Forum Sardegna - Quirra & terrorismo mediatico
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twingo71

Utente Medio


Inserito il - 27/02/2011 : 19:21:05  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di twingo71 Invia a twingo71 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
sarrabus72 ha scritto:

Certo molto fiduciosa io !
Non vuole essere una guerra tra poveri ... io come a te voglio solo verita e soluzioni e non sacrificio e rischi della gente per lucro di altri !
Comunque la statistica di Cocco non mi dice gran che perché prende in considerazione tutti i paesi con oltre 5000 mila abitanti inclusi gli abitanti di Quirra e la statistica non puo reggere !
Leggendo poi il resoconto della difesa si chiarisce la fine passando di mano il problema:
Inquinamento elevatissimo in zona Baccu Locci con probabili infiltrazioni nelle acque della zona !
Se si hanno elementi del genere dopo tanti anni che la diffesa e altri ne sono a conoscenza perché nessuno fa niente ?? Oppure la Miniera di Baccu Locci non disturba perché tanto non ci lavora nessuno ?
Scrivono che nei test non ci sono riscontri tra l´Uranio e la malatia
mentre in Germania é certificato e sono fermamente convinti che si usi Uranio impoverito nelle esercitazioni e addiritura scrivono: Medien und offizielle Stellen in Verharmlosungen, Lügen oder Schweigen.
Che tradotto vuol dire: I Media e gli organismi ufficiali tendono a sminuire, mentire o far cadere nel silenzio.
Mahhh anche i tedeschi racconteranno solo per raccontare !


Sono d’accordo con te che bisogna conoscere la verità.
Chiedo, dove hai letto che il Dott. Cocco ha fatto una ricerca solamente sui paesi oltre 5000 abitanti? Io ho assistito ad una sua conferenza in merito e lui ha dichiarato che la ricerca la effettuata su tutti i comuni della Sardegna. Villaputzu incluso.
Approfitto di questo forum per dire agli interessati che il Sindaco di Perdasdefogu ha intenzione di invitare il Dott. Cocco a fare una conferenza in merito a Perdasdefogu. Vi darò maggiori informazioni appena il sindaco ci aggiornerà.
Gli studi sulla miniera sono indipendenti a quelli del Dott. Cocco, se poi pensi che si siano riuniti per dare un'unica versione pro i militari fai tu.
Io non sono riuscito ancora a trovare uno studio certo che abbia fatto esami precisi sulla presenza di uranio a Quirra.
Potresti mettermi l’indirizzo http sui tedeschi? Va bene anche in lingua originale. Me lo tradurrò con calma e gesso.
Un saluto




 Regione Sardegna  ~ Città: xdas  ~  Messaggi: 217  ~  Membro dal: 19/02/2011  ~  Ultima visita: 29/07/2012 Torna all'inizio della Pagina

sarrabus72
Salottino
Utente Maestro




Inserito il - 27/02/2011 : 19:27:37  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di sarrabus72 Invia a sarrabus72 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Se Quirra appartiene a Villaputzu ... é inclusa nella statistica dei 5000 abitanti !

I tedeschi non scrivono di Quirra ma delle basi tedesche ... dove é proibito usare proietili all´Uranio ... che invece poi con il tempo si é scoperto che in diverse parti li usavano lo stesso per fare esercitazione e come in Sardegna, America e sicuramente anche da altre parti si fa di tutto per nascondere la realtá !

Ce ne sono tantissimi ma ti posto questo non tanto complicato che spiega i sotterfugi dell´uso: http://www.friedenspolitik.com/5-du...tschland.php





Modificato da - sarrabus72 in data 27/02/2011 19:35:38

  Firma di sarrabus72 

Valle di Oddoene

Dorgali (NU)

..un altro meraviglioso angolo di Sardegna



 Regione Estero  ~ Prov.: Cagliari  ~ Città: Germania  ~  Messaggi: 7371  ~  Membro dal: 06/09/2006  ~  Ultima visita: 07/03/2015 Torna all'inizio della Pagina

Petru2007

Moderatore




Inserito il - 27/02/2011 : 19:48:01  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Petru2007 Invia a Petru2007 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
twingo71 ha scritto:
Capo Sanl Lorenzo è un distaccamento come Punta is Ebbas, Capo Bella Vista. Cioè il militare che lavora a Capo San Lorenzo è fisso in quella base e non a Perdas.


A voler essere assolutamente precisi il distaccamento di Capo San Lorenzo a livello operativo non ha lo stesso ruolo delle postazioni di Punta Is Ebbas e Bellavista.
Per il resto non è detto che un militare svolga servizio sempre nello stesso posto. conosco un tale che faceva il girovago fra le varie località del Poligono Interforze e non era il solo ad agire in quel modo..




  Firma di Petru2007 

Nuraghe Succuronis

Macomer (Nu)

..un altro meraviglioso angolo di Sardegna

 Regione Sardegna  ~ Città: Olbia-Tempio  ~  Messaggi: 3594  ~  Membro dal: 12/01/2007  ~  Ultima visita: 30/11/2019 Torna all'inizio della Pagina

twingo71

Utente Medio


Inserito il - 27/02/2011 : 23:19:16  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di twingo71 Invia a twingo71 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
sarrabus72 ha scritto:

Se Quirra appartiene a Villaputzu ... é inclusa nella statistica dei 5000 abitanti !


Scusa, non ho capito.
Grazie per il link




 Regione Sardegna  ~ Città: xdas  ~  Messaggi: 217  ~  Membro dal: 19/02/2011  ~  Ultima visita: 29/07/2012 Torna all'inizio della Pagina

twingo71

Utente Medio


Inserito il - 27/02/2011 : 23:22:27  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di twingo71 Invia a twingo71 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Petru2007 ha scritto:
A voler essere assolutamente precisi il distaccamento di Capo San Lorenzo a livello operativo non ha lo stesso ruolo delle postazioni di Punta Is Ebbas e Bellavista.
Per il resto non è detto che un militare svolga servizio sempre nello stesso posto. conosco un tale che faceva il girovago fra le varie località del Poligono Interforze e non era il solo ad agire in quel modo..

Certo. Però qui si parlava dei magazzinieri. Il loro lavoro è stanziale e i magazzinieri erano in servizio a Perdas.
Comunque volete far girare questo circo su 5 cassette che la nuova ha già stabilito essere radioattive e l'unione sarda invcece, in barba agli analisi ha già stabilito che sono di uranio arricchito (non più impoverito).




 Regione Sardegna  ~ Città: xdas  ~  Messaggi: 217  ~  Membro dal: 19/02/2011  ~  Ultima visita: 29/07/2012 Torna all'inizio della Pagina

sonos

Utente Attivo


Inserito il - 28/02/2011 : 15:31:21  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di sonos Invia a sonos un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ognuno ha le sue idee che, giustamente, tende a divulgare e rafforzare.
A parte questo, spero che se in futuro si scopriranno patologie sugli umani "locali" causate dalla presenza del poligono, non si chieda un forte intervento delle istituzioni per rimediare al danno.
Chi prende certe posizioni adesso, se ne ricordi in futuro




  Firma di sonos 
www.sulcisnaturalmente.eu

http://fabiocoronafotografie.blogspot.it

 Regione Sardegna  ~ Città: Carbonia  ~  Messaggi: 823  ~  Membro dal: 20/01/2009  ~  Ultima visita: 08/01/2014 Torna all'inizio della Pagina

twingo71

Utente Medio


Inserito il - 28/02/2011 : 23:15:19  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di twingo71 Invia a twingo71 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
sonos ha scritto:

Ognuno ha le sue idee che, giustamente, tende a divulgare e rafforzare.
A parte questo, spero che se in futuro si scopriranno patologie sugli umani "locali" causate dalla presenza del poligono, non si chieda un forte intervento delle istituzioni per rimediare al danno.
Chi prende certe posizioni adesso, se ne ricordi in futuro


Concordo pienamente con quello che hai scritto. Deve valere però per tutti. inclusi quelli che hanno già stabilito da tempo che il grande responsabile è il poligono. Inclusi tutti i giornalisti che hanno fatto terrorismo mediatico. Inclusi tutti quelli che hanno raccontato torie prive di fondamenta.
Aspetterò anche gli esiti dell'inchiesta della Procura di Lanusei.




 Regione Sardegna  ~ Città: xdas  ~  Messaggi: 217  ~  Membro dal: 19/02/2011  ~  Ultima visita: 29/07/2012 Torna all'inizio della Pagina

twingo71

Utente Medio


Inserito il - 28/02/2011 : 23:16:32  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di twingo71 Invia a twingo71 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Intanto...

Uranio, chiuse due inchieste
La Procura di Cagliari: «Nessuna traccia a Quirra»
di Mauro Lissia
CAGLIARI. Due inchieste della Procura cagliaritana smentiscono che nell'area di Quirra esistano tracce di uranio impoverito e che il metallo radioattivo provochi l'insorgenza di malattie tumorali. La prima indagine risale a quasi cinque anni fa, un'attività precedente a quella avviata dal procuratore capo di Lanusei Domenico Fiordalisi, condotta in silenzio assoluto con l'apporto di specialisti di primo piano: finì in archivio dopo che i consulenti del procuratore aggiunto Mario Marchetti esclusero la presenza di uranio attorno al poligono interforze di Perdasdefogu e a quello a mare di San Lorenzo. C'era solo arsenico, residuo dell'estrazione ottocentesca dell'argento. L'altra si è conclusa pochi mesi fa: ancora un'archiviazione richiesta dal pm Marchetti, stavolta - l'ipotesi era omicidio colposo - sulla possibile correlazione tra l'uso dei proiettili a uranio impoverito in Kossovo e il morbo di Hodgkin di cui morì il 4 febbraio 2004 il caporal maggiore Valery Alexandre Melis. Qui la Procura ha lavorato su carte ufficiali e studi scientifici accreditati, per arrivare a conclusioni che fanno riflettere: «Allo stato attuale delle conoscenze - scrive Marchetti nella richiesta di archiviazione trasmessa all'ufficio del gip - non appaiono sussistere elementi a supporto dell'ipotesi di un ruolo di munizioni a uranio impoverito nelle patologie osservate tra i militari dislocati tra i Balcani». Fonti dell'inchiesta sono state la commissione Mandelli, costituita il 2 dicembre 2000 dal ministero della Difesa con l'incarico di «accertare tutti gli aspetti medico-scientifici dei casi di patologie tumorali nel personale militare che ha svolto attività operativa in Bosnia e Kossovo». Ebbene il documento finale elaborato dalla commissione - riportato nell'atto firmato da Marchetti - indica in 42 il numero complessivo di neoplasie maligne segnalate entro il 31 dicembre 2001 fra i 43058 militari e civili che dal dicembre 1995 al 6 novembre 2001 hanno compiuto almeno una missione in quelle aree di guerra. Ma l'incidenza della malattia tumorale - riferisce la Procura - corrisponde a quella della popolazione generale, con l'eccezione del morbo di Hodgkin. Un'ulteriore ricerca condotta dall'Enea e conclusa il 30 settembre 2001 sembra escludere qualsiasi relazione tra il contatto con l'uranio impoverito e la malattia: «I dati - scrive l'Enea - non evidenziano alcuna differenza statisticamente significativa tra persone sicuramente non esposte e personale militare che ha compiuto missioni in aree dei paesi Balcanici toccate da eventi bellici recenti». Ma al di là dei possibili effetti dell'uranio sull'organismo umano il dato più sorprendente riguarda proprio l'assenza del metallo radioattivo nei tessuti dei soldati: è la commissione Difesa costituita a luglio 2004 dal Senato a riferire come non siano «emersi elementi che consentano di affermare che le patologie in questione siano da attribuire ad effetti tossicologici o radiologici derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti o alla contaminazione chimica dovuta a questo tipo di munizionamento». In particolare, riferisce la commissione, «non sono state riscontrate tracce di uranio impoverito in campioni istologici di militari impegnati nelle missioni balcaniche che hanno sviluppato patologie tumorali». La commissione ricorda come «quasi tutte le forme di tumore abbiano un'eziologia (origine ndr) multicausale e come in particolare l'esposizione a un ampio novero di agenti chimici, fisici o biologici possa avere effetti mutageni o oncogeni». Quindi le cause dei tumori sarebbero diverse e forse legate «alle situazioni di degrado ambientale e di inquinamento» riferite a «manufatti industriali danneggiati o distrutti dalle operazioni belliche». Nel caso di Valery Melis però qualcosa di anomalo ci sarebbe: è Maria Antonietta Gatti, responsabile del laboratorio dei biomateriali dell'università di Modena e Reggio, a riferire come nello sperma e in una neoformazione sopraclaveare riscontrata nella salma del soldato sardo siano stati trovati «corpi estranei, microdimensionati, di chimiche diverse» e poi un composto di cerio, lantonio, neodimio, ferro e calcio che la ricercatrice definisce «strano». Si tratterebbe di un composto debolmente radioattivo, ma la Gatti - scrive Marchetti nel documento conclusivo dell'inchiesta giudiziaria - non afferma affatto di aver riscontrato «una correlazione causale tra l'insorgere della patologia del Melis e una contaminazione da uranio impoverito, di cui non v'è traccia nei reperti biologici e patologici del militare». Ma solo la presenza di nanoparticelle di diversi composti «non biodegradabili e sicuramente non biocompatibili». Se Valery e gli altri reduci dai Balcani fossero entrati in contatto con l'uranio impoverito se lo sarebbero portato addosso per il resto della loro vita. Quindi i micidiali proiettili destinati a bucare i corazzamenti dei carri armati sono stati usati, ma i residui del terribile metallo radioattivo sembrano essersi dissolti nel nulla.




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Nostalgia

Utente bloccato


Inserito il - 01/03/2011 : 15:03:53  Link diretto a questa risposta  Rispondi Quotando
Rai.. prima puntata...

16 febbraio 2011

http://www.youtube.com/watch?v=Qj6tUwWEcR4




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Nostalgia

Utente bloccato


Inserito il - 01/03/2011 : 15:15:20  Link diretto a questa risposta  Rispondi Quotando
... seconda puntata...



http://magazine.quotidiano.net/ecqu...radioattivi/



Rifiuti militari radioattivi a Quirra, cominciati gli scavi investigativi nella discarica di Capo San Lorenzo
1 marzo 2011

Sono partiti in una discarica a Capo San Lorenzo, dove sono stati sequestrati nei giorni scorsi rifiuti militari, gli scavi disposti dalla Procura della Repubblica di Lanusei nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta sindrome di Quirra, per accertare eventuali collegamenti tra l’attività del Poligono e i casi di tumore tra la popolazione.

Alcuni parlamentari dell’opposizione hanno effettuato un sopralluogo mentre le cinque casse sequestrate sabato, con dentro, materiale che si sospetta radioattivo, sono state aperte nel bunker di Fisica nucleare dell’Università di Cagliari per essere analizzate.

“I vertici della Base militare ci hanno spiegato che rispettano il disciplinare, che esercitazioni fanno e che tipo di munizioni usano. Ma c’e’ uno scarto tra quello che raccontano e i dati molto preoccupanti sulla questione salute’’. Lo ha detto il senatore Francesco Ferrante (Pd), componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, dopo il sopralluogo con la deputata Amalia Schirru (Pd) e il presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana.

Secondo i militari, ha riferito a Cagliari l’esponente dell’opposizione, ‘’con gli ultimi sequestri disposti dalla magistratura si e’ creata una sorta di moratoria di fatto: si possono fare solo le esercitazioni con armi leggere. Ad esempio, una già programmata con Esercito e Aeronautica, e’ stata rinviata’’. Nel mirino anche il disciplinare usato per le esercitazioni. ‘’E’ uno strumento adottato dal Ministero della Difesa – ha spiegato Ferrante – deve essere condiviso e controllato da un soggetto terzo’’.

Una visita per il momento ‘’informale’’, quella di Ferrante e Schirru. ‘’Ci sara’ presto un sopralluogo vero e proprio della Commissione – ha annunciato il senatore – Non bisogna perdere tempo: questo periodo deve essere utilizzato per fare subito chiarezza’’. ‘’E’ necessario – ha chiarito Amalia Schirru – sfruttare la sospensione per impedire anche l’attivita’ di pascolo sull’area interna come misura precauzionale, attivare la bonifica immediata del territorio e dei fondali e migliorare anche la sicurezza e le condizioni di lavoro per i militari’’.

Per il presidente di Legambiente Sardegna, nel caso dei poligoni militari occorrerebbe ribaltare l’onere della prova. ‘’Dovrebbe essere il Ministero della Difesa – ha precisato Tiana – a dimostrare che le attivita’ del poligono non fanno male alla salute. Su questi temi la Regione sarda deve definire un nuovo rapporto con lo Stato’’.




Modificato da - Nostalgia in data 01/03/2011 15:19:20

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twingo71

Utente Medio


Inserito il - 01/03/2011 : 22:41:09  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di twingo71 Invia a twingo71 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Nostalgia ha scritto:

Rai.. prima puntata...
16 febbraio 2011
http://www.youtube.com/watch?v=Qj6tUwWEcR4


Intanto il Prof Randaccio, fisico nucleare, consulente della Procura di Lanusei ha dichiarato sul TGTRE Sardegna, che la cassa con tracce, e ripeto tracce, di radioattività era solo una. Il valore di radioattività era sotto la soglia stabilita della normativa e le casse erano rivestite in piombo e sigillate
conservate in luogo sicuro in attesa di essere smaltite secondo normativa. Inoltre esclude possano causare alcuna malattia.
Continuate a guardarvi le soap...

Stò ancora aspettando che qualcuno mi faccia conoscere i nom di quei medici che hanno fatto ricerche e stabilito che il grande responsabile è il Poligono di Quirra.






Modificato da - twingo71 in data 01/03/2011 22:41:34

 Regione Sardegna  ~ Città: xdas  ~  Messaggi: 217  ~  Membro dal: 19/02/2011  ~  Ultima visita: 29/07/2012 Torna all'inizio della Pagina

Nostalgia

Utente bloccato


Inserito il - 01/03/2011 : 23:23:33  Link diretto a questa risposta  Rispondi Quotando
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/215116


Inchiesta su Quirra, trovato
nuovo materiale radioattivo


Nuova ispezione della Procura di Lanusei e ancora ritrovamenti di materiale radioattivo nel poligono sospettato di causare leucemie e linfomi. Tra Perdasdefogu e Quirra sono stati trovati dieci metal detector di vecchia generazione dimenticati in un deposito.

Il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ha messo sotto sequestro 4 contenitori contenenti “dieci kilo bequerel di uranio 238, un mega bequerel di trizio e altri isotopi sconosciuti”. Materiale altamente radioattivo, cinque volte superiore alla media, secondo la speciale strumentazione dei Vigili del fuoco di Nuoro, sistemato in involucri senza alcuna schermatura e in un deposito a Capo San Lorenzo senza alcuna indicazione sulla pericolosità nucleare. Una svolta nell'indagine sul rapporto tra guerre simulate e alta insorgenza di tumori nella zona.

Immediata la precisazione dell'Aeronautica: si tratta di pezzi di radar, non armi all'uranio impoverito. Capaci comunque di far impazzire i rilevatori di radioattività. Ma ieri sono finiti sotto sequestro altri dieci contenitori con materiale sospetto. Si tratta di metal detector di vecchia generazione, con quadrante radioattivo, sistemati in un magazzino del poligono a terra di Perdas da chissà quanto tempo e non ancora smaltiti.

Martedì 01 marzo 2011 08.40



.... cerchiamo di metterci d'accordo...

E' tutta salute sta roba ?? Se anche i rilevamenti sono ai limiti della norma... non credo che sia una boccata d'aria fresca...




Modificato da - Nostalgia in data 01/03/2011 23:25:10

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Udiyaki
Salottino
Utente Senior



Inserito il - 01/03/2011 : 23:30:27  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Udiyaki Invia a Udiyaki un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Se ne riparlerà fra qualche anno... E tenete d'occhio i patron di Radio Press!




  Firma di Udiyaki 
Lollove

Nuoro

..un altro meraviglioso angolo di Sardegna

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Nostalgia

Utente bloccato


Inserito il - 01/03/2011 : 23:32:43  Link diretto a questa risposta  Rispondi Quotando
http://www.terranews.it/news/2011/0...o-impoverito

Gianluca Martelliamo

VELENI. Attesi dalla Procura di Lanusei i risultati delle analisi sui materiali sequestrati nel poligono di tiro militare in provincia di Cagliari. Legambiente e indipendentisti: bloccare i test.

La pistola fumante c’è. L’hanno trovata dentro cinque casse stipate in due magazzini del poligono militare interforze del Salto di Quirra, in provincia di Cagliari. Forse oggi scopriremo se è l’arma del delitto, quella che ha ucciso e sta continuando a uccidere con tumori e malformazioni gli abitanti - umani e non - di quella striscia di terra della Sardegna sud orientale. Nel frattempo, altre “pistole” continuano a sparare. L’attività all’interno della base in cui vengono testate armi di tutti i tipi non si è fermata, nonostante l’inchiesta della Procura di Lanusei. Non sappiamo se dentro quelle casse metalliche ci sia l’uranio impoverito, la sostanza che fa assomigliare la sindrome di Quirra alle patologie dei soldati che tornano dai teatri di guerra. I risultati delle analisi dell’Università di Cagliari arriveranno soltanto oggi. Quel che è certo è che sabato i rilevatori del nucleo radiologico dei Vigili del fioco hanno registrato valori di radioattività cinque volte superiori alla norma.

L’Aeronautica militare, però, precisa che si tratta solo di scatole piene di componenti elettronici. Il problema è che valvole e radar, in genere, non sono radioattivi. L’ispezione che ha portato al ritrovamento delle cassette radioattive arriva dopo le testimonianze di due militari che per due anni hanno lavorato come magazzinieri al poligono. I soldati, ammalati di linfoma non Hodgkin, hanno anche segnalato i nomi di altri colleghi colpiti dalla stessa sindrome dopo il servizio alla base di Quirra. Questo è solo l’ultimo pezzo di un puzzle molto complesso. Ma potrebbe essere quello decisivo. Le altre tessere sono fatte di missili e discariche di rottami trovati a pochi metri di profondità nelle acque che bagnano il poligono.

«Mentre assistiamo a sequestri probatori a terra e a mare, i militari hanno ricominciato a sparare», denuncia Bettina Pitzurra del movimento Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna. «Il 22 febbraio la Oto Melara (gruppo Finmeccanica, ndr) ha ripreso le sperimentazioni a mare. La notizia è sicura, abbiamo i testimoni», continua Pitzurra. Gli indipendentisti sardi e Legambiente, che ieri ha promosso una conferenza con esperti e istituzioni, chiedono la sospensione delle esercitazioni. Lo stop però non arriva. Così come non arrivano prese di posizione chiare da parte dei sindaci della zona. In ballo ci sono la salute degli abitanti e il destino di 60 buste paga, «l’unico indotto che offre il poligono», sottilinea Mariella Cao, del comitato Gettiamo Le Basi.

Prosegue intanto il lavoro del procuratore Domenico Fiordalisi, che ha appena dato il via agli scavi in una discarica. Il magistrato ha raccolto le testimonianze di chi si è ammalato. Ha disposto il sequestro di fondali marini zeppi di materiale sospetto. E si è circondato di esperti: uno è Paolo Randaccio, il fisico nucleare che oggi dovrebbe dire se dentro le casse metalliche sequestrate c’è l’uranio impoverito; l’altra è Maria Antonietta Gatti, esperta di nanopatologie, le malattie correlate alle nanoparticelle. Entrambi lavorano per scoprire se esiste una correlazione tra i troppi tumori e i test bellici.





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Nostalgia

Utente bloccato


Inserito il - 01/03/2011 : 23:44:15  Link diretto a questa risposta  Rispondi Quotando
http://notizie.tiscali.it/articoli/...tirreno.html


Inchiesta Quirra, sequestrati documenti a Pisa. La Russa: "Mai impiegato armi all'uranio impoverito"
di Paolo Salvatore Orrù

L’indagine investigativa disposta nell'ambito dell'inchiesta sulla sindrome di Quirra dalla Procura della Repubblica di Lanusei si è allargata oltre il Tirreno. Gli investigatori della Squadra Mobile nuorese hanno sequestrato documenti nella sede del Centro Interforze Studi Applicazioni Militari (Cisam) a Pisa. Sono stati acquisiti gli studi ambientali effettuati dal Cisam nel poligono di Perdas-Salto di Quirra (Pisq), le schede dei materiali radioattivi trattati dall'ente nel corso degli anni, e altro materiale ritenuto utile ai fini dell'indagine.

L’inchiesta disposta dal pm Domenico Fiordalisi comincia a produrre conseguenze. La presenza di materiale radioattivo nell’area del poligono sardo si deve ormai considerare un fatto conclamato.


Ciò nonostante anche ieri il ministro della Difesa Ignazio La Russa si è mostrato reticente. Interrogato dai deputati radicali Maurizio Turco e Maria Antonietta Coscioni ha ancora una volta sostenuto che “le Forze armate italiane non impiegano, né hanno mai impiegato, munizionamento contenente uranio impoverito e che non risultano scorte di tale munizionamento stoccate in depositi militari italiani”. Allo stesso tempo il ministro di Silvio Berlusconi ha anche affermato che “tale tipologia di munizionamento non è mai stata sperimentata, neppure da forze armate straniere che hanno compiuto esercitazioni sul territorio italiano”. Un’affermazione che fa a pugni con le cinque cassette di uranio 238 trovato nei magazzini del poligono ogliatrino.


Gli accertamenti cominciati a metà dello scorso gennaio per fare chiarezza sui numerosi casi di linfoma di Hodgking registrati negli ultimi anni fra la popolazione e fra i militari stanziati nell’area e alcune malformazioni fra gli animali è adesso nella fase più critica. Il pm Fiordalisi, tuttavia, prima di prendere una decisione vuole conoscere l’esito delle analisi del professor Paolo Randaccio, il docente di fisica dell’Università di Cagliari cui è stato attribuito il compito di spiegare se il materiale radioattivo trovato nelle cassette metalliche sono nocive per la salute. In caso affermativo, il magistrato dovrà anche verificare se i due militari che hanno svolto regolarmente servizio nei magazzini e nei depositi militari si sono ammalati di tumore e “se sia vero che le casse contenenti materiale radioattivo erano prive dei contrassegni e dei segnali necessari a distinguere la presenza di materiale radioattivo e per responsabilità di chi sia potuto accadere”, hanno chiesto i deputati radicali.
Sempre nell’ambito dell’inchiesta la magistratura ha sequestrato tutti i documenti (disposizioni interne, ordini di servizio, turni di lavoro, regolamento dei magazzini) con i quali si potranno accertare responsabilità, soprattutto sul fatto che sia all'ingresso del magazzino, sia sopra le casse non erano stati posti i segnali necessari a distinguere la presenza di materiale radioattivo. Lunedì scorso, una squadra di poliziotti e vigili del fuoco specializzati, accompagnati dalla dottoressa Maria Antonietta Gatti, responsabile del laboratorio dei biomateriali del dipartimento di neuroscienze dell'università di Modena e Reggio Emilia, e dal fisico nucleare professor Paolo Randaccio hanno effettuato un sopralluogo nella base militare facendo poi la scoperta che forse apre definitivamente uno squarcio sull'intera vicenda.
Di diverso avviso sono i redattori di Quirra.net, secondo i quali “il deposito in questione altro non è che un magazzino di pezzi di ricambio e non certo di armi: le casse dovrebbero contenere parti di radiotrasmettitori, come magnetron o Klystron, comuni a tutti i radar militari e civili “. Questi dispositivi, si legge ancora nel sito dopo essere stati utilizzati “possono diventare relativamente radioattivi”.
01 marzo 2011



.... mah.... cosa dobbiamo fare per sapere la verità ?? tirare la monetina e fare testa o croce ????




Modificato da - Nostalgia in data 01/03/2011 23:53:56

 Regione Piemonte  ~ Città: Torino  ~  Messaggi: 661  ~  Membro dal: 22/11/2010  ~  Ultima visita: 24/04/2011 Torna all'inizio della Pagina
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