Nota Bene:Ales - Piccolo centro della Sardegna centrale. Situato ai piedi del Monte Arci su una depressione naturale attraversata da un fiume (ora incanalato), ha sempre rivestito un ruolo determinante nell'economia della Marmilla ospitando scuole, sedi di importanti enti pubblici e privati, di forza pubblica e uffici vari. E' probabilmente la più piccola sede Vescovile d'Italia . Il paese è noto a livello internazionale soprattutto per aver dato i natali ad Antonio Gramsci.
Mansardo ha detto: A questo punto mi chiedo: fino a che punto è legittimo scrivere e mostrare qualsiasi cosa in Rete senza un minimo di verifica e di responsabilità? Da dove dovrebbe iniziare il necessario controllo sui contenuti senza che si debba parlare di censura? Vi sembrano due quesiti molto pesanti? Aspettate, perchè non avete ancora letto il terzo, il più scivoloso, quello che probabilmente risolve (o vanifica?) i primi due: chi dovrebbe effettuare una qualsiasi forma di controllo?
Domande interessanti soprattutto in questo momento contingente nel quale si parla tanto di controllo e di censura. Io però voglio partire da una constatazione: il problema della qualità e della veridicità di quello che si scrive è sempre esistito. Dal momento in cui l'uomo incominciò a usare la scrittura spesso la usò abusando della sua forza. Di quanti testi antichi falsi, calunniatori, diffamatori...la Storia è piena! Lo stesso si può dire da quando sono nate altre forme di informazione o di divulgazione quali la radio, o la TV. Ma anche lo stesso parlare può essere tirato in causa: chi ci dice che l'oratore, il conferenziere, ecc. stiano dandoci dati precisi e onesti? Sarà compito di chi ascolta, guarda, osserva, farlo con senso critico e prontezza di correzione di eventuali distorsioni. Bisogna sviluppare un senso critico autonomo (il dubbio deve sempre essere presente qualunque cosa si legga, si veda, si senta) contemporaneamente ad una umiltà intellettuale, cioè la capacità anche di autocorrezione.
Altra cosa è la censura. Grave. Nessuno si può arrogare la possibilità di censurare. Saranno i tribunali che vaglieranno eventuali denunce di offese, calunnie, plagio. Come è sempre stato fatto per il testo scritto. Altrimenti...diventiamo protagonisti di un ipotetico Fahrenheit informatico. E io non ci sto. Perchè allora questa la chiamo dittatura:politica, ideologica, culturale. Ne sono testimone e vittima in questi giorni su FaceBook: dalla mia e da quella di tanti miei amici è scomparso il video (perchè tolto dal gestore) della Milena Gabanelli: http://www.youtube.com/watch?v=797mYapAmDA
Lo trovo fatto gravissimo che lede la libertà dell'individuo. Questa non è più democrazia ma stato dittatoriale. Il che mi fa paura.....
Non volevo usare questo magico spazio per fare politica ma.... Mansardo sei stato troppo "succulento"
.....sorrido anche io Amica Neva e Amico Mansardo (sempre che lui mi ritenga degna..) e con tenerezza penso ai miei pensieri di questi giorni...cosi' banali e cosi' stupidi da dimenticare il percorso di Suite.....ogni tanto rientro nei vostri pensieri e ascolto con voi moti dell'animo che ogni tanto perdo nelle mie veloci giornate...ed e' una gioia..un sorriso di speranza per non sentirmi sola.Sono qui...Maria Luisa... legata ai i nastri sottili del tuo vestito....anto
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Nevathrad ha scritto: ... A me non fanno paura le regole e le norme anche strette, mi fanno paura i danni scriteriati di chi crede che libertà è potersi permettere di tutto. Come non mi fa paura l'esistenza del codice penale e delle condanne derivanti dalle sue applicazioni, sapendo che sono una persona che, per diecimila motivi, difficilmente si troverà nella posizione di sottostare ad esso. Perchè nel web dovrebbe essere diverso? ...
Appunto. Dovrebbero esistere delle regole chiare, uguali per tutti. Io non credo che libertà significhi assenza di regole, perchè sono proprio queste ultime che consentono il rispetto delle libertà di tutti. Chi non accetta regole in nome della libertà, in realtà vuole anarchia, libero insulto e sostanziale impunità. Ma la libertà, come l'autodeterminazione, deve implicare il concetto di responsabilità, altrimenti non è libertà, è prevaricazione.
Chi dovrebbe controllare? Bella domanda... sicuramente persone di provate capacità in materia e di indubbia moralità
Insomma qualcuno super partes. Cioè, nessuno. Ma quanto aveva ragione Orwell in "1984"?...
p.s. Neva, scusa la mia inesperienza, ma cos'è un forum di succulente?
In questo momento, se mai potessi vedermi, sto facendo la ruota come un pavone, anzi di più... io che spiego qualcosa al mio mitico Mansardo!!! ... ... Spero di essere stata almeno un po’ chiara ma spiegarlo in due parole è complicato.
Sei stata chiarissima, grazie. E grazie anche per la considerazione. Non devi stupirti, però. Siamo tutti complementari. Vedrai che capiterà ancora, le cose che ignoro sono molte di più di quelle che conosco.
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Pia ha scritto: ... il problema della qualità e della veridicità di quello che si scrive è sempre esistito. Dal momento in cui l'uomo incominciò a usare la scrittura spesso la usò abusando della sua forza. Di quanti testi antichi falsi, calunniatori, diffamatori...la Storia è piena! Lo stesso si può dire da quando sono nate altre forme di informazione o di divulgazione quali la radio, o la TV. Ma anche lo stesso parlare può essere tirato in causa: chi ci dice che l'oratore, il conferenziere, ecc. stiano dandoci dati precisi e onesti? Sarà compito di chi ascolta, guarda, osserva, farlo con senso critico e prontezza di correzione di eventuali distorsioni. Bisogna sviluppare un senso critico autonomo (il dubbio deve sempre essere presente qualunque cosa si legga, si veda, si senta) contemporaneamente ad una umiltà intellettuale, cioè la capacità anche di autocorrezione.
Hai ragione, Pia. Ma internet è un mezzo potentissimo la cui autorevolezza è spesso autoreferenziale (vedi Wikipedia), dove - come si diceva una volta - il trucco c'è ma non si vede. Quindi, come ho detto all'inizio, tende a impigrire il nostro senso critico, a essere una comoda coperta di Linus. Che può strangolarci, se non stiamo attenti.
Altra cosa è la censura. Grave. Nessuno si può arrogare la possibilità di censurare. Saranno i tribunali che vaglieranno eventuali denunce di offese, calunnie, plagio. Come è sempre stato fatto per il testo scritto. Altrimenti...diventiamo protagonisti di un ipotetico Fahrenheit informatico. E io non ci sto. Perchè allora questa la chiamo dittatura:politica, ideologica, culturale. ...
La censura non è mai positiva. Basta che siano fissate delle regole chiare e giuste e poi siano fatte rispettare. Consenso e dissenso devono muoversi attraverso regole, che sono i binari della convivenza civile, dell'armonizzazione di tante libertà. Penso addirittura che la mancanza di controlli possa condurre alla forma più subdola di censura. Quella invisibile, dove nemmeno ti accorgi che leggi e vedi soltanto quello che qualcuno vuole che tu legga e veda. A mio parere, non siamo a questo punto. E sai perchè? Perchè abbiamo ancora la capacità di indignarci. Se qualcosa viene fatto sparire, come hai denunciato tu, comunque si viene a sapere. E fa il giro del mondo. E' chiaro che internet è un fenomeno ormai irreversibile. A maggior ragione, allora, c'è bisogno di un sistema di regole condivise che ci tenga equidistanti dalla dittatura della propaganda e dalla dittatura dell'anarchia.
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Inserito il - 20/06/2010 : 11:57:56
Tizi ha scritto: Buona domenica a tutti voi, buongiornooooo!!!!
Buongiorno, buongiorno sì... però quando metti le mie foto in prima linea avvertimi!!! In quella ho ancora gli occhi chiusi e non riconosco manco i parenti prossimi!!!! Uffa!
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@ Pia che noce particolare...che bella sorpresa....quando uno meno se lo aspetta, la magia di un semplice gesto è proprio li davanti a te, ti sorprende ti strappaun sorriso ed è già un attimo....magico...