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Turritano
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 11/03/2010 : 23:33:06
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ASINARA OCCUPATA Questa volta Il buon Bobbore non c’entra: dopo due mesi dall’occupazione della Torre Aragonese nel porto di P. Torres (tutt’ora occupata), anche l’Asinara è stata occupata dai lavoratori della Vinyls (Petrolchimica) di P. Torres che sono sull’orlo della disoccupazione, perché questa industria è trascurata e lasciata a se stessa: da mesi, molti mesi, i politici fanno promesse che non mantengono, promesse da marinaio. Che cosa importa loro di centinaia di famiglie disperate? Anche questa è una azione dimostrativa, che ha lo scopo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, dei media, dei politici e, finalmente, qualcosa si sta muovendo: anche il ”popolo internet”, oltre cinquantamila adesioni di solidarietà su face book (“L’Isola dei cassintegrati”) in poco tempo, l’attenzione dei giornali e dei media italiani e anche, udite udite, dei politici del Governo Italiano (nonché di quello Sardo). Ma la cosa più piacevole è la solidarietà concreta dei lavoratori di tutta la Sardegna: all’Asinara sono arrivati rappresentanti dell’Alcoa di Portovesme e di Ottana, a dare manforte e sostegno morale ai Portotorresi. Almeno in questa occasione i Sardi stanno dimostrando di essere pochi sì, ma non “locos” né “malunidos” Avanti così Turritano
 La Torre Aragonese di Porto Torres: centrale della mobilitazione
 L’Asinara vista dalla piana di Platamona, parte più orientale. A sinistra, Cala d’Oliva
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Modificato da - Turritano in Data 11/03/2010 23:35:50
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Turritano
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 12/03/2010 : 21:05:27
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L'occupazione continua. Oggi sono arrivati all'Asinara un centinaio di lavoratori di Ottana, insieme al sindaco di Sassari e a quello di Porto torres Turritano
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sarrabus72
Salottino
Utente Maestro
  
    

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Inserito il - 12/03/2010 : 21:09:57
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Ho letto che scrivono un diario mediatico aggiornato con le notizie che accadono ogni giorno !
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Modificato da - sarrabus72 in data 12/03/2010 21:10:36 |
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Turritano
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 12/03/2010 : 21:16:50
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Vero. Ed è anche divertente: il buonumore aiuta a superare le difficoltà  Turritano
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Turritano
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 12/03/2010 : 23:28:27
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Dalla “Nuova Sardegna” di oggi 12 Marzo 2010: L’SOLA DEI CASSINTEGRATI (Diario di Martedì 11 Marzo ’10)
Ore 8,00 ci siamo alzati un po’ tardi oggi, forse Eolo o Manitù hanno ascoltati gli strali e le invocazioni di Pietro Marongiu, il tiranno dell’isola. Fatto sta che le ire si sono leggermente placcate. I portoni di ferro blù del carcere hanno sbattuto di meno e noi abbiamo potuto riposare meglio. Il caffè l’abbiamo gustato ugualmente bollente. Ore 8,30 come d’incanto è comparsa Andria, la nostra capretta adottiva ormai scomparsa da giorni, sembra quasi sorridere ala nostra vista. Qualcuno si distrae e la capra si mangia mezzo Corriere della Sera del giorno prima. Che gusto abbia questo famoso giornale milanese, solo il nostro ruminante lo può sapere. 0re 10,00 S’intravede Antonio Solinas, è una presenza rassicurante. Un ritorno alla normalità. Pronto ad ogni evenienza, è sempre il marinaio temerario di Stintino col suo motoscafo Criss Craft. Ore 11,00 visita graditissima di due pugili turritani del Boxing Profrssional Team. Sono Gavino Erittu, campione intercontinentale dei massimi leggeri e Ivan Derudas peso welter dal cuore leonino. Ad accompagnarli gli infaticabili maestri Gianni Mura ed Alberto Mazzacane. Passeranno la giornata con noi a dimostrazione della vicinanza dello sport portotorrese alla nostra vicenda. Ore 12,00 qualche sindacalista nazionale sembra un po’ risentito, o perlomeno dispiaciuto dalle nostre accuse. Ok. Deponiamo l’ascia di guerra nei loro confronti, pronti ad impugnarla ancora in qualsiasi momento . devono riconquistare la nostra fiducia. Ore 12,30 il momento è delicato, occorre la massima unità, è questo il pensiero unanime. Parrebbe che i commissari abbiano predisposto i bandi, gli adempimenti e gli atti necessari, gli adempimenti e gli atti necessari per i bandi internazionali. Indispensabile all’avvio dell’impianto. Finora l’unico acquirente serio è la Ramco. La parola spetta al Governo e all’ENI. Non ci sono più scuse, il tempo dell’ambiguità è finito. Ora è tempo delle decisioni, il Governo deve uscire dal torpore e deve dirci se si deve continuare a fare chimica in Italia. I sindacati e le istituzioni devono farsi portavoce del malessere e delle legittime aspirazioni di un intero territorio, di un’intera isola, a noi tocca non mollare, siamo orgogliosi di essere diventati un simbolo, per molti un esempio, un baluardo dell’Italia che soffre ma che vuole continuare a lottare in maniera intelligente. Ore 13,30 rientrano per pranzo i nostri due sportivi Tore Erittu e Ivan Derudas, si sono arrampicati, veloci come mufloni, nei tornanti di Cala d’Oliva raggiungendo Punta Scorno. “È stato un allenamento”, sono le loro parole, “meraviglioso”. Ore 14,30 vengono a trovarci le dinamiche ragazze di “Sogni Asinara”, che è una cooperativa che gestisce l’Ostello. Sono tutte di Porto Torres e fra mille difficoltà, ci stanno mettendo l’anima nel loro lavoro. Ore 16,00, riposiamo un po’, siamo un po’ stanchi, lo ammettiamo. Ma resisteremo. Ore 17,00, il nostro 007 “ministro degli Esteri” è sempre in missione fuori dell’isola, chissà quali contatti e quali alchimie ci sta propinando. Pare che qualcuno lo abbia avvistato nei monti del Gennargentu. Non fa trapelare nulla, ci fa sapere tramite un suo ambasciatore che al suo ritorno vorrebbe nel suo giaciglio di Cala d’Oliva, delle lenzuola di raso rosso. Marco Olia e Paolo Torru e qualche altro, pensano che il nostro ministro abbia bisogno di una visita immediata, appena la vicenda sarà finita. Ore 17,30, gli ospiti partono domani. E domani arriveranno i colleghi di Equipolimers (Ottana). Ci saranno anche, graditi ospiti, il sindaco di Porto Torres Luciano Mura e quello di Sassari, Gianfranco Ganau.
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Modificato da - Turritano in data 12/03/2010 23:37:16 |
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sonos
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Inserito il - 15/03/2010 : 13:08:01
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Io rimango dell'idea che questo tipo di azioni non servano a niente. Stare all'Asinara o sulla torre aragonese, crea disagi unicamente a chi le opera, agli amministratori pubblici ed ai capoccioni delle industrie non gli fanno né caldo né freddo. Volendo fare azioni eclatanti ed incisive bisogna creare disagi veri a chi ha il potere decisionale: bloccare l'attività dei ministri e ministeri, assessori ed assesorati; impedire, sul modello francese, il libero "lavoro" dei dirigenti aziendali. Se politici ed industriali continuano a non risentire in alcuna maniera dalle azioni di protesta dei lavoratori, saranno portati a risolvere davvero i problemi?
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Turritano
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 15/03/2010 : 13:49:11
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| sonos ha scritto:
Io rimango dell'idea che questo tipo di azioni non servano a niente. ...............
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Ognuno ha le sue idee, condivisibili o meno, il fatto è che il titolo e il senso della discussione è “Asinara Occupata”. Che poi questo tipo di protesta (che è un modo di fare notizia e di attirare l’opinione pubblica altrimenti “distratta”) serva o non serva, si vedrà dopo. Per adesso c’è la solidarietà di tanti lavoratori Sardi, da tutta la Sardegna. Oltre a quelli già citati, ieri è stata la volta di lavoratori di Gavoi, la solidarietà su “Facebook” ha ormai superato le 60mila adesioni. Tutti i più grandi quotidiani italiani hanno mandato i loro inviati e pubblicato i relativi “servizi”. “Io rimango dell'idea che questo tipo di azioni non servano a niente”? non sei il solo a pensarla così ma, di sicuro, di una cosa non c’è bisogno: mettere i bastoni fra le ruote a chi, con grande sacrificio, partecipa e crede in questa forma di protesta. È inutile proporre mille cose diverse e poi non realizzarne neanche una. Uniti si vince, o per lo meno non ci sarà poi il rimorso di non aver fatto ognuno la sua parte. Anche far conoscere a un numero più grande possibile di persone, avere la solidarietà di decine di migliaia di persone, è già una “vittoria”. Turritano
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Flore
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Inserito il - 15/03/2010 : 15:03:19
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Ciao. Non sono iscritta a facebook, ma seguo il loro diario tramite altri canali. Personalmente non sono dell'opinione che azioni di questo genere non servono, più che mai nel nostro povero paese dove ormai dominano la disinformazione e l'occultamento dell notizie 'scomode' quelle che mostrano che non siamo solo 'nani e ballerine'. La domanda che dovremmo porci è invece 'come mai si debba arrivare a questo per avere visibilità'. Visibilità per un diritto sacrosanto, quello del lavoro che ormai interessa tutte le classi sociali. Non dimentichiamo che anche a Roma da quasi un anno ci sono dei ricercatori che vivono sul tetto del loro istituto minacciato di chiusura (sono anche loro su facebook). E quanti altri passano sotto silenzio. Proprio stamani ho ricevuto una mail che parla della chiusura dello stabilimento Omsa di Faenza, trasferimento all'estero (Serbia dove i costi sono minori e i diritti dei lavoratori anche) e 300 donne a casa. E' un elenco infinito ormai e fa davvero rabbia vedere che nessuno si indigna, tanto tocca agli 'altri', nessuno, tranne pochi illuminati soggetti ne parlano, in maniera apolitica, solo reclamando un diritto.
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Grazia Orsù, dunque.....
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laier
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Inserito il - 15/03/2010 : 15:11:24
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http://www.facebook.com/home.php#!/...35329&ref=ts questo è il gruppo su facebook, siamo in 66.000
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sarrabus72
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Inserito il - 15/03/2010 : 15:16:17
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E questo é il loro Blog dove si possono leggere il Diario e le Notizie: http://isoladeicassintegrati.com/
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Flore
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Inserito il - 15/03/2010 : 15:19:51
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Bravissima, lo stavo scrivendo io per chi non ha facebook 
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Annixedda
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Inserito il - 15/03/2010 : 15:20:11
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Io, dal mio piccolo angolo di studentessa, sono pienamente d'accordo con Flore e Turritano. Almeno si crea un minimo di visibilità, che ci viene negata ogni giorno di più, e si prova a dimostrare che in quest' Italia di Pinocchi e nani da giardino c'è qualcuno che pensa. Non sono ancora nel mondo del lavoro e sono anche tra quelli che forse saprà cosa vuol dire lavorare fra molto molto tempo.... perchè non ci sarà nessuno che ce lo permetterà... Mi indigno ogni giorno di più, mi arrabbio.... e mi sento vicina a chi protesta seriamente e in questo caso a chi ha occupato l'Asinara! Li appoggio e li sostengo!
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laier
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Inserito il - 15/03/2010 : 15:37:17
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purtroppo non sono le uniche vertenze aperte... vedi Sostieni i minatori SGM di Furtei, http://www.facebook.com/?ref=home#!...75588&ref=mf e pure Sosteniamo la mobilitazione dell'erallumina http://www.facebook.com/?ref=home#!...60076&ref=mf
io non mi lamento, ho un lavoro part-time ma almeno è sempre qualcosa dobbiamo stare vicini ai tanti che non ce l'hanno o lottano per i loro DIRITTI ci sono persone che oramai sono fuori dal mercato del lavoro, senza titoli di studio che vengono pure sbattuti fuori da queste aziende...corrurusu e matziausu!!!! hanno famiglie da mantenere... indignarsi è un dovere!!!!!
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Flore
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Inserito il - 15/03/2010 : 15:38:34
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Una sintesi di tanti pensieri: (dal blog segnalato prima)
“Una volta c’erano gli operai che scendevano in piazza con i tamburi e i campanacci: per far sapere al mondo le ingiustizie che stavano subendo o lo stipendio da fame che portavano a casa, occupavano il centro di una città per una mattina. Poi sono arrivati quelli che bloccavano i treni: e sui giornali riuscivano a finirci, sì, ma al prezzo di rendere impopolare tra i più la loro battaglia. Allora è iniziata la stagione dei lavoratori che salivano sui tetti, notti al freddo e striscioni al vento, e qualche battaglia così l’hanno vinta: perché nell’era in cui tutto è mass media, saper usare bene i giornali e le tivù è la condizione base per provare a lottare.
Adesso sono arrivati gli operai in cassa integrazione della Vinyls di Porto Torres, azienda chimica in amministrazione controllata e dal futuro molto incerto. Che hanno rovesciato il format televisivo più popolare dell’ultimo decennio inventandosi il primo reality show basato sulla vita vera quotidiana – quella del lavoro, della fatica, dello stipendio tagliato con cui non si arriva a fine mese – ritirandosi all’Asinara e ribattezzandola l’Isola dei Cassintegrati.
Un’idea creativa e provocatoria a cui non poteva non seguire, appunto, il tam tam mediatico: su Internet e poi sui giornali, alle radio, in tivù. Perché nello tsunami della recessione mondiale si può salvare soltanto chi riesce a raccontare la sua storia, ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, a far conoscere la sua sofferenza di ogni giorno. Un po’ come, dopo un terremoto, gli aiuti arrivano soltanto a quanti hanno saputo comunicare e scuotere le persone sulla loro condizione.
La vicenda dei lavoratori della Vinyls probabilmente resterà nella storia del movimento operaio: a dimostrare quanto oggi sia importante – anzi vitale - saper usare i nuovi e i vecchi media per condurre la propria battaglia.
Ma l’Isola dei cassintegrati è anche la prova vivente di una saldatura tra due diverse generazioni, tra la cultura novecentesca del lavoro manuale e la cultura contemporanea della comunicazione digitale.
Ad aiutare gli operai in Sardegna, in questa iniziativa, sono infatti i loro figli, spesso lontani dall’Italia ma in grado grazie alla Rete di comunicare con i padri, le madri e i loro colleghi. Ed è dai figli che arrivano gli stimoli e le idee: il remake del logo dell’Isola di Famosi, la campagna virale su Facebook, l’upload su Internet di foto e video che circolano viralmente attraverso i social network e i blog, e così via.
Insomma, la cultura comunicativa postindustriale al servizio di una vertenza dell’era industriale. E il tutto riambientato in un contesto preindustriale, gli scogli della Sardegna settentrionale. Un mash-up di una forza dirompente.
A tutto questo poi si aggiunge la trovata dell’ex carcere dell’Asinara in cui gli operai sono andati ad abitare. Anche questa scelta è carica di significati simbolici mediaticamente forti. Intanto abbiamo a che fare con un carcere vero a fronte di quelli finti dei reality televisivi. E gli operai che si fanno fotografare dietro le sbarre comunicano benissimo, con i loro sguardi, due secoli di prigionia: la galera del lavoro in fabbrica, della fatica, dei sacrifici e della subordinazione a quelle misteriose leggi del mercato che da un giorno all’altro possono lasciarti senza salario.
E poi, che carcere, l’Asinara: quelle mura raccontano il dolore e il fallimento di una lotta politica finita nel sangue, nella violenza e nel terrorismo: quella degli Anni Settanta. E oggi vengono rovesciate nel nuovo teatro di una lotta pacifica e non violenta, determinata ma anche ironica e perfino sorridente. Non è male, come passo in avanti.
Ora tutto quel che si è detto entra in questo blog: forse il primo in Italia a raccontare in diretta, ora dopo ora, una battaglia sindacale. Perché nell’era panmediatica ogni storia ne mangia in fretta un’altra, e gli operai della Vinyls rischiano di essere scordati alla prima dichiarazione di Berlusconi o al primo gol di Balotelli. E allora, ecco il blog: per continuare ogni giorno, attraverso nuove idee e progetti, appelli e iniziative, adesioni e video, streaming e tam tam virale, a farsi ascoltare.
Forza ragazzi, che se vincete sono due volte felice: per voi e per le vostre famiglie, ma anche per aver dimostrato come attraverso la creatività, l’intelligenza, l’uso della Rete e l’incontro fra diverse generazioni in questo nuovo secolo si può realizzare molto, se non quasi tutto.
Il che sarebbe uno splendido auspicio per chi, in quest’Italia intorpidita, non vuole rassegnarsi mai, mai, mai”.
Alessandro Gilioli
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sonos
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Inserito il - 15/03/2010 : 20:41:42
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| Turritano ha scritto:
Ognuno ha le sue idee, condivisibili o meno, il fatto è che il titolo e il senso della discussione è “Asinara Occupata”. |
Perchè sono uscito fuori dal tema? Se uno inizia una discussione, non è detto che debba rispondere solo chi è in accordo.
| “Io rimango dell'idea che questo tipo di azioni non servano a niente”? non sei il solo a pensarla così ma, di sicuro, di una cosa non c’è bisogno: mettere i bastoni fra le ruote a chi, con grande sacrificio, partecipa e crede in questa forma di protesta. È inutile proporre mille cose diverse e poi non realizzarne neanche una. Uniti si vince, o per lo meno non ci sarà poi il rimorso di non aver fatto ognuno la sua parte. Anche far conoscere a un numero più grande possibile di persone, avere la solidarietà di decine di migliaia di persone, è già una “vittoria”. |
Ho avanzato delle proposte di protesta che personalmente riterrei più efficaci, non sto mettendo i bastoni fra le ruote a nessuno. La solidarietà ai lavoratori non si discute. Darla "virtualmente" però non costa nulla, la nostra vita procede come prima. Mi preoccuperei di creare un'opinione pubblica che agisca più materialmente, che partecipasse in concreto, che scendesse massicciamente in piazza...sinceramente però credo i numeri sarebbero di molto inferiori a quelli dell'appoggio virtuale...siamo disposti a rinuncuare a qualcosa di nostro per gli altri?
A chi può decidere delle sorti di un'industria non interessa nulla se un gruppo di lavoratori occupa l'Asinara od una torre aragonese, finchè non verranno intaccati privilegi e stili di vita, continueranno a fregarsene degli onesti lavoratori
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Turritano
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 15/03/2010 : 22:34:03
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| Flore ha scritto:
Ciao. Non sono iscritta a facebook, ma seguo il loro diario tramite altri canali. Personalmente non sono dell'opinione che azioni di questo genere non servono, più che mai nel nostro povero paese dove ormai dominano la disinformazione e l'occultamento dell notizie 'scomode' quelle che mostrano che non siamo solo 'nani e ballerine'. ............. .............
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Certo, Flore, è questo il nocciolo del discorso 
Per Sonos: non ho detto che sei uscito fuori tema, anzi ho detto che ognuno ha (giustamente) le proprie idee. Tu stai criticando questa forma di protesta e io dico che non è il caso. Credo che adesso sia il momento della solidarietà e non quello della divisione. Tutto qua Sul fatto che i politici siano insensibili ai problemi della gente è un fatto, purtroppo, sotto gli occhi di tutti, siamo d'accordo. Ma questi stessi politici, quando si accorgono che l'opinione pubblica è ben informata su certe cose, che loro fanno finta di ignorare, sicuramente proveranno un pò di imbarazzo, non possono fare finta di nulla. Per il resto, l'ho già detto, il fatto di avere tutti i giorni risalto nei media, la solidarietà concretta di tanti lavoratori sardi e di decine e decine di migliaia di utenti di Facebook, è già un successo Coraggio, ragazzi dell'Isola dei Cassintegrati, avanti così
Turritano
"Procura de moderare barone sa tirannia ..."
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Modificato da - Turritano in data 15/03/2010 22:39:34 |
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