Nota Bene: Il Cugliettu o Coeru o Collette era una sopravveste di pelle ben conciata, molto usata dai sardi nel 1700 e nel 1800 ed oggi quasi scomparsa. L'indumento deriva dei "cojeti" rinascimentali usati come protezione del corpo dai ferri delle corazze. A parte diverse ricostruzioni, oggi e' ancora indossato dai "novizi" del Gremio sassarese dei Viandanti e dal Componidòri, il capocorsa della Sartiglia oristanese.
in questo video si vede il sanbenito che veniva usato per gli autodafè. questo abbigliamento veniva usato dall'inquisitore, anche qui in sardegna.
Le condanne erano pronunciate la domenica, in chiesa o in una pubblica piazza, alla presenza del clero. Una condanna leggera poteva essere quella delle penitenze. Questo però includeva l’obbligo di portare una croce di feltro giallo cucita sugli abiti, il che rendeva praticamente impossibile trovare lavoro. La sentenza poteva anche prevedere la flagellazione pubblica, l’imprigionamento o la consegna al braccio secolare perché infliggesse la morte col fuoco.
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Nevathrad
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Qualche anno fa ho visto ad Aritzo una mostra, mi sembra che il titolo fosse "Bruxias" presso le carceri spagnole. Trattava della stregoneria e della magia in Sardegna tra il XV e XVII secolo; erano esposti molti "attrezzi" di quelli citati. Interessantissima e inquietante, soprattutto per il luogo in cui era proposta. Mi è sembrato quasi di disturbare, ricordo un senso di disagio forte misto ad una fascinazione incredibile.
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io ho avuto la stessa sensazione quando ho visitato il museo delle torture a siena. (c'erano gli stessi arnesi di tortura che si trovano nel museo di san gimignano) sono rimasto colpito dalle cose che ho visto, ... appena tornato in sardegna mi sono messo alla ricerca di informazioni riguardo all'inquisizione. ed ho scoperto che anche in sardegna, l'inquisizione ha condannato e fatto mettere a morte delle persone.
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Nevathrad
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Inserito il - 28/12/2008 : 12:53:56
angiuleddu ha scritto:
io ho avuto la stessa sensazione quando ho visitato il museo delle torture a siena. (c'erano gli stessi arnesi di tortura che si trovano nel museo di san gimignano) sono rimasto colpito dalle cose che ho visto, ... appena tornato in sardegna mi sono messo alla ricerca di informazioni riguardo all'inquisizione. ed ho scoperto che anche in sardegna, l'inquisizione ha condannato e fatto mettere a morte delle persone.
E dove non le ha fatte...! è stao proprio un periodo oscuro, ossessivo, arrogante e spietatamente repressivo. E, purtroppo, da non dimenticare e da servire da monito...
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io ho avuto la stessa sensazione quando ho visitato il museo delle torture a siena. (c'erano gli stessi arnesi di tortura che si trovano nel museo di san gimignano) sono rimasto colpito dalle cose che ho visto, ... appena tornato in sardegna mi sono messo alla ricerca di informazioni riguardo all'inquisizione. ed ho scoperto che anche in sardegna, l'inquisizione ha condannato e fatto mettere a morte delle persone.
E dove non le ha fatte...! è stao proprio un periodo oscuro, ossessivo, arrogante e spietatamente repressivo. E, purtroppo, da non dimenticare e da servire da monito...
anche se siamo nel 2008, mi sembra che in varie parti del mondo, in certi governi, queste caratteristiche siano evidenti.
Ciao a tutti, ogni tanto vi leggo ma non ho mai avuto tempo per partecipare alle vostre interessanti discussioni, questa sull'inquisizione mi piace in particolar modo, anche perché sto portando avanti degli studi in tal proposito.
Se non l'avete già fatto, vi consiglio di visitare una suggestiva mostra sull'inquisizione nella biblioteca comunale di sassari (piazza tola): oltre ad alcuni prototipi di strumenti di tortura (inquetanti e credibili), ci sono due guide molto preparate sull'argomento.
Per quanto riguarda Julia Carta, ci siamo 'conosciute' (letterariamente) quasi dieci anni fa e la sua storia mi ha colpito molto. Chissà quante altre donne sarde hanno subito la sua stessa sorte, purtoppo i documenti non ci raccontano molto su Sassari e il suo tribunale...speriamo che con la 'riscoperta' del castello, si scoprano anche altre carte!
Visto che sono tati citati due film, vi consiglio anche "La lettera scarlatta" (libro e fim).
A presto!
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Ciao a tutti, ogni tanto vi leggo ma non ho mai avuto tempo per partecipare alle vostre interessanti discussioni, questa sull'inquisizione mi piace in particolar modo, anche perché sto portando avanti degli studi in tal proposito.
Se non l'avete già fatto, vi consiglio di visitare una suggestiva mostra sull'inquisizione nella biblioteca comunale di sassari (piazza tola): oltre ad alcuni prototipi di strumenti di tortura (inquetanti e credibili), ci sono due guide molto preparate sull'argomento.
Per quanto riguarda Julia Carta, ci siamo 'conosciute' (letterariamente) quasi dieci anni fa e la sua storia mi ha colpito molto. Chissà quante altre donne sarde hanno subito la sua stessa sorte, purtoppo i documenti non ci raccontano molto su Sassari e il suo tribunale...speriamo che con la 'riscoperta' del castello, si scoprano anche altre carte!
Visto che sono tati citati due film, vi consiglio anche "La lettera scarlatta" (libro e fim).
A presto!
grazie zinzula per il tuo contributo per quanto riguarda Julia, risulta da documenti dell'inquisizione che molte donne sono state imprigionate, e alcune condannate a morte.
Modificato da - angiuleddu in data 04/01/2009 10:52:05
ZINZULA e ANGIULEDDU, oltre i vostri interessantissimi contributi, potreste darmi anche qualche recente indicazione bibliografica? Intendo dire, oltre le opere di Giancarlo Sorgia e di Salvatore Loi? Grazie
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ZINZULA e ANGIULEDDU, oltre i vostri interessantissimi contributi, potreste darmi anche qualche recente indicazione bibliografica? Intendo dire, oltre le opere di Giancarlo Sorgia e di Salvatore Loi? Grazie
nelle pagine precedenti si fa riferimanto a libri che trattano l'argomento. uno e quello curato da salvatore Loi e l'altro e il libro di Tomasino Pinna su Julia Carta. poi io ho trovato poco riguardo all'inquisizione qui in sardegna. mentre c'è tantissimo (anche su internet) sull'inquisizione in generale. naturalmente, sull'inquisizione troviamo informazioni nei libri del dizionario storico sardo di Francesco Cesare Casula... le informazioni citate nel topic servono per avere un'idea più chiara sull'argomento. anche se non direttamente riferite a fatti avvenuti qui in sardegna. ciao
Visto che mi sembra tu abbia approfondito l'argomento, esiste qualche figura maschile nelle condanne per stregoneria?
la vittima più illustre dell'inquisizione in sardegna fu Sigismondo Arquer -Avvocato e teologo Nato nel 1530 a Cagliari e Morì nel 1571 a Toledo Sigismondo Arquer compì i suoi studi tra Pisa e Siena, risale a questi anni, la sua amicizia con l’umanista tedesco Sebastiano Munster illustre cultore di studi orientali e cosmografia. per via della sua collaborazione con il luterano Munster , lo accusarono di avere aderito all’eresia di Lutero. L’inchiesta che ne seguì, fu condotta dal vescovo di Cagliari e scagionò l’Arquer da ogni imputazione; ciò non placò i suoi nemici, i quali non persero l’occasione di reiterare le denuncie al nuovo inquisitore, don Diego Calvo . Il Calvo. Riaperto il processo, fece imprigionare l’Arquer sottoponendolo ad ogni sorta di tortura e benché non riuscisse a ottenere alcuna confessione, lo inviò in stato d’arresto in Spagna nel 1562. Dopo molte drammatiche vicissitudini Arquer venne riconosciuto colpevole di eresia e arso vivo a Toledo nel 1571.
ancora.... dal libro di Salvatore Loi inquisizione ...in sardegna
La relazione dell’autodafé celebrato a Sassari il 14 agosto 1583 nella piazza della Carra contiene 24 nominativi di condannati per diversi reati. nel libro di Salvatore Loi inquisizione ...in sardegna viene citato un solo uomo tra questi 24 nominativi... Due di esse, un uomo e una donna, non furono riconosciute colpevoli e dovettero abiurare de levi ossia per sospetto lieve; otto donne, invece, furono riconciliate perché riconosciute colpevoli di stregoneria.
MARTÍN SETXI, abitante e originario di Arzana, diocesi di Cagliari, come sortilego, superstizioso, che faceva, come dicono qui, il suerjo, (Su suergiu era una pratica molto diffusa in Sardegna. Prendeva il nome dal sughero che era il materiale utilizzato in vari modi, ma comportava sempre l’infissione di chiodi, spille o spine nel sughero.) pratica superstiziosa molto usata per scoprire furti e rendere paralitiche le persone e per arrecare altri malanni. Uscì in abito penitenziale, abiurò , con l’obbligo di scontare altre penitenze spirituali che gli furono imposte.
A suo carico testimoniarono davanti all’arcivescovo di Cagliari molte persone, accusandolo di aver fama di fattucchiere che faceva il suerjo. Altri testimoni oculari lo accusarono di altre pratiche superstiziose. Messo sotto processo lo sottopose a tortura in cui confessò di aver fatto il suerjo per alcune persone: si apre a metà <il sughero di> un tronco di quercia, vi si pianta un chiodo di nave naufragata e tredici spilli e, incidendovi alcuni caratteri, si dicono determinate parole. Questa pratica si fa per uccidere o fare del male alle persone, per ritrovare cose rubate o per altri scopi simili. <Disse che> andò con altra gente in un bosco dove trovarono il demonio; mangiarono e bevettero, e il demonio gli chiese l’anima che egli gli diede ma non con il cuore. Ebbe un rapporto carnale con il demonio, che aveva preso sembianze femminili, e lo adorò mettendosi in ginocchio. Il demonio disse a lui e agli altri che si trovavano lì che in chiesa, all’elevazione dell’ostia, non la guardassero, ma volgessero lo sguardo a terra. Questo reo, però, si rifiutava di farlo; .... A questo punto l’arcivescovo rimise la causa a questo Sant’Ufficio, senza che da qui gli fosse richiesta e senza averne notizia. Qui <il reo> ha revocato le confessioni citate riguardanti l’adorazione del demonio e i rapporti carnali con lui, dichiarando di averlo ammesso a Cagliari per paura della tortura. Non adorò il demonio, ma gli fece riverenza come si fa ad un uomo perché era in forma di uomo e come tale lo considerava. Nelle diverse udienze, andò cambiando versione a tal punto che fu sottoposto a tortura. Superò la tortura e si mantenne costante nell’ultima confessione fatta qui e riportata sopra: diede l’anima al demonio a parole e non con il cuore. Per quanto ripetutamente ammonito, non gli si poté cavare di più, né prima né durante la tortura che gli venne inflitta a dovere e alla fine di essa svenne. Era vecchio di più di 60 anni, quasi cadente, e sembrava aver perso la lucidità mentale. ... comunque, in maggioranza sono donne quelle accusate di stregoneria...
Modificato da - angiuleddu in data 04/01/2009 18:32:13
Quando ero piccolo, ricordo che mia madre appena avevo mal di testa, mi portava a casa di una donna che faceva le orazioni. Questa donna, mi metteva le mani sulla testa e pronunciava delle preghiere. Non ricordo se fossero efficaci, ma mia madre credeva in queste cose. Dopo le preghiere di questa donna. Una volta tornati a casa, se le dicevo che stavo ancora male, lei mi rispondeva <<non preoccuparti adesso ti passa>>. Ho inserito questa breve citazione nel topic sull’inquisizione, perché le persone che praticavano <<sa mexina de s’ogu picau>> erano perlopiù donne. Per questo motivo. La maggior parte di persone processate dall’inquisizione qui in Sardegna erano donne.
Modificato da - angiuleddu in data 11/01/2009 11:59:48