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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 10/02/2009 : 09:01:56
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per il curioso taglio della camicia ollolaese, occorrerebbe investigare nel cetro .. a questo punto....
si i manighiles sono quelle soprammaniche ... a uri ed ittiri dopo il 1925 il nome si è " trasferito" a quel coprispalle a bolero di stoffe commerciali, con amniche a palloncino che da allora, nell'abito feriale , sostituì i giubbetti di velluto,, per motivi igienici, in quanto il giubbetto di velluto non poteva essere lavato!
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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 10/02/2009 : 12:07:58
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per quanto riguarda le maniche, in sardegna sembra assente la tipologia a maniche staccate, di origine rinascimentale, che è invece tipica di molti costumi dell'italia meridionale e settentrionale (un esempio per tutti lucia mondella) in pratica si tratta di maniche separate , che, tramite nastri si fissano alle spalline del busto, facendo sbuffare variamente la camicia... dai testamenti anglonesi e logudoresi, pero' parrebbe che esistessero, perchè vengono citate lmaniche... pertanto questa caratteristica potrebbe essere tramontata col tempo..
nell'abito ricco sette ottocentesco di Quartu , tuttavia , erano presenti dei manicotti che copribano gli avambracci, accortati alla vellada di veluto nero o blu, che , come si sa ha maniche a tre quarti... queste mezze maniche, dette manghittus, erano di scarlatto o velluto, o seta più spesso sul rosso, e finivano con orli di broccato e passamanerie,,, nelle fonti iconografiche e antiche questi manicotti presentano file di asole e buttoneras...
più recentemente in logudoro la foggia feriale con le maniche della camicia arrotolate sopra i gomiti, prevedeva le manighittas, ritagliate da maniche di flanelle.. che preservavano il "pudore delle sonne " perchè anche la pelle nuda delle braccia era considerata scandalosa..
questi ultimi espedienti sembrano trovare un parallelo nella moda neoclassica, che , a causa della leggerezza di tessuti e maniche, porevedeva maniche staccabili interne,, non tanto per il pudore,, ma per il calore!!! cciau
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BizioFolk
Utente Medio
 
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Inserito il - 12/02/2009 : 19:48:03
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Quest abito è tipico del comune di Settimo San Pietro , Al museo del costume di Nuoro vi è esposto tale abito ma erroneamente porta scritto Sinnai, sino a qualche anno fa portava scritto Settimo San Pietro , forse hanno confuso i nomi dei comuni oppure hanno messo Sinnai perché talli abiti si assomigliano.

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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 13/02/2009 : 09:38:19
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bizio,, quali ono le differenze fra le fogge dei due paesi? credo che , per quanto riguarda il museo vi sia una scheda di acquisto che fa fede...
nella quale si scrive non solo la località in cui è stato comprato,, ma quella di effettivo uso,, oh un errore è possibile,, per anni al museo del costume era esposto un costume maschile d'aggius con la camicia di samugheo!! gli abiti ferial e e domenicale femminili di ittiri hanno i bottoni della camicia di altre località.. quello maschile di quartu,, prima aveva una camicia nuporese.. ecc... i curatori stano cercando sicuramente di migliorare l'esposizione,, ma....
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 13/02/2009 : 11:06:43
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| BizioFolk ha scritto:
Quest abito è tipico del comune di Settimo San Pietro , Al museo del costume di Nuoro vi è esposto tale abito ma erroneamente porta scritto Sinnai, sino a qualche anno fa portava scritto Settimo San Pietro , forse hanno confuso i nomi dei comuni oppure hanno messo Sinnai perché talli abiti si assomigliano.

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Che meraviglia lo scialle in paese c'e ne sono a decine proprio di quel colore. peccato che le riproduzioni perdano molto come colore. I colori sono sempre nero e viola ma si amalgano assieme e i disegni non hanno i contorni ben delineati ma un po confusi. per non parlare poi che gli attuali sono più lucidi di quelli antichi
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babborcu
Salottino
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Inserito il - 13/02/2009 : 11:20:16
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e gia,, ampurie!! io le ri conosco al primo sguardo i nuovi,,  ma sono sempre meglio ,molto meglio , del pezzetto di abanero sintetico con le frange .. itt'arrore!!! che putroppo si vedono molto ingiro... meno male che vengono rifabbricati simili.. del resto oggi anche il terziopelo non è come l'antico, ma opaco e a fiorami grandi,, il broccato, anche se ripete il disegno antico ,è piatto ecc... nei costumi delle alpi valdesi si usano scialli identici a questi: provenivano dalla medesima fabbrica lionese,, o dall'austria
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 13/02/2009 : 11:26:16
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per carità quanto non sopporto gli scialli fatti in casa con le frange posticce. Se almeno evessero realizzato il macramè sarebbero restati più carini invece in questo modo oltre ad essere orrendi per i disegni e per il modo in cui cadono sulla testa (sono troppo rigidi) vengono abbruttiti ulteriormente da questi pendagli sintetici, fini e che nulla hanno a che vedere con la tradizione
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babborcu
Salottino
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Inserito il - 13/02/2009 : 11:32:06
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si.. sono brutti in tutto,, tettari.. poi ... ma a che pro' fare un macrame' in un tessuto così dozzinale ??' magari migliorerebbe.. ma tribagliu isperdisciadu.. come quelle signore che fanno bei ricami su rasi sinterici , su tibet finto... o il canottiglio scadente fabbricato per le composizioni di fiori secchi... nel rifare i costumi,, ci si arrangia ,, ci si adatta all'impossibilità di reperire certi materiali introvabili, ma tutto ha un limite...
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ampuriesu
Utente Attivo
  

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Inserito il - 13/02/2009 : 11:52:57
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per il canutiglio e gli strass ho trovato le ditte che lo producono. Prezzi a dir poco irrisori e merce di ottima qualità addirittura per il fusetto prendo l'oro fino (più caro dell'oro normalmente in commercio presso le mercerie) con l'unica differenza che in merceria pago 40 euro la rocca, in fabbrica di qualità nettamente superiore la rocca la pago 17 euro. poi è risaputo che le persone vogliono apparire spendendo poco ma non è proprio così. Ti può dire Sostro che nella lavorazione dell'oro è molto più bravo di me quanti costumi ha visto realizzati con canutiglia scadente e quanto brutto sia il risultato.
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babborcu
Salottino
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Inserito il - 13/02/2009 : 11:59:13
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e gia lo so!!! e so quanto costa il materiale buono,, e quanto ci sgobbano le mercerie sarde... e i prezzi crescono mese dopo mese,,, e poi , secondo alcuni, l'artigiano dovrebbe fare gli sconti.. certo che acquistando in fabbrica si risparmia...
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Nugoresu
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Inserito il - 14/02/2009 : 18:52:38
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ci riprovo.....



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Nugoresu
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Inserito il - 14/02/2009 : 19:20:10
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Le foto di sopra sono relative alla gonna che ho realizzato e che dovrei disfare seguendo i preziosi consigli di Babborcu per eliminare gli errori commessi....
ora posto delle foto delle "palas" :
Questa l'ho fatta io almeno una decina di anni fà

le altre sono antiche da ristrutturare...

Pala a sutta ( Babborcu vi spiegherà il significato)



Questa la stiamo ancora usando....


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BizioFolk
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Inserito il - 15/02/2009 : 20:37:55
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mi hanno autorizzato a mettere la foto


Abito della vedova di questi ne ho 3
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CodicediSorres
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Inserito il - 15/02/2009 : 23:02:39
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Dato che siamo nell'argomento relativo all'abbigliamento tradizionale sardo, volevo avere, nei limiti del possibile, delucidazioni riguardo ai vari elementi dell'abito tradizionale che si possono visionare in questo ritratto [URL=http://imageshack.us] [/URL] [URL=http://g.imageshack.us/img403/sarbadoricuserradesnniaqs1.jpg/1/] [/URL] É un ritratto fotografico di un mio avo, un Cantadore ottocentesco, nato a Sinnai nel 1817 e morto nel 1897. Tale ritratto è stato gentilmente postato dall'utente Arthacan, insieme a altre informazioni, in una discussione che avevo aperto per reperire informazioni su tale avo ("Informazioni su uno dei Cantadores del passato", nella sezione "Altro"). E volevo anche sapere, per quanto è possibile apprezzare con tale foto, se tale abito, ritratto forse tra il 1860 e il 1870, è simile a quello/i attuale/i di Sinnai. Tra l'altro mi ha sorpreso la presenza della "pipa"; non avevo presente che tale oggetto appartenesse alla tradizione sarda già dal 1800.
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anemone di mare
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Inserito il - 16/02/2009 : 18:51:26
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In alcune zone del meridione d'Italia si usa,ma sarebbe meglio utilizzare il passato,usava.che la vedova portasse il lutto per tutta la rimanente durata della sua vita dopo la scomparsa del coniuge.Lutto che prevedeva un vestiario nero,tranne le calze,che potevano essere grigio scure,infatti l'associazione nero/grigio era la massima espressione del lutto se a morire era il marito.In caso della morte del figli a maggiore dimostrazione del lutto,la madre oltre a vestirsi di nero portava delle pesanti calze,anch'esse nere in ogni periodo dell'anno.Negli inverni rigidi come nelle estati roventi. In Sardegna si usa distinguere?
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