| V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
| Turritano |
Inserito il - 11/03/2010 : 23:33:06 ASINARA OCCUPATA Questa volta Il buon Bobbore non c’entra: dopo due mesi dall’occupazione della Torre Aragonese nel porto di P. Torres (tutt’ora occupata), anche l’Asinara è stata occupata dai lavoratori della Vinyls (Petrolchimica) di P. Torres che sono sull’orlo della disoccupazione, perché questa industria è trascurata e lasciata a se stessa: da mesi, molti mesi, i politici fanno promesse che non mantengono, promesse da marinaio. Che cosa importa loro di centinaia di famiglie disperate? Anche questa è una azione dimostrativa, che ha lo scopo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, dei media, dei politici e, finalmente, qualcosa si sta muovendo: anche il ”popolo internet”, oltre cinquantamila adesioni di solidarietà su face book (“L’Isola dei cassintegrati”) in poco tempo, l’attenzione dei giornali e dei media italiani e anche, udite udite, dei politici del Governo Italiano (nonché di quello Sardo). Ma la cosa più piacevole è la solidarietà concreta dei lavoratori di tutta la Sardegna: all’Asinara sono arrivati rappresentanti dell’Alcoa di Portovesme e di Ottana, a dare manforte e sostegno morale ai Portotorresi. Almeno in questa occasione i Sardi stanno dimostrando di essere pochi sì, ma non “locos” né “malunidos” Avanti così Turritano
 La Torre Aragonese di Porto Torres: centrale della mobilitazione
 L’Asinara vista dalla piana di Platamona, parte più orientale. A sinistra, Cala d’Oliva |
| 15 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti) |
| Flore |
Inserito il - 10/05/2010 : 08:33:46 Volevo segnalare che ieri mattina su Radio2 nella trasmissione Radio2 Social Club si è parlato dell'Isola dei Cassintegrati e dei Lavoratori della Vinyls. I due conduttori (Luca Barbarossa e Virginia Raffaele) hanno espresso la loro piena solidarietà con un grande applauso di tutti quelli che erano presenti in studio. |
| Paradisola |
Inserito il - 08/05/2010 : 12:09:09 "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità o la propria scelta, una attività e funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".
Così recita l'art.4 della Costituzione Italiana, la Carta che ci rende tutti uguali, che disciplina il nostro essere cittadini rappresentando la base della convivenza civile. La crisi economica ci sta avvolgendo in una spirale vorticosa, dalla quale possiamo sottrarci attraverso il rispetto della dignità di ciascuno. E proprio di dignità e rispetto parlano i volti di Pietro, Michele, Giovanni, Gianmario, Peppino, Antonio e tutti coloro che ormai da più di settanta giorni presidiano l'ex carcere di Cala d'Oliva all'Asinara. Grazie al web, al lavoro di giovani sensibili alle problematiche sociali e giornalisti consapevoli, l'Isola dei Cassintegrati ha trovato spazio nei palinsesti televisivi entrando di forza nelle case di tutti gli italiani (e non) per obbligarci a riflettere. Riflettere sul significato della parola "lavoro", "progresso", "diritto", "convivenza civile", perchè è impossibile riconoscersi in un paese dove la maggioranza delle persone, sia esse esponenti di spicco della società o persone cosiddette comuni, vivono trascorrendo una vita cieca e sorda verso ciò che li circonda.
I cassintegrati della Vinyls con la loro vertenza, purtroppo comune a tante altre realtà, e con le loro famiglie, ci insegnano tutti i giorni cosa è la dignità, la difficoltà di poter guardare negli occhi i propri figli e sorridere.
Nel corso di questi settanta giorni le iniziative a sostegno dei cassintegrati dell'isola dell'Asinara sono state molteplici e lodevoli. L'AP Clarinet Band diretta da Antonio Puglia con il concerto di domenica 9 maggio che si svolgerà presso il carcere di Cala d'Oliva, vuole portare la propria solidarietà, auspicando che le voci dell'Isola arrivino negli ambiti accademici e offrire, per quanto possibile, un momento di serenità. E lo farà con la musica, un linguaggio universale che non conosce partito politico, lessico, razza, ma che tocca direttamente la sensibilità e il cuore delle persone.
Laura Piccininno |
| Turritano |
Inserito il - 09/04/2010 : 21:31:44 Allora continuiamo. Riassuntino: nel frattempo le adesioni di solidarietà su Facebook sono aumentate e ora si avvicinano alle 100mila. Sono arrivati sull’isola molti altri lavoratori da tutta la Sardegna, i Sindaci di Sassari, P. Torres e tanti altri, il presidente della Regione e tante altre personalità sarde e non solo. Molte TV hanno fatto dei servizi sul posto. Il famoso gruppo di cantanti “Sos Istentales” che hanno composto una canzone di protesta insieme agli occupanti ( “L’Isola dei Ribelli” ) e, infine (come già detto ieri), il collegamento in diretta su RAI 2 con “Anno Zero”, nella quale se ne sono viste e sentite delle belle. Dirò solo che, in questa diretta, i lavoratori in lotta hanno parlato addirittura col Ministro dell’Economia Tremonti, il quale è cascato dalle nuvole, prima ha cercato di prenderla per le lunghe sviando il discorso, poi messo alle strette, ha ammesso di non saperne nulla. Al ché uno degli occupanti, fra una risata generale, gli ha detto: “se non lo sa Lei, chi dovrebbe saperlo?” Una figuraccia “in diretta” del Ministro delle Finanze dell’attuale governo italiano. Nei prossimi giorni sono previste altre visite importanti ed altri sevizi, fra cui quello di Bianca Maria Berlinguer. Insomma, se si può definire tutto questo “scarsa visibilità”, vuol dire che non esiste più il senso delle misure e della logica. Intanto l’occupazione continua, a dispetto di qualche uccello del malaugurio, tanto a loro che gliene frega? Mica sono loro i cassintegrati … Il moto è sempre: “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso” Comunque vada a finire questa vicenda, quegli uomini, a testa alta, potranno dire: “Noi abbiamo lottato!” Turritano
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| Nicola76 |
Inserito il - 08/04/2010 : 23:38:48 | | sonos ha scritto: La solidarietà ai lavoratori non si discute. Darla "virtualmente" però non costa nulla, la nostra vita procede come prima. Mi preoccuperei di creare un'opinione pubblica che agisca più materialmente, che partecipasse in concreto, che scendesse massicciamente in piazza...sinceramente però credo i numeri sarebbero di molto inferiori a quelli dell'appoggio virtuale... |
Mi vedo del tutto concorde con le tue osservazioni. Nessuno critica i lavoratori che protestano per i loro diritti. Tutta la solidarietà e speriamo che in qualche modo la spuntino. Ammetto anche che questo tipo di occupazione è molto più civile di tanti altri che ho visto in passato (quante volte sono rimasto bloccato, io che non c'entravo niente, perché qualcuno occupava ferrovie o strade!).
Tuttavia, sono anche scettico di fronte al sostegno "superficiale" mediante Internet. Io che vado pochissimo su Facebook ricevo dozzine di richieste alla settimana di unirmi a vari gruppi. Se mi unissi a tutti e dedicassi anche solo 5 minuti a ciascuno, non mi basterebbe l'intera giornata per passarli in rassegna tutti.
Purtroppo c'è un metodo più efficiente per non far sapere le cose alla gente rispetto a tenerla all'oscuro: inondarla di informazioni. Se ne mettono troppe in giro, la gente non capisce più, crede di sapere, ma di fatto è solo confusa.
Saluti,
Nicola |
| Turritano |
Inserito il - 08/04/2010 : 21:22:07 Dopo un pò di tempo che non parlavamo più dell'"Isola dei Cassintegrati" è ora di riprendere il discorso. L'occupazione continua. Al più presto farò una specie di riassunto di quanto successo nel frattempo. Per adesso vi informo che al momento, su RAI 2 è in corso una puntata di "Anno Zero" in cui si trasmette (fra l'altro) un ampio servizio anche sui disperati dell'Asinara Turritano |
| agip |
Inserito il - 20/03/2010 : 19:06:44 Coraggio ragazzi, Forza Porto Torres, forza Sardegna.
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| Flore |
Inserito il - 16/03/2010 : 10:51:07 | Turritano ha scritto:
Sul fatto che i politici siano insensibili ai problemi della gente è un fatto, purtroppo, sotto gli occhi di tutti, siamo d'accordo. Ma questi stessi politici, quando si accorgono che l'opinione pubblica è ben informata su certe cose, che loro fanno finta di ignorare, sicuramente proveranno un pò di imbarazzo, non possono fare finta di nulla.
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Ti quoto aggiungendo, caro Turritano, che i signori politici e compagnia danzante, più che imbarazzo, coglieranno l'occasione per fare la 'processione di solidarietà' davanti alle telecamere. E, scusami la franchezza, ma io li prenderei a sberle......
Turritano
Coraggio, ragazzi dell'Isola dei Cassintegrati, avanti così
Mi sono iscritta al loro blog. Una goccia nel mare, qualche parola tutti i giorni. Li leggo ogni giorno.
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| Turritano |
Inserito il - 15/03/2010 : 22:34:03 | Flore ha scritto:
Ciao. Non sono iscritta a facebook, ma seguo il loro diario tramite altri canali. Personalmente non sono dell'opinione che azioni di questo genere non servono, più che mai nel nostro povero paese dove ormai dominano la disinformazione e l'occultamento dell notizie 'scomode' quelle che mostrano che non siamo solo 'nani e ballerine'. ............. .............
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Certo, Flore, è questo il nocciolo del discorso 
Per Sonos: non ho detto che sei uscito fuori tema, anzi ho detto che ognuno ha (giustamente) le proprie idee. Tu stai criticando questa forma di protesta e io dico che non è il caso. Credo che adesso sia il momento della solidarietà e non quello della divisione. Tutto qua Sul fatto che i politici siano insensibili ai problemi della gente è un fatto, purtroppo, sotto gli occhi di tutti, siamo d'accordo. Ma questi stessi politici, quando si accorgono che l'opinione pubblica è ben informata su certe cose, che loro fanno finta di ignorare, sicuramente proveranno un pò di imbarazzo, non possono fare finta di nulla. Per il resto, l'ho già detto, il fatto di avere tutti i giorni risalto nei media, la solidarietà concretta di tanti lavoratori sardi e di decine e decine di migliaia di utenti di Facebook, è già un successo Coraggio, ragazzi dell'Isola dei Cassintegrati, avanti così
Turritano
"Procura de moderare barone sa tirannia ..." |
| sonos |
Inserito il - 15/03/2010 : 20:41:42 | Turritano ha scritto:
Ognuno ha le sue idee, condivisibili o meno, il fatto è che il titolo e il senso della discussione è “Asinara Occupata”. |
Perchè sono uscito fuori dal tema? Se uno inizia una discussione, non è detto che debba rispondere solo chi è in accordo.
| “Io rimango dell'idea che questo tipo di azioni non servano a niente”? non sei il solo a pensarla così ma, di sicuro, di una cosa non c’è bisogno: mettere i bastoni fra le ruote a chi, con grande sacrificio, partecipa e crede in questa forma di protesta. È inutile proporre mille cose diverse e poi non realizzarne neanche una. Uniti si vince, o per lo meno non ci sarà poi il rimorso di non aver fatto ognuno la sua parte. Anche far conoscere a un numero più grande possibile di persone, avere la solidarietà di decine di migliaia di persone, è già una “vittoria”. |
Ho avanzato delle proposte di protesta che personalmente riterrei più efficaci, non sto mettendo i bastoni fra le ruote a nessuno. La solidarietà ai lavoratori non si discute. Darla "virtualmente" però non costa nulla, la nostra vita procede come prima. Mi preoccuperei di creare un'opinione pubblica che agisca più materialmente, che partecipasse in concreto, che scendesse massicciamente in piazza...sinceramente però credo i numeri sarebbero di molto inferiori a quelli dell'appoggio virtuale...siamo disposti a rinuncuare a qualcosa di nostro per gli altri?
A chi può decidere delle sorti di un'industria non interessa nulla se un gruppo di lavoratori occupa l'Asinara od una torre aragonese, finchè non verranno intaccati privilegi e stili di vita, continueranno a fregarsene degli onesti lavoratori
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| Flore |
Inserito il - 15/03/2010 : 15:38:34 Una sintesi di tanti pensieri: (dal blog segnalato prima)
“Una volta c’erano gli operai che scendevano in piazza con i tamburi e i campanacci: per far sapere al mondo le ingiustizie che stavano subendo o lo stipendio da fame che portavano a casa, occupavano il centro di una città per una mattina. Poi sono arrivati quelli che bloccavano i treni: e sui giornali riuscivano a finirci, sì, ma al prezzo di rendere impopolare tra i più la loro battaglia. Allora è iniziata la stagione dei lavoratori che salivano sui tetti, notti al freddo e striscioni al vento, e qualche battaglia così l’hanno vinta: perché nell’era in cui tutto è mass media, saper usare bene i giornali e le tivù è la condizione base per provare a lottare.
Adesso sono arrivati gli operai in cassa integrazione della Vinyls di Porto Torres, azienda chimica in amministrazione controllata e dal futuro molto incerto. Che hanno rovesciato il format televisivo più popolare dell’ultimo decennio inventandosi il primo reality show basato sulla vita vera quotidiana – quella del lavoro, della fatica, dello stipendio tagliato con cui non si arriva a fine mese – ritirandosi all’Asinara e ribattezzandola l’Isola dei Cassintegrati.
Un’idea creativa e provocatoria a cui non poteva non seguire, appunto, il tam tam mediatico: su Internet e poi sui giornali, alle radio, in tivù. Perché nello tsunami della recessione mondiale si può salvare soltanto chi riesce a raccontare la sua storia, ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, a far conoscere la sua sofferenza di ogni giorno. Un po’ come, dopo un terremoto, gli aiuti arrivano soltanto a quanti hanno saputo comunicare e scuotere le persone sulla loro condizione.
La vicenda dei lavoratori della Vinyls probabilmente resterà nella storia del movimento operaio: a dimostrare quanto oggi sia importante – anzi vitale - saper usare i nuovi e i vecchi media per condurre la propria battaglia.
Ma l’Isola dei cassintegrati è anche la prova vivente di una saldatura tra due diverse generazioni, tra la cultura novecentesca del lavoro manuale e la cultura contemporanea della comunicazione digitale.
Ad aiutare gli operai in Sardegna, in questa iniziativa, sono infatti i loro figli, spesso lontani dall’Italia ma in grado grazie alla Rete di comunicare con i padri, le madri e i loro colleghi. Ed è dai figli che arrivano gli stimoli e le idee: il remake del logo dell’Isola di Famosi, la campagna virale su Facebook, l’upload su Internet di foto e video che circolano viralmente attraverso i social network e i blog, e così via.
Insomma, la cultura comunicativa postindustriale al servizio di una vertenza dell’era industriale. E il tutto riambientato in un contesto preindustriale, gli scogli della Sardegna settentrionale. Un mash-up di una forza dirompente.
A tutto questo poi si aggiunge la trovata dell’ex carcere dell’Asinara in cui gli operai sono andati ad abitare. Anche questa scelta è carica di significati simbolici mediaticamente forti. Intanto abbiamo a che fare con un carcere vero a fronte di quelli finti dei reality televisivi. E gli operai che si fanno fotografare dietro le sbarre comunicano benissimo, con i loro sguardi, due secoli di prigionia: la galera del lavoro in fabbrica, della fatica, dei sacrifici e della subordinazione a quelle misteriose leggi del mercato che da un giorno all’altro possono lasciarti senza salario.
E poi, che carcere, l’Asinara: quelle mura raccontano il dolore e il fallimento di una lotta politica finita nel sangue, nella violenza e nel terrorismo: quella degli Anni Settanta. E oggi vengono rovesciate nel nuovo teatro di una lotta pacifica e non violenta, determinata ma anche ironica e perfino sorridente. Non è male, come passo in avanti.
Ora tutto quel che si è detto entra in questo blog: forse il primo in Italia a raccontare in diretta, ora dopo ora, una battaglia sindacale. Perché nell’era panmediatica ogni storia ne mangia in fretta un’altra, e gli operai della Vinyls rischiano di essere scordati alla prima dichiarazione di Berlusconi o al primo gol di Balotelli. E allora, ecco il blog: per continuare ogni giorno, attraverso nuove idee e progetti, appelli e iniziative, adesioni e video, streaming e tam tam virale, a farsi ascoltare.
Forza ragazzi, che se vincete sono due volte felice: per voi e per le vostre famiglie, ma anche per aver dimostrato come attraverso la creatività, l’intelligenza, l’uso della Rete e l’incontro fra diverse generazioni in questo nuovo secolo si può realizzare molto, se non quasi tutto.
Il che sarebbe uno splendido auspicio per chi, in quest’Italia intorpidita, non vuole rassegnarsi mai, mai, mai”.
Alessandro Gilioli |
| laier |
Inserito il - 15/03/2010 : 15:37:17 purtroppo non sono le uniche vertenze aperte... vedi Sostieni i minatori SGM di Furtei, http://www.facebook.com/?ref=home#!...75588&ref=mf e pure Sosteniamo la mobilitazione dell'erallumina http://www.facebook.com/?ref=home#!...60076&ref=mf
io non mi lamento, ho un lavoro part-time ma almeno è sempre qualcosa dobbiamo stare vicini ai tanti che non ce l'hanno o lottano per i loro DIRITTI ci sono persone che oramai sono fuori dal mercato del lavoro, senza titoli di studio che vengono pure sbattuti fuori da queste aziende...corrurusu e matziausu!!!! hanno famiglie da mantenere... indignarsi è un dovere!!!!!
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| Annixedda |
Inserito il - 15/03/2010 : 15:20:11 Io, dal mio piccolo angolo di studentessa, sono pienamente d'accordo con Flore e Turritano. Almeno si crea un minimo di visibilità, che ci viene negata ogni giorno di più, e si prova a dimostrare che in quest' Italia di Pinocchi e nani da giardino c'è qualcuno che pensa. Non sono ancora nel mondo del lavoro e sono anche tra quelli che forse saprà cosa vuol dire lavorare fra molto molto tempo.... perchè non ci sarà nessuno che ce lo permetterà... Mi indigno ogni giorno di più, mi arrabbio.... e mi sento vicina a chi protesta seriamente e in questo caso a chi ha occupato l'Asinara! Li appoggio e li sostengo! |
| Flore |
Inserito il - 15/03/2010 : 15:19:51 Bravissima, lo stavo scrivendo io per chi non ha facebook  |
| sarrabus72 |
Inserito il - 15/03/2010 : 15:16:17 E questo é il loro Blog dove si possono leggere il Diario e le Notizie: http://isoladeicassintegrati.com/
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| laier |
Inserito il - 15/03/2010 : 15:11:24 http://www.facebook.com/home.php#!/...35329&ref=ts questo è il gruppo su facebook, siamo in 66.000 |
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