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Nota Bene: Capoterra durante la dominazione Spagnola fu fondato nell’attuale paese di Capoterra un primo nucleo abitativo chiamato villa di Sant’ Efisio; fu il nobile Gerolamo Torrellas che si impegnò di fondare il nuovo villaggio nella sua baronia invitando a popolarlo dei fuoriusciti del Logudoro e della Gallura. Da qui la leggenda che vede Capoterra fondata da banditi (ex carcerati). Certo che, per i primi abitatori dell’attuale Capoterra non fu semplice affrontare i sacrifici per la bonifica del territorio da tempo abbandonato anche a causa del terreno paludoso e della malaria che già allora mieteva molte vite.



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Nevathrad

Utente Maestro




Inserito il - 29/01/2010 : 10:52:46  Link diretto a questa risposta  Rispondi Quotando
Flore ha scritto:
Vorrei invitarvi alla calma. Concordo sul fatto che questo non sia il luogo nè la discussione per fare dei paragoni che anche secondo me non esisitono. Il dramma, perchè questo è, israelo palestinese andrebbe affrontato con la giusta conoscenza della storia e dei fatti e non sull'onda, purtroppo di una guerra infinita......


Quoto totalmente.








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 Regione Sardegna  ~  Messaggi: 5815  ~  Membro dal: 13/10/2008  ~  Ultima visita: 05/04/2011 Torna all'inizio della Pagina

Marialuisa

Utente Master



Inserito il - 29/01/2010 : 17:52:34  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Marialuisa Invia a Marialuisa un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
E poichè capita di ricordare ( e meno male ) anche se non è il 27 gennaio ....



C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
"Schulze Monaco".
C'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buckenwald.

Più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buckenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas.

C'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la Domenica
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chissà di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l' eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono.

C'è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.


[ Joyce Lussu]








  Firma di Marialuisa 

 Regione Sardegna  ~ Città: Cagliari  ~  Messaggi: 2410  ~  Membro dal: 10/11/2007  ~  Ultima visita: 05/09/2016 Torna all'inizio della Pagina

maurineddu

Nuovo Utente


Inserito il - 29/01/2010 : 18:05:58  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di maurineddu Invia a maurineddu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
robur.q ha scritto:

maurineddu ha scritto:

con tutto il rispetto per gli ebrei sterminati nei lager,purtroppo,la tragedia dei loro cari non ha insegnato niente,e le immagini postate dall'amico,mostrano che gli israeliani stanno attuando con i palestinesi lo stesso trattamento

Fare un parallelo tra l'olocausto e la guerra Israelo-Palestinese è semplicemente osceno;
scorretto mettere foto dei campi nazisti e del muro che divide Israele e Palestina, che ha funzioni ben diverse: non mi risulta che i Palestinesi muoiano di fame nè che ne sia programmato lo sterminio nelle camere a gas!!!
scorrettissimo mettere foto di bambini palestinesi ammazzati durante i combettimenti, e non mettere foto di bambini israeliani ammazzati in attentati vigliacchi a pullman, negozi, supermercati, ecc.
I morti innocenti sono tutti uguali, non ci sono morti di serie A e di serie B!


senti, non ti arrabbiare, si stava discutendo!








 Regione Piemonte  ~ Prov.: Torino  ~ Città: vigone  ~  Messaggi: 11  ~  Membro dal: 22/01/2010  ~  Ultima visita: 16/03/2011 Torna all'inizio della Pagina

robur.q

Utente Senior



Inserito il - 29/01/2010 : 18:32:15  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di robur.q Invia a robur.q un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
maurineddu ha scritto:

robur.q ha scritto:

maurineddu ha scritto:

con tutto il rispetto per gli ebrei sterminati nei lager,purtroppo,la tragedia dei loro cari non ha insegnato niente,e le immagini postate dall'amico,mostrano che gli israeliani stanno attuando con i palestinesi lo stesso trattamento

Fare un parallelo tra l'olocausto e la guerra Israelo-Palestinese è semplicemente osceno;
scorretto mettere foto dei campi nazisti e del muro che divide Israele e Palestina, che ha funzioni ben diverse: non mi risulta che i Palestinesi muoiano di fame nè che ne sia programmato lo sterminio nelle camere a gas!!!
scorrettissimo mettere foto di bambini palestinesi ammazzati durante i combettimenti, e non mettere foto di bambini israeliani ammazzati in attentati vigliacchi a pullman, negozi, supermercati, ecc.
I morti innocenti sono tutti uguali, non ci sono morti di serie A e di serie B!


senti, non ti arrabbiare, si stava discutendo!


non posso fare a meno di incavolarmi quando si tentano queste manipolazioni!!
L'olocausto è stata una tragedia di dimensioni spaventose, speriamo irripetibili, anche se proprio in questi giorni un noto leader del mondo islamico lo nega e, in fondo, lo auspica di nuovo!!!
niente di personale ovviamente, Maurineddu.








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Cagliari  ~ Città: assemini  ~  Messaggi: 1124  ~  Membro dal: 06/06/2009  ~  Ultima visita: 04/05/2013 Torna all'inizio della Pagina

maurineddu

Nuovo Utente


Inserito il - 29/01/2010 : 18:36:09  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di maurineddu Invia a maurineddu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
certo, stai tranquillo..







 Regione Piemonte  ~ Prov.: Torino  ~ Città: vigone  ~  Messaggi: 11  ~  Membro dal: 22/01/2010  ~  Ultima visita: 16/03/2011 Torna all'inizio della Pagina

Nevathrad

Utente Maestro




Inserito il - 29/01/2010 : 19:06:06  Link diretto a questa risposta  Rispondi Quotando
Marialuisa ha scritto:

E poichè capita di ricordare ( e meno male ) anche se non è il 27 gennaio ....



[ Joyce Lussu]


Bellissima Marialuisa, ti stringe il cuore e ti strappa l'anima.








Modificato da - Nevathrad in data 29/01/2010 19:07:20

  Firma di Nevathrad 

 Regione Sardegna  ~  Messaggi: 5815  ~  Membro dal: 13/10/2008  ~  Ultima visita: 05/04/2011 Torna all'inizio della Pagina

Turritano

Utente Virtuoso




Inserito il - 29/01/2010 : 19:51:25  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Turritano Invia a Turritano un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Niente di personale. Stavo per dire la mia, quando Robur, in qualche modo, mi ha preceduto.

Io dico questo: il giorno della memoria riguarda gli Ebrei e, se pure di riflesso, è un monito al mondo, perché non si commettano più certi obbrobri. Perciò mi sembra deviante aggiungere altre morti, di un altra guerra di un altro contesto.
Le guerre sono sempre crudeli, le morti, specialmente di bambini o persone innocenti sono tutte uguali, ma non bisogna dimenticare che la persecuzione degli ebrei da parte dei Nazisti, non era una guerra per la sopravivenza, bensì lo sterminio totale di un popolo intero, ovunque fosse raggiungibile. Si tratta di un GENOCIDIO, non di una guerra fra una o più nazioni.
Gli Ebrei di oggi, gli Ebrei di Israele e di tutto il mondo, sono minacciati di sterminio ancora oggi, come è minacciato chi osa difenderli. Sapete bene a chi mi riferisco: ai membri del fanatismo islamico sempre attivi nella loro vile crudeltà.
La guerra che Israele, oggi, è costretta a combattere è una guerra di sopravivenza. Israele vuole difendere il suo territorio, il suo Stato, da chi vorrebbe eliminarlo dalla faccia della terra. E' ancora di questi giorni l'affermazione di un noto capo di una nazione, governata da fanatici quanto o più dei Nazisti, che asserisce che presto Israele sarà eliminata definitivamente, totalmente.
Allora, le persecuzioni e lo sterminio da parte dei Nazisti contro gli Ebrei, dovrebbero aver insegnato a questi ultimi a rassegnarsi a un destino ineluttabile, a una fine voluta dai veri eredi del Nazismo?
Questa è la realtà, al di là di un pietismo di circostanza o di frasi ed immagini ad effetto!
NON DIMENTICHIAMO!
Turritano








Modificato da - Turritano in data 29/01/2010 20:04:13

  Firma di Turritano 
Le dominazioni passano ... i Sardi restano!

 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: Sassari  ~  Messaggi: 4480  ~  Membro dal: 13/01/2008  ~  Ultima visita: 04/10/2016 Torna all'inizio della Pagina

rossein

Nuovo Utente



Inserito il - 31/01/2010 : 04:04:20  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di rossein Invia a rossein un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Mi permetto di postare qui la mia testimonianza.
Sono figlia di un ex "internato" e fin da piccola mio padre mi ha raccontato innumerevoli episodi della sua vita nel campo di concentramento di Merseburg, uno dei sottocampi di Buchenwald.

L'istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti dovrebbe essere ricordato con frequenza durante l'anno solare per trasmettere correttamente alle nuove generazioni ed agli studenti in particolar modo, quanto accaduto durante la nostra recente storia italiana.

La storia della deportazione di oltre 600.000 soldati italiani da parte delle forze armate tedesche, la loro schedatura e internamento in "lager", il loro massiccio impiego nella produzione bellica, nell'industria, nell'agricoltura, nei servizi da parte della Germania di Hitler, appartiene pienamente alla storia d'Europa, è comune a quella delle vittime del nazismo.

E' importantissimo ricordare!

Nel mese di settembre e nei successivi mesi del 1943, per questi soldati si consumò la tragedia dell'internamento in Germania. Lasciati senza ordini dai comandi militari e catturati dai tedeschi, furono inviati negli Stalag in Germania e privati di ogni protezione internazionale.
I prigionieri italiani non erano trattati secondo gli accordi internazionali sui prigionieri di guerra.
La derubricazione da "prigionieri" ad "internati" implicava la sottomissione dei deportati ad un regime giuridico non convenzionale secondo gli accordi di Ginevra del 1929, e - sebbene formalmente riconosciuti da altre convenzioni - gli "internati" in realtà venivano a trovarsi in un limbo giuridico legato all'arbitrio totale di Berlino. Il 20 novembre 1943, infatti, il responsabile tedesco respinse le richieste della Croce Rossa Internazionale di poter assistere gli internati perché essi "non erano considerati prigionieri di guerra".
I tedeschi infatti consideravano gli italiani "traditori" per l'armistizio con gli Alleati, annunciato l'8 settembre 1943. Le truppe internate furono spregiativamente definite Badoglio-truppen dai tedeschi e reputate infide.

Per i soldati italiani avviati al lavoro coatto si aprirono solo prospettive di sopravvivenza, di resistenza.
A fronte di un intenso impegno lavorativo non corrispondeva un’alimentazione adeguata, erano mal nutriti e obbligati a lavorare, costretti ad una condizione di vita miserevole, stipati nelle baracche in condizioni disumane, sottoposti a lunghe ed estenuanti "conte" all'aperto e a continue angherie, frequenti erano le punizioni anche di carattere corporale con percosse che in alcuni casi provocavano lesioni mortali. La loro alimentazione quotidiana era costituita da un litro di acqua e rape, 200 grammi di pane nero e 20 grammi di margarina ma spesso era prassi comune cercare bucce di patate e rape nelle immondizie, o cacciare piccoli animali come topi, rane e lumache per integrare le magre razioni.
Frequenti erano le punizioni collettive benché ufficialmente vietate come anche l’inasprimento delle condizioni lavorative o la riduzione del vitto.
Gli alloggi consistevano in baracche prive di servizi igienici che ospitavano brande di due o tre piani. Ad ogni internato veniva assegnato un pagliericcio e due coperte corte.
Le professionalità più richieste erano gli operai specializzati, gli elettricisti, gli artigiani e i meccanici, mentre molti dei non specializzati erano utilizzati nei lavori agricoli. Il luogo di lavoro poteva distare dal campo di internamento dai due ai sei chilometri, da percorrere a piedi.
Anche l’abbigliamento era insufficiente: gli internati disponevano perlopiù della divisa con la quale erano stati catturati. Cosicché quelli che provenivano dal fronte greco-albanese, come mio padre, o balcanico indossavano divise estive, inadatte all’inverno tedesco. La malattia era spesso una conseguenza delle dure condizioni di vita. Le patologie principali erano la tubercolosi, polmonite, pleurite e disturbi gastro-intestinali. In alcuni lager scoppiarono anche epidemie di tifo.

Gli italiani deportati e internati nei lager tedeschi, utilizzati come manodopera schiavizzata nella produzione di guerra tedesca andarono ad occupare, alla catena di montaggio, il posto delle generazioni ariane mandate a massacrare/arsi sui vari fronti, vissero un vero e proprio inferno in terra, inghiottiti da una spirale in cui precipitarono la Germania nazista e i suoi milioni di schiavi, un inferno fatto di fame, distruzioni, desolazione, bombardamenti, disciplina, morte.

Con la fine della guerra ebbe termine l’odissea degli IMI che vennero rimpatriati dagli eserciti liberatori. Il rientro avvenne su treni merci sovraccarichi. Non pochi furono gli incidenti mortali a causa del sovraffollamento. Non si conosce con esattezza il numero degli IMI deceduti durante la prigionia ma gli studi in proposito stimano una cifra intorno ai 30.000 morti.

Scusate questo mio lungo racconto. Mio padre non c'è più. Viva è la sua presenza accanto e dentro di me. Vivi sono ancora i suoi incubi notturni e viva è la sua e mia speranza di saggezza negli uomini. Io non ho figli e pertanto capirete il mio desiderio di far sapere e ricordare!
Un abbraccio a tutti voi.








  Firma di rossein 
Rossella

 Regione Toscana  ~ Prov.: Pistoia  ~ Città: Pistoia  ~  Messaggi: 16  ~  Membro dal: 07/01/2010  ~  Ultima visita: 23/07/2010 Torna all'inizio della Pagina

Nevathrad

Utente Maestro




Inserito il - 31/01/2010 : 11:39:42  Link diretto a questa risposta  Rispondi Quotando
rossein ha scritto:

Mi permetto di postare qui la mia testimonianza.
Sono figlia di un ex "internato" e fin da piccola mio padre mi ha raccontato innumerevoli episodi della sua vita nel campo di concentramento di Merseburg, uno dei sottocampi di Buchenwald.
.........
Scusate questo mio lungo racconto. Mio padre non c'è più. Viva è la sua presenza accanto e dentro di me. Vivi sono ancora i suoi incubi notturni e viva è la sua e mia speranza di saggezza negli uomini. Io non ho figli e pertanto capirete il mio desiderio di far sapere e ricordare!
Un abbraccio a tutti voi.


Rossella, la tua è una testimonianza ben terribile e dura da sopportare. Dire che sono vicina a te e ai tuoi è quasi inutile… Sperare che tuo padre abbia vissuto, in seguito, un’esistenza serena mi sembra difficile ma, se non altro, ha vissuto il resto della sua vita nella consapevolezza del profondo amore dei suoi cari. Lui è stato protagonista di uno dei mille rivoli di una tragedia assurda e infame, ho sentito che tanti sopravvissuti hanno dovuto convivere con incubi notturni insostenibili. Una delle donne intervistate nel film di Gabbai (una delle due persone morte dopo la realizzazione del film) alle 3,30 di ogni notte della sua vita dopo la liberazione si è svegliata senza più riuscire a riaddormentarsi… era l’ora in cui venivano contati e controllati e la paura, l’angoscia, il panico di quei momenti sono rimasti indelebili in lei per il resto dei suoi giorni.
Io non ho parenti o conoscenti che abbiano subito questa tragedia ma da bambina, per la prima volta, lessi delle atrocità subite da persone innocenti e non ho più dimenticato… ed è per questo che temo l’oblio di tutti.
Se hai ricordi, foto o altro di tuo padre che vuoi postare e condividere con noi, fallo senza remore, sarà di monito e sarà un tassello in più per capire una tragedia scellerata e senza confini geografici, oltre che un modo per onorare la memoria di tuo padre.
Forse in questo modo il tuo dolore, quello di tuo padre diventeranno anche un po’ nostri e, chissà, il fardello sarà un po’ meno duro da portare. Un abbraccio.








  Firma di Nevathrad 

 Regione Sardegna  ~  Messaggi: 5815  ~  Membro dal: 13/10/2008  ~  Ultima visita: 05/04/2011 Torna all'inizio della Pagina

rossein

Nuovo Utente



Inserito il - 31/01/2010 : 15:37:13  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di rossein Invia a rossein un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Nevathrad ha scritto:

rossein ha scritto:

Mi permetto di postare qui la mia testimonianza.
Sono figlia di un ex "internato" e fin da piccola mio padre mi ha raccontato innumerevoli episodi della sua vita nel campo di concentramento di Merseburg, uno dei sottocampi di Buchenwald.
.........
Scusate questo mio lungo racconto. Mio padre non c'è più. Viva è la sua presenza accanto e dentro di me. Vivi sono ancora i suoi incubi notturni e viva è la sua e mia speranza di saggezza negli uomini. Io non ho figli e pertanto capirete il mio desiderio di far sapere e ricordare!
Un abbraccio a tutti voi.


Rossella, la tua è una testimonianza ben terribile e dura da sopportare. Dire che sono vicina a te e ai tuoi è quasi inutile….......Se hai ricordi, foto o altro di tuo padre che vuoi postare e condividere con noi, fallo senza remore, sarà di monito e sarà un tassello in più per capire una tragedia scellerata e senza confini geografici, oltre che un modo per onorare la memoria di tuo padre.
Forse in questo modo il tuo dolore, quello di tuo padre diventeranno anche un po’ nostri e, chissà, il fardello sarà un po’ meno duro da portare. Un abbraccio.

Ciao Nevathrad,
ti ringrazio per le tue parole affettuose e confortanti che scaldano il cuore.
Mi permetto di riportare anche qui il mio post della sez.Cultura in Sardegna/Accadde quel giorno relativo al film documentario La Memoria di Ruggero Gabbai
Ho visto il film documentario la prima volta nel 1998 assieme a mio padre.
Abbiamo pianto insieme! e tutte le volte che l'ho rivisto dopo la sua morte avvenuta nel 1999 ho pianto per il dolore "fisico" che ho provato nell'ascoltare i racconti "orribili" dei spravvissuti.
Dopo la sua morte abbiamo trovato "Il diario delle Memorie", degli scritti di suo pugno relativi al periodo trascorso dal marzo del '39 al luglio 1945.
Non avendo figli, mio fratello ed io, abbiamo deciso di trascrivere la sua lunga e tormentata vita in un piccolo libro, corredato da fotocopie di alcune pagine scritte a mano, dalla tessera di riconoscimento del Comando VIII Corpo d'Armata e dai tesserini rilasciati dal campo di Merseburg-Schkopau per l'autorizzazione al lavoro coatto presso uno dei tanti stabilimenti bellici.
La distribuzione nelle scuole primarie e secondarie è stata la nostra testimonianza per non dimenticare.
Ringraziando nuovamente, un grande abbraccio.
Rossella








  Firma di rossein 
Rossella

 Regione Toscana  ~ Prov.: Pistoia  ~ Città: Pistoia  ~  Messaggi: 16  ~  Membro dal: 07/01/2010  ~  Ultima visita: 23/07/2010 Torna all'inizio della Pagina

maurineddu

Nuovo Utente


Inserito il - 31/01/2010 : 17:53:12  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di maurineddu Invia a maurineddu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
riguardo il discorso degli IMI(INTERNATI MILITARI ITALIANI), vi consiglio i libri di VINCENZO PAPALETTERA,che fu internato a MATHAUSEN..uno per tutti: TU PASSERAI PER IL CAMINO
per me,figlio di unn combattente nell'esercito di liberazione,e' stato un pugno nello stomaco,pensare al livello di malvagita' a cui puo' arrivare un uomo che veste una divisa diversa dalla tua








 Regione Piemonte  ~ Prov.: Torino  ~ Città: vigone  ~  Messaggi: 11  ~  Membro dal: 22/01/2010  ~  Ultima visita: 16/03/2011 Torna all'inizio della Pagina

Flore
Salottino
Utente Master



Inserito il - 01/02/2010 : 09:10:12  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Flore Invia a Flore un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
rossein, faccio mie le parole di Nevathrad che condivido in pieno e vorrei sapere se è possibile reperire il libro di tuo padre nelle librerie o dove. Mi piacerebbe averlo.
Un immenso abbraccio, per tutto.









  Firma di Flore 
Grazia
Orsù, dunque.....

 Regione Lombardia  ~ Prov.: Pavia  ~ Città: Vigevano  ~  Messaggi: 2930  ~  Membro dal: 14/01/2009  ~  Ultima visita: 10/07/2012 Torna all'inizio della Pagina

Flore
Salottino
Utente Master



Inserito il - 01/02/2010 : 15:25:47  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Flore Invia a Flore un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ho un grande (anche in senso fisico) amico che si chiama Cisco. E', o meglio, era il cantante dei Modena City Ramblers. Tutti gli anni sale sul Treno della Memoria. Ecco le sue parole..... gli alberi.

Di nuovo il 27 gennaio, ancora Auschwitz, di nuovo il giorno della memoria, ancora il treno.

E’ di nuovo il 27 gennaio, ed è ancora Auschwitz, ancora il treno. Ma perché continui a salire su quel treno, mi chiedono ogni anno?
È una domanda che mi faccio anch’io oramai da cinque anni, cioè tutte le volte che salgo su quel treno, e la risposta è che devo andare a trovare degli amici.
Degli amici ad Auschwitz?
Si certo, ho degli amici che mi aspettano la tutti gli anni, loro sono la, non si muovono, sono fermi costretti in quella terra, in quel posto per me freddo e inospitale, che poi è il loro.
Hanno una gran voglia di raccontare le storie che hanno visto e vissuto, hanno il desiderio di essere ascoltati e quando riconoscono qualcuno che è già stato li da loro, lo salutano e lo accolgono come un vecchio amico.
Non pensate male non vedo fantasmi, non ho le travecole, non sento le voci.
I miei amici che mi attendono la ogni anno, sono gli alberi.
Le betulle che circondano il campo di Auschwitz e Birkenau. Perchè loro c’erano, loro hanno vissuto la storia tragica di quei posti, e se sei in grado di ascoltarli avranno tante cose da raccontarti proprio come vecchi testimoni sopravvissuti.
Quindi se capiterà anche a voi di passare per quei posti, fermatevi un istante ad ascoltare quelle betulle, provate a sentire la loro voce, i loro racconti e magari, potrebbe accadere che un giorno, capiremo un po’ di più noi stessi ed il perché siamo andati o ritornati in quei luoghi.
A volte …
Stefano “Cisco” Bellotti


Ecco alcuni link che descrivono il viaggio in treno ad Aushwitz, in occasione del giorno della memoria.
Per saperne di più, per cercare di capire e perchè no, per unirsi a noi l\'anno prossimo.

http://antefatto.ilcannocchiale.it/...d_blog=96578

http://www.unita.it/news/carlo_luca...ella_memoria

http://www.paolonori.it/velocemente/

http://www.ciscovox.it









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Grazia
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