| Autore |
Discussione |
|
santobevitore
Utente Medio
 
 |
Inserito il - 29/01/2009 : 18:05:59
|
| dr folk ha scritto:
Hai appena chiarito cosa causerà la morte dei costumi sardi: l'avidità. Finché un ocstume sardo continuerà a costare migliaia e migliaia di euro, finchè i pezzi antichi saranno lasciati a marcire, ostaggio delle tarme, o verranno affidati a pseudostrutture museali (che li ripuliranno per conservarli in caveaux ancor più inaccessibili) che poco o nulla cureranno l'esposizione; finchè si delegherà tutto ai gruppi folk e ai loro accoliti per denaro... L'abbigliamento popolare sardo sarà davvero una faccenda folkloristica.
|
Dr folk, sono stra d'accordo con te. Fosse solo una questione di prezzo poi ma è la qualità che viene a mancare sempre di più, è la gente che, pur di esserci (vedi il folklore deleterio) si mette addosso di tutto. Non importa più che i capi siano fatti a regola, che siano indossati bene, basta andare e via, anche conciati male. e così viene meno un concetto fondamentale del nostro abbigliamento, la dignità, cosa che secondo me ha fatto fiorire e sopravvivere il nostro costume fino a oggi. Per non parlare dei gruppi folk che si atteggiano a sapienti e grandi esperti, la maggior parte di essi fa tante di quelle fesserie...lasciamo perdere, la cosa mi fa quasi rabbia 
|
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Oristano ~
Città: Cabras ~
Messaggi: 443 ~
Membro dal: 25/08/2008 ~
Ultima visita: 20/07/2012
|
 |
|
|
ampuriesu
Utente Attivo
  

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 09:10:25
|
[/quote] Dr folk, sono stra d'accordo con te. Fosse solo una questione di prezzo poi ma è la qualità che viene a mancare sempre di più, è la gente che, pur di esserci (vedi il folklore deleterio) si mette addosso di tutto. Non importa più che i capi siano fatti a regola, che siano indossati bene, basta andare e via, anche conciati male. e così viene meno un concetto fondamentale del nostro abbigliamento, la dignità, cosa che secondo me ha fatto fiorire e sopravvivere il nostro costume fino a oggi. Per non parlare dei gruppi folk che si atteggiano a sapienti e grandi esperti, la maggior parte di essi fa tante di quelle fesserie...lasciamo perdere, la cosa mi fa quasi rabbia 
[/quote]Santobevitore... hai mai visto capi antichi? Mi sa tanto che il problema è l'opposto di quello che vai dicendo tu. Oggi si cerca la perfezione dalle ricamatrici e dalle sarte e se andate a vedere i capi di una volta un punto non rientra con l'altro, le fodere erano quasi sempre pezzi di stoffa ricuperati da altri capi e di certo con la poca disponibilità economica che si aveva non si andava a cercare gli abbinamenti di colore e la preziosità dei tessuti.Ora invece si fa in modo che chi confeziona abiti tradizionali passi le pene dell'inferno per quella sfumatura di colore, per quel fiore troppo grande o troppo piccolo, per gli strass poco vistosi ecc. Vi rendete conto che ormai il ricamo manuale e la sartoria tradizonale sta andando a scomparire? Sul mercato non si trova più niente, non si riesce a trovare più la seta, non si trovano più le passamanerie, non si trovano più i galloni, non si trovano più i pizzi per non parlare poi degli scialli. Provate voi che criticate a realizzare un costume a tutto punto con il materiale che c'è sul mercato e poi confrontatelo con quelli di una volta e vi renderete conto dopo aver toccato con mano che probabilmente avrete realizzato una "carnevalata" anche voi. Il problema secondo me invece è un'altro... la gente vuole apparire, deve essere notata, deve dimostrare che il suo costume spicca più dell'altro perchè più ricamato. L'essenziale invece è riprodurre il costume per quanto possibile più fedelmente senza togliere ne aggiungere alla matrice antica senza considerare l'appariscenza. Che il costume di Sennori, Osilo Ittiri e tanti altri siano più belli da vedere rispetto a quello di Aggius in quanto più elaborati e più ricchi è cosa risaputa ma nonostante la sua sobrietà nel contesto storico è sempre è comunque tradizione, è sempre e comunque bagaglio culturale di quella popolazione e così come è va ammirato. Si parla tanto di gruppi folk che strafanno che indossano male il costume, che non lo portano come dovrebbe essere indossato.... in parte sono d'accordo in parte in disaccordo. Rammentate che il costume oggi era quotidianità allora e poco si pensava a non fare questo o quello per rispetto dell'abito. O forse chi era prostituta allora indossava i jeans invece della gonna di orbace? O i banditi vestivano in tuta da ginnastica invece che con le raghe? Fandonie! Un pò di serietà ci vuole e su questo non ci piove. Certo che se uno indossa il costume non può apparire con le scarpe da ginnastica, sarebbe un obbrobio e uno schiaffo alla cultura. Altra cosa visto che oggi sono un pò polemico ma non prendetevela in quanto dico le cose giusto per dire la mia e in modo bonario, il problema delle grandi manifestazioni ufficiali... Cavalcata, Redentore S. Efisio. Tutte le volte grandi regolamenti: No percing, no zeppe o scarpe da tennis ai piedi, no accessori non attinenti al costume indossato, obbligo di indossare il copricapo sia i maschi che le femmine. Andate a rivedervi le foto o i filmati delle scorse edizioni e noterete che a Nuoro giusto per fare un esempio che è alla luce del sole alcuni anni fa tutti avevano la berritta e i gruppi folk di Nuoro città erano gli unici a non indossarla; in altre manifestazioni chi indossava scarpe da tennis durante la sfilata il regolamento parlava di esclusione e invece c'era e continuano ad esserci nonostante la cosa sia stata notata da tutti e addiritura anche i giornali ne hanno parlato. Come vedete il problema è anche di tipo istituzionale. Gli organizzatori dovrebbero essere ferrei sulle regole. Quel gruppo non è in regola non partecipa. Solo così si può attingere e conservare ciò che la tradizione ci ha tramandato; diversamente si rischi di perdere il nostro grande patrimonio culturale. Noi grazie a Dio di questi problemi non ne abbiamo in quanto il direttivo vaglia i singoli componenti prima di sfilare e se non è apposto con il nostro regolamento interno prima di tutti gli altri non viene autorizzato a prendere parte alla manifestazione. Non è che il mio gruppo sia migliore degli altri, anzi forse abbiamo bisogno più degli altri di consigli e nozioni in quanto di giovane costituzione, ma quel poco di sardità che portiamo dentro cerchiamo di viverla e di renderne partecipi gli altri nel migliore dei modi possibile.
|
Modificato da - ampuriesu in data 30/01/2009 09:19:35 |
|
|
| Non importa quanto si da, ma quanto amore si mette nel dare! |
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: valledoria ~
Messaggi: 897 ~
Membro dal: 16/10/2008 ~
Ultima visita: 14/11/2024
|
 |
|
|
babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 09:14:59
|
si , nugorè hai ben capito,,, io comunque la farei asciugare all'ombra... che d'estate caldo ne fa e sono contrarissimo all'a traumatica esposizione dei tessuti alla luce,, sebbene l'orbace sia coriaceo... ma va fatto tutto prima dell'applicazione di sete, guarnizioni ecc..... messe queste,, si riprende con l'imbastitura.. asenza acqua e si aspetta.. meglio accelerare con un peso... ah! i ghirones antichi non erano rettangolari.. ma trapezoidali con la base più larga ( verso la balza!!)
ampuriesu e altri... conosco bene dott. folk e credo abbia molte coordinate e dati per esprimersi... non voglio far l'avvocato difensore suo ( che non ne ha bisogno) ma credo che uno dei problemi di questo forum sia la necessità di sintesi che spesso non consente di articolare i discorsi prendendo in considerazione tutti i casi e le eccezioni.. credo che il doct abbia espresso un dolore ed una preoccupazione che tutti condiviamo.. ma è ovvio che non si può far di ogni erba un fascio.. esistono gruppi folk meritori... i gruppi folk fanno sacrifici, ma ce ne sono molti delteri e superficiali... è giusto pagare il giusto per i loro lavori gli artigiani,,, sebbene alcuni esagerino e lavorino male... poi c'è il problema dei committenti che si accontano di arraffazonature.. per superficialità e per risparmiare.. è un discorso che abbiamo affrontato sia qui che nel post: oscenità dei costumi sardi....
saludos e non brighedas..
|
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: Sassari ~
Messaggi: 4364 ~
Membro dal: 18/02/2008 ~
Ultima visita: 28/05/2012
|
 |
|
|
babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 09:43:39
|
Ampuriesu... certo ognuno ha la propria foggia fogge , sobria o fastosa -e che sia siano e deve seguire la propria tradizione... molti abiti semplicissimi, a volte apparentemente, sono estremamente eleganti, altri elaboratissimi possono raggiungere vertivi pacchiani, soprattutto in rifacimenti spinti.... é vero, molti capi originali non sono perfetti esempi di sartoria, perchè si tratta sempre di sartoria popolare... certi ricami per es.. sono "rudimentali" ,,, ed infatti, se la tradizione locale non ha raggiunto livelli alti ( come avviene ad osilo ad es..) è sbagliatissimo" perfezionare "troppo,,, per es. certi gtrembiali d'orgosolo in cui fra i gigli stilizzati appaiono fiori all'ulinese per me sono inaccettabili.... certo il rispetto del taglio buono.. è essenziale perchè i costumi cadano bene... ma se per quel rispetto tolgo la groppa a ploaghe? ( esempio stupido ma lampante) est modus in rebus... tutto va valutato seriamente , senza eccessi,,, caio!!
|
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: Sassari ~
Messaggi: 4364 ~
Membro dal: 18/02/2008 ~
Ultima visita: 28/05/2012
|
 |
|
|
drFolk
Salottino
Utente Senior
   

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 09:48:30
|
Caro Ampuriesu,
(mi prendo la briga della forma epistolare, così posso articolare meglio il discorso; nessuna intenzione di freddezza, quindi) io sarei felice di pagare migliaia di euro per veder ricostruito un costume decente, che rispetti i parametri sartoriali e storici di quell'abito. Sono perfettamente cosciente che la sartoria sia in disarmo, così come una certa produzione di tessuti di qualità. Gli operai, infine, hanno assolutamente diritto alla loro mercede. Non mi permetto perciò di fare i conti in tasca a nessuno, men che meno per un piacevole lusso come l'abbigliamento tradizionale...
Ma ci sono dei punti che vorrei mettere in chiaro.
1) Ho avuto modo di vedere all'opera il gruppo folk di cui fai parte, e certo il lavoro svolto è notevole: sia per la qualità dell'operato, sia per il meritorio intento di aggregare un sentimento di identità in una bella cittadina la cui storia è soprattutto recente;
2) Non tutti i gruppi folk sono come il tuo. Ci sono paesi, nel cosiddetto "cuore della Sardegna" (un cuore enorme, dall'Alpi alle Piramidi: siamo in presenza di una miocardiopatia dilatativa che non finisce più), per i quali la ricostruzione del costume è un abile mix di incapacità e approssimazioni sartoriali. Ci sono sarti che lavorano con materiali semplici (panni e velluti: niente canutiglie o ricami stratosferici), per i quali "semplice" è sinonimo di "dozzinale"; sarti che inseguono un loro sogno di Spagna dei poveri, in un trionfo barocco di pizzi, ricami assurdi, belle figliole di orbace bardate e fieri hidalgos dalle camicie improponibili... e si fanno pagare tanto-troppo in nome di una rappresentazione teatrale che nessuno ha loro richiesto.
3) Ci sono costumi tradizionali per i quali il primum movens è stato "Mamma Regione" e i suoi finanziamenti a pioggia: abbigliamenti in sé interessanti, ma ricostruiti quel tanto che basta per metter su un'associazione e intascare denaro; in barba ai significati storici e antropologici che quella comunità avrebbe, nell'ambito del folklore e della stessa storia di Sardegna...
Infine, io sono un po' stufo del cosiddetto "sistema folklore": se i gruppi hanno inizialmente avuto il merito di salvare dall'oblio un'identità sarda di cui ci si vergognava (ora si esagera in senso opposto; parafrasando Piero Marras potrei dire: bi ne cheret de cosinzos!), ora si esagera. Non è possibile che le giovani generazioni debbano crescere intruppate nel gruppo folk, per saper ballare il ballo sardo. Il gruppo folk può essere serio, onesto, competente e con una solida base culturale alle spalle: ma tutto questo può anche non averlo. Come si fa allora? Rinuncio al ballo e al costume perchè non appartengo a Sos malos massaios -piuttosto che ai matza di fùjfaru, piuttosto che a is spistiddaus-?
Il mio intervento non intendeva perciò andar contro questo o quello in particolare, ma voleva mettere in luce un sistema del reddito, basato sulla strumentalizzazione del folklore, da cui non si esime nemmeno un certo sistema museale pubblico, con le sue iniziative editoriali e comunicative: un sistema che pare discendere in linea diretta dall'etno-militanza degli anni '70, in cui si pretendeva di identificare l'uomo in base al suo prodotto (o alle decorazioni che a questo prodotto applicava: ci aggiriamo sempre dalle parti del proletariato marxista, sia pure in salsa birimbò); nonostante le crepe vistose di questo atteggiamento, si continua a difenderlo in nome dei bei tempi andati, o di certi rapporti di potere e denaro ormai ben interconnessi e oliati, una "famiglia esclusiva" secondo gli schemi così ben descritti da Luca Pinna...
Tutto qui: nessuna polemica con chi fa bene il proprio lavoro; ma tante con chi è convinto di aver trovato una batteria di polli da spennare.
Con amicizia e rispetto
Dr Folk.
|
Modificato da - drFolk in data 30/01/2009 09:55:32 |
|
|
Lollove
Nuoro
..un altro meraviglioso angolo di Sardegna |
|
Regione Sardegna ~
Città: Cagliari ~
Messaggi: 1550 ~
Membro dal: 21/11/2007 ~
Ultima visita: 03/06/2020
|
 |
|
|
babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 09:56:18
|
Ampuriesu: visto? il doct.. non aveva bisogno di avvocati... credo che abbia ben espresso cose che tutti condividiamo!
|
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: Sassari ~
Messaggi: 4364 ~
Membro dal: 18/02/2008 ~
Ultima visita: 28/05/2012
|
 |
|
|
ampuriesu
Utente Attivo
  

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 10:17:23
|
dr. folk... ora che ho avuto delucidazioni precise sono più che d'accordo con il tuo modo di pensare. Purtroppo la questione dei gruppi folk e anche questione politica e questo è risaputo. Sono le istituzioni in primis che dovrebbero valorizzare la cultura e le tradizioni, sono le istituzioni che dovrebbero "educare" i sardi già dalla scuola ad amare la propria identità, sono le istituzioni che dovrebbero essere ferrei nel giudicare l'operato di questo o di quel gruppo e "punire" o "premiare" chi rapresenta la tradizione in base all'operato, alla ricerca che è la base della cultura arrivata ai nostri giorni, e infine vigilare, vigilare, vigilare che l'abito rispetti la tradizione senza nulla togliere e nulla aggiungere. Hai ragione quando dici ricami dozzinali che nulla hanno a che vedere con alcuni costumi. Purtroppo chi li realizza molte volte non conosce quella tradizione e si basa sulle richieste del commitente. Io per esempio realizzo solo costumi di Aggius. Sono ignorante in materia di abiti di altri paesi e evito di fare sconci per mia dignità e per dignità di chi indosserà il capo. Del resto si sa che c'è chi lavora con passione chi per denaro.
|
|
|
| Non importa quanto si da, ma quanto amore si mette nel dare! |
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: valledoria ~
Messaggi: 897 ~
Membro dal: 16/10/2008 ~
Ultima visita: 14/11/2024
|
 |
|
|
babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 10:31:58
|
Ampuriesu: d'accordo con te... ma le cose non possonopartire solo dall'alto... ma anche dal basso ( cioè dai gruppi folk, daschi porta il costume )perchè la repressione non frena i ladri... sono i ladri che non debbono rubare ... ma è un discorso molto complesso e difficile... sin quando le cose saranno spinte da clientele.. accozzi, campanilismi spinti, voglia di comparire a tutti i costi, disonestà intellettuale, meschinità,avidità,, nel senso più vasto del termine... e sin che urleremo da soli.... lotta contro mulini a vento..
|
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: Sassari ~
Messaggi: 4364 ~
Membro dal: 18/02/2008 ~
Ultima visita: 28/05/2012
|
 |
|
|
osil
Utente Medio
 

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 10:47:42
|
la realizzazione dei costumi e poi la nascita dei gruppi folk può aver difeso la nostra cultura però sicuramente ha omologato le usanze cioè per fare un 'esempio oramai nella maggioranze dei paesi non esistono più le sarte esperte nella realizzazione di ciascun abito tradizionale e quindi ci si richiama ad altre sarte che si rifanno alla moda del proprio paese snaturando i caratteri di quel costume.Ci stiamo globalizzando anche da un punto di vista vestimentario perche tutti ricorriamo alla fattura delle ragas magari alla sarta di siligo come stanno facendo in paese.Bisogna far rinascere in ciascun paese quelle maestranze sartoriali che esistevano un tempo ma questo è un discorso che ci porta molto lontano.
saluti
|
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: sorso ~
Messaggi: 250 ~
Membro dal: 20/06/2008 ~
Ultima visita: 06/04/2013
|
 |
|
|
ampuriesu
Utente Attivo
  

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 10:55:33
|
Babborcu... daccordo in parte. daccordissimo sul fatto che i gruppi folk devono essere responsabili e coerenti ma purtroppo non tutti la pensiamo allo stesso modo. Gesù Cristo diceva che sono i malati che hanno bisogno del medico e non i sani...che siano le istituzioni a dare l'esempio e "curare" chi non ha le carte in regola. Poi noi ne parliamo in modo amichevole, ci scorniamo per modo di dire ma il marciume che c'è dentro tutto ciò che riguarda le tradizioni continuerà a marcire e a provocare danni se non si correrà ai ripari quanto prima. Sono dell'idea che a mio parere ci vorrebbe un'ente che ragruppi i gruppi folk e dia direttive serie e mirate alla conservazione delle tradizioni (non cito il nome per discrezione, dell'ente esistente) che come il famoso "traigoggjiu" della gallura, raccoglie anime lungo il suo cammino e se le trascina dietro giusto per aumentare il numero di gruppi iscritti e però senza dare dritte in materia di tradizioni. Mamma mia quanto sono polemico oggi...devo essermi alzato male stamattina
|
Modificato da - ampuriesu in data 30/01/2009 10:56:11 |
|
|
| Non importa quanto si da, ma quanto amore si mette nel dare! |
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: valledoria ~
Messaggi: 897 ~
Membro dal: 16/10/2008 ~
Ultima visita: 14/11/2024
|
 |
|
|
drFolk
Salottino
Utente Senior
   

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 10:59:38
|
Ampurié, ma non era la réula di li mòlti? Certo che come paragone è azzeccatissimo.
|
|
|
Lollove
Nuoro
..un altro meraviglioso angolo di Sardegna |
|
Regione Sardegna ~
Città: Cagliari ~
Messaggi: 1550 ~
Membro dal: 21/11/2007 ~
Ultima visita: 03/06/2020
|
 |
|
|
Parduledda
Salottino
Utente non attivo
 
 |
Inserito il - 30/01/2009 : 11:01:25
|
| ampuriesu ha scritto:
Babborcu... daccordo in parte. daccordissimo sul fatto che i gruppi folk devono essere responsabili e coerenti ma purtroppo non tutti la pensiamo allo stesso modo. Gesù Cristo diceva che sono i malati che hanno bisogno del medico e non i sani...che siano le istituzioni a dare l'esempio e "curare" chi non ha le carte in regola. Poi noi ne parliamo in modo amichevole, ci scorniamo per modo di dire ma il marciume che c'è dentro tutto ciò che riguarda le tradizioni continuerà a marcire e a provocare danni se non si correrà ai ripari quanto prima. Sono dell'idea che a mio parere ci vorrebbe un'ente che ragruppi i gruppi folk e dia direttive serie e mirate alla conservazione delle tradizioni (non cito il nome per discrezione, dell'ente esistente) che come il famoso "traigoggjiu" della gallura, raccoglie anime lungo il suo cammino e se le trascina dietro giusto per aumentare il numero di gruppi iscritti e però senza dare dritte in materia di tradizioni. Mamma mia quanto sono polemico oggi...devo essermi alzato male stamattina
|
Se, quando ci si vuol nascondere per la vergogna occore un buco in terra , mi sa che a me occorre una voragine .............................. 
|
|
|
Se perderai anche tutti i tuoi beni, non disperare: potranno essere ritrovati. Se perderai l'onore, non disperare: forse potrai ricostruirti una nuova fama. Ma se perderai il coraggio, ogni via di ripresa ti sarà preclusa. Goethe
|
|
Regione Sardegna ~
Città: . ~
Messaggi: 452 ~
Membro dal: 07/11/2008 ~
Ultima visita: 12/05/2009
|
 |
|
|
sostro
Utente Medio
 
 |
Inserito il - 30/01/2009 : 11:04:16
|
Un discorso chiaro e coinciso. Hai espresso quello che molti estimatori dell’abito tradizionale hanno incubato dopo anni di visioni falsata di quella che si presenta come vera realtà etnografica della Sardegna. Come ha detto ampuriusu è giusto e doveroso pagare il lavoro di un artigiano, perché và riconosciuto il lavoro manuale che spesso viene sottopagato! Ma come dice dr folk stiamo parlando di un piacevole lusso che non obbligatoriamente deve essere soddisfatto quando manca la possibilità. Questo è un discorso che fila quando si parla di un lavoro dignitoso. Un lavoro onesto e rispettoso della tradizione, non corrotto dal rapporto risparmio-guadagno. Un lavoro che si basa sulla ricerca continua che ci porta a trovare i materiali giusti (o il più vicini possibili) che spesso sono la causa della fluttuazione del prezzo. E’ vero inoltre che i gruppi hanno avuto il merito di salvare l'identità sarda, ma ora hanno strumentalizzato quest’identità che ha perso ogni valore. La distruzione del patrimonio riguardante i costumi e spesso anche il ballo, è dovuta in gran parte ai gruppi folk. Quante volte il costume è stato rielaborato, ricostruito più economicamente con la scusante del ballo e poi come un virus si è diffuso anche nella mente di chi, si accontenta del dozzinale economico perché appaia e sia una rappresentazione snaturata dell’originale. Quante volte viene indossato in maniera da agevolare il ballo (che ormai è per molti paesi più vicino alla tarantella o a balli bavaresi!) stravolgendone cosi l’insieme? E poi io sono stanco di vedere gruppi folk che nascono come funghi! dr folk dice bene. La propria identità culturale non si perde anche se non faccio parte di un gruppo folk. Posso saper ballare e posso possedere e conoscere l’abito tradizionale del mio paese (e non solo) ma non obbligatoriamente devo poter esibire queste mie conoscenze facendo parte di un gruppo folk. È uno stereotipo dilaniante ormai difficile da estirpare visti anche gli appoggi politici sui quali molti gruppi si fanno forti. Credo che, per l’ignoranza diffusa, che porta a rendere avvidi del proprio avere, non ci si rende conto che quello che si ha è un bene culturale collettivo che spesso ha realmente un interesse storico non fruibile per avidità. Credo anche che, da parte delle istituzioni, ci sia una mancanza totale di interesse verso la perdita di un enorme patrimonio tessile che spesso, appunto, viene concesso (magari dai privati avidi stesso) ad un museo che non lo valorizza o lo rende oggetto tangibile di un passato che si sta perdendo! Questo forum rappresenta per me una sorta di microcosmo che riunisce parte degli ultimi e pochi estimatori (chi a livelli più doti chi meno) del vero.
|
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: Sennori ~
Messaggi: 188 ~
Membro dal: 27/05/2008 ~
Ultima visita: 28/09/2011
|
 |
|
|
babborcu
Salottino
Utente Virtuoso
 
    

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 11:06:31
|
Ampuriesu: d'accordo con te... ma le cose non possonopartire solo dall'alto... ma anche dal basso ( cioè dai gruppi folk, daschi porta il costume )perchè la repressione non frena i ladri... sono i ladri che non debbono rubare ... ma è un discorso molto complesso e difficile... sin quando le cose saranno spinte da clientele.. accozzi, campanilismi spinti, voglia di comparire a tutti i costi, disonestà intellettuale, meschinità,avidità,, nel senso più vasto del termine... e sin che urleremo da soli.... lotta contro mulini a vento..
|
|
|
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: Sassari ~
Messaggi: 4364 ~
Membro dal: 18/02/2008 ~
Ultima visita: 28/05/2012
|
 |
|
|
ampuriesu
Utente Attivo
  

 |
Inserito il - 30/01/2009 : 11:12:01
|
| dr folk ha scritto:
Ampurié, ma non era la réula di li mòlti? Certo che come paragone è azzeccatissimo.
|
La reula viene chiamata in gallura quindi dal Coghinas in poi. Valledoria e Santa Maria Coghinas pur avendo radici galluresi (Aggius per una e Bortigiadas per l'altra) essendo a stretto contatto con Sedini in quanto frazioni di quel comune hanno attinto dal dialetto sedinese molte espressioni tra le quali proprio "lu traigojiu". La similitudine caro dt folk è quella...stiamo morendo, stà muorendo la tradizione e questo mi fa morire dentro.
|
|
|
| Non importa quanto si da, ma quanto amore si mette nel dare! |
|
Regione Sardegna ~
Prov.: Sassari ~
Città: valledoria ~
Messaggi: 897 ~
Membro dal: 16/10/2008 ~
Ultima visita: 14/11/2024
|
 |
|
|
Discussione |
|
|
|