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Nota Bene: Nella zona di Perfugas ( Sassari) e' stata ritrovata l'unica statua di "dea madre" preisorica dell'Isola e del Mediterraneo Occidentale che raffiguri una donna con bimbo in braccio. La bellissima statuetta, databile al Neolitico Medio ( circa 4000 a.c.) e' eposta al Museo Archeologico di Perfugas. Proviene da Sa Binza Manna ( Ploaghe), la più piccola statuina di" dea madre" del Mediterraneo.
L'idoletto, del tipo cruciforme, e' eseguito in terracotta, misura meno di 2 cm di altezza e, con l'ausilio di una lente piazzata nella vetrina che lo ospita, e' visibile presso il Museo Sanna di Sassari.



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 Fuorilegge, banditi e ribelli di Sardegna

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Turritano Inserito il - 06/01/2009 : 21:03:13
Fuorilegge, banditi e ribelli di Sardegna, di Giovanni Ricci (già autore del bestseller “Sardegna Criminale”).
Newton Compton Editore

la copertina

Apro questa nuova discussione, senza inserirla nell’altra già esistente: “Banditismo, bibliografia”, perché in questo libro si parla essenzialmente di indipendentismo, svolto da vari gruppi di diversa estrazione politica, anzi, per essere più chiari, quasi tutte orientati a sinistra, e poche altre puramente apartitiche, puramente nazionalistiche e patriottiche.
L’autore, per quello che ne so, è ben documentato, chiaro e preciso nella descrizione dei fatti, visti dagli atti investigativi e processuali. I commenti sono invece evidentemente ed inevitabilmente di parte (Giovanni Ricci appartiene all’Arma dei Carabinieri).
La prefazione è di Manglio Brigaglia, professore emerito dell’Università di Sassari, i cui sentimenti antindipendentisti sono ben noti.
Turritano
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
Su foristeri Inserito il - 17/12/2013 : 16:45:20
Io che sono francese, volevo sapere quali sono le ultime notizie di Graziano MESINA ?

Sempre in presone este ?

Grazie.
UtOld Inserito il - 28/01/2009 : 22:47:10
GLI EROI DELLA MACCHIA (Parte 4°)


Fu sequestrato nella di lei casa un cannocchiale che non è certo un arnese di toiletta di donna, il che legittima quanto si accenna da diversi testi che andasse a trovare i banditi anche di notte, travestita da uomo. Furono anche trovate copie di atti di cause penali, il che viene a suffragare che essa intimidisse i testimoni d’accusa o perché non dicessero la verità o per ritrattare quello che avevano detto nel periodo istruttorio, influendo a questo scopo con l’assistere ai dibattimenti ed incutere timore con l’appoggio delle efferatezze che andavano commettendo i di lei fratelli.
Allorché il Manca Floris fu attentato il 7 Agosto 1895 alla sua vita, egli denunciò come istigatrice la bella Mariantonia, che fu tenuta in arresto per quattro mesi e successivamente rilasciata per una specie di ritrattazione dello stesso Manca Floris di quanto aveva dichiarato prima; ritrattazione imposta e fatta nello scopo di ammansare gli animi dei fratelli Serra Sanna ed indurli a cessare di perseguitarlo, ottenendo però l’effetto opposto giacchè divamparono vieppiù gli odii contro di lui, donde una serie interminabile di delitti.
E’ giuridicamente stabilito che la Mariantonia, nel corso degli anni 1897 98 fino ai primi del 99 tramite un parente provvedeva a Mamoiada, Orotelli e anche Nuoro a estorcere vitelle delle migliori, chiedendole a nome dei latitanti e banditi, da diversi proprietari, facendosi rilasciare anche il bollettino sotto il mentito titolo di vendita in favore di essa.
La difesa si è affannata a sostenere che non concorrono nel fatto gli estremi del reato di estorsione, dicendo trattarsi di semplici questue che la sventurata Mariantonia andava facendo per alimentare il vecchio e cadente suo genitore, secondo l’usanza vigente in Sardegna, di venire in soccorso dei liberati dal carcere o altrimenti disgraziati.
Come parlare di questue da parte di Serra Sanna Mariantonietta e come si può mai chiamare sventurata questa donna dagli istinti felini, se le diverse pretese questue venivano fatte da tempo con remoto ma prossimo anche soltanto di qualche mese, al tempo in cui fu trovata in possesso di ben sessantasei capi vaccini, la cui vendita diede un prodotto di oltre Lire seimila.
Dunque le pretese questue avvenivano quando la Serra Sanna non era in posizione di dover chiedere essa qualche capo di bestiame per costituire un piccolo gregge, ma quando essa già aveva una mandria di bestiame, ed era essa in condizione di poterne largire a qualche disgraziato, se ogni sentimento ben nato non fosse stato spento in suo cuore. Un altro segno di depravazione è che la Mariantonia non avesse vergogna a chiamare i suoi fratelli Senadores (I Senatori) e le sue congiunte donne di corte

FINE
UtOld Inserito il - 27/01/2009 : 15:44:06
GLI EROI DELLA MACCHIA (Parte 3°)

Il fratello di questo campione, Elias, di anni 27, era senza alcun dubbio il più duro ed il più temibile: un carattere molto difficile e diffidente, sanguinario e vendicativo al massimo, costituiva per il circondario un vero terrore. Le sue gesta erano d’altra parte anche conosciute vicino a Sassari ed a Ozieri, oltre Nuoro naturalmente.
Tanto Giacomo quanto Elias potevano contare su un alleato veramente eccezionale: la propria sorella Maria Atonia, una donna di carattere duro e deciso, intelligente, che a Nuoro chiamavano “sa Reina”. Maria Atonia di giorno faceva visita a tante persone, dalle quali nel porgere il saluto dei fratelli, pretendeva denaro, medicinali e cartucce: di notte, cavalcando, partiva alla volta del rifugio dei fratelli, e portava loro, oltre che consigli ed informazioni, munizioni, biancheria e cibarie.
Di Mariantonia Serra Sanna il ritratto più completo si rintraccia nel commento alla sentenza di condanna: “Nell’imperversare di questo feroce banditismo, in questa immane bufera dei più esecrabili delitti, campeggia purtroppo una triste figura di donna, Serra Sanna Mariantonia, sorella dei famosi banditi, dal cuore perverso quanto i di lei fratelli, crudele colle vittime, eccitatrice e consigliatrice con ogni modo possibile dei banditi di lei fratelli e degli altrettanti feroci loro compagni, la cui casa in Nuoro serviva di convegno a parenti ed affiliati della triste lega, con un andirivieni di persone sia di giorno che di notte.

continua
UtOld Inserito il - 27/01/2009 : 14:27:57
GLI EROI DELLA MACCHIA (Parte 2°)

La sua prima condonna a cinque anni di galera fu dovuta a un semplice furto e la condanna relativa esasperò il suo animo e dal quel momento la vendetta aveva triste inizio. Uccisioni devastazioni incendi, sgarrettamenti, abigeati furono nei suoi giornalieri programmi; ad un suo acerrimo nemico, il ricco possidente G. Manca, dopo averle bruciato e distrutto il suo ovile, aveva fatto scavare una fossa, vi fissò un foglio, dove vi aveva scritto il seguente messaggio: “Come padrone della tua casa, oggi in fumo, ti ho lasciato una fune per impiccarti ed un ottimo coltello per traffigerti, non perdere del tempo, provvedi immediatamente da solo”
Continua
Turritano Inserito il - 26/01/2009 : 23:01:39
Si!!!
Turritano
UtOld Inserito il - 26/01/2009 : 22:45:01
GLI EROI DELLA MACCHIA

Ieri si è accennato alle banditesse e al ruolo delle donne nella storia del banditismo sardo ... credo che Mariantonietta Serra Sanna vada citata per la sua scaltrezza, intelligenza e crudeltà.

Giacomo, Elias e Mariantonietta Serra Sanna - Ovvero il più incredibile "gruppo di famiglia" nella lunga storia del brigantaggio in Sardegna, Due fratelli senza scrupoli, votati al delitto nelle sue manifestazioni più efferate e una sorella dalla ferrea determinazione, audace e di grande intelligenza, che li aiutava fornendo loro informazioni e consigli, ma anche munizioni, cibarie, capi di vestiario e biancheria. "Sos Senadores" e "Sa Reina". i senatori e la regina, così erano conosciuti dalle genti di campagna che si riferivano a loro con circospezione e parole scelte con cura, temendo le terribili vendette per cui i Serra Sanna andavano tristemente famosi. Dai documenti giudiziari dell'epoca ecco un profilo dei tre fratelli, il cui destino è noto: Giacomo ed Elias caddero uccisi durante il conflitto di Morgogliai, mentre Mariantonia fu condannata nel 1900 a diciotto anni di reclusione.
- Il maggiore dei due fratelli Giacomo Serra Sanna, di anni 34, nativo di Nuoro ed ivi residente, almeno ufficialmente perchè il suo regno era la latitanza, era perseguitato da quindici mandati di cattura. E' una bella figura, come del resto tutti i Nuoresi , ha il viso abbronzato con una barba nera corvina, fitta fitta, fluente sul vasto petto, una testa proporzionata ad un collo taurino, collocato sopra spalle erculee, agile, nervoso, soggetto a numerosi scatti di ribellione. - Veste ovviamente il costume Nuorese, a cui tiene tanto e fidente nella destrezza delle sue gambe e del suo fucile, che non abbandona mai, e che le fa stretta compagnia anche nelle lunghe ore di sonno, Non sta mai fermo, ha sempre qualche cosa da dire, da ordini precisi e tutti debbono obbedire, se piace loro questa vita terrena .....

(volete che continui ? )

Info da - La Legge e la macchia di Elettrio Corda -
UtOld Inserito il - 25/01/2009 : 22:17:37
Turritano ha scritto:

Grazie Aldo, ero proprio curioso di sapere chi erano le persone raffigurate in copertina, e tu hai soddisfatto questa curiosità. Gli altri due quelli da te non nominati, li "conoscevo" già: come già detto precedentemente sono (o meglio: dovrebbero essere) Muscau e Michele Floris.
Turritano

Ciao
Di Michele Floris non ho al momento nessuna foto però posso riportare qualche notizia riguardo ai bandi dei latitanti. Questo era uno dei più convincenti strumenti nelle mani dei fuorilegge, (Quando il nemico non veniva subito sparato)consisteva in una serie di intimidazioni pubbliche, si trattava di veri e propri messaggi alle popolazioni perchè tutti si rifiutassero di collaborare in qualsiasi maniera con lo sfortunato che il bandito voleva punire: si ebbero così proibizioni di servire nelle case, di lavorare nei campi, di trasportare merci ecc…

Uno dei bandi di MICHELE FLORIS recitava così:
“Faccio domanda di grazia per chiedere ai proprietari di bestiame la cessione di una pecora per uno e corrispondano a questo invito di si oppure di no e ringrazio e sono vostro servo”


Info da La Legge e la macchia di: Elettrio Corda
Turritano Inserito il - 25/01/2009 : 21:19:17
Grazie Aldo, ero proprio curioso di sapere chi erano le persone raffigurate in copertina, e tu hai soddisfatto questa curiosità. Gli altri due quelli da te non nominati, li "conoscevo" già: come già detto precedentemente sono (o meglio: dovrebbero essere) Muscau e Michele Floris.
Turritano
UtOld Inserito il - 25/01/2009 : 19:24:17


Formazione di copertina:
Il secondo in alto a Sinistra si chiamava Raffaele Gusai nativo di Lollove, nonostante l'aspetto truce e scarmigliato non era considerato un terribile bandito. La sua taglia era di duecento lire e veniva considerata molto misera rispetto a quelle di altri colleghi che raggiunsero addirittura le Dodicimilacinquecentolire. La foto in copertina risale al 1893.

Il primo in basso a sinistra si chiamava Dionigi Mariani di Orune (Il grande rivale di Giovanni Moni Goddi)
Pastore di Orune, Trascorse in latitanza quattro anni e sette mesi, fino a quando decise di costituirsi il 3 Luglio 1899, a trentanove anni di età. I documenti giudiziari lo attestano "di fama cattivissima, scaltro, ladro, vendicativo e sanguinario"

Il terzo in basso a destra si chiamava Giovanni Serrittu.
Rappresenta un classico caso di fuorilegge dedito esclusivamente a saziare la sua sete di vendetta contro antichi nemici. Pastore a Mamoiada, si diede alla macchia dopo aver assinato, l'11 ottobre 1897 G.Antonio Loche, possidente molto stimato. La famiglia Loche era infatti nel mirino del Serrittu, perchè molto vicina al clan dei fratelli Daddi, Francesco e G.Maria, esattori di Fonni, contro i quali il bandito covava sordi rancori, convinto di essere stato implicato proprio dalle loro brighe in un'inchiesta giudiziaria per l'omicidio di Francesco Barone, commesso a Mamoida il 21 Luglio 1892 e rimasto impunito.


Info da La legge e la macchia di: Elettrio Corda Nu
Tizi Inserito il - 25/01/2009 : 17:37:30
Ciao Turritano....
Certo è molto meglio credere che nell'ultimo istante della sua vita accanto a lei ci fosse la persona amata.....è molto più poetico
Ho letto male mi sembrava che ad attendere il corpo a casa ci fosse la sorella, invece pare non ci fosse nessuno, hanno trovato la porta aperta, e chissà chi avrà aperto.....il testimone...
Anche su qunto postato da me precedentemente c'è scritto che morì latitante nel 1913 se non sbaglio.....comunque tantu non di bogausu pei.........
Ma probabilmente i tuoi genitori avevano ragione....

Dai racconta gli episodi inediti e interessanti io ti ascolto volentieri
ciao
Tiziana
Turritano Inserito il - 24/01/2009 : 21:37:52
Tizi ha scritto:
.......
Io trovo che sia molto interessante sentire la storia raccontata dalle persone anziane.....cos'altro ti raccontavano i tuoi genitori a proposito di questa ed altre storie di banditismo? Mi piacerebbe ascoltarti se tu vuoiciao Tiziana

Cosa raccontavano di Paska e del fidanzato, te l'ho già detto: era il fidanzato che l'ha portata in paese, nottetempo. A me sembra più logica questa versione. Non mi convince che sia rimasta alla macchia, mentre il fidanzato era in prigione, senza di lui. Tanto valeva costituirsi, ammesso che avesse qualche colpa. E poi i testimoni? non erano certo i banditi che l'hanno portata in paese, "a sa cua" a rilasciare interviste ai giornalisti. I parenti? e dove è scritto?
Di banditi, al momento non mi ricordo nessuna storia diversa da quelle già raccontate. Però conosco diversi episodi inediti e interessanti.
Ciao
Turritano
Turritano Inserito il - 24/01/2009 : 18:42:52
Tharros ha scritto:


A me fa molto piacere che ci siano degli interventi in Limba..ma siccome ancora non sono molto pratico..traducete, per favore Grazie grazie

Peppe L.S. ha chiesto:
“...Giuanne Pèe...
m'ischis o podes narrer si custu sambenadu de su conte Moriana,...
est diventadu Morgana???
saludos..."
(Traduz.: Gian Piè…
Mi sai o puoi dire se questo cognome del Conte di Moriana…
È diventato Morgana???

Turritano ha risposto:
“Pro cantu nde poto ischire eo, no est propriu gai, ma podet esser ki si siet fatu un’ aizighedu de confusione Morgana/Moriani, ca proite Morgana fit una “maga” mala e “Moriani” fit peus..
Ma innoghe, in su Forum, su ki e nd’ischit de pius de sambinados sardos, creo ki siet Codice. Imbaramus a bider ite narat isse
Saludos
Juanne Pedru"
(Per quello che posso sapere io, non è esattamente così, ma forse si è fatta un pochino di confusione Morgana/Moriani, in quanto che Morgana era una maga cattiva e Moriani era peggio..
Ma qui nel Forum, quello che s’intende più degli altri di cognomi credo che sia Codice di Sorres. Aspettiamo a vedere che cosa ne dice lui.
Saluti
Gian Piero

PS: Giuanne o Juanne = Giovanni. La “G” o la “J” (così come rugiu/ruju = rosso e tante altre parole) dipende dalla pronunzia, cioè dalla variante, cioè dalla zona.
Tizi Inserito il - 24/01/2009 : 13:56:31
Pienamente d'accordo Tharros, io adoro sentire i racconti delle persone anziane, la loro memoria è importantissima per ricordare e tramandare la storia....
Tharros Inserito il - 24/01/2009 : 13:41:55
Tizi ha scritto:

Tizi ha scritto:

Supina, adagiala su una lettiga di frasche in fondo alla caverna di roccia, non avvertiva neppure il calore del fuoco acceso in un angolo.
........
Quando gli occhi della giovane donna si chiusero senza che una mano pietosa ne accarezzasse le palpebre,

Turritano ha scritto:Bella e drammatica poesia.
Ma sempre di poesia si tratta. Ma è realtà o solo fantasia poetica? chi erano i testimoni che ' hanno avvalorata?
Eppure questa storia io la sentivo raccontare da mio padre e mia madre,
quando ero bambino: dicevano che chi l'ha riportata in paese, morta, era proprio il suo fidanzato e i suoi amici.
Una domanda logica: se lei aveva voluto seguire a tutti i costi il fidanzato "a bandidare" per non separarsi da lui, cosa ci faceva alla macchia, se lui era in carcere?
Turritano


Io riporto ciò che leggo....lei era alla macchia in quanto colpevole di reati e se ritornava a casa presumo venisse arrestata e allora, anche se il fidanzato era in carcere lei era costretta alla latitanza....
Poi, Turritano probabilmente avrai ragione tu, se i tuoi genitori raccontavano che chi l'aveva portata in paese era il suo fidanzato,allora sarà così. Ci sono effetivamente delle discordanze, come anche nella storia delle altre banditesse, trovo che in ogni storia soprattutto di questo genere ci sia quasi un intreccio tra leggenda e realtà, poi capire quale sia la leggende e quale la realtà non è semplice....bhe noi non eravamo presenti per testimoniare chi ci fosse vicino a lei al momento della sua morte....se qualcuno ha raccontato presumo fossero i sei banditi di cui si parla....o chi ha accolto in casa il cadavere di Paska....
Bisognerebbe fare un indagine
Io cercherò altro materiale per provare a capirne di più, anche se penso non sia facile......
Io trovo che sia molto interessante sentire la storia raccontata dalle persone anziane.....cos'altro ti raccontavano i tuoi genitori a proposito di questa ed altre storie di banditismo? Mi piacerebbe ascoltarti se tu vuoiciao Tiziana



Non sarebbe male riportare racconti e storie dei genitori o dei nonni. Anche se ci possono assere aggiunte fatte per far il racconto più accattivante o più interessante. La storia, gran parte di quella vera è nei ricordi degli anziani, non si può perdere.!!
Tizi Inserito il - 24/01/2009 : 13:06:39
Tizi ha scritto:

Supina, adagiala su una lettiga di frasche in fondo alla caverna di roccia, non avvertiva neppure il calore del fuoco acceso in un angolo.
........
Quando gli occhi della giovane donna si chiusero senza che una mano pietosa ne accarezzasse le palpebre,

Turritano ha scritto:Bella e drammatica poesia.
Ma sempre di poesia si tratta. Ma è realtà o solo fantasia poetica? chi erano i testimoni che ' hanno avvalorata?
Eppure questa storia io la sentivo raccontare da mio padre e mia madre,
quando ero bambino: dicevano che chi l'ha riportata in paese, morta, era proprio il suo fidanzato e i suoi amici.
Una domanda logica: se lei aveva voluto seguire a tutti i costi il fidanzato "a bandidare" per non separarsi da lui, cosa ci faceva alla macchia, se lui era in carcere?
Turritano


Io riporto ciò che leggo....lei era alla macchia in quanto colpevole di reati e se ritornava a casa presumo venisse arrestata e allora, anche se il fidanzato era in carcere lei era costretta alla latitanza....
Poi, Turritano probabilmente avrai ragione tu, se i tuoi genitori raccontavano che chi l'aveva portata in paese era il suo fidanzato,allora sarà così. Ci sono effetivamente delle discordanze, come anche nella storia delle altre banditesse, trovo che in ogni storia soprattutto di questo genere ci sia quasi un intreccio tra leggenda e realtà, poi capire quale sia la leggende e quale la realtà non è semplice....bhe noi non eravamo presenti per testimoniare chi ci fosse vicino a lei al momento della sua morte....se qualcuno ha raccontato presumo fossero i sei banditi di cui si parla....o chi ha accolto in casa il cadavere di Paska....
Bisognerebbe fare un indagine
Io cercherò altro materiale per provare a capirne di più, anche se penso non sia facile......
Io trovo che sia molto interessante sentire la storia raccontata dalle persone anziane.....cos'altro ti raccontavano i tuoi genitori a proposito di questa ed altre storie di banditismo? Mi piacerebbe ascoltarti se tu vuoiciao Tiziana

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