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Nota Bene: Nata a Ozieri nel 1887, Maria Rosa Punzirudu è stata fra le prime donne sarde a esibirsi sul palco nel canto a chitarra. Il suo esordio risale ai primi anni venti, mentre le incisioni sono del 1930, cantando con Nicolino Cabizza e Gavino Delunas.
Fra le sue esibizioni più importanti, da ricordare quella avvenuta in Vaticano, davanti a Papa Pio XII, dove propose una toccante interpretazione di Deus ti salvet Maria.



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Sardoc

Utente Medio



Inserito il - 17/01/2011 : 22:39:03  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Sardoc Invia a Sardoc un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Dato che vuoi le mie risposte, ti dò le mie risposte.
Allora circa "non sarà mai popolare ma toccherà per forza usarlo" è una tua creazione di copia e incolla dato che avevo scritto"se và avanti, alla moda dei romani, ai sardi toccherà per forza usarlo." se và avanti quindi alla fine non sò se diventerà popolare o meno. io non me lo auguro.
Circa le lingue, sono popolari nel momento in cui vengono usate dal popolo e per comunicare con altri componenti estranei al proprio dialetto e quindi una Lingua di Scambio, e per questo mi sembra che abbiamo l'Italiano.
Circa il punto 1, non è semplicemente ma principalmente un valore culturale ed affettivo individuale, e circa il valore politico purtroppo credo che tutto cio che viene tutelato in modo politico alla fine viene stravolto dal suo motivo fondante dato i facili accomodamenti che in politica si usa fare.
Circa il punto 2, anche se fossi propenso per il valore politico, mi dispiace ma non ho delle risposte adeguate, ma la L.S.C. continua, per me, a non essere una risposta che mi possa fare piacere.
Circa il punto 3, vedi, se proprio mi debbo far piacere qualcosa ma non è detto, il doppio standard sarebbe il meno peggio dato che e qulcosa, non del tutto, che già esiste, come anche voi in diversi punti fatte notare,con la linea di demarcazione lingua sul parallelo di Paulilatino piu o meno.
punto 4, E' la mia speranza che non sia stata ancora fatta, dato che spero, ma purtroppo ne dubito, che qualcuno certamente più ferrato di me possa tirar fuori il classico coniglio dal cappello.
Circa il 5, ma se avessi le risposte a tutti questi quesiti non starei qui a dialogare con te ma sarei a cagliari a farli mettere in atto(chiaramente stò scherzando).
Il sardo-corso, il gallurese, non sò ma dalle nostre parti non risulta cosi ostico come sembra, almeno per chi è già dentro il sardo dato che nei canti sardi a chitarra ci sono sempre diversi canti tra cui ti elenco la galluresa, la corsicana, la tempiesina e qualche altro canto che adesso non mi soviene, che sono non solo capiti ma anche cantati anche da chi gallurese non è.
il catalano e il, credo, tabarchino, sono come hai scritto tu delle minoranze nelle minoranze e quindi devono morire, scherzo, secondo me in questi casi deve essere cura delle comunità locale il mantenimento delle proprie pecularità e già lo fanno altrimenti loro sarebbero stati già globalizati da noi sardi.
Dato che ti ho fatto, spero, felice per averti risposto, spero che tu e chiunque altro vogliate accettare queste righe come espressione del mio pensiero di sardo e quindi un pensiero che ha ragione di essere dato che il futuro di cui si discute è anche il suo, quindi avente stessa dignità di qualunque altro discorso pur se colto circa l'andamento che si vorrà intraprendere sulla questione LIMBA.
un caro saluto e paghe e bene








  Firma di Sardoc 
Beato il Popolo che non ha bisogno di eroi.

 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: cossoine  ~  Messaggi: 103  ~  Membro dal: 08/01/2011  ~  Ultima visita: 24/04/2011 Torna all'inizio della Pagina

robur.q

Utente Senior



Inserito il - 18/01/2011 : 08:43:47  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di robur.q Invia a robur.q un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
non ho mai dubitato della dignità delle idee altrui, se rappresentate in maniera civile e con onestà intellettuale.
Permettimi però di sottolineare una parte del tuo discorso: dici che, come lingua di scambio abbiamo già l'italiano; e questo non solo è vero ma è anche legittimo volerlo!
Dici anche che la proposta del doppio standard ti sembra finora quella più accettabile (proposta molto interessante e con basi molto solide peraltro), in attese di idee migliori che però non vedi;
quindi, anche tu in fondo, desideri una soluzione "unificatrice": il classico coniglio;
ti faccio una proposta: perchè non cerchiamo, insieme, io e te su questo forum (e gli altri che lo desiderano naturalmente), di elaborare ciò che potrebbe essere la soluzione migliore, passettino per passettino?
Io un'ideuzza ce l'ho, l'ho anche formalizzata da tempo, ma in verità ne avevo anche altre da aggiungere nel calderone.
ci stai?








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Cagliari  ~ Città: assemini  ~  Messaggi: 1124  ~  Membro dal: 06/06/2009  ~  Ultima visita: 04/05/2013 Torna all'inizio della Pagina

Sardoc

Utente Medio



Inserito il - 18/01/2011 : 12:34:14  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Sardoc Invia a Sardoc un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Scusami, ma c'è un passo che non ho capito, d'altronde scrivere non come parlare, sarebbe "come lingua di scambio abbiamo già l'italiano; e questo non solo è vero ma è anche legittimo volerlo!" non capisco il senso.
Come ho scritto io amo la mia lingua ma sò di non avere le capacità per trovare la soluzione per un cosi' gravoso problema ma, volentieri, dato che uno frequenta i forum per scambiare e conoscere le opinioni altrui, mi piacerebbe conoscere la tua cosidetta "ideuzza" e darti la mia opinione sempre che abbia la capacità di farlo, ma comunque sentire le idee degli altri non fà altro che arricchire il nostro bagalio di conoscenza anche se non lo capiamo del tutto, spara.








  Firma di Sardoc 
Beato il Popolo che non ha bisogno di eroi.

 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: cossoine  ~  Messaggi: 103  ~  Membro dal: 08/01/2011  ~  Ultima visita: 24/04/2011 Torna all'inizio della Pagina

robur.q

Utente Senior



Inserito il - 18/01/2011 : 16:58:05  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di robur.q Invia a robur.q un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
uhhmmm
ti vedo diffidentuccio
non ti preoccupare, questo è un forum, non uno suk mediorientale: non c'è alcuna fregatura dietro l'angolo
quale è il significato di quella frase?
la presenza della lingua italiana non è solo un dato di fatto, frutto della storia, ma è anche un dato emotivo e culturale: la maggior parte di noi sardi ci sentiamo sardi e italiani senza complessi e menomazioni; la sardità escludente è un fenomeno minoritario!
Non solo.
Buona parte dei sardi (me compreso) ha come lingua materna l'italiano e non le varietà dialettali locali cui è (o è stato) più o meno è esposto; questo è naturalmente più vero per le giovani generazioni.
La mia ideuzza (leggo una vena di sarcasmo ma non è un problema) è, semplificando, la seguente: un modello linguistico amministrativo regionale unitario basato sulla lingua della Carta De Logu nei suoi testi più antichi (non legato ad alcuna specifica area o paese, non dialettale ma tecnico, vicina e lontana equamente da tutti), un sistema di circa una decina di meso-aree (come identificate dai migliori studi dialettali) per l'uso nell'istruzione primaria e nelle istituzioni locali.
Il problema più grosso, ma non certo insormontabile, è la definizione di un sistema alfabetico in grado di trascrivere alcuni dei suoni più caratteristici delle varietà: le nasali del campidanese mediano, i vari "colpi di glottide", le laterali sibilanti della tua zona.
Il sistema morfologico e lessicale del sardo è piuttosto compatto, soprattutto all'interno delle due macroaree settentrionale e meridionale: la creazioni di grammatiche e vocabolari, una volta superato il problema ortografico, non è difficile ed è anzi a buon punto.
Senza dimenticare lo studio della letteratura nelle due varietà letterarie storiche campidanese e logudorese illustri.
Avremmo in questo modo un modello per l'uso legislativo, amministrativo e giurisdizionale; due modelli letterari; una decina di modelli di insegnamento e di comunicazione locale.
Sembra complicato, ma lo è molto meno di quello che sembra e, soprattutto, ci smuoverebbe dall'immobilismo che sa tanto di agonia linguistica.








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Cagliari  ~ Città: assemini  ~  Messaggi: 1124  ~  Membro dal: 06/06/2009  ~  Ultima visita: 04/05/2013 Torna all'inizio della Pagina

Sardoc

Utente Medio



Inserito il - 18/01/2011 : 20:14:08  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Sardoc Invia a Sardoc un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Sento l'urgenza di risponderti per chiarire che non ho alcuna diffidenza, ma come ho già scritto, lo scrivere è diverso dall'esprimersi a parole, solo questo.
come non capisco "ma è anche legittimo volerlo" dato che gia l'abbiamo ed è un dato di fatto da tanto tempo e mi pare che proprio noi sardi, ed in special modo quando sento degli anziani sardi , quando ci esprimiamo in italiano siamo dei più corretti nell'uso proprio perchè non possiamo esimerci dall'usarlo bene pena la non comprensione dell'interlocutore, mentre sentendo anziani di altre regioni molti non provano neanche ad usare l'italiano e danno per scontato che li si capisca.
Sul sarcasmo lascia stare perchè non è cosa che io uso, specialmente con chi non conosco, quindi sono realmente interessato ma, anche un pò timoroso della piega che questo mia curiosità possa prendere perchè non l'ho detto per modestia che non sono ferrato sull'argomento e volevo solo esprimere la mia opinione.
Per il resto mi prendo del tempo per darti una risposta ponderata come meriti e non una cosa estemporanea tanto per dire, a risentirci.








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 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: cossoine  ~  Messaggi: 103  ~  Membro dal: 08/01/2011  ~  Ultima visita: 24/04/2011 Torna all'inizio della Pagina

robur.q

Utente Senior



Inserito il - 18/01/2011 : 20:41:44  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di robur.q Invia a robur.q un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Sardoc
aspetterò con interesse il tuo parere, non c'è mica fretta: il sardo è mal messo ma non ancora moribondo
quel "legittimo volerlo" non allude ad una legittimità giuridica, come è ovvio; allude ad modo di intendere la sardità cui ho accennato, che ha venature di nazionalismo fuori tempo massimo ed un'intolleranza escludente di fondo che, minoritariamente ma rumorosamente, inquina il dibattito sulle questioni politiche e culturali nella nostra isola ed in particolare sulla questione linguistica;
con l'esito nefasto di allontanare la gran parte della gente non solo dalla problematica che stiamo discutendo, ma perfino dalla reinterpretazione del rapporto istituzionale tra la Regione Autonoma e la Repubblica.
Non dimentico il "no" dei cosiddetti nazionalitari alla riforma istituzionale che avrebbe garantito la competenza primaria ed esclusiva nell'istruzione, sanità, polizia locale








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Cagliari  ~ Città: assemini  ~  Messaggi: 1124  ~  Membro dal: 06/06/2009  ~  Ultima visita: 04/05/2013 Torna all'inizio della Pagina

Su foristeri

Utente Medio


Inserito il - 18/01/2011 : 20:59:59  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Su foristeri Invia a Su foristeri un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
robur.q ha scritto:

uhhmmm
ti vedo diffidentuccio
non ti preoccupare, questo è un forum, non uno suk mediorientale: non c'è alcuna fregatura dietro l'angolo
quale è il significato di quella frase?
la presenza della lingua italiana non è solo un dato di fatto, frutto della storia, ma è anche un dato emotivo e culturale: la maggior parte di noi sardi ci sentiamo sardi e italiani senza complessi e menomazioni; la sardità escludente è un fenomeno minoritario!
Non solo.
Buona parte dei sardi (me compreso) ha come lingua materna l'italiano e non le varietà dialettali locali cui è (o è stato) più o meno è esposto; questo è naturalmente più vero per le giovani generazioni.
La mia ideuzza (leggo una vena di sarcasmo ma non è un problema) è, semplificando, la seguente: un modello linguistico amministrativo regionale unitario basato sulla lingua della Carta De Logu nei suoi testi più antichi (non legato ad alcuna specifica area o paese, non dialettale ma tecnico, vicina e lontana equamente da tutti), un sistema di circa una decina di meso-aree (come identificate dai migliori studi dialettali) per l'uso nell'istruzione primaria e nelle istituzioni locali.
Il problema più grosso, ma non certo insormontabile, è la definizione di un sistema alfabetico in grado di trascrivere alcuni dei suoni più caratteristici delle varietà: le nasali del campidanese mediano, i vari "colpi di glottide", le laterali sibilanti della tua zona.
Il sistema morfologico e lessicale del sardo è piuttosto compatto, soprattutto all'interno delle due macroaree settentrionale e meridionale: la creazioni di grammatiche e vocabolari, una volta superato il problema ortografico, non è difficile ed è anzi a buon punto.
Senza dimenticare lo studio della letteratura nelle due varietà letterarie storiche campidanese e logudorese illustri.
Avremmo in questo modo un modello per l'uso legislativo, amministrativo e giurisdizionale; due modelli letterari; una decina di modelli di insegnamento e di comunicazione locale.
Sembra complicato, ma lo è molto meno di quello che sembra e, soprattutto, ci smuoverebbe dall'immobilismo che sa tanto di agonia linguistica.


Buongiorno Robur,

A che cosa pensi quando parli di laterali sibilanti ?

Gratzias.

Unu saludu mannu.








 Regione Estero  ~ Città: Parigi  ~  Messaggi: 226  ~  Membro dal: 15/01/2010  ~  Ultima visita: 12/12/2019 Torna all'inizio della Pagina

robur.q

Utente Senior



Inserito il - 19/01/2011 : 14:25:38  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di robur.q Invia a robur.q un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
logudorese nord occidentale che comprende la porzione nord-occidentale del dominio logudorese (centri maggiori sono Ozieri, Ìttiri, Chiesi, Plaghe, Àrdara), e si estende verso nord-est fino al Coghinas (Tula), è limitato a sud da una linea che va da Nughedu San Niccolò a Monteleone Roccadoria (centri compresi all’interno di questa sub-varietà); all’interno di quest’area troviamo Ósilo, presso Sassari, che è una “enclave” del logudorese centrale. Il logudorese nord occidentale è caratterizzato, oltre che da i tratti condivisi col logudorese comune e dalla palatalizzazione dei nessi di Consonante + L propria anche del logudorese centrale (vedi qui sopra), eminentemente dal fenomeno di assimilazione dei nessi di L, R, S + Consonante (fenomeno della lisca), le realizzazioni variano da centro a centro, ci limitiamo a segnalare alcuni fenomeni più significativi:

L, R, S + #264; > #61539;#61539; (fricativa velare sorda rafforzata): PORCUM >po#61539;#61539;u, PISCEM PISCEM > pi#61539;#61539;e, FALCEM > fa#61539;#61539;e; ma possono esservi varianti del tipo po#313;ku, (Thiesi, Cherèmule, Bonorva ), po#303;#313;ku (Cossoìne) e fa#313;ke (Giave, Bonorva, Thiesi,
Cherèmule) fa#303;#313;ke (Mara, Pozzomaggiore);

L, R, S + G > #289;#289; (costrittiva postalveolare sonora, lunga e fortemente fricativa): LARGUM > la#289;#289;u, ALGAM > a#289;#289;a; con varianti tipo la#303;lgu/la#303;#947;u (Pozzomaggiore, Mara, Thiesi, Cherèmule, Giave);

L, R, S + T > #313;t (laterale sibilante sorda, seguita da t più o meno debolmente articolata): ALTUM > a#313;tu, HORTUM > o#313;tu, FORTEM > fo#313;te, (EC)CU ISTUM > ku#313;tu (‘questo’), STARE > i #313;tare;

L, R, S + T > #313;d (come nel caso precedente, con la differenza che qui la dentale d è sonora): SURDUM > su#313;du, it. soldato > so#313;dau;

L, R, S + P o B > #303;lp (< R, L + P)/#303;pp o #303;bb/v (L, R + B): CULPAM > ku#303;ppa/ku#303;lpa, CORPUS > ko#303;ppus/ ko#303;lpus, SPINAM > ippina, VESPAM> e(#303;)ppe BARBAM > ba#303;bba/bava, HERBAM > e#303;vva; ALBATA > rivada/av(v)a#948;a (l’area di #303;pp è alquanto più ridotta rispetto agli altri fenomeni qui in questione)

L, R, S + dz (< J, DJ) > žž:: HORDEUM > ožžu, VARIAM > ažža.










 Regione Sardegna  ~ Prov.: Cagliari  ~ Città: assemini  ~  Messaggi: 1124  ~  Membro dal: 06/06/2009  ~  Ultima visita: 04/05/2013 Torna all'inizio della Pagina

Su foristeri

Utente Medio


Inserito il - 22/01/2011 : 20:18:50  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Su foristeri Invia a Su foristeri un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
robur.q ha scritto:

logudorese nord occidentale che comprende la porzione nord-occidentale del dominio logudorese (centri maggiori sono Ozieri, Ìttiri, Chiesi, Plaghe, Àrdara), e si estende verso nord-est fino al Coghinas (Tula), è limitato a sud da una linea che va da Nughedu San Niccolò a Monteleone Roccadoria (centri compresi all’interno di questa sub-varietà); all’interno di quest’area troviamo Ósilo, presso Sassari, che è una “enclave” del logudorese centrale. Il logudorese nord occidentale è caratterizzato, oltre che da i tratti condivisi col logudorese comune e dalla palatalizzazione dei nessi di Consonante + L propria anche del logudorese centrale (vedi qui sopra), eminentemente dal fenomeno di assimilazione dei nessi di L, R, S + Consonante (fenomeno della lisca), le realizzazioni variano da centro a centro, ci limitiamo a segnalare alcuni fenomeni più significativi:

L, R, S + #264; > #61539;#61539; (fricativa velare sorda rafforzata): PORCUM >po#61539;#61539;u, PISCEM PISCEM > pi#61539;#61539;e, FALCEM > fa#61539;#61539;e; ma possono esservi varianti del tipo po#313;ku, (Thiesi, Cherèmule, Bonorva ), po#303;#313;ku (Cossoìne) e fa#313;ke (Giave, Bonorva, Thiesi,
Cherèmule) fa#303;#313;ke (Mara, Pozzomaggiore);

L, R, S + G > #289;#289; (costrittiva postalveolare sonora, lunga e fortemente fricativa): LARGUM > la#289;#289;u, ALGAM > a#289;#289;a; con varianti tipo la#303;lgu/la#303;#947;u (Pozzomaggiore, Mara, Thiesi, Cherèmule, Giave);

L, R, S + T > #313;t (laterale sibilante sorda, seguita da t più o meno debolmente articolata): ALTUM > a#313;tu, HORTUM > o#313;tu, FORTEM > fo#313;te, (EC)CU ISTUM > ku#313;tu (‘questo’), STARE > i #313;tare;

L, R, S + T > #313;d (come nel caso precedente, con la differenza che qui la dentale d è sonora): SURDUM > su#313;du, it. soldato > so#313;dau;

L, R, S + P o B > #303;lp (< R, L + P)/#303;pp o #303;bb/v (L, R + B): CULPAM > ku#303;ppa/ku#303;lpa, CORPUS > ko#303;ppus/ ko#303;lpus, SPINAM > ippina, VESPAM> e(#303;)ppe BARBAM > ba#303;bba/bava, HERBAM > e#303;vva; ALBATA > rivada/av(v)a#948;a (l’area di #303;pp è alquanto più ridotta rispetto agli altri fenomeni qui in questione)

L, R, S + dz (< J, DJ) > žž:: HORDEUM > ožžu, VARIAM > ažža.





Sono 34 comuni a fare parte di quella zona del Logudorese Nord Occidentale.

Il linguista Mauro MAXIA lo chiama Logudorese Settentrionale.

Prendo l'opportunità per domandare se qualcuno sa nel forum quale puo essere l'origine di queste pronuncie :

- della fricativa velare sorda rafforzata anche chiamata "espirata gutturale" ; esempio : ischire.

- della laterale sibilante anche chiamata "espirata laterale" ; esempi : esthe o colla d, salsdhu.

Secondo Gian Paolo BAZZONI, scrittore e linguista di Porto Torres, la pronuncia st (laterale sibilante) è unica al mondo ed è presente anche nel sassarese.

La fricativa velare sorda esiste in diverse lingue (spagnolo, tedesco, arabo, ecc...) ; come mai esiste solo in questa zona della Sardegna ?

Verosimilmente, queste due pronunce sono arrivate a Sassari nel Medioevo e poi si sono diffuse nel logudorese.

Due anni fà, in un altro forum, un docente sardo che lavora a Roma mi ha detto che queste pronunce vengono dalla Versilia (Toscana) coi toscani e pisani.

Si calicunu nd'ischidi calschi cosa...

Gratzia.











Modificato da - Su foristeri in data 22/01/2011 20:19:45

 Regione Estero  ~ Città: Parigi  ~  Messaggi: 226  ~  Membro dal: 15/01/2010  ~  Ultima visita: 12/12/2019 Torna all'inizio della Pagina

robur.q

Utente Senior



Inserito il - 23/01/2011 : 10:17:56  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di robur.q Invia a robur.q un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
scusa Foristeri
non mi ero accorto che il copia-incolla era uscito una schifezza: il sistema non ha ricosciuto alcuni particolari segni; ma mi pare che abbia potuto comprendere comunque
per l'origine, più che andare a cercare direttamente i pisani (che peraltro di quella zona non hanno mai avuto un controllo diretto), e tenendo in considerazione il fatto che i medesimi suoni sono presenti anche in Sassarese, forse, con Mauro Maxia, andrei a cercare l'arcano in Corsica; bisognerebbe domandarlo a lui che è il ricercatore che più si è occupato dei dialetti sardo-corsi. Intendiamoci, potrebbe essere successo anche il contrario, ovvero che siano suoni autoctoni, eventualmente diffusisi altrove; il colpo di glottide e le vocali nasali sono autoctoni!
Tornando all'oggetto della nostra discussione, se volessimo insegnare ai ragazzi della zona la loro varietà di sardo, bisognerebbe inventarsi dei simboli ortografici per rappresentare questi particolari suoni: è complicato ma non impossibile








Modificato da - robur.q in data 23/01/2011 10:24:14

 Regione Sardegna  ~ Prov.: Cagliari  ~ Città: assemini  ~  Messaggi: 1124  ~  Membro dal: 06/06/2009  ~  Ultima visita: 04/05/2013 Torna all'inizio della Pagina

santobevitore

Utente Medio


Inserito il - 24/01/2011 : 10:50:19  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di santobevitore Invia a santobevitore un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
robur.q ha scritto:
Tornando all'oggetto della nostra discussione, se volessimo insegnare ai ragazzi della zona la loro varietà di sardo, bisognerebbe inventarsi dei simboli ortografici per rappresentare questi particolari suoni: è complicato ma non impossibile


Interessante questa tua riflessione. È da un pezzo che penso alle reali possibilità di leggere e scrivere in sardo tenendo conto delle differenze di pronuncia che, dalle mie parti, sono abbastanza evidenti.
Qualche anno fa, a Cabras, fu pubblicato un calendario in sardo, in cui tutti i termini erano, con precisione teutonica, scritti con vari accorgimenti fonetici (n sormontate da un segno ad indicare un suono nasale, b e l tagliate etc...). Il risultato? Un disastro: ho sentito qualcuno che, dopo aver letto la parola #287;obia (scritta, oltre che con la g sormontata da un segno, anche con la sua bella b tagliata) aveva esclamato: gobia? Ma nosu no naraus aicci! Morale, si finiva col guardare le fotografie del tempo che fu, consolandosi col fatto che il sardo sia solo una lingua da parlare ma certo troppo difficile da scrivere.
Quando capita che qualcuno mi scriva, ad esempio, un sms in sardo o con espressioni sarde, ho notato, oltre la difficoltà a scindere ed interpretare alcune parti della frase (e vabbé, non è colpa nostra, visto che il sardo nessuno lo insegna e nessuno è tenuto a capirlo, figuriamoci a scriverlo, e pure correttamente poi!) anche una difficoltà a rendere le nasali che spopolano nella nostra parlata. Da qui una seria di espressioni tipo: prasoi (prigione), mraxai (volpe), tuppoi (tappo), non sempre comprensibili visto che, nell'immediato, vengono lette all'italiana.
Forse sarebbe più semplice, in questo caso, scrivere, ad esempio, prasoni ,con una grafia che molti sardi potrebbero leggere e capire senza problemi e che, uno della mia zona, conoscendo il termine, pronuncerebbe con la sua bella n nasale.
Perché non semplificare, nei limiti del possibile ovviamente, trovando una grafia comune che poi ognuno interpreta secondo la propria pronuncia? E viceversa, abbondando con segni di resa fonetica, non si correrebbe il rischio di complicare ancora di più la situazione, allontanando dall'uso del sardo?
Saluti








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Oristano  ~ Città: Cabras  ~  Messaggi: 443  ~  Membro dal: 25/08/2008  ~  Ultima visita: 20/07/2012 Torna all'inizio della Pagina

robur.q

Utente Senior



Inserito il - 24/01/2011 : 13:55:37  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di robur.q Invia a robur.q un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ma la critica che normalmente si fa è proprio questa, ovvero che le forme scritte fin qui utilizzate, più o meno tradizionali, non danno conto delle varietà locali.
Tu hai centrato il punto della questione: la lingua è una cosa, i dialetti sono un'altra e sono pronunciati in maniera diversa in ogni paese dell'isola!
Rendere graficamente ogni varianza locale si può fare, ma è complicato nel senso che ci troveremmo ad operare con molti segni, con un alfabeto o sistema ortografico corposo, che in più la maggior parte della gente non è in grado di capire.
Qualcuno potrà dire che i cinesi usano migliaia di ideogrammi, ma quella è una cultura scrittoria che esiste da millenni mentre noi siamo abituati ad una scrittura fonetica!!
La semplificazione.......cioè l'uso standardizzato con una variante tetto valida per tutti!!!
Ma leggi sotto che dice l'amico Sardoc......
Tieno conto che la semplificazione, qualsiasi si scelga è sempre arbitraria, scontenta quasi tutti: allora io dico, scontentare per scontentare, almeno poniamoci l'obiettivo di scegliere un attrezzo che sia davvero utili per il salvataggio del grosso della nostra cultura linguistica e che abbia anche un obiettivo politico di unificazione e non di divisione.
Il resto, per me (è solo la mia opinione) è solo mero folklore.








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Cagliari  ~ Città: assemini  ~  Messaggi: 1124  ~  Membro dal: 06/06/2009  ~  Ultima visita: 04/05/2013 Torna all'inizio della Pagina

santobevitore

Utente Medio


Inserito il - 25/01/2011 : 10:30:48  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di santobevitore Invia a santobevitore un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Hai ragione Robur, la semplificazione scontenterebbe molti.
Tuttavia io credo che se si spiegassero le ragioni, in modo semplice, con esempi pratici che tutti possano capire, forse si potrebbe trovare un accordo. Il fatto è che non interessa quasi a nessuno, anche se si fa di tutto per recuperare le tradizioni, cosa che si traduce, più della metà delle volte, nel folklorismo più banale e deleterio.
é vero, l'italiano come lingua di scambio va anche bene (ora come ora, non potrebbe essere diversamente credo)ma, se si considera solo questo, nessuno sentirà mai l'esigenza di scrivere in sardo. Chi me lo fa fare? Scrivendo in cabrarese, faccio per dire, potrei rivolgermi ai miei familiari o ai compaesani, ammesso che mi capiscano, visto che non c'è una grafia comune e si scriverebbe la stessa cosa almeno in tre modi diversi e, probabilmente, tutti sbagliati E poi? No, tanto vale, allora, usare solo l'italiano. Il che mi sembra luna scelta legittima ma un tantino di comodo, perché così si deve imparare a scuola una cosa anziché due.








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robur.q

Utente Senior



Inserito il - 25/01/2011 : 15:09:45  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di robur.q Invia a robur.q un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Santo
le vie più semplici sono quello che hanno più successo in una società umana (nella vita oserei dire), innanzitutto perchè costano meno e danno risultati immediati: immagina che costo avrebbe per uno stato africano alfabetizzare i bambini in ciascuna delle centinaia di gruppi linguistici che sono presenti nel proprio territorio! Perciò vengono alfabetizzati nelle lingue coloniali: inglese, francese, portoghese; è mille volte più facile e meno dispendioso, però crea seri problemi di identificazione con quello stesso stato che è visto come qualcosa di estraneo e artificiale, un mezzo di potere che le tribù, vera identità, vogliono occupare spesso con la violenza.
Però la Sardegna non è Africa, perciò io non demordo: non siamo la Svizzera ma il bilinguismo, a certe condizioni ce lo possiamo permettere!
p.s. secondo me il problema non è quanti vengono scontentati, ma scontentare tutti in egual maniera!








Modificato da - robur.q in data 25/01/2011 15:12:09

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santobevitore

Utente Medio


Inserito il - 26/01/2011 : 10:28:31  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di santobevitore Invia a santobevitore un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Robur, Qualcuno disse che la strada corta e facile non necessariamente conduce verso la migliore destinazione!Dunque, bisogna cominciare a tracciarla questa strada, che sia equidistante dalle pretese dei singoli ma nell'interesse di tutti. Qualcuno avrà il coraggio di iniziare?







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