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UtBlocc
Utente Bloccato

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Inserito il - 12/03/2008 : 09:47:28
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Solfiti? Cosa sono bestioline?
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nicode
Salottino
Utente Medio
 
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Inserito il - 12/03/2008 : 10:00:57
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| miss diamante ha scritto:
Solfiti? Cosa sono bestioline?
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Aspettiamo che lo spighi Toto
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Regione Sardegna ~
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Petru2007
Moderatore

    

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Inserito il - 12/03/2008 : 10:09:13
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| Toto ha scritto:
Bè almeno i privati, siamo sicuri che sono fatti dall'uva!!!????
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Che significa? 
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 Nuraghe Succuronis
Macomer (Nu)
..un altro meraviglioso angolo di Sardegna |
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Nausicaa
Salottino
Utente Medio
 

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Inserito il - 12/03/2008 : 10:47:33
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| miss diamante ha scritto:
Solfiti? Cosa sono bestioline?
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Ciao Miss.....forse sei astemia....o forse non leggi le etichette !!!
I solfiti...sono sostanze chimiche aggiunte ai vini,per impedire il loro deterioramento, insomma "conservanti" ovviamente in giuste quantita' per non essere nocivi..... ammenoche' non ti voglia ubriacare....allora e' un'altro discorso....sono proprio quelle sostanze che provocano il "mal di testa post sbronza".... credo ma correggetemi..se sbaglio !! vengono usati generalmente nei vini rossi... in quelli bianchi......c'e' un'altra sostanza (anidride solforosa ???? )............
Okkio alla qualita' sicuramente....ma sopratutto alla Quantita'.........del bevuto !!!  
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Nausicaa |
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Toto
Utente Normale

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Inserito il - 12/03/2008 : 11:20:15
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La solfitazione dei mosti e dei vini è una pratica diffusa fin dall’inizio del 1900. L’anidride solforosa, che in soluzione da origine ai solfiti, si trova nel vino in due forme, libera e combinata (tabella3). E’ un additivo consentito dalla legge nei limiti fissati: massimo 200 mg/l di anidride solforosa totale, senza distinzione tra vini bianchi e rossi, per la normativa italiana; massimo 160 mg/l per i vini rossi e massimo 210 mg/l per i vini bianchi, per la normativa Europea, con deroghe che permettono agli Stati Membri di elevare il valore massimo di 40 mg/l. Valori più elevati sono fissati per i vini dolci. L’impiego dell’anidride solforosa è sempre stato considerato indispensabile sia nella tecnologia di produzione dei vini bianchi che di quelli rossi, per una serie di proprietà che andremo ad analizzare. Attualmente però c’è una forte tendenza a limitare l’uso di questo additivo. L’anidride solforosa è una sostanza ad elevata tossicità ed inoltre a dosi troppo elevate altera le caratteristiche del vino (tabella4). Già bevendo un bicchiere di vino contenente i valori massimi consentiti di anidride solforosa il consumatore raggiunge la Dose Giornaliera massima Accettabile indicata dalle organizzazioni mondiali della sanità. Inoltre l’anidride solforosa, a concentrazioni anche solo di tracce, è considerato un allergene ed è compresa nell’elenco delle sostanze che possono dare allergie, la cui presenza in un alimento dovrà in futuro essere obbligatoriamente segnalata in etichetta. Oggi il progresso tecnologico ed impiantistico nelle cantine sembra rendere possibile una riduzione dell’impiego dell’anidride solforosa, anche se gli esperti del settore ritengono che non possa essere eliminata del tutto. Invece nei vini fatti in casa, non li trovi.
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| farris salvatore |
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nicode
Salottino
Utente Medio
 
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Inserito il - 12/03/2008 : 11:20:21
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| Nausicaa ha scritto: Ciao Miss.....forse sei astemia....o forse non leggi le etichette !!!
I solfiti...sono sostanze chimiche aggiunte ai vini,per impedire il loro deterioramento, insomma "conservanti" ovviamente in giuste quantita' per non essere nocivi..... ammenoche' non ti voglia ubriacare....allora e' un'altro discorso....sono proprio quelle sostanze che provocano il "mal di testa post sbronza".... credo ma correggetemi..se sbaglio !! vengono usati generalmente nei vini rossi... in quelli bianchi......c'e' un'altra sostanza (anidride solforosa ???? )............
Okkio alla qualita' sicuramente....ma sopratutto alla Quantita'.........del bevuto !!!  
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Allora, mi sa che stiamo facendo un po di confusione, vediamo se riusciamo ad avere qualche notizia in più così da permetterci di non sparare... a salve 
Da qualche anno, con l'entrata in vigore di un regolamento comunitario, è diventato obbligatorio segnalare la presenza di solfiti nel vino anche nella Comunità Europea, un provvedimento già da tempo era obbligatorio negli Stati Uniti ed in Australia.
Il provvedimento rende necessario aggiungere la dicitura "contiene solfiti” sull'etichetta o sulla retroetichetta, unitamente alle altre indicazioni richieste dalla legge vigente. L'obbligo scatta quando il contenuto in SO2 (anidride solforosa) supera i 10 mg/litro.
A parte il fatto che i solfiti sono un composto organico presente in natura sia nell'uva che nelle cipolle, nell'aglio e in parecchie altre piante, chiunque si interessi di enologia sa che i solfiti rendono il vino più stabile, prolungandone quindi la conservazione e la trasportabilità. Va inoltre considerato che prodotti gastronomici comuni quali l'uva da tavola, buona parte della frutta secca ed una varietà di sottolio e sottaceti, vengono trattati con derivati dello zolfo durante la loro preparazione.
I limiti legali imposti dalla comunità europea sul contenuto finale di anidride solforosa nel vino sono tassativi e ben precisi, con massimi consentiti di 160 mg/litro per i vini rossi secchi e di 210 mg/litro per i vini bianchi. È veramente raro che un vino raggiunga questi valori limite, ma se dovesse succedere il prodotto non può essere messo in commercio.
La dicitura obbligatoria in etichetta quindi, ha creato confusione e disinformazione fra i consumatori che non sanno che i solfiti sono composti organici presenti in natura e vengono prodotti anche dai leviti durante la fermentazione, rendendo quindi impossibile l'esistenza di vino con zero contenuto di solfiti anche quando non vengono aggiunti dal produttore.
Almeno con i solfiti.... penso che la possiamo finire 
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UtBlocc
Utente Bloccato

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Inserito il - 12/03/2008 : 11:40:19
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Sono allergica ai solfiti io . Grazie della spiegazione Nicode.
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