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Nota Bene: Domus de Janas Il nome popolare significa letteralmente "case delle fate" ma in realtà esse sono delle tombe scavate nella roccia dalle popolazioni che vissero in Sardegna nel Neolitico, prime fra tutte quelle della cosiddetta "cultura di Ozieri", che fiorisce nel periodo compreso fra il 4000 e il 3000 a.C.



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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 17/10/2008 : 10:03:48  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ampuriesu,, benvenuto!!! se torni indietro nella discussione troverai tutta una pappardella mia sul coro, o bastonette, o lauru o puntu vanu o alchittu o razzoni o lea e lassa... li ho tentato di spiegarne la tecnica e vi era nugoresu che voleva farla provare a sua moglie,, ma nonostantele mie indicazioni non riusci,,, sii gentile cerca ed integra... io posseggo un'antica camicia anglonese... che ha quella lavorazione davvero splendida nei polsini ed il colletto a punto nodo, con un'accenno di razzoni... ne ho visto un'altra di sedini ed altre della valle del coghinas.. sono davvero interessanti e ben fatte..






 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: Sassari  ~  Messaggi: 4364  ~  Membro dal: 18/02/2008  ~  Ultima visita: 28/05/2012 Torna all'inizio della Pagina

drFolk
Salottino
Utente Senior



Inserito il - 17/10/2008 : 11:07:46  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di drFolk Invia a drFolk un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Babbo', c'è posta per te! Fammi sapere cosa viene fuori!






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Lollove

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..un altro meraviglioso angolo di Sardegna

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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 17/10/2008 : 11:11:57  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
dottor folk: ho tentato di risponderti... il mio pc ha problemi... magari hai ricevuto,,, prima debbo constatare, poi meditare e poi ti faro' sapere... gazie comunque per me è un regalo!






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drFolk
Salottino
Utente Senior



Inserito il - 17/10/2008 : 11:14:34  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di drFolk Invia a drFolk un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Sto parlando del bricolage..., per il resto attenderò.

Spiego brevemente per gli altri: tra me e il prof. Babborcu è in atto un simposio virtuale per la costruzione/ricostruzione di capi antichi. Dopo la fase documentaria, siamo passati alla sperimentazione scientifica con carta e scotch.







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Lollove

Nuoro

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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 17/10/2008 : 11:47:24  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
doctti ho risposto,,, ho capito ... ma attento penseranno che siamo diventati matti e che guardiamo mucciaccia come i bambini,,, ma, è verissimo, le cose si capiscono prondamente provando a rifarle!!






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ampuriesu

Utente Attivo



Inserito il - 17/10/2008 : 12:17:29  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di ampuriesu Invia a ampuriesu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
babborcu ha scritto:

ampuriesu,, benvenuto!!! se torni indietro nella discussione troverai tutta una pappardella mia sul coro, o bastonette, o lauru o puntu vanu o alchittu o razzoni o lea e lassa... li ho tentato di spiegarne la tecnica e vi era nugoresu che voleva farla provare a sua moglie,, ma nonostantele mie indicazioni non riusci,,, sii gentile cerca ed integra... io posseggo un'antica camicia anglonese... che ha quella lavorazione davvero splendida nei polsini ed il colletto a punto nodo, con un'accenno di razzoni... ne ho visto un'altra di sedini ed altre della valle del coghinas.. sono davvero interessanti e ben fatte..
non è cosa facile da spiegareho notato che si realizza in modi diversi. nella zona di Escalaplano per esempio conosco una signore che lascia la stoffa larga e passa una serie di filze molto ravvicinate e alla fine con molta pazienza tira tutti questi fili e viene fuori il lavoro; da noi si prepara la manica prima con una serie ci cannoncini a trame contate tipo il punto smoke poi ci si ricama sopra con un filo difficile da trovare che noi chiamiamo "lu carruleddu". Valledoria essendo giovane come paese non ha un costume proprio e le ricerche fatte ci hanno ricondotto a Agguis in quanto il primo abitante era un certo Paolo Lepori che svernando con il bestiame a creato ilprimo insediamento abitativo dando addirittura i nomi dei rioni di Aggius ad alcuni rioni della vecchia Codaruina, politicamente apparteneva a Sedini e di conseguenza abbiamo trovato in paese anche pezzi appartenenti all'abbigliamento Sedinese ma solo per quanto riguarda l'abbigliamento maschile mentre per quello femminile si trovano solo abiti di Aggius e tutti hanno questo ricamo particolare. Non so se le camicie che possiedi siano di Sedini anche perchè non mi risulta che Sedini avesse le camicie con lu razzoni






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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 17/10/2008 : 12:50:34  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ne possiedo purtroppo solo una... ne ho visto altre anglonesi... quella che ho apparteneva ad una famiglia con antenati aggesi,,, com'è questo filo carruleddu???

mi conforti: è difficile da spiegare,,, il l'ho visto fare... ho capito come funziona.. cioè qual è il principio.. e, come avrai letto ho cercato di spiegare un procedimento,,, è vero la tecnica ha variazioni personali







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ampuriesu

Utente Attivo



Inserito il - 17/10/2008 : 15:30:07  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di ampuriesu Invia a ampuriesu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
babborcu ha scritto:

ne possiedo purtroppo solo una... ne ho visto altre anglonesi... quella che ho apparteneva ad una famiglia con antenati aggesi,,, com'è questo filo carruleddu???

mi conforti: è difficile da spiegare,,, il l'ho visto fare... ho capito come funziona.. cioè qual è il principio.. e, come avrai letto ho cercato di spiegare un procedimento,,, è vero la tecnica ha variazioni personali

E' il filo che si utilizzava una volta e il termine "carruleddu" sta per la spola di legno che lo raccoglie. Oggi ne esiste un tipo simile che viene chiamato filo gatto ma sinceramente non mi piace più di tanto in quanto per venir fuori un ottimo lavoro il filo si deve tirare molto e se non ha la consistenza e la resistenza giusta si spezza e di conseguenza bisogna riiniziare il ricamo eseguendo nuovamente tutta l'ultima passata. Comunque anche Sedini ha qualcosa in comune con Aggius tipo la struttura della gonna che però a differenza di quella di Aggius porta una balza di broccato o di terziopelo e il grembiule sul davanti mentre Aggius è uno dei pochi costumi che ha la gonna senza balza, un pannello liscio davanti e senza grembiule mentre il terciopelo veniva utilizzato per confezionare "lu Jupponi" che altro non era che il corpetto giornaliero per il ceto sociale alto e l'abito giornaliero e di festa per quello povero.






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Fanatico

Nuovo Utente



Inserito il - 17/10/2008 : 17:35:25  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Fanatico Invia a Fanatico un Messaggio Privato  Rispondi Quotando


in effetti era un po troppo truccata anche se mi ha detto una ragazza del mio gruppo che l'ha vestita e pettinata che era bellissima ank senza trucco...mah...
il costume era tutto antico ad eccezzione de su gippone (il giubbino) che è stato fatto ubna ventina di anni fa penso...il resto era antico!!!
in efdfetti queste pose su tutti questi meccanismi sono belle mabnn hanno nulla a k fare col nostro costume....però credo queste non entrino a far parte del libro...sono quelle k hanno scattato alla fine del servizio fotografico che credo siano state inserite nell'unione sarda...infatti è ank mezzo scxxxxbnata...






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santobevitore

Utente Medio


Inserito il - 17/10/2008 : 21:47:00  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di santobevitore Invia a santobevitore un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Me ne avevano parlato ma non l'avevo ancora vista, che bella Caterina Murino! Fortunati pure i Busachesi eh!





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babborcu
Salottino
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Inserito il - 20/10/2008 : 11:12:54  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ampuriesu... filo... ho capito.. deve essere quel filo sottilissimo che intravvedo dentro i "coros "di alcune camicie... comunque in quelle antiche, un po' rustiche, di lino grosso al telaio il filo è grosso.. la tecnica deve aver avuto una progressione in finezza..

conosco discretamente la realtà dell'anglona... insieme alla camicia di cui ti parlavo,, c'era un giupponi di terziopelo verde nero e fuscsia con delle splendide passamanerie, un camisciola di grana , foderata all'inteno di terziopelo blu così bene che mi faceva pensare ad unu uso a doppio diritto,, ed una gonna (che penso da teasta ) non plissata , in panno nero con alta balza di taffetà cangiante sul ruggine








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drFolk
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Inserito il - 20/10/2008 : 11:19:52  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di drFolk Invia a drFolk un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Babborcu, puoi descrivere la cammijòla?






Modificato da - Barbaricina in data 20/10/2008 13:30:28

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Lollove

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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 20/10/2008 : 11:41:12  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
si doct. hai ragione :ho chiuso il dialogo fra me e ampuriesu.. ora lo apro :

il nome camijola sopravvive ancora nella zona d'uso,,, è presente negli atti d'archivio ove viene chiamata anche armilla.. ( definiva anche il giubbetto maschile) in anglona e in gallura era apannaggio esclusivo delle donne facoltose in festa,,, mentre lu jupponi era feriale o festivo delle povere... tanto che per stabilire il censo delle donne e rispettive famiglie si diceva era in camijola o era in jupponi...
la camijola è Una giacchetta aperta sul davanti con maniche squartate dall'ascella sin quasi al polso ,dalle quali sboffa la camicia sottostante.e, in basso dal polso al gomito... nella parte esterna sull'avambraccio è una serie di asole per la buttonera... molto evidenti, quasi sempre sottolineate da gallone d'argento opportunamente piegato,,, quasi sempre in alto è un gallone a zig zag che sottolinea e decora..
. sulla schiena è molto aderente, tagliata quasi aV.. in basso ha una baschina pieghettata ( ricorda gli zippones di nuoro).. la stotfa è lo scarlatto finissimo.. presenta rivestimenti, almeno nelle maniche, di stoffe più o meno preziose :velluto, broccato, terziopelo, damaschi ,taffetà--

il modello compare già nelle tempere luzietti e verani per tempio...
l'origine è secentesca..

sotto di essa , sopra la camicia, è indossato lu cileccu, una sorta di giubbetto smanicato, in broccato o altre stoffe preziose, chiuso sotto il seno con ganci o bottoni che passano in asole,,, la parte anteriore è irrigidita , a volte con cartone, stoffe impunturate, sottile latta..... la scollatura è coperta da uno scialletto damascato... ciau







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drFolk
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Inserito il - 20/10/2008 : 11:48:43  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di drFolk Invia a drFolk un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
SOn curioso di sapere com'è fatta quella cammijòla di cui parli, quella foderata in finissimo velluto blu. Se non ricordo male, la cammijòla del costume di Valledoria ha le sottolineature delle asole fatte con un gallone bianco... o era argento ed io non me ne sono accorto? Mi baso su una trasmissione TV, UNA VHS SGRANATISSIMA SU tELEsARDEGNA.






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Lollove

Nuoro

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babborcu
Salottino
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Inserito il - 20/10/2008 : 12:02:30  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
doct.: io parlavo in generale dell'indumento originario di aggius e diffuso da aggesi e galluresi nei paesi dell'anglona,, con diverse piccole variazioni... le codifiche di gruppi folkoristici esulano da questro discorso,,, il gallone argentato ad aggius - era di prammatica..

quella che citavo è localizzata a sedini.. ma apprtiene ad una faliglia di accertate origini aggesi.. si data al 1880 circa.... li le asole erano realizzare con sottile filo di seta verdino, lunghe si ma non evidenziate "a gallone ", la fodera che lo rivestiva tutto era un bellissimo velluto di seta blu carta da zucchero, talmente ben composto e cucito a mano che non ne escludo l'uso a doppio diritto 8 non documentato dalla memoria locale) .. lo so cosa stai confrontando... anche lu gileccu ha qualche somiglianza con i cossos grogos.. ( se pensi che in antico la diocesi e il giudicato di gallura giungevano sino a nuoro) .. ciao







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