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Nota Bene: Alla periferia di Goni (Ca) in località Peinconi a circa 400 m s.l.m. è presente una zona fossilifera di scisto nero a Graptoliti, minuscoli animali marini vissuti tra il Siluriano ed il Ludlow Inferiore, che formavano colonie in fondali argillosi. Si ritiene che da essi siano scaturiti gli antichi esseri marini.



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Nuragica

Moderatore




Inserito il - 09/02/2011 : 17:57:19  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Nuragica Invia a Nuragica un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Adelasia ha scritto:

Mi pare che racconti un momento di tristezza, di scoramento.
Quando l'ha perso...o meglio, quando si è spezzato qualcosa, quando non c'è stata complicità, condivisione, comprensione?

Potrebbe essere questo un filone interpretativo?

Sicuramente si Ade, ora che l'hai detto riesco a comprendere meglio il significato dei versi.. Grazie










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Chiesa San Mauro - Monte Corona

Gesico (Ca)

..un altro meraviglioso angolo di Sardegna

 Regione Lombardia  ~ Città: trexentese inviata speciale nel nord Italia  ~  Messaggi: 15406  ~  Membro dal: 11/04/2006  ~  Ultima visita: 23/10/2020 Torna all'inizio della Pagina

Tizi
Salottino
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Inserito il - 09/02/2011 : 22:13:04  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Tizi Invia a Tizi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Adelasia scrive:
Brava Tizi, Piace molto anche a me.
L'ho conosciuta grazie a Marialuisa, qualche anno fa....
per cui non mi vengano a dire che i forum servono solo a parlarsi addosso inutilmente!


Grazie Adelasia
Penso che il forum abbia ben altro scopo che littigare inutilmente e questo post come tanti altri ne sono l'esempio

A me Luisa ha fatto conoscere Maria Lai, una piccola grande donna, bravissima artista della"nostra" amata Terra, trovo sia geniale.

Per lei l'arte è vita è poesia visiva.
"La magia della poesia è stupore" srive Maria Lai.
Trascrivo una filastrocca che ho preso dal libro "Ulassai da legarsi alla montagna alla stazione dell'arte"

La filastrocca del volo del gioco dell'oca.

Il guscio dell'uovo si rompe da dentro
quando il pulcino comincia a bussare

bussa il pulcino che vuole passare
dal guscio dell'uovo al guscio del mondo

passi passetti l'oca giuliva cerca
soltanto dove beccare

quando un pantano di fango
e di cielo vede riflessa
un'ombra volare

L'oca si volta cercando
quel volo nell'arco lontano
di un arcobaleno

sembra la fuga
di un prigioniero che vola
libero cercando il cielo

L'oca rapita dal sogno
del volo prova a volare
ma batte nel suolo

Batte e ribatte
prova e riprova
le viene vicino un burattino

Il burattino era briccone
sognava di essere
un bravo bambino

Dentro la favola
del burattino c'è la fatina
dal velo turchino

col burattino l'oca
smarrita entra nel gioco
della magia

al sogno dell'oca che vuole
volare sorride la fata
dal velo turchino

batte sul guscio del sogno
proibito e libera l'oca
nell'infinito.

Maira Lai













Modificato da - Tizi in data 09/02/2011 22:14:06

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Panorama

Villa Sant' Antonio (Or)

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Nuragica

Moderatore




Inserito il - 09/02/2011 : 22:23:24  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Nuragica Invia a Nuragica un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Conosco Maria Lai da quando ho cominciato ad appassionarmi all'arte in genere.
Non conoscevo pero' questa filastrocca,
che racconta in modo giocoso alcune verità.. Bella bella Tizi.. grazie.










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Gesico (Ca)

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Tizi
Salottino
Utente Virtuoso



Inserito il - 10/02/2011 : 09:20:08  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Tizi Invia a Tizi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
@ Nura










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milly73
Salottino
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Inserito il - 10/02/2011 : 18:00:11  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di milly73 Invia a milly73 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
posso ?

e da un paio di giorni che "vi leggo"
un pò di tempo fa sentii parlare di Tetta Becciu, le sue poesie sono
in limba-sarda logudorese a me piacciono moltissimo
ne inserisco alcune spero vi piacciano

A s’intirinada
di Tetta Becciu

Che unu trastu 'ezzu
de che frundire
bentulo
in mesu a su campu
de sa vida...

Sa tremula 'e sos annos
s'est imberta
in sas traschias
murinas
de sos anneos.

Mutza como
hap'ogni ala...
andan lentos sos pessos
e sos passos
si faghen apporados.

S'atunzu
hat in sos pilos
unu punzu 'e nie...
e fozas ingroghidas
ingroghidas dae tempus.

Che fioccu 'e nie
a lenu a lenu
mi movo
e in d'una lagrima
de lughe
incunzo
sas farfaruzas
de s'anima...

No drommo
di Tetta Becciu


....... Curret su riu...
Sas pedras di frischinan.
Che nèulas s' 'upa 'e s'omine
si cunfundet
in sa notte...

cando su coro soffrit
non perdonat.

Rios de sambene
s'ispijana
in chizos
chen'assèliu.

Sa notte
est longa...
est noedda

Mi ninno,
no drommo

bivo
e piango
s'ammentu ' frades mios.

Che i su 'entu in sas pedras
a torroju
piango a coro in bula dai
sempre.

Sunu ancora rujas
sas piaes de sa
terra mia....


Notte ‘e istiu
di Tetta Becciu

Istanotte sa luna
hat sapore ‘e mele…

Notte amena ‘e istiu.

Tra mares de isteddos
nadat sa mudesa manna…

Cantan attesu sas chigulas…
...........e sos ultimos puzones
andana in chirca ‘e alapinna
pro sa notte.

E deo, in su laolzu
tra nuscos de armidda
e mannujos de trigu
reposo
e lasso chi rajos de luna
......mi tocchen su coro,
e m’imbreago
dae sa cuba manna ‘e s’infinidu
‘ue unu passu isconnottu
iscantiat
sos isteddos vagabundos.

E s’anima s’imberghet…
in s’unda lugorosa
e naufragat in fogos de chelu,
in isteddos noos,
‘ue su coro s’ammentat
ancora s’ammentu.

Cun pessos de mudesa,
sutta sos rajos lughentes
isetto…
chi sos ojos si serrene
in d’unu sonnu ‘e maja
e sutta sos chizos
mi restet s’infinidu….cun tottu sos isteddos…


l'unico rammarico non ho trovato le traduzioni











  Firma di milly73 
Pro tue fortuna
chi onzi notte t'isplenda sa luna,
chi no appa mai dolore,
onzi die t'illumine su sole...

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milly73
Salottino
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Inserito il - 10/02/2011 : 18:21:48  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di milly73 Invia a milly73 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
un'altra scritrice- poetessa sarda è Savina Dolores Massa è nata e risiede in Oristano.
Ho avuto il piacere di conoscerla e mi piace il suo modo di scrivere

alcune sue poesie

Nome proprio: Nubenda

Nel vespro
carezza la carne
sfiorando il riflesso
sullo specchio
scalfito
da unghie laccate
di vergini umori
e cronici
pudìchi tremori.
Domani ti sposi:
glielo mente una vita
quel perfido specchio
ammuffito
in cornice tarlata.
Eterna ingannata
lei
sorride sdentata
e ballano allegri
i seni di pera bacata
dai vermi del velo
in attesa
sul letto
a una piazza.

Nonna

Deu mi croccu in su lettu miu
con un angelu froriu
con un angelu cantèndi
Gesù Cristu è predichendi

e ho paura dei muri bagnati
di schizzi d’urina e pianti di bambini morti bambini
ricordàti stampati in veste di battesimo
e copertina d’innocenza di gigli
occhi spenti prima di vedere niente
la voce ancora non formata
quattro volte inchiodata.

Le piccole mani obbligate giunte.

Nonna chiede perdono dei suoi peccati
ai grassi gechi del soffitto
io sveglia le annuso la carne
che di tutto sa
meno che di inferno e fiamme.
Invece santa è la carne del drago
di Giorgio assassino incorniciato,
cappello al mio cuscino di crine e scapolario
dal troppo baciarlo consumato.
Nonna scricchiola nel letto bacia rosari
e ogni grano è un nome di figlio
già morto
o già grande e sbagliato
o trafitto non nato
da un ferro da calza mal purificato.
E se piove
Barbara la santa obbligata a bestemmiare
più forte del suono del tuono
beve pioggia lasciandola in gola a gorgogliare
il suo terrore per ogni temporale.

Prega mi dice nonna
prega la piccola madonna che non si spegne nella notte
e arriva dalla Francia
ma io non so dov’è la Francia con un’acqua di fiume
che lascia accese solo al buio le madonne.
Le civette occhi rotondi
mi mostrano i denti dal lucernaio
ad ogni lampo e schianto
nonna russa come i treni che in giovinezza
l’hanno attratta non per fuggire
ma per farla in mille pezzi finire.

Il letto è alto per salirvi e per scendervi
sotto sul pavimento di fango battuto
sonnecchiano le anime degli scampati alla vita:
figli di nonna e
con beneficio di dubbio
quelli che io non avrei avuto.

Da un’antica preghiera in lingua sarda: Mi corico nel mio letto/con un angelo fiorito/con un angelo che canta/ Gesù Cristo sta predicando.


MADRE A DICEMBRE

Sei qui
e non ti avevo scelto e ti guardo
senza comprendere a chi somigli
non a mia madre capelli di lana sbiadita
non a mio padre carne di cuoio e di legno
non a me
che giocavo soltanto a sognarmi odalisca
inventandomi sposi
dalle mani più grandi del viso che ho.
Sei qui
figlio di una notte in cui sognai ali
e ordini di miele
ed ebbi freddo e paura di inganni
e mi sentii mortificata
d'essermi toccata la schiena
sperando di fuggire
con due enormi ali io.
Sei qui
e non ti conosco
ti nutro da madre prescelta
obbligata a cullarti la vita
sotto croci o sotto stelle comete
e ricevere ospiti in cenci stracciati
e i tre incoronati con cammelli e broccati
ma
dei giochi che avevo ne guardo gli avanzi
non trovo le mani che mi girino in danza
ma giro e rigiro nel mio cupo rimpianto
quel volo di ali che ormai è già racconto.


ORISTANO, BELLA PER POCHI.

Sui musi dei palazzi padronali
la decadenza posa centrini di pizzo inamidato
con sale ocra d'arenaria e acini
d'uva passa d'oro:
gradevoli resti di lusso
per viandanti di passaggio

(il piede è pesante
se il suo cuore è straniero)

Si concedono
i gerani
al pizzo
sporgendosi ai balconi
a mostrare labbra
di carminii e rosa d'albe
in baci
di ironica esistenza.

Una torre
affonda
radici d'albero
in terra di acque mobili
con fossili di serpenti marini
e di paure di farfalle

Una via
dritta all'andata e storta al ritorno
si addormenta stordita
tra i suoi vezzi di donna

Il fantasma di un prete
si aggira ogni notte
a cavallo per piazze
ignora i lampioni
e le chiese e le case
annusa soltanto
quel buio
di canto di mare
che ha onde pesanti
di rame e ossidiana











  Firma di milly73 
Pro tue fortuna
chi onzi notte t'isplenda sa luna,
chi no appa mai dolore,
onzi die t'illumine su sole...

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Adelasia

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Penna d'oro


Inserito il - 10/02/2011 : 20:45:54  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Adelasia Invia a Adelasia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Nuragica ha scritto:

Conosco Maria Lai da quando ho cominciato ad appassionarmi all'arte in genere.
Non conoscevo pero' questa filastrocca,
che racconta in modo giocoso alcune verità.. Bella bella Tizi.. grazie.


Idem, Tizi, idem. Anch'io non la conoscevo....










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Castello di Burgos

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Adelasia

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Penna d'oro


Inserito il - 10/02/2011 : 21:09:19  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Adelasia Invia a Adelasia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
milly73 ha scritto:

posso ?

e da un paio di giorni che "vi leggo"


Ma certo che puoi! Benvenuta in questo angolo di poesia.
E che ingresso, il tuo... ti presenti con una poesia che ho letto assaporandola, "S’intirinada": quanta tenera malinconia in quel crepuscolo!
Avevo sentito parlare di Tetta Becciu, sono lieta di scoprirne la bravura. Potresti dirci qualcosa di lei, Milly?










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Adelasia

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Penna d'oro


Inserito il - 10/02/2011 : 21:27:23  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Adelasia Invia a Adelasia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
milly73 ha scritto:

un'altra scritrice- poetessa sarda è Savina Dolores Massa è nata e risiede in Oristano.
Ho avuto il piacere di conoscerla e mi piace il suo modo di scrivere


Milly, piace anche a me, che avevo infatti inserito nel post proprio la poesia "Oristano bella per pochi", che riporti anche tu. Anzi, visto che la conosci, sii ambasciatrice della mia ammirazione.

E a proposito di "Oristano bella per pochi", mi piace inserire il commento dell'autrice alla poesia: credo di averlo trascritto qualche tempo fa riprendendolo dalla rivista "Sonos&contos" , se non ricordo male.

L'ho conservato gelosamente.


ORISTANO, BELLA PER POCHI (di Savina Dolores Massa)

“Bella per pochi” è dedicata ad Oristano, la città nella quale sono nata e dove ho scelto di restare.

Alcuni anni fa questa città fu definita, su un quotidiano nazionale, tra le più brutte d'Italia. Ricordo che commiserai molto il giornalista che non seppe vedere, oltre.
Ma lo compresi: saper vedere oltre è privilegio per pochi. Forse è vizio dei disincantati, o dei poeti. O dei ciechi, che posseggono la purezza del saper accompagnare l'olfatto all'immaginazione.

Oristano è profumi, ad esempio.
Di molti glicini e farfalle innamorate.
Di paludi prosciugate dopo aver inghiottito la vergogna della povertà (memoria) di basse case di fango.
Di scirocchi che scheggiano le ragioni, e di maestrali che le rattoppano. Di cortili con limoni e nespoli che creino un giusto equilibrio tra asprezza e dolcezza d'aria.
Di carciofi in inverno e di briciole d'ostia di clausura raccolte sulle ruote dei conventi.
Di immacolato pregare nascosto.
Di boria di cavalli in festa e del loro letame che fa fiorire coriandoli.
Di sospiri incipriati sui palazzi con l'orrore di invecchiare.
Dell'accidia al sapore di antica malaria e disillusione.

Profumi, di angoli dove baciarsi. Dei molti luoghi dove dirsi addio con grazia, ma per sempre.
Il profumo del vecchio lavatoio, ancora acre di sudori di donne.
Quello dell'ospedale vecchio e delle poche case attorno, di una soprattutto, dove cent'anni fa una donna cieca spaccava pentole per gioco, a carnevale.
Di una Torre confusa su ciò che le succede accanto, da quando non ha più addosso l'orologio che le scandiva la notte e il giorno.
Dell'eco del ferro battuto sulle incudini e di tegole di terra plasmata e cotta al sole.
Dell'amaro di mandorla che possiede la magia segreta di farsi dolce sulla lingua.
L'odore dell'indifferenza di chi non si accorge che i bambini non giocano più a nascondersi tra le strade.
E l'odore delle urla di chi è rimasto imprigionato nei labirinti sotterranei ai quali hanno murato le porte.
Si dice non esistano.
Si dice esistano ma ancora popolati da teatranti, da giocolieri di parole, e da assassini della conservazione.
Si dice che dimorino là sotto i preti spretati, le monache divenute madri, gli agnelli scampati a Pasque e a Natali, i pesci di stagno fuggiti alle braci.
C'è un viale di cipressi, in Oristano, che non si segnano di fronte alle croci. Quelli sul lato sinistro temono i tuoni.

C'è una piazza dove gli storni cantano tenerezze ai sogni dei detenuti.
Ci sono vecchi con la memoria intatta e un braciere di smalto accanto ai piedi.

Non è brutta, Oristano, lo siamo noi, di fretta esistendo.










Modificato da - Adelasia in data 10/02/2011 21:28:48

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Tizi
Salottino
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Inserito il - 10/02/2011 : 21:58:12  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Tizi Invia a Tizi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao Milly, bellissime le poesie in limba, anche io le adoro, hanno un suono dolce e melodioso molto brava Tetta Becciu, nei suoi versi traspare un dolce malinconia, il ricordo, il tempo che passa, il dolore, tutto descrito con delicatezza.

Bellissimo il comento di Savina Dolores Massa...."saper vedere oltre è privilegio per pochi" "Non è brutta, Oristano, lo siamo noi, di fretta esistendo"......












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Panorama

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Tizi
Salottino
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Inserito il - 10/02/2011 : 22:05:21  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Tizi Invia a Tizi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Arrempio...
di Tetta Becciu

In sas cussorzas
de sos sentidos
niados,
boes arestes
curren
a totta fua...
iscorran
sos angrones
de s'anima
pro iscuttinare
chirriolos
de sole.

Sentidos vagabundos
trobeini
isettos
austidos
incantos
incrobados
chi m'istringo
a su coro.

In s'aidu 'e sas dies
arrempio
in sas peleas
istasidas...

E chirco
de domare
su tempus
cun ojos
alluttos
de ispera
imberriende
bisos...
pro su sidis
de s'anima.


















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Tizi
Salottino
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Inserito il - 10/02/2011 : 22:20:21  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Tizi Invia a Tizi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Questa poesia la trascrissi un po di tempo fa.

Rosina Cossu è nata a Mores nel 1945 dove tutt'ora vive. Le sue prime poesie sono datate i primi anni 70.

Cantu podet sa paraula
di Rosina Cossu

Cando s’umanu at Deus creadu
de uno faeddu fattu l’at donu
a bortas malu a bortas bonu
de s’impreu libertade l’at dadu.

‘onzi paraula at significu
Chi brotat dae cussu fundamentu,
a chie dat gos’ a chie turmentu
faeddu o mudu o troppu riccu.

Non sempre issa est ben’impreada,
d’arrabiu, insensad’imboligosa
o macca, brutta e ingiuriosa,
mezus paraula muda che nada.

Pro antigos nostros fit giuramentu
E sinzeru signu de onestade
Solo un omine de calidade
Non beniat mancu a cuss’ammentu.

Chena paraula non b’at amore
Chena unu faeddu non b’at cantos
Ne cunfortu e preces pro sos
santos, a bias illebiat su dolore.

Cantu fit durche sa oghe de mama
Cantendemi pianu s’anninnia,
cun su coro serenu mi drommia,
ninnende s’aboju de una brama.

Una consizu bos apo a dare,
faghide bon’usu ‘e sos faeddos,
siedas de insinz’a sos piseddos,
s’odiu in amore potan jambare











.











Modificato da - Tizi in data 10/02/2011 22:21:04

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milly73
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Inserito il - 11/02/2011 : 19:48:21  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di milly73 Invia a milly73 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Adelasia ha scritto:

milly73 ha scritto:

posso ?

e da un paio di giorni che "vi leggo"


Ma certo che puoi! Benvenuta in questo angolo di poesia.
E che ingresso, il tuo... ti presenti con una poesia che ho letto assaporandola, "S’intirinada": quanta tenera malinconia in quel crepuscolo!
Avevo sentito parlare di Tetta Becciu, sono lieta di scoprirne la bravura. Potresti dirci qualcosa di lei, Milly?


Grazie

Tetta Becciu vive ad Ozieri ed è nata 21/ 5/ 1952.
Scrive dal 1993, fino ad oggi ha sempre partecipato ai vari Concorsi letterari dell'isola e del continente, riscuotendo numerosi riconoscimenti. A Milano al Concorso Internazionale di lingua sarda ha vinto il primo premio assoluto.
Ha collaborato con l'Università Cattolica di Madrid e l'Università di Berlino per la pubblicazione di un antologia "Bentu 'e terra manna", una raccolta di poesie di poetesse sarde.
La Becciu ha tradotto dal napoletano al sardo-logudorese due commedie di Eduardo de Filippo, 'Filomena Marturano" e "Natale in casa Cupiello".
Nel 2006 il Rotary Club di Ozieri le ha conferito un riconoscimento per la valorizzazione della lingua sarda.
Alcune sue poesie sono state musicate dal coro di Ittireddu.














Modificato da - milly73 in data 11/02/2011 19:49:48

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milly73
Salottino
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Inserito il - 11/02/2011 : 19:54:21  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di milly73 Invia a milly73 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Tizi ha scritto:

Ciao Milly, bellissime le poesie in limba, anche io le adoro, hanno un suono dolce e melodioso molto brava Tetta Becciu, nei suoi versi traspare un dolce malinconia, il ricordo, il tempo che passa, il dolore, tutto descrito con delicatezza.

Bellissimo il comento di Savina Dolores Massa...."saper vedere oltre è privilegio per pochi" "Non è brutta, Oristano, lo siamo noi, di fretta esistendo"......




ciao Tizi, felice che ti siano piaciute











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milly73
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@ Adelasia

sarò ambasciatrice della tua ammirazione per lei











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Pro tue fortuna
chi onzi notte t'isplenda sa luna,
chi no appa mai dolore,
onzi die t'illumine su sole...

 Regione Sardegna  ~ Città: ..................  ~  Messaggi: 3255  ~  Membro dal: 22/04/2009  ~  Ultima visita: 07/12/2020 Torna all'inizio della Pagina
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