Forum Sardegna - Poetesse di (sulla) Sardegna
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Nota Bene: Il Cugliettu o Coeru o Collette era una sopravveste di pelle ben conciata, molto usata dai sardi nel 1700 e nel 1800 ed oggi quasi scomparsa. L'indumento deriva dei "cojeti" rinascimentali usati come protezione del corpo dai ferri delle corazze.
A parte diverse ricostruzioni, oggi e' ancora indossato dai "novizi" del Gremio sassarese dei Viandanti e dal Componidòri, il capocorsa della Sartiglia oristanese.



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errante
Salottino
Utente Senior


Inserito il - 19/02/2011 : 16:09:49  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di errante Invia a errante un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
CUSTAS POESIAS
1
Custas poesias, nascias che cardolinu
Crescias che s’erba mala e caraganzu
Mi serbianta po spassiu o po discanziu
E hanti invàdiu su logu… fia destinu!
2
Chini das appa scrittas, non du sciu,
una mi d’ha dettara unu tiauleddu,
un’atra po s’oppostu, un angiuleddu,
un’atra d’ari scritta unu pipiu.
3
S’in prus das hat ghettaras sa maretta
Impari a cocciuleddas e bucconis;
is chi appu scrittu a trata-mallonis
fianta a manu pigara ‘e Teresetta.
4
Custas poesias, nascias che cardolinu
Chi tott’in d’unu ndi preni su logu,
mi buddianta in sa conca che unu fogu
e anti incontrai sfogu… fia destinu!

SA BISSIRA MIA A MENGIANEDDU
1
Ci bessu a sa spioca, a su scurìu
a punta ‘e peis, comenti a ballu in sala,
timendi ‘e ndi scirai mariru miu,
e mimpigai puru una xertara.
2
Fazzu s’arruga a brinchirus, castiendi
unu pagu s’arruga prena ‘e luru,
unu pagunsu xelu che oberendi
s’esti de is nuis, e pighendi s’asulu.
3
Po fortuna sa cresia è accanta accanta:
e c’è sempri una pobera chi abetta
chi mi zerria po nomini e mi vanta,
e mi crei, mi nd’arrìu, signora Annetta.
4
Mi pongu in conca unu cardolineddu
Unu cappeddu de bonu vigliuru
Chi aurtimu ‘e dus annus sepri è nieddu
E mi fai persuadia ch’è bellu puru.
5
Una sciarpa de pannu, longa,dona
Un atra nota a su paltò ‘e mengianu,
non da tengu mai strinta e si ndi bola
in giru in giru che ala de areoplanu.
6
Ogus castiendi in artu, sciarpa a bentu,
passu de pilloneddu a sa scirara,
chini m’incontra mi castiara attentu
timendi pighi bolu o zappulara.

SA SALURI
1
Sa saluri, fortuna,
ancora mi è atturendi…
chi po pagu memoria
meras de seu sartiendi.
2
Ma is limonaras sempri
Non mancu de pigai,
Chi friscas durcis durcis
Si fainti arregordai.

SU TIPU MIU
1
Arta coment’e canna de s’arriu
M’iamessi boffia, ma seu arrecraccara,
D’essiri biunda fia disigiu miu
Ma portu is pilus castangia abbrusciara
2
A borta a borta nieddus o doraus
Tengu is ogus chi cambianta coloris
Ma asulus, non dus appu mai portaus
Su coloris prus bellu fra is coloris.
3
Su mellus ch’appu sempri disiggiau
Non appu biu mai asua de mei,
Su Signori apposta m’ha negau,
A su mancus imparu a non mi crei.
4
Su tipu miu non esti un angiuleddu,
De latti, carapigna, rosa ‘e arriu,
E’ unu tipu, si mai, de pibireddu
Niedduzzu, spiritosu, saboriu.

TUI M’ ASI INCARENAU
1
Tui m’ asi incarenau senz’e carena,
Cun gioghittus, arrisus e burlittas,
Cun d’ unu filu e sera, toccau appena
Su coru miu superbu, has fattu a fittas.
2
Gioga, gioghendi che unu pippieddu,
Gioga gioghendi, a unu pistoncu ‘e dirus
Non attura prus firmu su punteddu
De custu coru, e moriri in sospirus.

Traduzione

QUESTE POESIE
1
Queste poesie spuntate come funghi
Cresciute come le male erbe e il caraganzu
Mi servivano per spasso e per diletto
Ed hanno invaso tutto… era destino.
2
Chi mai le abbia scritte non lo so:
una me l’ha dettata un diavoletto,
un’altra per l’opposto un angioletto,
un’altra invece è scritta da un bambino.
3
La maggior parte le ha gettate l’onda
Assieme a cozze, murici ed arselle;
Quelle che ho scritto con maggiore foga
Le ho scritte con la mano di Teresa.
4
Queste poesie, spuntate come funghi
Che d’un tratto ricoprono ogni luogo
Mi bollivano in testa come fuoco
Ed han trovato sfogo… era destino.

LA MIA USCITA AL MATTINO
1
Esco al buio, di soppiatto
Come in un ballo in punta di piedi,
temendo di svegliare mio marito,
e di prendermi anche una sgridata.
2
Faccio la strada a piccoli salti,guardando
Un po’ la strada piena di fango,
e un poco il cielo che si va aprendo
dalle nuvole prendendo l’azzurro.
3
Per fortuna la chiesa è vicina
E c’è sempre una povera che aspetta
Che mi chiama per nome, e che mi vanta,
e mi crede, mi vien da ridere, signora Annetta.
4
Mi metto in testa un cappello a fungo
Un cappello di buon velluto
Che dopo due anni mi sembra ancora nuovo
E mi fa persuasa che sia anche bello.
5
Una sciarpa di panno lunga dà un’altra
Nota al mio paletot del mattino,
non la tengo mai legata e se ne vola
in giro in giro come ala di aeroplano.
6
Occhi rivolti in alto, sciarpa al vento,
passo di uccello al suo primo risveglio,
chi mi incontra mi guarda attento
temendo che prenda il volo o scivolone.
LA SALUTE
1
La salute, fortuna,
ancora sta restando
chè per poca memoria
molte le sto saltando.
2
Ma le limonate sempre
Non manco mai di prendere,
che fresche dolci dolci
si fanno ricordare.

IL MIO TIPO
1
Alta come la canna dei rivi,
mi sarei voluta, ma sono piccolina,
d’ esser bionda era il mio desiderio
ma ho i capelli castagna bruciata.
2
A volta volta neri o dorati
Ho gli occhi che cambiano colore,
ma azzurri non gli ho mai avuti
il colore più bello fra i colori
3
Il meglio che ho sempre sospirato
Non ho mai avuto su di mè,
il Signore volutamente mi ha negato
perché così imparo a non credermi.
4
Il mio tipo non è di angioletto
Di latte, gelato, Rosellina
Il mio tipo è semai quello del pepe
Che è nero, spiritoso, saporito.
TU MI HAI INCATENATA
1
Tu mi hai incatenata senza catene
Con giochi risate e scherzi
Con un filo di seta, appena toccato
Il mio cuore superbo hai fatto a fette.
2
Gioca giocando, come un bambino,
gioca giocando, a un buffetto di dita
è crollato il puntello
di questo cuore, e muore in sospiri.











Modificato da - errante in data 19/02/2011 16:11:19

  Firma di errante 

I bastioni

Alghero (SS)

..un altro meraviglioso angolo di Sardegna

 Regione Estero  ~ Città: Thajngen  ~  Messaggi: 1322  ~  Membro dal: 22/12/2008  ~  Ultima visita: 09/11/2011 Torna all'inizio della Pagina

Adelasia

Moderatore

Penna d'oro


Inserito il - 20/02/2011 : 22:00:53  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Adelasia Invia a Adelasia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Vi sono davvero grata.
Perché questo post, creato in una tarda sera d’inverno scaldata dal camino e dalle poesie sta spalancando, di fronte a me, conoscenze, stimoli e orizzonti nuovi.


E se raccontassimo delle poetesse, sarde o che della Sardegna narrano... così poche, così sconosciute?

Mi correggo: così tante, seppure sconosciute, così sorprendentemente straordinarie...


Quanto musicalità nei versi di Maria Cristina Serra!
"Fortzis furiat s’arrosu/de is follas iscarescias
o fortzis is istiddius/de s’acua tua di aiseru,
is chi m’ant sciustu is ogus/notesta in su scuriu..."



E che dire di Teresa Mundula Crespellani? Non la conoscevo affatto; ora, dopo aver letto su di lei, ne sono letteralmente conquistata.
Il marito, Luigi Crespellani, fu il primo presidente della Regione Autonoma della Sardegna: credo che lo ricorderò semplicemente quale coniuge di Teresetta Mundula!

"Custas poesias, nascias che cardolinu
Crescias che s’erba mala e caraganzu
"



P.S. Il "caraganzu" lo trovo bellissimo!!!










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Castello di Burgos

Burgos (Ss)

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Adelasia

Moderatore

Penna d'oro


Inserito il - 20/02/2011 : 22:14:43  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Adelasia Invia a Adelasia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
SASSARI-MATTINO D'INVERNO ( di Luisella Pisottu)

Ombra di febbraio scivola discreta
sui muri di via Luzzati, un passante.
Saracinesche chiuse
vetrine abbacinate da luci sfocate
sotto veli invernali.

La città dai silenzi di bruma
gelo sui nasi
passi sul selciato a scandire
storie di secoli.
Aliti di primo risveglio dai vicoli
fumi d’incenso e caffè.

E’ tutta qui raccolta nel suo
centro di palazzotti ermetici
parla il linguaggio della solitudine
fiera prima che mercatini urlanti
ne svendano i sogni.



Luisella Pisottu è nata a Sassari, dove tuttora risiede, nel 1967.
"In Vortice Obliquo" è la sua prima racconta di poesie, “Graffiti” l’ultima.











Modificato da - Adelasia in data 20/02/2011 22:15:28

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Castello di Burgos

Burgos (Ss)

..un altro meraviglioso angolo di Sardegna

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Tizi
Salottino
Utente Virtuoso



Inserito il - 20/02/2011 : 23:01:01  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Tizi Invia a Tizi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
che bella e suggestiva descrizione "Sassari -mattino d'inverno", riesce a trasmettere quel silenzio che percepisci nelle prime luci dell'alba quando tutto ancora tace, quando riesci a coglieri ogni particolare che ti circonda, quando riesci ad ascoltare il silenzio, ....
mi ha fatto pensare a quando sono in ferie al mio paese ed esco a far le passeggiate all'alba.











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Panorama

Villa Sant' Antonio (Or)

..un altro meraviglioso angolo di Sardegna

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errante
Salottino
Utente Senior


Inserito il - 23/02/2011 : 10:59:10  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di errante Invia a errante un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
BOSA di Luisella Pisottu

Mi fermo, staziono in silenzio,
allungherei radici
sui resti dell’antica torre.

Bosa sorride
adagiata sul colle di euforbie;
lo sguardo plana
su tappeti di tegole rosse,
Bosa sonnecchia.

Le barche sono sentinelle:
su due gomiti d’acqua,
il Temo si sveglia sul mare.

Mi attardo,
Claudia mi chiama.

Porge, dolcissima, un fiore
al primo giorno di primavera .











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I bastioni

Alghero (SS)

..un altro meraviglioso angolo di Sardegna

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errante
Salottino
Utente Senior


Inserito il - 23/02/2011 : 11:04:57  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di errante Invia a errante un Messaggio Privato  Rispondi Quotando

Adelasia ha scritto

Mi correggo: così tante, seppure sconosciute, così sorprendentemente straordinarie...



Almina Madau

Sono nata a Torino il 14.09.1964 da genitori sardi, che nel 1973 decidono di tornare in patria nel loro paese natio, Baratili San Pietro. Sono mamma di tre ragazzi di 22-20-13 anni, e nonna di una meravigliosa nipotina di 1 anno. Lavoro come Assistente Amministrativa, presso l'Istituto Comprensivo di Riola Sardo, dopo aver da supplente girato molte scuole della provincia di Oristano, e conosciuto tante persone che amavano e amano la cultura sarda e la letteratura in genere. Giovanni Bussu di Ollolai, mi ha spinto a coltivare la mia passione per la scrittura, invitandomi a leggere tanto, da Grazia Deledda a Pietro Citati, da Goethe a Freud...e tanti altri autori a cui mi sono appassionata come Tiziano Terzani. Per me la Poesia è sempre stata l'unica maniera di ragionare con me stessa, esprimendo il mio pensiero lasciando volare la mia fantasia.
Solo tramite la rete virtuale, ho avuto la possibilità di far leggere le mie poesie alla gente, pubblicando in vari siti di poesia, ma anche in altri siti italiani, come grossetofactory (dove cerco di far conoscere alcune cose della nostra cultura, come leggende miti e manifestazioni culturali), o movida il cannocchiale di Sorgono, dove collaboro da poco...e tanti altri. Purtroppo la mia conoscenza della lingua sarda scritta...è poco valida, ma capisco bene quando leggo il sardo, e penso che la poesia sarda...sia la vera poesia.

Respiro
Quando scrivo
cercando dentro
una nuvola, un fiore,
il mio cuore
un battito d'ali,
un quadro d'autore..

Quando leggo
portandomi dentro
un profumo, una lacrima,
il disco solare di un tramonto,
la melodia di un canto..

È il tuo respiro che tengo dentro.

Un respiro ogni volta più stanco,
come fiamma,
racchiusa da un calice
che brucia piano
l'ossigeno intorno.











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errante
Salottino
Utente Senior


Inserito il - 23/02/2011 : 11:10:59  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di errante Invia a errante un Messaggio Privato  Rispondi Quotando


E’ giorno.

Giorno d’inverno.
Il sole tiepido nascosto dalle nubi
sa di nostalgia e di pianto.
L’aria sparge malinconici
e umidi umori,
e l’anima mia dolente,
ingoia blocchi di delusione
e grigi bocconi
di perdute illusioni,
ricacciando nello stomaco
speranze
e visioni di azzurri bagliori.
Non c’è posto per la rabbia.
Non è il temporale.
Nessun tuono scuote il sentire.
Piove piano,
a lavare con costanza
e pazienza
la polvere
dai tetti che fumano
aliti
di interni calori.
Mi cullo.
Aspettando la notte,
aspetto il sorgere
di un nuovo sole.

Almina Madau

Est die.

Est die’jerru
S’ispera caente costoida i nues
ischit de ammentos e de prantu.
S’aèra ghetat sentidos
de lentore,
e dolimas is’anima,
resergadu ingullit
e ranchidos mossos
de pessares isperdidos,
imberghende in’intragnas
s’isperu
e bisos de lughidas aèras.
No bat logu pro s’anneu.
No est tempestu.
No bat tronu chi ischidat.
Aba .. pispisat,
e innetat cuntinu
chin deju
su pruere
dae bovetas
c’alenana
dae intro, tebiores.
Mi laccheddo.
Isetende s’iscurore,
isetto s’alvorinu
e una noa ispera.

Trad: Giovanni Chessa















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errante
Salottino
Utente Senior


Inserito il - 23/02/2011 : 11:13:24  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di errante Invia a errante un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Quando scende la notte

Quando scende la notte la mia terra si profuma.

E mille fate antiche e sorridenti,
spargono petali di rosa sui sogni della gente.

L'autunno veste,
la fertile tiepida campagna
di caldi colori,
e la notte
d'argento lunare s'ammanta
cullando speranze ed amori.

Quando scende la notte la mia terra si racconta.

E senti le voci e le grida lontane,
di terribili miti che impari ad amare.

L'autunno riprende,
la solita via,
cantando canzoni di malinconia,
di feste
di piazze
di antichi misteri,
di storia, barbarie, orgoglio e dolore.

Quando scende la notte la mia terra è un po'più mia.

Almina Madau











Modificato da - errante in data 23/02/2011 11:14:15

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Adelasia

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Penna d'oro


Inserito il - 01/03/2011 : 22:07:17  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Adelasia Invia a Adelasia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
errante ha scritto:

BOSA di Luisella Pisottu

Mi fermo, staziono in silenzio,
allungherei radici
sui resti dell’antica torre.

Bosa sorride
adagiata sul colle di euforbie;
............


Che omaggio alla città regia dove anch'io "allungherei radici"!

P.S.-Le euforbie tra le quali si adagia Bosa stanno per fiorire.
Sarà "il solito" spettacolo incantevole.










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Castello di Burgos

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Adelasia

Moderatore

Penna d'oro


Inserito il - 01/03/2011 : 22:24:35  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Adelasia Invia a Adelasia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
LAMPARE DI STELLE (di Mariella Masoni)

Sogni di stagno
tuffano lune
appese su fili di giunco.
Premono grani di sabbia
su ferite umide della notte.
Spingono occhi d’attesa
oltre specchi di lago
e lanciano ami
lampare di stelle
come stupore
di prime volte.




Mariella Masoni è una poetessa sassarese.
Docente in un istituto superiore della città turritana, collabora attivamente in diversi progetti che hanno l'obiettivo di valorizzare la cultura sarda.

Nel 2007 ha pubblicato la raccolta di poesie "Correre cielo".










Modificato da - Adelasia in data 01/03/2011 22:25:57

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Tizi
Salottino
Utente Virtuoso



Inserito il - 10/03/2011 : 14:50:02  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Tizi Invia a Tizi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Sonia Demurtas
Nasce a Sorgono nel 1976, si trasferisce poi con la famiglia nella provincia di Vibo Valentia, dove lavora ed opera nel campo dell’arte figurativa e della scrittura. ama l’arte della poesia fin da piccolissima; esprime il suo essere con toni variopinti, ricchezza di immagini narrate che coinvolgono il lettore; ama l’arte nelle sue svariate espressioni; maestra di disegno e di arte della ceramica, dipinge, modella e plasma i suoi personaggi anche nella poesia.
Nel suo animo un incatenarsi di emozioni, che vivono, prorompendo in canto. Esprime il suo modo di essere con toni variopinti, ricchezza d’immagini narrate particolarmente coinvolgenti.
Nelle sue poesie ha la capacità di vedere cose che altri non hanno mai visto, proponendo un concerto di parole che ripercorrono i ricordi e affondano in una dolce malinconia. Altre volte canta l’amore e lo esalta come pochi sanno fare.
Tutto è incentrato su un percorso di vita pieno di esperienze; Passato e presente si intrecciano con una forza dirompente.
Una mano tesa verso l’infinito… un canto proteso al cielo verso la speranza.
Lo stile neoclassico è inconfondibile, dirompente. Vince numerosi concorsi nazionali e regionali, riceve varie proposte di selezione opere inedite, decide così di vagliare alcune offerte per la pubblicazione del suo libro “OLTRE L’AMORE”, nasce quindi una silloge di scritti poetici, composta da liriche e pezzi di saggistica. Scoperta dal traduttore Teodoro SENNI, il suo libro è ora stato tradotto negli usa.

L'anima.
L'anima dimora
nell'ombra, tra le ombre...
tra quelli che mi sfiorano ignorandomi...
e quelli che io sfioro ricordandomi...
l'anima dimora,
tra soffici cuscini d'allegria,
tra i sorrisi che mi doni amandomi...
e quelli che ti dono amandoti;
L'anima dimora
nei giorni di sole...e in quelli di pioggia...
tra una lenta foschia
che abbraccia il corpo e l'anima mia.

Risposte d'angeli.
Quello che ho passato in questa terra…
non ha risposte d’angeli,
ne alabastri che sorreggono il destino…
Quello che ho passato in questa terra…
macchia l’anima, come la colla di un pino;
Ha occhi d’anfora profondi il mio cammino…
se guardi dentro c’è un mistero che non svelo.
Segna mezzanotte il tocco del mio cuore…
quanta malinconia nell’anima
“sospira e duole”.












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Panorama

Villa Sant' Antonio (Or)

..un altro meraviglioso angolo di Sardegna

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Adelasia

Moderatore

Penna d'oro


Inserito il - 30/09/2011 : 23:07:20  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Adelasia Invia a Adelasia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ancora la grande Joyce Lussu....

TUTTA QUESTA FELICITA'

Tutta questa felicità
non potrà sparire dal mondo
anche dopo il gran tuffo nell’aldilà
continuerà a svolazzarvi attorno
travestita da lucciola o da farfalla
o saltellando sulle stelle
o giocando allo scivolo con le sibille
giù per l’arcobaleno o sul crinale
di un raggio di sole al tramonto
magari danzando sulle punte
lungo una nota musicale.










Modificato da - Adelasia in data 30/09/2011 23:08:45

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milly73
Salottino
Utente Mentor




Inserito il - 02/11/2011 : 20:55:26  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di milly73 Invia a milly73 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Feminas

Rosas,
nuscosas de amòre,
donàis sa vida
a totus is creatùra.
Feminas,
biancas, nieddas e moras,
chenza benidòre
bendias,
affachiladas, idorrobadas
de sa dignidàde,
a zerriu citìu,
grerrais e moreis
po sa libertàde !
Feminas a coro issambentìu
cravillau de spinas
che Nostrassennora
po figios imbriagos de droga:
ais sempere ‘onàu
e mai arrecìu !
Feminas
pringias de amòre,
cun d’unu sorrisu,
cuais su dolòre.
Feminas
orroschias de isperare,
a cara surcàda
po is males de sa terra
sighint a gherrare:
seis sempere dignias
de s’isprigare…!

E tue, Franchisca
appreziàda che Donna,
maista de vida e de seda
po Sardigna e su mundu.
Femina ‘e gloria:
lassàs arrastu
in totu s’istoria !

traduzione
Donne

Rose,
profumate d’amore,
donate la vita
a tutte le creatura.
Donne,
Bianche nere e more,
senza avvenire,
vendute
bendate, usurpate
della dignità,
con un grido muto,
lottate e morite
per la libertà !
Donne col cuore sanguinante
conficcato da spine
come Nostra Signora
per figli ubriachi di droga:
avete sempre dato
e mai ricevuto !
Donne
pregne d’amore,
con un sorriso
nascondete il dolore.
Donne
stanche di sperare,
col viso solcato
per i mali della terra
continuate a lottare:
siete sempre degne
di specchiavi…!

E tu, Francesca
apprezzata come donna,
maestra di vita e di seta,
per la Sardegna e nel mondo.
Donna di gloria:
lasci l’impronta
in tutta la storia !

Di Ida Patta











  Firma di milly73 
Pro tue fortuna
chi onzi notte t'isplenda sa luna,
chi no appa mai dolore,
onzi die t'illumine su sole...

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milly73
Salottino
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Nott’e luna bardanèra

In custa nott'e luna barbanéra
ischintiddiant is ferros
de cuaddos impressidos
in is mores de padentes mùdas,
po fare fùras.

A cuadd'e alas de bentu
geo puru 'olìa furare.

'Olia furare
de sa mesa apparicciada 'e chelu
un isteddighedd'e lughe
po dd'arregalàre
a unu pipìu solu, iscavulàu,
de pedde bianca o niedda
chi lambrigat
spibionande oras de tristura.

‘Olia furare unu carignu a sa luna
po dd'arregalàre a su 'ecciu solu
post' a parte de sa soziedàde
ca no podet caminare.
In dogna surcu cofudu
costoidi un'istoria antiga
in s'iscusorgiu de s'ammentu
e tenet ancora gana de contare:
poite no ddu 'oleis iscurtare?

In custa nott'e luna bardanèra
'olia furare de su Babbu Mannu
una cosa bella e rara:
su pedronu,
po d'arregalare
a chini no agatat paghe
ca no ischit perdonare!

'Olia furare s'abb'e su mare
po istudare dogna fogu tentu
in custa terra chi sighit a abbruxare!
Custas manos nudas, impotentes,
cantas cosas ‘iant'a 'ollere furare
po cambiare s'indula 'e s'omine
chi sighit a gherrare!

traduzione
Notte di luna ladra


In questa notte di luna ladra
scintillano gli zoccoli
dei cavalli lesti
nei sentieri delle montagne mute,
per fare razzia.

A cavallo delle ali di vento
anch'io vorrei rubare.

Vorrei rubare
dalla tavola imbandita del cielo
una stellina di luce,
per regalarla
ad un bimbo solo, abbandonato,
di pelle bianca o nera
che piange
centellinando ore di tristezza.

Vorrei rubare una carezza alla luna
per regalarla al vecchio solo
messo da parte dalla società
perché non può camminare.
In ogni ruga profonda
custodisce una storia antica
nello scrigno dei ricordi
e vorrebbe ancora raccontare:
perché non lo si vuole ascoltare?

In questa notte di luna ladra
vorrei rubare dal grande Babbo
una cosa bella e rara:
il perdono,
per regalarlo
a chi non trova pace
perché no sa perdonare!

Vorrei rubare l'acqua del mare
per spegnere tutti i fuochi
in questa terra che continua a bruciare!
Queste nude mani, impotenti,
quante cose vorrebbero rubare
per cambiare l'indole dell'uomo
che continua a guerreggiare!












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milly73
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Ammentu
di Francesca Moro

Ci funti mamentus
candu s’ammentu de bosatrus…
bosatrus chi no seus prus innoi
mi scempiada
e deu du sciu…
chi sas peadas bostas
funti po sempri
sparessias de custa terra
Tandu deu seu ‘ela
laniada in milli filacittus…
bolatzant is filincus
illas scorriadas e fertuas
trottoxadas a sa matta de s’esistentzia
chi circada cun rexinis fundudas
sambini de linfa po noa vida.
Illas fundiasa a sa spera
ca su benidori ap’a trogai
unu pretziosu, spantosu
filu ‘e oro
po nos incontrai ‘e nou
Podit essi chi sas caras nostas
sianta furriadas…
ma…seguramenti
nos’ap’a reconnosci

traduzione
Ricordo

Ci sono momenti
in cui il ricordo di voi
di voi che non siete più qui
mi strazia
ed io lo so…
che le vostre impronte
sono per sempre
svanite da questa terra.
Allora io sono vela
lacerata in mille brandelli
Sventolano le fibre
lembi stracciati e percossi
attorcigliati all’albero
dell’esistere
che cerca con profonde radici
sangue di linfa per nuova vita
Lembi fusi alla speranza
che il futuro avvolgerà
un prezioso e magico
filo d’oro
per rincontrarvi
Forse i nostri visi
saranno cambiati, ma…
sicuramente ci riconosceremo.











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