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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 04/02/2009 : 12:07:43
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grazie: ampurie.. sto immagazzinando molto, grazie a te, del costume gallurese,, che mi interessa molto... conoscevo però quella foggia a vestito,, esiste un esemplare di gonna rossa,,, qui montata su un manichino come abi to feriale,, ma nessuno può affermare che in origine facesse parte di un insieme nuziale,.. o non sia esito di un abitonuziale rosso.. curioso lu cileccu,, sembra un corsetto baroniese!! una curiosità,, esistono in gallura gonne con il pannello anteriore staccabile? ( come a sennori e osilo?) e gonne con un'apertura laterale?
non ho ben capito la funzione del marrone... come abito nuziale,, da lutto? da mezzo lutto? e gia' da noi il lutto era molto più severo,,, chi era in lutto fresco lontano o in qualsiasi fase del luttu garrigu,, parlo dlle donne,, di andare alla festa, non intames de ballare, se lo sognava!! manco affacciarsi alla porta o alla finestra poteva! poverette!!
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sostro
Utente Medio
 
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Inserito il - 04/02/2009 : 12:09:25
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Buon giorno a tutti! Bellissime le foto postate da dr folk e ampuriesu, e ritratto quello che ho detto. Semplicemente dicevo che, in un periodo particolare come quello degli anni 50-60, probabilmente legato ai cambiamenti della società, il costume aveva perso il valore che gli si dava in passato! Parlo sempre probabilmente per osservazioni fatte su foto e immagine video del mio paese. Molte cose ritenute inaccettabile prima sono passate in cavalleria dopo! La cura per il corpo dimostra anche qua l’interessa per la bellezza, non solo dell’abito da indossare ma anche nella persona che lo indossa! Un tempo era eccessiva (la rasatura della fronte!) ma non ai livelli di ora. Si è evoluta a tal punto che ormai gli uomini sembrano donne vestite da uomo tanto sono curati! Le donne sembrano le bambole che vendevano negli autogrill. Più trucco usano e più sono adatte all’abito che indossano. Rasentano il ridicolo quando abbinano il trucco al colore dell’abito e giuro di averlo visto fare! Forse i guanti sembrano eccessivi ma giustificabili se si analizza il perché. Per non svilire l’importanza dell’abito di gala che si indossava ci si rendeva adeguati. Adesso è l’abito che si deve adeguare alla persone. È un complesso pensiero mentale che sicuramente non ho espresso bene!
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Nugoresu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 04/02/2009 : 12:10:58
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| babborcu ha scritto:
certo che quando c'era la ricrescita e il tintieddu colava dai capelli al caldo!! odddeu...comunque l'effetto di queste fronti alte, con cuffiette e veli ricorda certe figure fiamminghe o del pisanello... i capelli venivano unti con olio di oliva e trattati con aceto ( per i pidocchi)
i maschi non erano da meno, in quanto si ungevano i capelli e le barbe con grasso che al caldo stillava sugli indumenti!! ah! il bel tempo andato, quando il popolo era popolare!!
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Immagino "sa musca" che gli correva dietro.... Buongiorno comunque 
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 04/02/2009 : 12:19:01
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babbò... lu cileccu è senz'altro piccolo rispetto al manichino per ils solito problema che le stoffe si rimpiccioliscono con gli anni oppure perchè le donne di una volta erano più snelle. Parli di busto...lu cileccu sul davanti neklla parte interna ha una sorta di bustino con palma nana e con le stringhe per stringere il busto cosa non realizzabile sul manichino. l'abito marrone ultimamente era l'abito del matrimonio, veniva indossato per le seconde nozze e poi la donna indossava sempre quel tipo di vestito e smetteva la cammisjiola o lu jupponi di tercipelo verde e nero. Era diventato come un abito di gala che trasmetteva ai presenti la notizia che quella donna era rispostata e che quindi non poteva partecipare ai balli mentre alle processioni, ai matrimoni, ai banchetti ecc si. Non capisco dove sia la differenza dal partecipare al pranzo nuziale e non al ballo ma queste erano le regole.
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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 04/02/2009 : 12:33:22
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il ballo era forse ritenuto più "scandaloso" o manifestazione di eccessiva allegria... da noi se una vedova si risposava ,, doveva passare almeno tre anni dal decesso del marito,, le nuove nozze erano tenute segrete e celebrate in una chiesadi campagna, o in un altro paese o, se non si poteva, in una cappella laterale,, non in giorno festivo... era proibito l'abito rosso, ma una forma semplificata del costume nero,, si evitava di mettere il velo di seta traforato, e si preferiva un telo di seta sul marrone , tanadu, pochi gioielli... all'uscita dalla chiesa alcune persone facevano scherzi, potevano buttare fave o ceci anzichè grano.. ed eseguivano sa correddada sotto le finestre degli sposini,,,una specie di concerto di schimazzi, feri sbatturi, coperchi di pentole.. l'uso era diffuso in molte zone d'europa..
ah! non avevo considerato la taglia dei manichini adisposizione.. ciao
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santobevitore
Utente Medio
 
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Inserito il - 04/02/2009 : 15:17:37
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Ampuriesu, una piccola curiosità: le foto che hai postato sono molto belle ma non ho potuto fare a meno di notare che lo sfondo della prima, quella a figura intera, è identico in tutto e per tutto, compreso il centrino sul trespolo, a una foto che possiedo io e che raffigura mio bisnonno vestito da fante della prima guerra mondiale. Per curiosità, dov'è stata scattata? Potrei così ricostruire un piccolo tassello di storia familiare.
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 04/02/2009 : 15:23:27
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| santobevitore ha scritto:
Ampuriesu, una piccola curiosità: le foto che hai postato sono molto belle ma non ho potuto fare a meno di notare che lo sfondo della prima, quella a figura intera, è identico in tutto e per tutto, compreso il centrino sul trespolo, a una foto che possiedo io e che raffigura mio bisnonno vestito da fante della prima guerra mondiale. Per curiosità, dov'è stata scattata? Potrei così ricostruire un piccolo tassello di storia familiare.
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La foto è di una signora di Aggius e anche io ne possiedo una del fratello di nonna uguale a quella. mi sono documentato in merito e ne è venuto fuori che i fotografi di una volta avevano già la foto con lo sfondo e dopo imprimevano la figura umana. questa è il primo modo di fare le foto di una volta. la seconda possibilità era quella di utilizzare un telo dipinto sistemato dietro la persona coì da far apparire lo sfondo come si vede quando magari dietro c'era il muro senza niente
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santobevitore
Utente Medio
 
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Inserito il - 04/02/2009 : 15:25:10
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Interessante anche il discorso sulle pettinature. a Cabras e dintorni era esattamente il contrario: la pettinatura tradizionale era quella con crocchia bassa, in alto era da donne poco serie, con capelli tutti all'indietro. Mai riga, quella da una parte cominciò ad apparire negli anni Quaranta per scomparire molto in fretta, soppiantata da ciuffi altissimi. per fare spazio a questi ciuffi ingombranti si cambiò anche il modo di portare il fazzoletto, anticamente si portava accuguddau, ben calato sulla fronte, a partire dagli anni '20 leggermente più arretrato, dagli anni '40 in poi tutto arretrato, partiva dalla metà della testa per lasciar spazio al ciuffo.
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 04/02/2009 : 15:25:18
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santo...se noti la pianta si vede chiaramente che è dipinta e non reale. si tratterà senz'altro di foto già pronte. che inventiva le persone di una volta
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 04/02/2009 : 15:30:49
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è proprio vero il detto...paese che vai usanza che trovi. Guai a una dona gallurese portare lo scialle con i lembi dietro. io ho parlato di leggerezza per non utilizzare termini più pesanti ma era prorpio un segno distintivo di una donna di facili costumi. Non so se hai mai visto il cortometraggio Cainà! E' un film girato in gallura negli anni 20 dove si vedono le persone in costume che ballano, che sbrigano le faccende e lo scialle è sempre legato o sceso sul davanti. La protagonista che era a quel tempo un'anticonformista avrebbe dovuto indossare lo scialle e tenere la testa coperta e invece è l'unica donna che gira senza niente. indossa la capitta solo per coprirsi al momento della fuga.
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 04/02/2009 : 15:36:29
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babbò... questo è l'interno del gilet. vedi che uno pseudobusto c'è anche qui? probabilmente le aggesi hanno abbandonato il corpetto per questioni di praticità e hanno aggiunto ciò che ritenevano più utile a lu gilecchu. pensa quanta roba indossavano prima... camicia, corpetto, gileccu, cammisgijola o jupponi e scillu di coddu. Una pazzia
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Modificato da - ampuriesu in data 04/02/2009 15:37:05 |
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babborcu
Salottino
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Inserito il - 04/02/2009 : 15:37:37
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santo.. i fotografi antichi cercavano di creare fondi "signorili" o particolari... un probema, poichè per motivi di illuminazione scarsa, dovevano aprire l'obietttivo era far star fermi i ritratti, per evitare foto " mosse" per cui utilizzavano quei trespoli, sedie tavolini,, cose pretenziose, ma di bassa lega, prodotte in serie, per cui erano ricorrenti negli studi... a volte disponevano anche di abiti, accessori, orolofi patacca, che facevano indossare ai ritratti...
Ah! santo ho viato foto di donne di cabras 8 e non solo!!) anni 60 credo con una torre cotonata sulla zucca ed il fazzoletto!! tremende..
nugore' nella moda colta europea,, prima dell'amido si usavano il riso bollito, e misture il miele cotto per insaldare gli abiti.. il problema erano proprio mosche, insetti e parassiti!!
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babborcu
Salottino
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Inserito il - 04/02/2009 : 15:53:03
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ampuriesu: si ho visto diversi gilecchi cos',, si chimano mi pare li pittitti quelle appendici interne? uno era irrigidito,, lo so perche era rotto!1 con della latta... credo sia un escamotage per stringere la vita dopo il decadere del busto steccato... tipo ossi.ittiri.. che si usava anche in gallura sino credo al 183o... visto così sembra la fusione in uno di due indumenti separati un tempo sovrapposti...
si hai ragione la sovrapposizione di indumenti e accessori della moda di un tempo è impressionante.. pensa ai dodici fazzoletti antichi di samugheo, alle tre gonne di orgosolo, alle sette -dieci del vestiario feriale d'ittiri... agli uomini, con con camicia, corpettom giubbetto gilet di pelle , gabanella e gabbano sovrapposti... e non c'era estate e inverno,, del resto tutti abbimo conosciuto anziani con la flanella anche in agosto!!
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santobevitore
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Inserito il - 04/02/2009 : 15:56:07
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Ampuriesu, già si vede che la pianta è finta! Proprio per quello, ho pensato fosse lo stesso fotografo visto che lo scenario dipinto che c'è dietro e il trespolo sono identici. Ora sono a Roma ma quando torno a casa ti posto la foto, poi mi dici. Bè, da noi il discorso vale per il fazzoletto, portato slegato solo nell'intimità di casa, solo d'estate e mai in presenza di estranei. Quando si usciva poi, su muccadori tanau, il velo, copriva ulteriormente il tutto. Lo scialle dietro non si portava neanche da noi, qualche ricca lo mettteva ma solo per il matrimonio, figurati se andavano scomposte...Ora il gruppo folk lo usa persino per ballare, dietro la schiena, davanti, e un pò come capita insomma!
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 04/02/2009 : 16:02:09
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babbò...anche Aggius portava gonne sopra gonna. Il costume ne prevedeva sette. L'ultima era la Capitta ribbuculata. Mia nonna è morta nel 1986 e sino agli anni 70 a dire di mio padre e dei miei zii ne portava 3 d'inverno più la capitta nera. Nel 64 gli era morto un figlio di 24 anni e indossava il costume da lutto, quindi gonna nera, jupponi di broccato nero, due gonne e la capitta. Poi le figlie femmine sono riuscite a farle indossare i vestiti di maglina per questioni di praticità e che si ha portato sino alla morte.
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