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Mirtina
Utente Medio
 
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Inserito il - 26/02/2009 : 13:11:50
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ogni paese ha la moda sua; ci sono paesi, come Samugheo, dove la lunghezza arriva poco più su della caviglia, così come Bitti in cui addirittura la supera, lasciando spazio alla sottogonna....oppure ci sono gonne lunghissime che quasi sfiorano terra, come quelle del Sulcis,ma in genere le gonne arrivano alla caviglia............
credo di non aver detto fesserie!
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| "avremmo perduto la memoria stessa insieme alla lingua, se il dimenticare fosse in nostro potere così come il tacere" |
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santobevitore
Utente Medio
 
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Inserito il - 26/02/2009 : 18:33:51
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Doct, si ne ho salvate altre, però raffigurano l'abbigliamento maschile e femminile di Cabras, Oristano, Milis, e casualmente di Siliqua che era abbinata al costume maschile di Cabras. Se volete le metto I costumi di Busachi che ho inserito sono da lutto e mezzo lutto, un altro di Busachi, che non ho salvato, è ugualmente interessante perché c'è scritto che è da proprietaria terriera. Ho un pò di dubbi sulla resa di certi dettagli, s'imbustu di Cabras e Milis, giustamente uguale, è disegnato in un modo in cui non solo sarebbe impossibile da indossare ma non servirebbe neanche a sostenere il seno. Sono confuso sull'effettiva verdicità di questo dettaglio...
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Mirtina
Utente Medio
 
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Inserito il - 26/02/2009 : 18:38:20
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Santo, puoi postare anche la foto della proprietaria terriera di Busachi, o mi potresti dire dove l'hai trovata? Sarei curiosa di vederla.....
grazie! 
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santobevitore
Utente Medio
 
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Inserito il - 26/02/2009 : 18:45:43
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Mannaggia Mirtì, non l'avevo salvata...però puoi prendere il libro, io l'ho preso alla biblioteca universitaria di Cagliari, e scansionare l'immagine, io ho fatto così...
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santobevitore
Utente Medio
 
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Inserito il - 26/02/2009 : 18:49:48
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Stupido, avevo dimenticato il titolo: Nicola Tiole. Album di costumi riprodotti dal vero. Saggi di Salvatore Naitza, Enrica Delitala, Luigi Piloni, Nuoro, 1990
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Mirtina
Utente Medio
 
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Inserito il - 26/02/2009 : 22:16:27
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ah, si!!!!!! Queste immagini le conosco bene, l'ho studiato anche io quel libro!!!! 
credevo che avessi trovato delle altre immagini di altri autori....
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babborcu
Salottino
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Inserito il - 27/02/2009 : 13:10:37
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santo: il tiole non era un grande artista e forse semplificava un po'.. ma il siscorso della funzionalità dei capi è sempre relativo,,, molti indumenti giunti sino a noi non lo sono: penso immediatamente ai busti d'ittiri con quel pannello anteriore rosa rigidissimo che schiaccia fortemente metà dei seni e non pemette di piegare la schiena) tuttavia la sagoma di quei corsetti che citi è "strana".....
uno degli indizi sui quali basavo il mio discorso sull'evoluzione del vestiario cabrarisso sono proprio quegli acquerelli...
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santobevitore
Utente Medio
 
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Inserito il - 27/02/2009 : 19:03:36
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Ecco qui i tre modelli in questione. Come foggia generale, a parte alcuni dettagli dei fazzoletti ci siamo pure, anche le dimensioni de s'imbustu sono giuste, è l'allacciatura che non torna: hanno, almeno Cabras e Milis, un aspetto troppo "largo" ma forse un pò Tiole disegnava a memoria, un pò non era Raffaello e si capiscono un pò le cose! Questo è Cabras, quei laccetti sono troppo su e non stringono nulla, sotto i lacci c'è ancora della stoffa, nel nostro non c'è niente...

Milis peggio che mai, manco i lacci ci ha messo. E dove si allacciava allora?

Con Oristano è andata meglio, la foggia con le due linguette, poi scomparse, è testimoniata anche in una foto di Cabras abbastanza antica.

A voi un parere...
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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 02/03/2009 : 09:40:50
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e' evidente che tiole quando, dopo gli appunti iniziali, andò a dipingere cabras e milis ,non era più sicuro della presenza dei lacci e li dipinse un po' " ci sono e non ci sono" con una via di mezzo certamente assurda.. è un'autore che bada all'apparenza dell'insieme, ma che non"ragiona" su fogge, dettagli, struttura funzionalità stretta .. ecc...
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santobevitore
Utente Medio
 
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Inserito il - 02/03/2009 : 14:56:16
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Ok, non ti nascondo che era proprio quello che volevo sentire! Ci avevo pensato anche io ma volevo una conferma seria: meno male, se così non fosse stato, la cosa avrebbe scombinato ulteriormente quelle quattro idee che ho in testa!grazie
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babborcu
Salottino
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Inserito il - 03/03/2009 : 09:05:19
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santo: l'analisi iconografica, come saprai , è difficile, richiede grande perizia, conoscenze vaste e particolare attenzione . la consapevolezza che non è risolutoria in modo assoluto poi è fondamentale,,, la comparazione fra diverse fonti dà buoni risultati pero'
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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 04/03/2009 : 15:13:47
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In moltissimi costumi maschili del primo ottocento era compresa una sopravveste di pelle, detta a seconda delle zone, collette, coeru, sos coiros, collettu, cogliette o cugliettu. Con la metà dell'8oo il tipico abito va scomparendo con impressionante rapidità. Oggi l'uso "vivo" di quest'indumento è limitato al componidori della Sartiglia e allaveste cerimoniale dei novizi del Gremio dei vindanti. di sassari. Alcuni viandanti conservano esemplari risalenti alla fine del 17oo, davvero rari e preziosi. La documentazione scritta e iconografica e questi reperti aiutano a descrivere il capo.. il materiale è pelle, talvolta di cervo, ven conciata sia tipo cuoio sia tipo scamosciato,,, i colo ri vanno da un giallino, al ruggine, al marrone... sappiamo che erano eseguiti da manodopera maschile.
il collettu era costituito da uno stretto giustacuore smanicato dal quale al punto vita si dipartono alcune falde trapezpoidali, che giungono da metà coscia si quasi al ginocchio in alcune aree. l'indumento prevede l'uso di un alto cinturone. Alcuni collettes erano molto costosi, sia per i cuoi, che potevano provenire da concerie francesi, sia per le decorazioni, ricamate, impresse a caldo e per borchie , ganci e catenelle d'argento . Il collettu era indossato sopra ragas e giubbetto, talora abbinato a ghette in pelle finemente lavorate a pieghette orizzontali. negli atti settecenteschi logudoresi e campidanesi è frequente la loro citazione... unu coeru de anta... unu coeru de crabolu... duos ganzos de pratta de coeru... alcune fonti lo confondono con la mastrucca, altre lo vorrebbero far derivare da epoca nuragica , greca o romana.. in realtà l'indumento, denominato coleto in spagna e cojetto in italia era molto diffuso nella moda signorile secentesca... come risulta fra l'altro da dipinti di De La Tour, Velasquez, di fiamminghi ecc.
un elemento originariamente destinato a proteggere il corpo dal ferro delle armature, in seguito al favore della moda militarista del seicento divenne abito elegante... credo che attraverso la spagna sia giunto in sardegna, ove è rimasto a lungo , anche dopo la scomparsa nel resto d'europa..
Sanluri, sassari e ghilarza hanno ricostruito costumi con collettes-
infine un elenco, certamente molto incompleto, delle località ove si usava la tipica veste di pelle.
sassari, tempio, chiaramonti, pattada,tissi, thiesi, cagliari, ghilarza, samassi, sanluri,oliena, nel marghine, bosa, milis..
se qualcuno ha immagini le posti ,, per favore!! ciau
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ampuriesu
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Inserito il - 04/03/2009 : 15:35:49
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Babborcu... ti risulta qualcosa in merito ai collettes per quanto concerne Aggius? Mio padre ricorda qualche anziano vestito con specie di giubbe di pelle doubleface che veniva usato d'estate con la lana all'esterno e d'inverno con la lana fuori . O viceversa??? non ricordo bene, ma di questo corpetto in pelle ne parla spesso.
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Modificato da - ampuriesu in data 04/03/2009 15:36:39 |
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babborcu
Salottino
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Inserito il - 04/03/2009 : 15:58:47
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non lo so davvero per aggius... ma il collete era molto diffuso in gallura. ma prima dei ricordi di tuo babbo quello che ricorda tuo padre è sicuramente una beste 'e pedde o zamarra (non sono termini galluresi) una specie di gilet smanicato aperto sul petto da una parte in pelo di agnello e dall'altra in stoffa o pell tipo cuoio,,, si : si portava col pelo all'interno nella stagione fredda... è un indumento mediterraneo antichissimo,,, cicerone lo ricorda per la sardegna col termine mastrucca.. quando ci definisce mastrucati latrones!! gentile!! ciau
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 05/03/2009 : 08:18:41
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Babborcu... si chiama proprio "la zamarra" e quindi ho preso una cantonata confondendo i due indomenti. Allora non saprei cosa dire anche perchè al museo di Aggius non ho visto niente che possa indirizzarmi all'altro capo d'abbigliamento citato.
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