Nota Bene:Capoterra Era il 1655, il barone Gerolamo Torrellas metteva a disposizione parte del suo feudo per la nascita di un nuovo paese che ne avrebbe accresciuto il valore socio-economico. Dopo un anno si contavano nel piccolo villaggio 7 famiglie, ogni famiglia veniva conteggiata per un numero medio di 4 persone per cui possiamo considerare che la villa di Sant’Efisio (attuale Capoterra) poteva essere abitata da circa 28-30 persone. Possiamo notare da un censimento effettuato 22 anni dopo cioè nel 1678 le famiglie erano 39 per una popolazione di 156 persone.
"I morti di Alos" di Daniele Atzeni è stato selezionato all'International Short Film Festival di Clermont-Ferrand (Francia, in programma dal 27 gennaio 2012), una delle più importanti competizioni a livello internazionale per il cinema breve. Il film, unico lavoro italiano in concorso, è stato scelto tra 5703 opere pervenute da tutto il mondo e va a completare la lista dei 77 cortometraggi che si contenderanno il Grand Prix e gli altri premi assegnati dalla giuria. "I morti di Alos", produzione low budget di Araj Film e Areavisuale, col sostegno della Società Umanitaria - Cineteca Sarda e dell'Associazione Culturale Babel per la versione in sardo, è un falso documentario che racconta, attraverso la voce del protagonista Antonio Gairo, le vicende del paese immaginario di Alos, i cui abitanti sul finire degli anni '50 compiono un fatale passo verso la "modernità". Al Festival verrà presentata la versione in italiano con la voce narrante di Alessandro Valentini, oltre al quale hanno contribuito Paolo Carboni per la fotografia, Stefano Guzzetti per le musiche e il sound design, Andrea Iannelli per gli effetti speciali. Il testo, il montaggio e la regia sono di Daniele Atzeni. Fonte Cinemecum
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