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Nota Bene: Nella costa del territorio del comune di Baunei, in località Mudaloru ,a 12 metri di profondità,si trova l'ingresso della grotta sottomarina di Utopia.
L'attività esplorativa iniziata nel 1996 da parte di un team di speleosub tedeschi, che si sono autocostruiti e perfezionata l'attrezzatura, sempre più sofisticata, che è servita per poter progredire ed arrivare ad esplorare la cavità, che ad oggi con i 6000 metri di gallerie suddivise in due rami principali, e gli oltre 80 metri di profondità raggiunti, ne fanno la grotta sottomarina più lunga d'Europa.



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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
nio84 Inserito il - 20/07/2008 : 16:20:25
Ciao, cosa pensate dell'insegnamento obbligatorio della storia, cultura e tradizioni sarde?
sapete se nell'isola le scuole la insegnano già?

perchè io credo che almeno un ora alla settimana dovrebbero insegnarla... voi di che parere siete?
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
Giuseppe Inserito il - 11/08/2009 : 08:14:09

Questi sono dei lavori fatti da una classe sperimentale dell'asilo infantile di Oristano dove va mia figlia, oltre a questo le insegnano delle canzoni in sardo, lo scorso anno hanno rappresentato la storia di Eleonora D'Arborea nel centro storico di Oristano.

[/quote]
Hai altre esperienze sullo stesso argomento?
Potresti segnalare libri utili all'insegnamento?
Cosa fanno e dicono altrove, negli altri comuni della tua zona?
Grazie
Saluti
Giuseppe
Antoi Inserito il - 25/12/2008 : 23:33:58






Questi sono dei lavori fatti da una classe sperimentale dell'asilo infantile di Oristano dove va mia figlia, oltre a questo le insegnano delle canzoni in sardo, lo scorso anno hanno rappresentato la storia di Eleonora D'Arborea nel centro storico di Oristano.
Petru2007 Inserito il - 25/12/2008 : 23:30:38
Pia Deidda ha scritto:

Io ho scritto in italiano perchè mi volevo rivolgere ad un pubblico più ampio; volevo parlare di Sardegna a tutti e non solo ai sardi.


Non hai fatto niente di anormale...
Ricordo che nel forum c'è un'apposita sezione dove si scrive in sardo... anzi.. solo in sardo...
l'italiano e le altre lingue da quelle parti non hanno diritto di cittadinanza...
Pia Inserito il - 25/12/2008 : 23:04:58
PeppeLuisiPala ha scritto:

siguramente sa presentada ch'as fatu tue de s'obera tua,...
l'as fata in limba istrandza,...
no in Limba sarda...
Ducas ,a custu puntu mi dimando:
ite cultura e istoria de sas tradissiones Sardas est ,...
si no sunt fatas in sa Limba de sa Patria o terra chi las at espressadas ???
Non b'at cultura chena Limba...
e non b'at populu chena Limba...
sigomente Su SARDU EST UNU POPULU...

A SOS SARDOS ...SA LIMBA SARDA...


saludos...


Nio84 ha iniziato questo topic parlando di storia, cultura e tradizioni sarde. Quindi non aveva focalizzato la domanda sull'utilizzo della lingua sarda a scuola. Io ho scritto in italiano perchè mi volevo rivolgere ad un pubblico più ampio; volevo parlare di Sardegna a tutti e non solo ai sardi. Ho però inserito delle parole in sardo, cercando di utilizzare il sadalese più originale e antico. Pochi termini che fossero capiti nel contesto e che non ostacolassero la comprensione. Io poi insegno a Torino, come potrei parlare in sardo? Nhé?!
Turritano Inserito il - 25/12/2008 : 19:58:26
Pia Deidda ha scritto:
Nio84 arrivo da una esperienza bellissima. Lunedì alla presentazione de L'ultima jana c'erano in prima fila le allieve della II media di Osini e dietro in seconda fila le mamme che le avevano accompagnate. Ora, queste bambine avevano letto il romanzo come libro di narrativa ed erano preparatissime. Mi hanno fatto tante domande
. .......

A Ossi, paese di circa 8mila abitanti, 8 km da Sassari, si parla un Logudorese purissimo e, secondo me, molto bello, anche per la pronuncia, tipica di molti paesi del sassarese. Purtroppo quasi tutti i bambini oggi, come da altre parti, abbandonano il loro dialetto, anzi la loro Lingua, che sta arretrando nei giovani in favore dell'italiano. Ben vengano i libri scritti in Sardo, in attesa dell'insegnamento serio della lingua Sarda nelle Scuole, magari studiando la lingua del posto comparandola con una LSC.

Io invece voglio raccontarne un altra. Alcuni giorni fa, nella clesse di Marianu, figlio di un mio carissimo amico, ha chiesto alla maestra se poteva scrivere il tema in classe (2^ element:), in Sassarese anziché in italiano, La maestra gli detto di sì e poi , come voto, gli ha dato un "Bravissimo" sottolineato due volte... puoi immaginarti la soddisfazione sua e del padre!
Turritano
PeppeLuisiPala Inserito il - 24/12/2008 : 19:12:30
siguramente sa presentada ch'as fatu tue de s'obera tua,...
l'as fata in limba istrandza,...
no in Limba sarda...
Ducas ,a custu puntu mi dimando:
ite cultura e istoria de sas tradissiones Sardas est ,...
si no sunt fatas in sa Limba de sa Patria o terra chi las at espressadas ???
Non b'at cultura chena Limba...
e non b'at populu chena Limba...
sigomente Su SARDU EST UNU POPULU...

A SOS SARDOS ...SA LIMBA SARDA...


saludos...
Pia Inserito il - 24/12/2008 : 15:52:43
Messaggio di nio84

Ciao, cosa pensate dell'insegnamento obbligatorio della storia, cultura e tradizioni sarde?
sapete se nell'isola le scuole la insegnano già?

perchè io credo che almeno un ora alla settimana dovrebbero insegnarla... voi di che parere siete?


Nio84 arrivo da una esperienza bellissima. Lunedì alla presentazione de L'ultima jana c'erano in prima fila le allieve della II media di Osini e dietro in seconda fila le mamme che le avevano accompagnate. Ora, queste bambine avevano letto il romanzo come libro di narrativa ed erano preparatissime. Mi hanno fatto tante domande. A loro il libro è piaciuto proprio perchè parlava di Sardegna, di tradizioni e con l'insegnante avevano lavorato proprio su questo tema. Molti professori stanno riscoprendo che non si può non dedicare un pò di tempo alla nostra cultura. E, a parte il mio libro, che è di una perfetta sconosciuta, la nostra letteratura sarda ha un amipio repertorio di libri di narrativa che possono servire come trampolino di lancio per parlare di sardità.
Comunque, le allieve di Osini sono intervenute con tante domande che hanno smorzato il clima di presentazione del libro che poteva assumere caratteri esclusivamente intellettualistici.
PlatinozkoSudurrak Inserito il - 24/12/2008 : 15:21:57
Giuseppe ha scritto:

PlatinozkoSudurrak ha scritto:

Petru2007 ha scritto:

A me pare invece che la tutela di una lingua non possa prescindere dalla valorizzazione della storia e delle tradizioni del passato, in pratica dalla perfetta conoscenza della cultura sarda...
Con il termine "cultura sarda" intendo ovviamente tutte quelle manifestazioni locali sia della cultura materiale, come può essere ad esempio l'artigianato tradizionale, sia quelle manifestazioni della cultura orale come è la lingua usata quotidianamente dalla gente sarda...
Di certo questo non si ottiene sostituendo la lingua usata fino ad oggi con una inventata ex novo e perciò totalmente estranea alla storia e alla cultura della gente sarda...
Da sempre si parla di tutelare le minoranze linguistiche... invece con la LSC si va nella direzione opposta... da quando esiste il mondo, "tutelare" significa proteggere o salvaguardare lo stato di fatto, non sostituire e quindi eliminare... perché si vuole usare questo strumento alla stessa maniera di come è stato usato l'italiano... del quale vorrebbe prendere il posto... sull'esempio di quanto è successo in tempi più o meno recenti... senza accorgersi che i tempi sono irrimediabilmente cambiati...
Il prodotto finale di questo processo sarà una nuova categoria di "minoranze linguistiche da tutelare... quella delle "minoranze all'interno di una minoranza"... bel risultato!!!!

La minoranza altoatesina secondo te come viene salvaguardata? Insegnando a scuola i dialetti tirolesi o il tedesco standard?
Se si vogliono difendere tutte le varianti bisogna tener presente che in questo modo il sardo è destinato a morire, al massimo potrà rimanere nel folclore, appunto cantando canzoni a memoria... ma per il resto...

Capisco lo sforzo di tutti (di tutti noi) nel tentativo di "salvare la lingua sarda". Ammesso che sia veramente in pericolo.
Ognuno si adopera a suo modo, naturalmente, con idee e proposte diverse, ma con la stessa buona volontà.
Del resto, a me pare, queste discussioni sono veramente utili perché - come accade sempre - ognuno (ognuno di noi) offre, se può, il suo contributo e acquisisce ogni volta qualcosa di nuovo o di diverso.
Come si dice, dalle mie parti, nisciunus nasciri imparau.
Vorrei capire meglio, infatti, l'esempio dell'Alto Adige (che non conoscevo) e vorrei sapere se regge il confronto, se le due situazioni (culturali, storiche, linguistiche) sono sovrapponibili.
Lo chiedo, credetemi, con il desiderio di saperne di più.
Grazie. Vi saluto.
In pratica nel Sud Tirol gli individui di madrelingua tedesca parlano dei dialetti che spesso e volentieri sono stati influenzati dall'italiano, solo che nelle scuole non vengono utilizzati questi per l'insegnamento ma il tedesco standard. Non credo che si possa fare una politica linguistica seria se ogni vallata si organizza la sua, in questo modo, nel lungo periodo, il tedesco sarebbe scomparso da quei posti.

Ovviamente il Sud Tirol non può esser paragonato alla Sardegna perchè i tedeschi "d'Italia" hanno alle loro spalle degli stati (Germania e sopratutto Austra) culturalmente affini,cosa che noinon abbiamo per cui le cose ci vengono un pò più in salita.

In Sardegna, volendo difendere tutte le varianti, non si potrà fare una politica linguistica atta a rendere il sardo una lingua moderna e viva e inoltre sarebbe dispersiva dal punto di vista economico, infatti il risultato sarebbe quello di sperndere barche di soldi senza aumentare il numero di sardofoni che utilizzano la lingua in ogni ambito.
Giuseppe Inserito il - 21/12/2008 : 17:41:40
PlatinozkoSudurrak ha scritto:

Petru2007 ha scritto:

A me pare invece che la tutela di una lingua non possa prescindere dalla valorizzazione della storia e delle tradizioni del passato, in pratica dalla perfetta conoscenza della cultura sarda...
Con il termine "cultura sarda" intendo ovviamente tutte quelle manifestazioni locali sia della cultura materiale, come può essere ad esempio l'artigianato tradizionale, sia quelle manifestazioni della cultura orale come è la lingua usata quotidianamente dalla gente sarda...
Di certo questo non si ottiene sostituendo la lingua usata fino ad oggi con una inventata ex novo e perciò totalmente estranea alla storia e alla cultura della gente sarda...
Da sempre si parla di tutelare le minoranze linguistiche... invece con la LSC si va nella direzione opposta... da quando esiste il mondo, "tutelare" significa proteggere o salvaguardare lo stato di fatto, non sostituire e quindi eliminare... perché si vuole usare questo strumento alla stessa maniera di come è stato usato l'italiano... del quale vorrebbe prendere il posto... sull'esempio di quanto è successo in tempi più o meno recenti... senza accorgersi che i tempi sono irrimediabilmente cambiati...
Il prodotto finale di questo processo sarà una nuova categoria di "minoranze linguistiche da tutelare... quella delle "minoranze all'interno di una minoranza"... bel risultato!!!!

La minoranza altoatesina secondo te come viene salvaguardata? Insegnando a scuola i dialetti tirolesi o il tedesco standard?
Se si vogliono difendere tutte le varianti bisogna tener presente che in questo modo il sardo è destinato a morire, al massimo potrà rimanere nel folclore, appunto cantando canzoni a memoria... ma per il resto...

Capisco lo sforzo di tutti (di tutti noi) nel tentativo di "salvare la lingua sarda". Ammesso che sia veramente in pericolo.
Ognuno si adopera a suo modo, naturalmente, con idee e proposte diverse, ma con la stessa buona volontà.
Del resto, a me pare, queste discussioni sono veramente utili perché - come accade sempre - ognuno (ognuno di noi) offre, se può, il suo contributo e acquisisce ogni volta qualcosa di nuovo o di diverso.
Come si dice, dalle mie parti, nisciunus nasciri imparau.
Vorrei capire meglio, infatti, l'esempio dell'Alto Adige (che non conoscevo) e vorrei sapere se regge il confronto, se le due situazioni (culturali, storiche, linguistiche) sono sovrapponibili.
Lo chiedo, credetemi, con il desiderio di saperne di più.
Grazie. Vi saluto.
PlatinozkoSudurrak Inserito il - 03/12/2008 : 00:46:42
Petru2007 ha scritto:

A me pare invece che la tutela di una lingua non possa prescindere dalla valorizzazione della storia e delle tradizioni del passato, in pratica dalla perfetta conoscenza della cultura sarda...
Con il termine "cultura sarda" intendo ovviamente tutte quelle manifestazioni locali sia della cultura materiale, come può essere ad esempio l'artigianato tradizionale, sia quelle manifestazioni della cultura orale come è la lingua usata quotidianamente dalla gente sarda...
Di certo questo non si ottiene sostituendo la lingua usata fino ad oggi con una inventata ex novo e perciò totalmente estranea alla storia e alla cultura della gente sarda...
Da sempre si parla di tutelare le minoranze linguistiche... invece con la LSC si va nella direzione opposta... da quando esiste il mondo, "tutelare" significa proteggere o salvaguardare lo stato di fatto, non sostituire e quindi eliminare... perché si vuole usare questo strumento alla stessa maniera di come è stato usato l'italiano... del quale vorrebbe prendere il posto... sull'esempio di quanto è successo in tempi più o meno recenti... senza accorgersi che i tempi sono irrimediabilmente cambiati...
Il prodotto finale di questo processo sarà una nuova categoria di "minoranze linguistiche da tutelare... quella delle "minoranze all'interno di una minoranza"... bel risultato!!!!

La minoranza altoatesina secondo te come viene salvaguardata? Insegnando a scuola i dialetti tirolesi o il tedesco standard?
Se si vogliono difendere tutte le varianti bisogna tener presente che in questo modo il sardo è destinato a morire, al massimo potrà rimanere nel folclore, appunto cantando canzoni a memoria... ma per il resto...
Piticcu Inserito il - 17/10/2008 : 12:21:55
certu, podeus imparai su sardu me in s'iscola. Sa generatzioni mia est crescia intendendi sa su sardu depiat essi usai sceti po giogai. No apu mai imparau nudda de sa storia e de sa cultura mia . Ma oi s'intendit un'aria diversa. Eus cumprendiu su valori de sa lingua nosta. Deu pensu ca su chi seus fadendi est importanti po fai cumprendi a is atrus prus giovanus ca no depint tenni bregungia de chistionai su sardu
PeppeLuisiPala Inserito il - 11/10/2008 : 09:37:45
cedro del Libano ha scritto:

Naradu tui PeppiLuisi de gia ca sesi espertu meda poita da sais studiadas tottus
poita innoi esti succedendi u mannu mazzamurru.
A si biri.
A mei mi parridi campidanesu poita chi fiada stau loguderosu no dia liggidi meda impressi ma a pagu a pagu poita deppu pensai puru po d'assimbillai a sa limba mia.



infatis t'apo nadu chi diferentzias no bi nd'at ...
solu in sa pronuntzia b'at calchi cosa ma...
si unu no est propriu tontu/a
nos cumprendimos e
de lussu puru...
deo ,...
fora calchi mesa paraula,...
bos cumprendo bene meda...
tue...
apo 'idu su matessi...
in'u'est sa bataria ???
Amos bividu chimbemidza annos in Sardinna chistionendenos in Sardu...
como chi bos contades italiidiotas,...
no nos cumprendimos piusu...
bene...
mi faghet m...a piaghere meda...

saludos
Turritano Inserito il - 11/10/2008 : 08:47:39
Cedro, e tando a sa fine, totas sa limbas sunt "porcheddinas".
S'impulthante est a li dare calki regula segura. Sinono imbaramus tancados donzunu in sa domita sua.
Saludos
Turritano
cedro del Libano Inserito il - 11/10/2008 : 07:55:55
a sa fini a furia de si leggi seu imparendu logudoresu e seu scarescendimindi su campidanesu.
a sa fini cristionu unu sardu procedinu ma fragu de pezza non s'intendidi e tengiu famini puru sa bella.
cedro del Libano Inserito il - 11/10/2008 : 07:49:38
Naradu tui PeppiLuisi de gia ca sesi espertu meda poita da sais studiadas tottus
poita innoi esti succedendi u mannu mazzamurru.
A si biri.
A mei mi parridi campidanesu poita chi fiada stau loguderosu no dia liggidi meda impressi ma a pagu a pagu poita deppu pensai puru po d'assimbillai a sa limba mia.

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