Forum Sardegna - Ricami di rifinitura delle camicie
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Nota Bene: Oasi di Monte Arcosu, area protetta di proprietà del WWF. Tra le Oasi italiane del WWF è la più estesa con i suoi 3600 ettari. Situata nella montagne del Sulcis a pochi chilometri da Cagliari, nasce nel 1985 per la salvaguardia del Cervo Sardo.



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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 14/04/2010 : 11:34:26  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
nugoresu:sei incorregibile,ma anche sostro e ampuriesu non sono diversi!








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: Sassari  ~  Messaggi: 4364  ~  Membro dal: 18/02/2008  ~  Ultima visita: 28/05/2012 Torna all'inizio della Pagina

Nugoresu

Utente Attivo



Inserito il - 14/04/2010 : 13:00:04  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Nugoresu Invia a Nugoresu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
babborcu ha scritto:

nugoresu:sei incorregibile,ma anche sostro e ampuriesu non sono diversi!


Ehehehe che mi abbiano contaggiato?








 Regione Sardegna  ~ Città: Nuoro  ~  Messaggi: 773  ~  Membro dal: 19/09/2007  ~  Ultima visita: 30/11/2015 Torna all'inizio della Pagina

babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 14/04/2010 : 13:44:18  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
i contagi sono reciproci.. la madre si sostro dice che da quando ha conosciuto me ,il figlio e' peggiorato ( nel senso che gli e' aumentata la passione per i costumi)








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: Sassari  ~  Messaggi: 4364  ~  Membro dal: 18/02/2008  ~  Ultima visita: 28/05/2012 Torna all'inizio della Pagina

Nugoresu

Utente Attivo



Inserito il - 15/04/2010 : 13:19:08  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Nugoresu Invia a Nugoresu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
babborcu ha scritto:

i contagi sono reciproci.. la madre si sostro dice che da quando ha conosciuto me ,il figlio e' peggiorato ( nel senso che gli e' aumentata la passione per i costumi)


Ahahaha hai una bellissima responsabilità però!!!!!








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itria
Salottino
Utente Medio


Inserito il - 26/04/2010 : 12:00:40  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di itria Invia a itria un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
i vostri ricami sono bellissimi...








 Regione Sardegna  ~  Messaggi: 271  ~  Membro dal: 03/10/2007  ~  Ultima visita: 03/01/2016 Torna all'inizio della Pagina

babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 26/04/2010 : 12:32:28  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
tuti bravi qui: anche tu Itria ( ciao , come stai??) mi sa che te la cavi bene!!!








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: Sassari  ~  Messaggi: 4364  ~  Membro dal: 18/02/2008  ~  Ultima visita: 28/05/2012 Torna all'inizio della Pagina

Nevathrad

Utente Maestro




Inserito il - 27/04/2010 : 11:55:31  Link diretto a questa risposta  Rispondi Quotando
santobevitore ha scritto:

Scusate se mi intrometto ma tempo fa promisi a Pitta che le avrei postato delle immagini di camicie con ricamo a mosta e allora mi sono detto: Quale migliore discussione di questa per farlo? Grazie, saluti
Camicia festiva
Camicia giornaliera


Quanto sono belli! Il secondo ha la grazia di uno Chantilly...








  Firma di Nevathrad 

 Regione Sardegna  ~  Messaggi: 5815  ~  Membro dal: 13/10/2008  ~  Ultima visita: 05/04/2011 Torna all'inizio della Pagina

santobevitore

Utente Medio


Inserito il - 25/11/2010 : 17:02:05  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di santobevitore Invia a santobevitore un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Sartinocchja, ho ripreso questa discussione che mi sembra più adatta all'argomento di cui parli.
Per quanto riguarda i ricami delle camicie, variano a seconda delle zone. Tu a quali ti riferisci?








 Regione Sardegna  ~ Prov.: Oristano  ~ Città: Cabras  ~  Messaggi: 443  ~  Membro dal: 25/08/2008  ~  Ultima visita: 20/07/2012 Torna all'inizio della Pagina

sartinocchja
Salottino
Utente Attivo



Inserito il - 26/11/2010 : 10:22:20  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di sartinocchja Invia a sartinocchja un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie santobevitore, si vede che sono nuova del forum, non ridete ma io mi sono fermata alla prima pagina di discussioni, ora vedo tutto il materiale che avete prodotto e non vedo l’ora di leggermi tutte le discussioni. Non vorrei dire o chiedere delle cose che già sono state trattate nel forum. Mi rendo conto di essere stata molto generica.
Io provengo da un piccolo (ma bello) paese dell’alta Marmilla. Con mio dispiacere abbiamo solo un costume antico di fine ‘800. Mi sto impegnando non solo per recuperare quello del mio paese (per amore personale) ma anche dei vari tipi di ricamo e tecniche utilizzate nell’isola non solo per confezionare questo capo in particolare ma dell’abito in generale.
Per ora le informazioni che ho sono molto generiche e sono: (non ho ancora visionato la bibliografia al riguardo fra cui: Emanuel Domenech, Pastori e banditi, ed. Zonza Editore, 2008.
Claude Antoine Valery
David Herbert Lawrence
Vittorio Angius (1833)
Baldassarre Lucianu, Cenni sulla Sardegna, (1843)
Della Marmora nel cap. IV del “Voyage en Sardaigne”
Collezione Luzzietti, Biblioteca Universitaria di Cagliari, sotto la collocazione M.258
Raccolta Cominotti (giugno 1824 - maggio 1826), Biblioteca Universitaria di Cagliari sotto la collocazione M.257.
Raccolta di costumi sardi eseguita ed offerta a S.A. Reale il Principe Umberto dal Cavaliere Simone Manca di Mores (acquerelli del 1861-1876).
La Sardegna nelle incisioni del secolo XIX - a cura di Luigi Piloni - Ed. del Banco di Sardegna MCMLXXIX (1979).
Costumi sardi - Carta Raspi - Ed. Fondazioni Il Nuraghe, 1930.
Le isole dimenticate: la Sardegna - Gaston Vuillier (scritto relativo ad un viaggio compiuto nel 1890).
Flavio Orlando Guido Colucci, alla ricerca delle vestiture tradizionali sarde, Delfino Edizioni, pagine 231)


La camicia è esclusivamente di colore bianco, in tela di cotone (raramente in lino) questo vale per tutti i costumi della Sardegna sia maschili sia femminili.
La camicia femminile poteva essere più o meno scollata (a forma rotonda o a v) plissettata, adornata nel collo, pettina, e maniche da ricami e impreziosita ulteriormente da pizzi a uncinetto o merletti.
La manica molto ampia può essere semplice o a “Sonette” cioè stirata a pieghe orizzontali. I polsini possono essere in alcuni casi portati rivoltati.

Ma spesso non vi è descrizione del tipo di ricamo. Nel mio caso la mia camicia è ricamata con punti classici: come punto pieno, erba, palestrina, punto piatto, punto inglese ecc. Sfilature e retini di fondo.
Per ora io ho notizia (ma ripeto non ho ancora avuto modo di visionare o leggere la bibliografia sopra citata) che nei ricami di Teulada si usa il punt'e nù, il punt'a broru ed il puntu vanu.
Grazie ad Ampuriesu per la chiarissima descrizioni del punto che nella sua zona è chiamato LU RAZZONI o L'ALCHITTU. Ora devo terminare altri ricami ma poi mi voglio commentare pure io nell’esecuzione. Babborcu ci dice che si tratta del ricamo su tela pieghettata, ha origine aristocratica e che almeno dal 1400 si e' diffuso in tutta Europa a livello anche popolare ( costumi spagnoli e slavi ad esempio) ... in Sardegna aveva largo impiego e raggiunge particolare raffinatezza.
Un altro tipo di ricamo utilizzato e “Ricamo a mosta” quelli appunto che hai mostrato tu (veramente belle, le utilizzerò come modello).
Forse ho complicato ancora di più le cose. Ma ripeto non ho ancora letto tutto e non so se queste informazioni sono già nel forum. Grazie









  Firma di sartinocchja 
“(…) Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.” Antoine De Saint-Exupéry
“Osare è la forza più grande …” Selene

 Regione Sardegna  ~ Prov.: Oristano  ~ Città: Oristano  ~  Messaggi: 609  ~  Membro dal: 21/11/2010  ~  Ultima visita: 17/01/2014 Torna all'inizio della Pagina

sartinocchja
Salottino
Utente Attivo



Inserito il - 29/11/2010 : 07:41:24  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di sartinocchja Invia a sartinocchja un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Toc toc, c’è nessuno?
Intendevo cimentare e non commentare (lapsus).
Domande:
Nei topic letti per quanto riguarda il Costume Sardo, ho visto l’immagine della camicia di Oristano e del suo ricamo a punto chiacchierino, non ricordo chi dice che prima (poi c’è stata l’introduzione dell’intaglio) le camicie erano ricamate tutte così. Mi sono chiesta se è possibile?
Su internet ho letto che il pizzo Chiacchierino “(…) è un pizzo Vittoriano, ma le sue origini sono più remote. In Oriente venivano eseguiti pizzi a modo di frange e ne furono trovati nelle tombe egiziane; questa tecnica venne poi propagata in tutto il mondo e per questo fatto il suo nome originario è stato dimenticato. In Oriente era chiamato “Makouk” poiché come tale si chiama la spoletta; in Italia il suo nome sarebbe “Occhi” per la forma dei suoi anelli coi picot; in Francia “Frivolité”; in Germania “Schiffshenarbeit” (sinonimo di navetta). Il nome inglese è “Tatting” che significa il parlare fitto fitto sotto voce; forse da questo proviene il nome di “Chiacchierino” comunemente usato da noi .. ecc.”.

Come è arrivato in Sardegna, quando e dove?

Per quanto riguarda il “ricamo a mosta”, nel riprendere il disegno su carta della camicia di Santobevitore (la pettorina della prima camicia) mi sono resa conto che è molto simile ai disegni che preparavo per i tappeti della mia mamma.
Nella descrizione che date per la realizzazione del punto (stramando opportunamente la tela in modo da ottenere con fermature di filo una piccola rete, sopra, con minuscoli punti filza verticali, orizzontali e obliqui si ricama il motivo...) Babborcu dice che la tecnica in parte analoga quella del filet, di raro impiego nelle camicie, (ora spesso i disegni del filet vengono utilizzati anche per i tappeti quindi per le camice? Posso azzardare questo passaggio?
Sempre Babborcu spiega che il motivo è di origine rinascimentale, di derivazione moresca. Santobevitore spiega che il motivo rappresentato nel collo della prima camicia si chiama sa mosta 'e s'aidi, per via dell'uva che compare nel disegno. Sempre di origine rinascimentale come dice Babborcu “(…) penso diffuso attraverso i parati ecclesiastici (esiste nei filet, negli sfilati, nelle coperte ecc) da noi a Ittiri le rappresentazioni dell'uva, certo perché rappresenta la fertilità ed il sangue salvifico del cristo,sono usatissime,pensa ai grembiali festivi,ai veli a grembiali copricapo ecc..).
Spero la ricostruzione dei passaggi sia giusta.

Chiedo se esistono altri motivi di origine rinascimentale e non impiegati nei ricami delle camicie (non so se estenderlo anche per i ricami impiegati nei in tutti i capi che compongono i vari costumi. Penso al pavone utilizzato per il costume di Atzara, i motivi floreali stilizzati “sos lizos” del costume di Orgosolo) e il loro significato.
Qualcuno ha notizie di altri punti particolari (esp. come il punto vanu o il punto Teulada), delle foto, o dei libri da consigliarmi nello specifico?
Scusate per la lunghezza del messaggio.
Grazie anticipatamente per le risposte, aspetto fiduciosa









  Firma di sartinocchja 
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“Osare è la forza più grande …” Selene

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santobevitore

Utente Medio


Inserito il - 29/11/2010 : 10:14:49  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di santobevitore Invia a santobevitore un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao Sartinocchja, scusa ma ho avuto un fine settimana tutto di corsa e non ho avuto tempo di rispondere, cerco di farlo ora, con quello che so!

Dunqua, la "camicia di Oristano" (che di Oristano non è, ma di Cabras. Chi postò la foto ha omesso la cosa), è abbastanza recente: è una camicia a pitzu, con lo sparato triangolare; infatti si chiude dietro per cui, davanti, le asole sono solo ornamentali. Si tratta di una tipologia che fu inventata a Cabras negli Anni Cinquanta. Il chiacchierino che la orna, dunque, non è strettamente tradizionale ma fa parte di quelle tecniche insegnate alle ragazze dalle suore degli asili presso le quali le ragazza andavano a cucire.
L'apertura degli Asili Infantili, e quindi l'arrivo delle suore nei paesi, risale, grosso modo, agli Anni Venti e in molti centri costituì una piccola rivoluzione; infatti le suore insegnavano nuove tecniche e nuovi punti che le ragazze più sveglie applicarono nella confezione di parti del costume. Faccio un esempio: prima degli Anni Venti, le camicie cabraresi festive erano quasi tutte a mosta, con trapaduras (sfilature), molto semplici. I disegni erano più tradizionali e "geometrici". Dopo l'arrivo delle suore, si introdussero quelle con ricami elaborati, barrette tipo intaglio, sfilature complicate e elementi con un effetto "rigonfio". I disegni sono più naturalistici: rami di rose, pansé, margherite, spighe, ghirlande e la superficie ricamata si fa sempre più estesa. Negli anni Cinquanta si inventa quella a pitzu che spesso presenta, per fiori e foglie, applicazioni tridimensionali e rifiniture a chiacchierino.

Quanto ai motivi più antichi, continuarono ad essere usati per le camicie delle anziane o per quelle più giornaliere. Tra queste c'è sa mosta 'e s'aidi, sa mosta 'e is arrosas, quella de is cugutzuas (una specie di fiore), sa mosta 'e is corus, de is rughis e tante altre. Per fare un parallelo con i tappeti, una mosta per camicie riporta quelle stelle a 6 punte che vediamo in tantissimi tappeti sardi.
Io però non sono espertissimo, so qualcosa di più della mia zona, quindi Babborcu, intervieni per favore!








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sartinocchja
Salottino
Utente Attivo



Inserito il - 29/11/2010 : 18:02:04  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di sartinocchja Invia a sartinocchja un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ti ringrazio per le informazioni Santobevitore (aspetto fiducioso pure io che il Prof. D. dica qualcosa), da quanto mi dici prima del 1920 si usava il punto “a mosta” pure io trovavo strano la cosa (tieni presente che le mie conoscenze sul costume si limitano solo all’abc per ora … col tempo spero di arrivare alla z vita permettendo).
Quindi la camicia che hai descritto si chiama “camicia a pitzu” ( con lo sparato triangolare; infatti si chiude dietro per cui, davanti, le asole sono solo ornamentali) inventata a Cabras negli anni ’50. Mentre il pizzo chiacchierino è stato introdotto a Cabras con l’apertura degli asili anni ’20.
Mi domando: È l’apertura degli asili gestiti dalle suore che ha permesso che le persone potessero imparare queste tecniche di ricamo che altrimenti restavano celati dentro i monasteri. Non l’arrivo delle suore?
Indichi anche altri motivi, cerco di tradurre (con mio rammarico le mie conoscenze della lingua sarda sono limitate, credo di parlare come te il Campidanese ma non ho mai scritto nulla, e molti termini da noi non si usano più) sa mosta ‘e s'aidi (figura dell’uva) sa mosta 'e is arrosas (delle rose), is cugutzuas (una specie di fiore come dici tu. Ti chiedo che genere) sa mosta 'e is corus e de is rughis cosa sono? Ti chiedo molto se ci sono dei disegni o immagini di queste camicie.
Resta l’interrogativo se anche in altre parti della Sardegna si usa questo tipo di pizzo, (quando e com’è stato introdotto).
Per i ricami elaborati cui ti riferisci (nella mia non c’è l’intaglio) ma sono presenti punti classici come il punto pieno (quando parli di elementi con un effetto, "rigonfio" ti riferisci al punto pieno?), per trapaduras ti riferisci alle sfilature (che da noi credo, si chiamano “sprighita traballara” .. spero di non aver scritto un’oscenità) e retini di fondo semplici, i fiori sono molto stilizzati, è presente l’uva.
Mi domando è possibile che questo tipo di ricamo sia presente anche prima degli anni ’20, nelle camicie del costume.
Per quanto riguarda la stella a 6 punte effettivamente è presente nei tappeti della mia mamma. Bene.
Grazie da Sartinocchja









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“(…) Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.” Antoine De Saint-Exupéry
“Osare è la forza più grande …” Selene

 Regione Sardegna  ~ Prov.: Oristano  ~ Città: Oristano  ~  Messaggi: 609  ~  Membro dal: 21/11/2010  ~  Ultima visita: 17/01/2014 Torna all'inizio della Pagina

santobevitore

Utente Medio


Inserito il - 30/11/2010 : 10:14:03  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di santobevitore Invia a santobevitore un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Circa l'arrivo delle suore, in verità, non so moltissimo. Ti posso dire che a Cabras arrivarono intorno agli Anni Venti, su richiesta del parroco, che affidò loro la gestione di un Asilo Infantile (prima inesistente). Credo che sia accaduto altrettanto in molti altri paesi.
Al mattino si occupavano dei bambini mentre, nel pomeriggio, facevano il catechismo ai bambini e insegnavano il ricamo (ma anche il catechismo) alle ragazze, che andavano appositamente all'asilo per questo.
Prima del loro arrivo queste stesse mansioni (insegnamento del catechismo e del ricamo alle bambine) erano svolte da is maistas de così (maestre di cucito): si trattava sempre di signorine che, in cambio di qualche dono, se molto povere, insegnavano sa dottrina (il catechismo) e i primi rudimenti del cucito. Finché l'insegnamento restò nelle loro mani, si insegnavano sempre gli stessi punti e gli stessi disegni, molto più tradizionali rispetto a quelli delle suore che non portarono solo nuove tecniche, ma anche riviste e disegni per ricami, prima quasi del tutto sconosciuti.
Il punto pieno, di cui tu parli, esisteva anche prima ma il suo uso era limitato ai piccoli motivi de sa tzrughera, lo scollo della camicia (a Milis invece si faceva anche su pettus della camicia, ricamandolo con motivi floreali piccoli e regolari): le barrette dell'intaglio erano praticamente sconosciute.

Da noi si chiama spighitta l'orlo a giorno e tutte le sue varianti, is trapaduras sono delle sfilature che si usano sia per il fondo, sia per l'nterno di foglie e petali (forse sono i retini di fondo di cui parli).

Sa mosta 'e is corus è il disegno con i cuori, sa cugutzua è la cima del carciofo selvatico, sa mosta e 'sa rughi è un disegno con croci. Credo di poterti fornire la foto di qualcuno di questi motivi, devo solo andarne alla ricerca!

Sono stato un pò lungo, scusami, ma anche io sto imparando questi nomi e ancora non me ne intendo molto. Appena posso ti metto qualche foto per spiegare meglio. Però non lasciatemi da solo, intervenite, ajò!








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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 30/11/2010 : 13:39:12  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
le camicie antiche erano quasi sempre caratterizzate da una relativa semplicità.. i punti erano piccoli, le parti ricamate erano ristrette, i moduli decorativi erano medi o piccoli.. progressivamente si e' avuto un arricchimento e a volte uno "snaturamento" ( quando ci si e' allontanati macroscopicamente dai moduli tradizionali) in alcuni centri, per contro ,vi e' stata una semplificazione con pizzi commerciali, ricami a macchina ecc..
il chiacchierino, nonostante sia di origini antiche, era poco usato nella tradizione più radicata ( io non lo amo, ma e' una questione di gusti.. o forse sono consapevole che una caratteristica dei ricami delle nostre camicie e' una certa cosistenza, un aspetto forte e a tratti un poco rude che contrasta con l'aspetto leggero e lezioso del chicchierino) ed era adottato spesso per"restauri" o si tratta di innovazioni recenti.. cosi' come anche il classico filet..
pensiamo sempre che la camicia doveva durare una vita e resistere a lavaggi, apprettature stirature..
la decorazione "antica" e' sempre geometrica, stilizzatissima e misurata..
aldilà del razzoni o coro opuntu vanu, i punti più classici sono il punto nodo ( non limitato a teulada) il punto pieno ,erba e lo sfilato e il punto in aria.... anche l'intaglio e certi retini sono più"moderni"
concordo con tutto quello che ha osservato santobevitore...









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sartinocchja
Salottino
Utente Attivo



Inserito il - 30/11/2010 : 21:51:25  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di sartinocchja Invia a sartinocchja un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie Santobevitore, hai anticipato le risposte alle domande che volevo porre: dove si formavano le ricamatrici prima dell’arrivo delle suore (da piccola in paese ricordo che c’era una signora come quelle che descrivi tu “is maistas de così (maestre di cucito)” Mente nel paese di mia madre questo compito era affidato a una “nobildonna”.
Tu dici che “(…) Finché l'insegnamento restò nelle loro mani, si insegnavano sempre gli stessi punti e gli stessi disegni, molto più tradizionali rispetto a quelli delle suore che non portarono solo nuove tecniche, ma anche riviste e disegni per ricami, prima quasi del tutto sconosciuti)”. La mia domanda è, per secoli i ricami sono rimasti sempre gli stessi? In quali circostanze ci sono stati dei cambiamenti (penso ai disegni che sono stati introdotti con i paramenti sacri. O l’arrivo di forestieri ecc.) ma forse qui sto spostando il discorso anche su altri capi del vestiario e non più solo per la camicia.
Per il punto pieno ho capito, pure non ho mai abbinato l’intaglio, se pur bello, al costume antico.
La camicia del mio costume ha la manica (rivoltata) abbastanza ampia adornata da un pizzo in cotone. Mentre su pettus è ricamata, meno direi una via di mezzo fra come quella festiva e giornaliera che hai mostrato tu. La nostra come taglio ricorda quella maschile solo che non ha il collo.
Ora qui mi perdo (faccio fatica ad abbinare i vari nomi dei ricami in sardo con quelli in italiano ma vediamo se ho capito),
“su puntu a mosta” Cabras (come posso chiamarlo in italiano?
punt'e nù, (punto nodo? Teulada, altri centri ?
il punt'a broru ?
Il “puntu vanu” (o ricamo su tela pieghettata) su coro nel nuorese, su bastonette in gocena, sa crocciadura a busachi, puntu vanu a samucheo e nei campidani, razoni in gallura, alzhittu a budduso' e ala', su lauru a thiesi, su lea e lassa ( prendi e lascia, proprio come la tecnica esecutiva ) o su tgne e lassa nel logudoro.
(cont' e trama), tecnica a fili contati Sulcis-Iglesiente
(s'intagliu) dell'intaglio Sulcis-Iglesiente
sfilature trapaduras Cabras ?
(“sprighita traballara”) L’ orlo a giorno, punto quadro?
Che differenza c’è fra punte a mosta/ sfilature/cont’e trama)?
Ti ringrazio per le foto e disegni che mi vorrai mandare, sei stato chiarissimo.

Passo ora alla risposta di Babborcu.
La ringrazio Prof. D., spero di essere precisa (posso prendere la data di Santobevitore cioè prima del 1920 per definire una camicia antica?)
Quindi alla descrizione che ho fatto della camicia in generale devo aggiungere che prima del 1920 (ipotizzo) (…)le camicie antiche erano quasi sempre caratterizzate da una relativa semplicità.. i punti erano piccoli, le parti ricamate erano ristrette, i moduli decorativi erano medi o piccoli.. questo vale per tutte le camice dell’isola? C’è una distinzione fra quelle maschile e femminile?)
La precisazione che lei fa “(…)progressivamente si e' avuto un arricchimento e a volte uno "snaturamento" ( quando ci si e' allontanati macroscopicamente dai moduli tradizionali) in alcuni centri, per contro, vi e' stata una semplificazione con pizzi commerciali, ricami a macchina ecc..)”, credo sia molto importante. Le nostre nonne erano molto sagge ma soprattutto indossavano il vestito tutti i giorni, (io credo sia questo la differenza fra chi lo indossa una volta l’anno e chi lo indossa/o lo indossava nella quotidianità, si capiscono molte cose).
Mi domando se non bisogna però fare una distinzione o se è possibile fare questa distinzione: fra chi aveva un solo abito massimo due e chi aveva più abiti e non fare dei lavori, in entrambi i casi il ricamo era uguale? (Forse non ho formulato chiaramente la domanda, ma sto cercando di capire)
Anche per la decorazione antica posso utilizzare come riferimento prima del 1920,
mentre per più moderni (ipotizzo) non prima del 1950?
Sono punti della tradizione antica (razzoni o coro opuntu vanu), punto nodo ( non limitato a teulada) il punto pieno ,erba e lo sfilato e il punto in aria....
Mente più moderni l'intaglio e certi retini.
Scusate per la lunghezza del messaggio.
Grazie anticipatamente per le risposte.
Sartinocchja












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