa (e anche da altri continenti), naturalmente i prodotti a prezzi stracciati sono sempre sospetti perché, per battere la concorrenza, molte ditte trascurano la qualità delle materie prime, economizzano sui modi di produzione, magari trascurando anche l'igiene... ecco com'è che poi ci ritroviamo a tavola le "mozzarelle blù". E il cerchio si chiude |
Io non ho dato contro ai discount o alla GDO, esattamente il contrario… ho ribattuto alle parole di Luca che diceva di comprare solo sardo, concetto che tu hai ribadito, aggiungendo che non fa nulla se si spende un po’ di più se questo va a favore della qualità. Ho sottolineato (e lo faccio di nuovo) che ci sono persone che vivono con 500 euro al mese e che se risparmiano 10 centesimi, che per noi sono poca cosa, su un prodotto alimentare, per loro è invece importante. Turri, devo aggiungere mio malgrado che anche i prodotti sardi a volte lasciano a desiderare, esattamente come avviene con quelli di tanti altri posti… Ci sono ditte sarde che imbottigliano oli (evo) comunitari (quelli nordafricani mi mancano!!!), ditte che fanno salsicce e prosciutti con maiali comunitari, crescenze tenute in piedi con i conservanti (prodotte certo con la famosa filiera corta, ma quelle che vengono da altre regioni però non ne contengono) e mozzarelle sicuramente fresche, ma che, a dire il vero, non hanno poi quella fragranza che ci si aspetta leggendo l’articolo citato da Luca, anzi spesso hanno un sapore piatto e insulso. Se parliamo di freschezza, d’accordo, ma ci sono altre componenti che trasformano gli ingredienti in cibo con qualità spiccate e, qui, noi lo sappiamo bene, vero? Non basta mettere in un macchinone latte e fermenti per avere un prodotto ottimo, fresco sì, ma non ottimo, altrimenti non ci sarebbe differenza, che so, tra spianata di Oschiri e un altro qualsiasi formaggio. Forse con il nostro latte è meglio produrre pecorino, ricotta e altre tipicità, qui veramente abbiamo delle eccellenze e una tradizione da rispettare e da insegnare.
|
Credo che siamo tutti d'accordo sulla necessità (non solo economica) di preferire i prodotti sardi. Prima, però, dobbiamo chiarire: cosa significa "prodotti sardi"? Alimenti "prodotti" in Sardegna o alimenti "confezionati" in Sardegna. Anche questo è stato precisato, mi pare, da tutti. Tuttavia su questo argomento resta molto da dire e, se possibile, torneremo ancora nei prossimi interventi. Posso aggiungere, per diretta esperienza, che da noi si fanno controlli attenti e severi. Spesso, giustamente severissimi. Qualcuno ricorda i due (lontani) episodi di mercurio nello stagno di Cagliari (e nei molluschi) e, poco dopo, i due episodi (detti impropriamente epidemie) di colera? Riuscimmo a superarli con energia e con coraggio. Mi direte: cosa c'entra il coraggio? C'entra, c'entra, lasciatevelo dire. Gli organi della vigilanza sono attenti e (finché possono) tempestivi. Infatti le mozzarelle sono state fermate. Ma occorre la collaborazione dei cittadini, dei consumatori e, qualche volta, è stata determinante. Prodotti sardi, filiera corta, chilometro zero....ma non basta. Senza pericolosi trionfalismi, che hanno sempre un sapore politico.
|
Modificato da - Giuseppe in data 26/06/2010 20:48:07 |
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Cagliari ~
Città: Cagliari ~
Messaggi: 593 ~
Membro dal: 09/11/2008 ~
Ultima visita: 20/02/2012
|
 |
|
|
luca56
Utente Attivo
  
 |
Inserito il - 28/06/2010 : 07:32:28
|
Ai trionfalismi dal sapore politico abboccano solo i disinformati e gli ingenui, quando sento questo o quest’altro che pronunciano le parole “mercato a km zero, filiera corta, ecc.” come se fossero iniziative “studiate” da loro, mi viene da sorridere e penso alla scoperta dell’acqua calda! Basterebbe, infatti, che questi amministratori/associazioni guardassero con più attenzione e “copiassero” (ma forse già lo fanno) quello che da anni è stato realizzato in molte altre regioni e si accorgerebbero che eventi come: cascine aperte (introdotto in Sardegna da due anni col nome di “poderi aperti”) mercati a km zero, vendita diretta dal produttore al consumatore, Gas (gruppi di acquisto solidali), vendita del latte (e altro) tramite distributori automatici, case dell’acqua; esistono già da un pezzo, riscuotendo l’apprezzamento sia dei consumatori sia dei produttori locali.
|
|
|
Proverbio cinese Lo sciocco ha mille certezze, il saggio non ne ha alcuna.
|
|
Regione Lombardia ~
Città: milano-alghero ~
Messaggi: 852 ~
Membro dal: 20/04/2009 ~
Ultima visita: 15/05/2016
|
 |
|
|
Nevathrad
Utente Maestro
  
    

 |
Inserito il - 28/06/2010 : 10:32:27
|
| Giuseppe ha scritto: Credo che siamo tutti d'accordo sulla necessità (non solo economica) di preferire i prodotti sardi. |
Giuseppe, sono d’accordo nell’incentivare il consumo di prodotti sardi quando sono buoni/ottimi ed economicamente concorrenziali. Punto. Nella nostra economia isolana ci sono errori di valutazione, spesso, grossolani, proprio come il comprare sardo anche se costa di più… no, si dovrebbe compare sardo perché è fresco e perchè non avendo spese dovute al trasporto costa meno di quello che viene da fuori. Altrimenti i conti saranno sempre sbilanciati e sempre a sfavore del consumatore. Mi sai spiegare perché dovrei pagare di più una cosa locale mentre quella venuta da fuori (che fino a prova contraria è valida quanto il prodotto sardo) ha in carico anche le spese di trasporto? In nome di una economia da agevolare o di prodotti eccezionalmente buoni? E, dunque, l’economia delle nostre tasche chi la agevola??? La cifra (come minimo) dovuta al trasporto che non viene spesa, chi la incamera? E perché non va a favore del consumatore? Allora, in virtù di questo ragionamento, i prodotti sardi non dovrebbero essere acquistati nelle altre regioni perché ci sono i loro da proteggere e incentivare. E, infatti, per citare qualche prodotto di altre regioni, le ciliegie di Vignola, il radicchio trevigiano, i pomodori di Pachino, le mozzarelle di bufala, le alici e la loro meravigliosa colatura di Cetara, e via discorrendo, dove li lasciamo, dovremmo non acquistarli e in virtù di cosa??? Ma può essere mai un discorso logico? Oppure è valido solo per noi e gli altri devono acquistare i nostri prodotti allegramente, senza badare ai propri, mentre noi facciamo un ragionamento totalmente opposto? E che senso ha tutto questo? Questo modo di ragionare è quasi paradossale e nemmeno adatto ai tempi odierni. Bisogna vendere di più e al giusto prezzo, non vendere quello che capita e al prezzo che vogliamo e che fa comodo a noi. Ad esempio, perché mai dovrei comprare il cioccolato (mediocre e pieno di grassi vegetali) fatto in Sardegna, quando quasi allo stesso prezzo (appena un po’ di più, proprio come si diceva per i prodotti sardi) posso comprare il cioccolato di Modica, (se ne parlava con Simurg nel topic “Foto di un paradisolano nel mondo”)? Questo cioccolato straordinario è lavorato a freddo, quindi non temperato e privo di qualunque grasso aggiunto, persino del latte, e con la totale assenza dei famigerati grassi vegetali. Viene prodotto artigianalmente con un sistema rimasto ormai unico al mondo. Quanto, a differenza, dovrebbero allora farlo pagare? A peso d’oro invece che il giusto? Vedi bene che, alla fine, questo sistema “sì, però è sardo” non ha tanto ragione d’essere, non parliamo poi se lo si trascina al di fuori dei confini della nostra regione.
| Prima, però, dobbiamo chiarire: cosa significa "prodotti sardi"? Alimenti "prodotti" in Sardegna o alimenti "confezionati" in Sardegna. Anche questo è stato precisato, mi pare, da tutti. Tuttavia su questo argomento resta molto da dire e, se possibile, torneremo ancora nei prossimi interventi. |
Resta molto da dire e, sicuramente, qui facciamo i furbetti come in qualsiasi altra parte dell’Italia, quindi dobbiamo proprio premiare i commercianti un po’ troppo svegli o ci svegliamo noi e cominciamo a diventare consumatori veramente consapevoli?
| Posso aggiungere, per diretta esperienza, che da noi si fanno controlli attenti e severi. Spesso, giustamente severissimi. |
Giuse’ qui si fanno controlli severi, come pure controlli a larghe maglie, esattamente come dovunque. Non facciamoci illusioni che qui sia diverso da altri posti.
| | Prodotti sardi, filiera corta, chilometro zero....ma non basta. Senza pericolosi trionfalismi, che hanno sempre un sapore politico. |
Perfettamente d’accordo. Siamo in un posto dove i commercianti hanno sempre fatto il bello e il cattivo tempo, non avendo concorrenzialità (differentemente da altre regioni), illudendoci con il vessillo che sardo è sempre meglio. Sardo è buono quando è buono, ottimo quando è ottimo, eccezionale quando è eccezionale, scadente quando è scadente, non concorrenziale quando è non concorrenziale. Proprio come in qualsiasi altra parte del mondo.
|
|
|
 |
|
Regione Sardegna ~
Messaggi: 5815 ~
Membro dal: 13/10/2008 ~
Ultima visita: 05/04/2011
|
 |
|
|
Giuseppe
Utente Attivo
  

 |
Inserito il - 28/06/2010 : 12:58:04
|
Posso aggiungere, per diretta esperienza, che da noi si fanno controlli attenti e severi. Spesso, giustamente severissimi. Giuseppe
Giuse’ qui si fanno controlli severi, come pure controlli a larghe maglie, esattamente come dovunque. Non facciamoci illusioni che qui sia diverso da altri posti. Nevathrad
Io parlo solo delle cose che so. Mi riferisco ai controlli che ho fatto e che ho fatto fare e che ho visto fare: tutti ritenuti unanimemente rigorosi e puntuali.
I "vuoti" che io conosco dipendono 1) dalle interferenze politiche (che spetta ai tecnici fronteggiare e correggere), 2) dal nostro sistema commerciale (polverizzato e antieconomico), 3) dal nostro sistema produttivo (non sempre e non tutto adeguato ai tempi e alla concorrenza).
Detto questo, ripeto una notizia (ho detto "notizia") da buona fonte: è vero o non è vero che compriamo il latte dalla Turchia (ho detto "Turchia") per fare un tipo di formaggio che risulta "prodotto in Sardegna"? Nel caso affermativo (ma mi auguro una smentita) vorrei sapere perché. Anzi, non ditemelo perché riesco a immaginarmelo da solo. Giuseppe
|
Modificato da - Giuseppe in data 28/06/2010 13:02:39 |
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Cagliari ~
Città: Cagliari ~
Messaggi: 593 ~
Membro dal: 09/11/2008 ~
Ultima visita: 20/02/2012
|
 |
|
|
luca56
Utente Attivo
  
 |
Inserito il - 28/06/2010 : 15:52:33
|
Non ho trovato notizie in merito all'importazione di latte turco, ho letto però che alcuni imprenditori di Thiesi hanno delocalizzato la produzione casearia in Romania.
|
|
|
Proverbio cinese Lo sciocco ha mille certezze, il saggio non ne ha alcuna.
|
|
Regione Lombardia ~
Città: milano-alghero ~
Messaggi: 852 ~
Membro dal: 20/04/2009 ~
Ultima visita: 15/05/2016
|
 |
|
|
Giuseppe
Utente Attivo
  

 |
Inserito il - 28/06/2010 : 18:39:51
|
| luca56 ha scritto:
Non ho trovato notizie in merito all'importazione di latte turco, ho letto però che alcuni imprenditori di Thiesi hanno delocalizzato la produzione casearia in Romania.
|
Mi dispiace, per l'impegno preso, di non poter fare i nomi dell'informatore, della ditta e del luogo di "produzione". Neppure del prodotto commerciale che rischierebbe un danno ingiustificato. Per la cronaca e per la verità (vi prego di sottolineare), il prodotto non ha avuto (che io sappia) segnalazioni, i commercianti ne confermano la bontà e la richiesta del pubblico, infine...a me è parso buono (organoletticamente e gastronomicamente) quanto il simile prodotto sardo-sardo fin dall'origine. Ultima osservazione: non è concorrenziale per il prezzo. Battuta d'alleggerimento: sono proprio cose turche!
|
Modificato da - Giuseppe in data 28/06/2010 18:41:53 |
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Cagliari ~
Città: Cagliari ~
Messaggi: 593 ~
Membro dal: 09/11/2008 ~
Ultima visita: 20/02/2012
|
 |
|
|
Nevathrad
Utente Maestro
  
    

 |
Inserito il - 28/06/2010 : 21:46:51
|
| Giuseppe ha scritto: Io parlo solo delle cose che so. Mi riferisco ai controlli che ho fatto e che ho fatto fare e che ho visto fare: tutti ritenuti unanimemente rigorosi e puntuali.
I "vuoti" che io conosco dipendono 1) dalle interferenze politiche (che spetta ai tecnici fronteggiare e correggere), 2) dal nostro sistema commerciale (polverizzato e antieconomico), 3) dal nostro sistema produttivo (non sempre e non tutto adeguato ai tempi e alla concorrenza).
Detto questo, ripeto una notizia (ho detto "notizia") da buona fonte: è vero o non è vero che compriamo il latte dalla Turchia (ho detto "Turchia") per fare un tipo di formaggio che risulta "prodotto in Sardegna"?
|
Io non credo di averne sentito parlare, però se dici che la tua è una buona fonte, consideriamo la domanda come retorica e la notizia come veritiera, naturalmente fino a prova contraria... Il fatto è che il latte della Turchia potrebbe essere anche ottimo (ho mangiato lì i migliori yogurt della mia vita e li sto ancora sognando) o non più scadente di quello tedesco che viene usato normalmente in Italia... ma il problema che io mi pongo è un altro... la consapevolezza degli alimenti che uso... io voglio sapere con cosa è fatto il cibo che acquisto, proprio per il diritto di scegliere se comprare o meno. Siamo appena usciti dal cul de sac dell'olio evo, che finalmente deve riportare in eitchetta la provenienza delle olive, e ora ci ritroviamo lo stesso problema col latte...???
|
|
|
 |
|
Regione Sardegna ~
Messaggi: 5815 ~
Membro dal: 13/10/2008 ~
Ultima visita: 05/04/2011
|
 |
|
|
luca56
Utente Attivo
  
 |
Inserito il - 29/06/2010 : 06:17:56
|
... ma anche con il pomodoro:
Il pomodoro cinese invade l'Europa: gli sbarchi sono triplicati, registrando un balzo del 174% nel trimestre dicembre-febbraio 2010 rispetto al precedente periodo del 2009, anno in cui in Italia sono arrivati 82 milioni di chili di concentrato da spacciare come Made in Italy. E' l'allarme lanciato oggi dal presidente della Coldiretti Sergio Marini, in occasione della presentazione del dossier sulle importazioni di concentrato di pomodoro cinese, elaborato insieme alle cooperative agricole dell'Unci e alle industrie conserviere dell'Aiipa (Associazione italiana industrie prodotti alimentari). I pomodori conservati sono la prima voce dell'import agroalimentare dalla Cina pari ad oltre il 34% del totale, la cui produzione, iniziata nel 1990, oggi è al terzo posto nel mondo dopo Stati Uniti e Unione europea. Dalle navi sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso, circa 1.000 al giorno, con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano; questo perché nei contenitori al dettaglio, precisa la Coldiretti, è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento ma non quello di coltivazione. Un quantitativo che corrisponde a circa il 10% della produzione di pomodoro fresco destinato alla trasformazione realizzata in Italia, che nel 2009 e stato di 5,73 miliardi di chili. Danni per i consumatori a cui il pomodoro trasformato piace (31 kg il consumo a testa) e produttori, su cui pesano gli effetti di una concorrenza sleale con ingenti danni economici; basti pensare che nel settore del pomodoro da industria sono impegnati 8.000 imprenditori agricoli che coltivano su 85.000 ettari, 178 industrie di trasformazione, per un valore della produzione di oltre 2 miliardi di euro. Se i marchi italiani vengono clonati di tutto punto, con confezioni identiche alle originali vendute in scatole da 400 e da 2.200 grammi come doppio concentrato (28%) con la scritta '100% prodotto italiano', profondamente diverso è il contenuto. Le analisi parlano chiaro: di pomodoro vero ce n'é ben poco, la maggior parte del prodotto è costituito da scarti vegetali, quali bucce e semi di diversi ortaggi e frutti, con livelli di muffe che eccedono i limiti di legge previsti dalla legislazione italiana.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubr...9949827.html
|
Modificato da - luca56 in data 29/06/2010 06:19:24 |
|
|
Proverbio cinese Lo sciocco ha mille certezze, il saggio non ne ha alcuna.
|
|
Regione Lombardia ~
Città: milano-alghero ~
Messaggi: 852 ~
Membro dal: 20/04/2009 ~
Ultima visita: 15/05/2016
|
 |
|
|
Turritano
Utente Virtuoso
 
    

 |
Inserito il - 30/06/2010 : 00:01:30
|
Lo "yogurt"? ma da quando in qua, lo yogurt che si compra nei bar e supermercati è un alimento tipico sardo? Può essere, ma di solito è prodotto con modalità non sarde, standardizzate, estremamente "commerciali" (magari con latte vaccino tedesco). Per forza quello prodotto in Turchia è molto migliore ..... ma avete mai assaggiato quello tipico sardo che si produceva tradizionalmente nelle famiglie sarde? latte fermentato che fra l'altro ha un nome prettamente sardo? io sì , e vi assicuro che ogni paragone con quello commerciale è improponibile Turritano
|
|
|
| Le dominazioni passano ... i Sardi restano! |
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: Sassari ~
Messaggi: 4480 ~
Membro dal: 13/01/2008 ~
Ultima visita: 04/10/2016
|
 |
|
|
luca56
Utente Attivo
  
 |
Inserito il - 30/06/2010 : 07:53:55
|
Ho visto che c'è un forum, aperto nel 2007, che parla di yogurt sardo (mezuraddu, joddu, ecc.) e della sua preparazione. Proverò qualche ricette tra quelle consigliate !!
|
|
|
Proverbio cinese Lo sciocco ha mille certezze, il saggio non ne ha alcuna.
|
|
Regione Lombardia ~
Città: milano-alghero ~
Messaggi: 852 ~
Membro dal: 20/04/2009 ~
Ultima visita: 15/05/2016
|
 |
|
|
Nevathrad
Utente Maestro
  
    

 |
Inserito il - 30/06/2010 : 08:06:49
|
| Turritano ha scritto:
Lo "yogurt"? ma da quando in qua, lo yogurt che si compra nei bar e supermercati è un alimento tipico sardo? Può essere, ma di solito è prodotto con modalità non sarde, standardizzate,... |
  Turri ma dove lo evinci questo??? io ho detto che in Turchia ho mangiato i migliori yogurt della mia vita e ho citato lo ypgurt ad esaltazione del concetto che il latte turco non è detto che sia scadente... E chi ti dà la certezza che io abbia mangiato solo yogurt sardi per non poterne fare il paragone? E poi c'è pure la possibilità che io me lo prepari da sola in casa e lo faccia alla maniera greca... 
|
|
|
 |
|
Regione Sardegna ~
Messaggi: 5815 ~
Membro dal: 13/10/2008 ~
Ultima visita: 05/04/2011
|
 |
|
|
Discussione |
|
|
|