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.machiavelli.
Utente Senior
   
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Inserito il - 31/10/2010 : 08:20:55
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Vi racconto la storia di Sardo di Pierluigi Montalbano
Era una notte d’estate e Sardo decise di avvicinarsi al mare e guardare l’orizzonte. Il buio era ovunque, la vegetazione schermava le poche luci del villaggio, il cielo era scuro e immenso, ma una grande luna, luminosa e bruna, si specchiava vicino all’isola che ogni giorno offriva i suoi frutti e proteggeva dal caldo sole la famiglia dell’uomo. La risacca batteva aritmicamente confondendosi con la brezza notturna e lontano, all’interno del villaggio, un vociare confuso non consentiva a Sardo di ascoltare il vuoto silenzio della immensità marina. Si immerse in quelle acque nere, fresche e profonde che purificavano l’anima e il corpo, e per qualche istante il mondo che lo circondava svanì. Iniziò a nuotare e il respiro si fece sempre più rapido. Intanto a Kertos, così era chiamato il villaggio di Sardo, gli ultimi fuochi erano stati spenti dai sacerdoti del tempio e tre uomini iniziavano il loro turno di sorveglianza. La ripida salita che conduceva allo strapiombo era illuminata dal bagliore della luna e da lassù un suono di corno avvisava che la notte era tranquilla. Quando i tre uomini arrivarono sulla torre che dominava sul villaggio, le sentinelle che avevano terminato il proprio turno si spogliarono dell’armatura e indossarono le bianche vesti di lino per rientrare a valle, a Kertos, consumare l’ultimo pasto della giornata e riposare con le loro mogli. Era dura la vita nel villaggio per chi doveva sorvegliare la comunità. Turni di una giornata si alternavano con un ciclo di riposo che durava altrettanto. Erano 200 le persone che vivevano a Kertos, ma solo 10, in periodo di pace, si occupavano della guardia: due al tempio e tre alla torre divisi in due turni. Sardo, intanto, era rientrato all’asciutto e a passo lento si avvicinava al villaggio percorrendo quel sentiero che fra lentischio e ginepro conduceva alla capanna delle capre, il luogo nel quale trascorreva la notte ormai da 10 lunghi anni. Era solo un bimbo quando suo padre Pireo, l’allevatore giunto dal mare, gli affidò gli animali insegnandogli a governarli. Non c’era riposo in quel lavoro, ma le bestie offrivano latte tutti i giorni e carne quando era necessario. Ogni luna nascente un capretto era sacrificato alle divinità. Il sangue era raccolto nella coppa e, con formule rituali, versato nella vasca. Gli organi interni venivano disposti sull’altare e consacrati. La testa, le zampe e la coda offerti in olocausto e la carne divisa per essere consumata dalla comunità. Altri 9 erano gli allevatori di Kertos, e quando la comunità si riuniva per il banchetto rituale le 10 bestie erano sufficienti a sfamare anche le donne, i bambini e i vecchi. Le parti migliori erano per le guardie del villaggio, per i 2 sacerdoti e per il capo, il pastore che guidava il popolo. Il conferimento degli animali per l’offerta era un giorno di gioia per Sardo. Gli era stato insegnato che la generosità e l’altruismo erano i presupposti per una vita felice. Quando sceglieva la capra sapeva bene che la più sana e bella del gregge sarebbe stata gradita al suo Dio, e prima di ucciderla tagliava una ciocca dal mantello e la metteva da parte per donarla al nipote e rinnovare un rito speciale, magico, lontano nei tempi. I padri della comunità raccontavano che un tempo, quando si viveva sotto le rocce vicine al fiume, i bambini dovevano preparare un piccolo giaciglio con la lana consacrata alla divinità, e quando riuscivano a completarlo nella larghezza di un braccio e la lunghezza di tre, erano pronti all’iniziazione. La tradizione imponeva che la promessa sposa era incaricata di confezionare un tessuto da imbottire con la lana preparata dallo sposo e quando i giovani avrebbero raggiunto l’obiettivo imposto dalla legge matrimoniale sarebbero iniziati i cerimoniali con la benedizione delle famiglie e la preparazione del materiale per costruire la casa. Tutti i giovani del villaggio, maschi e femmine, trascorrevano l’infanzia dividendo la giornata in tre fasi della stessa durata: il lavoro nei campi e con gli animali, la preparazione dei cibi e la loro consumazione, e il riposo. Solo nell’ultima fase potevano dedicarsi alla preparazione del dono nuziale. I migliori riuscivano nell’intento prima del compimento dei 10 anni, e solo allora potevano chiedere agli anziani della comunità quali sarebbero state le prove da superare nel rito di iniziazione. Uomini e donne avrebbero preparato un terreno di 10 braccia per lato e all’interno avrebbero trasportato tutto il materiale che serviva per preparare la futura casa. Nei momenti di riposo i giovani avrebbero potuto tagliare i rami, accumulare il fango per le pareti e lavorare le pietre per la base della capanna. Le fibre vegetali per legare le fronde alla struttura sarebbero state fornite dalla comunità, già pronte in forti legacci preparati dalle donne già sposate e in attesa di figli. Il lavoro dei campi è duro per le mamme gravide e la comunità non consente che i nascituri siano a rischio di sopravvivenza nel ventre materno.
...domani la seconda parte di questo breve racconto che ho scritto oggi. Anche se non si tratta di letteratura scientifica, siete pregati di citare fonte e autore, chissà che un giorno mi decida a scrivere l'intera vita di questa comunità che vive nella mia fantasia. :)
link del testo http://pierluigimontalbano.blogspot...-storia.html
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Pia
Salottino
Utente Mentor

    

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Inserito il - 31/10/2010 : 09:35:37
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Tu sai Pierluigi che amo particolarmente la narrativa che, con invenzione creativa, aiuta ad entrare nella storia di un popolo, quella vera. Storia fatta, costruita, dalle genti che ci hanno preceduto. Vita che starà agli archeologi e agli storici ricostruire scientificamente. La narrativa storica si prefigge di appassionare il lettore "non addetto ai lavori" per aiutarlo ad addentrarsi con la fantasia nelle pieghe del tempo. La narrativa storica, quindi, stimola curiosità, desiderio di conoscenza. I cantori, gli aedi, narravano le gesta, infarcendole di poetiche "fandonie", non faceva "Storia", ma creavano emozioni. Facevano "memoria" dei fatti, per non dimenticare. Abbiamo bisogno di aedi che cantino le nostre origini, che stimolino il risveglio di una identità di popolo, che pungolino i veri storici a cercare nella verità le nostre origini. E per questo che amo in particolar modo "Passavamo sulla terra leggeri" di Sergio Atzeni. Con la sua opera ha regalo il Mito alla nostra terra.
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 Pedra Longa
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..un altro meraviglioso angolo di Sardegna
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Lessa
Salottino
Utente Attivo
  

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Inserito il - 31/10/2010 : 23:38:40
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L'ho sempre detto che eri un romanziere nato! Vedi? così non devi neanche preoccuparti di risultare credibile! continua su questa strada! 
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"La storia scritta dai vincitori non può dire cose giuste"
Il mio Blog sulla rievocazione storica, il combattimento, e la ricostruzione Nuragica: http://sardinianwarrior.blogspot.com |
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.machiavelli.
Utente Senior
   
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Inserito il - 01/11/2010 : 09:16:56
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Sardo, di Pierluigi Montalbano 2° parte I ruoli della comunità sono precisi ma frequentemente vengono scambiati secondo le necessità, e le richieste delle famiglie ai capi e ai sacerdoti sono sempre accompagnate da validi motivi. L’unico mestiere che non consente riposo ed eccezioni è quello di Porax, il maestro dei metalli. Nella sua bottega, un bel circolo di pietre alto quattro braccia, e aperto così da consentire al fuoco di smaltire meglio il calore e i fumi, è un via vai di individui con richieste sempre precise: affilare le lame, preparare le punte per le frecce, fondere un rottame per ottenere metallo nuovo, aggiustare con grappe un vaso in terracotta rotto per il troppo utilizzo e, soprattutto, preparare tutto ciò che il capo vuole sempre lucido e pronto all’uso. Guadagna bene Porax, è il più ricco fra i popolani, e sua moglie veste lino e prepara cibi sempre caldi e vari per i suoi figli. Al suo laboratorio arrivano sempre con qualcosa da offrire per i servigi resi e per la perizia nelle rifiniture che lo contraddistingue da quando il padre lo prese a lavorare con sé. Il rumore che si solleva quando Porax batte sul metallo per addolcirlo è insopportabile, e il capo volle che la bottega fosse spostata a cento braccia dal villaggio. La sera, quando arriva il momento del riposo, l’artigiano chiama i due servi e si fa aiutare a trasportare le scorte di metallo all’interno della casa del capo. Ogni giorno si ripete il consueto trasporto, dal deposito al laboratorio, su e giù per il villaggio, con i due servi che si proteggono le mani con pezze in cuoio e Porax che segue con occhio attento tutti i movimenti degli aiutanti. Il capo gli ha commissionato un rivestimento per i bracieri che riscaldano la casa nella stagione fredda. Sua moglie, Nesa, ha visto questo sistema innovativo che conserva meglio il calore alla festa di matrimonio di Kal, figlio di Molkesh, sovrano del clan degli Ilenesh. Sono i mercanti navigatori che trasportano pelli e avori scambiandoli con rame destinato ad un popolo che vive lontano, dove il sole è forte e la vegetazione soffre per le scarse piogge. Insieme a Porax lavora Sila, un giovane orfano che la famiglia allevò fin da tenera età. I suoi genitori morirono durante una rivolta, quando nel villaggio ci fu una congiura per rovesciare il potere. Il vecchio re non aveva più il controllo su alcuni capi di confine che si allearono con il potente Mokor, sovrano di vasti territori lungo il fiume. Il suo popolo viveva di agricoltura e pastorizia, ma il surplus derivante dalla produzione era interamente destinato all’acquisto di metalli per fabbricare armi. Aveva combattuto in oriente Mokor, e sapeva come approvvigionarsi di materiali e uomini che sapevano fondere il bronzo. Con le sue armi riuscì rapidamente ad assoggettare le genti del fiume e ampliò i suoi possedimenti annettendo ad essi anche i territori di Kertos. Sila fu risparmiato dal nuovo re e fu accolto nella famiglia di Porax. Si confidava spesso con il suo genitore adottivo e nutriva la speranza di uccidere Mokor, l’assassino dei suoi genitori. Imparò presto a fondere i metalli e raccoglieva qualche rottame per riuscire, un giorno, a fabbricare un pugnale. Una sera Porax non andò al lavoro e chiese a Sila di completare il lavoro dei bracieri. Il giovane riuscì a risparmiare qualche frammento di metallo e, nonostante avesse rifinito a regola d’arte la commissione per Nesa, completò il lavoro di raccolta di quel tanto che bastava per preparare un bel pugnale. Lavorò tutta la notte, e il rumore della lama che veniva affilata era attutito dalla pioggia che incessantemente cadde nel villaggio fino al mattino. Alle prime luci dell’alba arrivarono gli aiutanti di Porax per scaricare i metalli da lavorare, come tutti i giorni, e trovarono il giovane addormentato sul giaciglio del laboratorio. Il pugnale era ben conservato all’interno dell’imbottitura e i bracieri, lucidi e perfetti, erano pronti per essere consegnati. Svegliarono Sila e si fecero aiutare a caricare il lavoro sul carro. In quel momento giunse Porax, e vedendo la raffinata lavorazione eseguita dal giovane, decise di premiarlo. Gli offrì una paga adeguata al grado di maestria raggiunto e da quel giorno nel villaggio ci furono due maestri. Intanto nella casa di Porsiace, uno dei sacerdoti del tempio, iniziavano i preparativi per la cerimonia di iniziazione del giovane Remes, figlio primogenito di Restivo e Arianna,…
...e con ciò lascio aperta la possibilità di proseguire aggiungendo altre vicende. Anche se non si tratta di letteratura scientifica, siete pregati di citare fonte e autore, chissà che un giorno mi decida a scrivere l'intera vita di questa comunità che vive nella mia fantasia. 
link del testo: http://pierluigimontalbano.blogspot...toria-2.html
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maurizio feo
Salottino
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Inserito il - 01/11/2010 : 18:35:30
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...siete pregati di citare fonte e autore... Indossavi gli occhiali da sole, mentre scrivevi questa frase, vero, Mack?
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| Beni: ti naru unu contu... |
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.machiavelli.
Utente Senior
   
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Inserito il - 01/11/2010 : 18:52:13
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.machiavelli.
Utente Senior
   
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Inserito il - 02/12/2010 : 09:52:40
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Scusate se inserisco quì il link, ma non volevo aprire un altro 3d.
Si tratta di una serie di appuntamenti organizzati da varie associazioni con presentazione di libri sulla nostra storia e visite guidate a monumenti. Troverete le locandine, i relatori, le date e i luoghi di svolgimento.
http://pierluigimontalbano.blogspot...-antica.html
Grazie per l'attenzione.
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