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Nota Bene: I bottoni d'argento del bolero, nel costume femminile festivo di Ittiri (Sassari) sono i più grandi usati in Sardegna.
L'intero complesso dei bottoni portato da una sola donna (20; 10 per manica) può arrivare anche al peso complessivo di 3 chili!. Alcune buttoneras sono realizzate completamente in filigrana d'oro.



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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Nuragica Inserito il - 22/10/2006 : 16:04:23
Anche l'artigianato sardo fa parte delle tradizioni popolari
della nostra isola.
Sarebbe bello se tutti insieme riuscissimo a fare un bel riassunto
di tutto ciò che fa parte dei prodotti tipici.
Coltelli, tessuti, ceramica, oro, ferro e rame, corallo, legno, vimini, sughero ecc...
Magari citando i posti dove è maggiormente diffusa una determinata arte..Che ne dite??

____________________________________________________________
... vegno del loco ove tornar disio
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
sartinocchja Inserito il - 17/01/2014 : 09:06:18
JANAS / Un viaggio nel cuore della Sardegna e della tessitura:)).5) CASTEDDU
http://www.sardiniapost.it/cronaca/...-5-casteddu/
sartinocchja Inserito il - 19/09/2013 : 08:47:14
Creatività e tradizione nei cesti di Caterina Locci

Dalla Sardegna i cestini fatti a mano con rafia, iuta e lana
http://www.stilenaturale.com/news/1...-e-lana.html
sartinocchja Inserito il - 12/06/2013 : 10:10:08
Oggi ore 11,00, presso l’Accademia di Brera Milano,
Antonio Marras verrà insignito della Laurea Honoris Causa … in considerazione del grandissimo contributo da lui portato alla valorizzazione della cultura italiana, nella sua unicità e nelle sue articolazioni …
Complimenti

Da:http://www.milanofree.it/milano/cul...i_brera.html

http://www.bentuitalia.it/?page_id=308
sartinocchja Inserito il - 23/05/2013 : 20:36:28
Beni invisibili. Luoghi e maestria delle tradizioni artigianali
Patrimonio storico-artistico - Scade il 15-07-2013


… L’espressione "bene culturale invisibile" si può declinare in vari modi partendo dall’arte invisibile che giace nei depositi dei musei italiani, un patrimonio artistico di cui difficilmente il pubblico può fruire, ma può anche riguardare un cosiddetto "bene minore" non sufficientemente visibile all’interno della dimensione locale di riferimento e che invece potrebbe diventare, con un opportuno progetto di rilancio e valorizzazione, un elemento attrattivo per l’economia e il turismo locale. ...

Ulteriori informazioni sul Bando:
http://www.fondazionetelecomitalia....33/dettaglio

mi sembra una bella iniziativa … un modo per non far morire il sapere artigianale, gli antichi mestieri.
sartinocchja Inserito il - 25/03/2013 : 14:50:50
... ottimo risultato
Concorso Diart “l’Arte della Tessitura Mediterranea”, le tessitrici sarde vincono a Cartagine

Grande successo del Concorso e del Festival Diart “l’Arte della Tessitura Mediterranea”, le tessitrici sarde sbarcate a Cartagine, ottengono il primo e il terzo posto.

Da:http://assadakahsardegna.com/in-evi...-a-cartagine ...
sartinocchja Inserito il - 12/03/2013 : 09:56:11
... da visitare

“Apriti Sesamo”: a Samugheo a Villanova Monteleone una mostra sul tappeto e l’arazzo sardo
A Samugheo prima e a Villanova Monteleone dopo si spalancano le porte del fantastico mondo del tappeto e dell’arazzo sardo. La parola d’ordine è Apriti Sesamo, questo è infatti il titolo della mostra con la quale si prosegue la strada della ricerca e testimonianza della produzione che ancora persiste in Sardegna nel settore del tessile, questa volta nello specifico del tappeto e dell’arazzo.
L’appuntamento sarà inaugurato giovedì 7 marzo alle ore 19:00 presso il MURATS e sarà visitabile fino a mercoledì 1 maggio.
La mostra sarà esposta in due sedi, la prima è quella del Museo MURATS di Samugheo mentre la seconda sarà al Museo Etnografico Sa Domo Manna di Villanova Monteleone, in collaborazione con la cooperativa ATI MONTE BARANTA A S’ANDIRA, dove sarà inaugurata l’8 maggio e terminerà il 28 giugno.
Da: http://murats.it/

Info:
MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda
Via Bologna sn 09086 Samugheo (OR)
Gestione Museo: “Cooperativa La Memoria Storica”
Email: museomurats@gmail.com
Sito web: http://murats.it/
Facebook: Murats Museo dell’Arte Tessile
Telefono e fax: 0783 631052

Museo Etnografico Sa Domo Manna
Via Papa Giovanni XXIII – Villanova Monteleoene (SS)
Email : domomanna@gmail.com
Sito web : www.domomanna.com
Facebook : Sa Domo Manna (museo etnografico)
Tel. 393 9666611 – 328 9226392 – 380 3171712


sartinocchja Inserito il - 07/03/2013 : 16:00:45
... Sito interessantissimo
L'Archivio dei Saperi Artigianali del Mediterraneo

L'Archivio dei Saperi Artigianali propone i risultati di una lunga e accurata ricerca sul campo condotta in Sardegna, Marocco e Egitto.
Fotografie, video, schede, puntuali approfondimenti sulle tecniche e le materie prime, sui luoghi di realizzazione e sugli artigiani.

http://www.mediterraneancraftsarchive.it/it/home

http://www.mediterraneancraftsarchi...centro%3A167

sartinocchja Inserito il - 16/01/2013 : 09:02:42
Bella iniziativa ...

AnnodarTe 2013
nuovi disegni per il tappeto samughese

Il Comune di Samugheo, nell'ambito del progetto di valorizzazione dell'artigianato locale, promuove un concorso aperto a creativi senza limiti d'età e di formazione, al fine di proporre un rilancio dell'artigianato tessile Samughese attraverso nuovi prodotti.

Il concorso è volto a facilitare il contatto tra creatività e saper fare: il Comune è intenzionato a favorire la partenership tra artigiani locali e designer, con l'obbiettivo di realizzare una nuova linea di tappeti, in cui la tecnica tradizionale incontri il design innovativo e la ricerca nell'ambito delle forme e dei materiali.
Il termine per la presentazione degli elaborati è l'8 febbraio 2013.
Tutta la documentazione è disponibile sul sito: http://www.tessutodisamugheo.it/
sartinocchja Inserito il - 08/01/2013 : 14:55:58

51° Fiera del tappeto Mogoro

bellissima poesia di Francesco Masala …

Manzanile de sa Tessidora
Antelucana della Tessitrice

Cantano i galli, come cardinali
a mattutino, col cappello rosso,
mentre il telaio batte contro il cuore.

Dalle dita fioriscono
garofani di sangue, asfodeli di neve,
grappoli di corallo,
le corolle di rosa,
le spighe d'oro,
la madre del sole,
i cavalli della luna,
l'arcangelo dei morti,
la madre dei dolori
con la spina nel cuore.

Il mio destino è quello della mora:
bianca di desiderio da fanciulla,
rossa per il sudore da sposata,
e nera per il lutto da vedova.

Tre trame per i sogni,
tre trame per la sorte:
la bianca per la vita,
la rosa per l'amore,
la nera per la morte.


sartinocchja Inserito il - 20/04/2012 : 08:15:03
coltellinaio ha scritto:

sartinocchja ha scritto:

coltellinaio hai ragione nella tradizione sarda non può mancare questo splendido manufatto
Complimenti sono molto belli (il secondo in modo particolare) … magari ti va di raccontarci come realizzi “sa arresoja o rasòia”.


Allora, iniziamo dai materiali usati. Nella tradizione dell'arresoja sarda i materiali usati in antichità sono l'acciaio al carbonio (in particolare il C70), il corno di montone o muflone (più raro), collarino e finimenti in ottone (io uso più di frequente l'alpacca perchè si ossida molto meno rispetto all'ottone). La prima cosa che faccio è ricavare due guancette sezionando la parte più spessa del corno (la parte frontale), riscaldandola a fuoco vivo e pressandola nella morsa per raddrizzarla. La lama va forgiata con martello incdine e carboni ardenti e poi rifinita per asportazione mediante lime e finitura con carta vetro con diverse grane. Molto importante la punzonatura e successiva tempra finale in olio a 60 gradi. Le guancette appositamente sagomate vanno unite mediante un archetto centrale e ribattini. Poi viene il bello!!!
Il collarino del coltello. Qui serve esperienza, pazienza, ingegno ecc. Questa è la parte più difficile. A volte ci metto 2 ore a volte devo tribolare 5 ore per riuscire a sagomarlo a dovere. Ultimato il collarino si pareggia con la lima corno e metallo del collarino stesso e dopo si passa alle finiture con carta vetro e pasta abrasiva. Si piazza la lama mediante l'apposizione e ribattitura del perno di rotazione e solo da ultimo si procede con "sa pintadura" cioè le caratteristiche decorazioni del collarino del coltello.
Tutto chiaro????


Tutto chiaro … ora tu pretendi troppo coltellinaio diciamo a grandi linee. Qualche immagine forse aiuterebbe ???!! ... chiedo troppo??!. M’incuriosisce il collarino del coltello
Bella la tua passione per quest’arte.
coltellinaio Inserito il - 16/04/2012 : 22:19:24
sartinocchja ha scritto:

coltellinaio hai ragione nella tradizione sarda non può mancare questo splendido manufatto
Complimenti sono molto belli (il secondo in modo particolare) … magari ti va di raccontarci come realizzi “sa arresoja o rasòia”.


Allora, iniziamo dai materiali usati. Nella tradizione dell'arresoja sarda i materiali usati in antichità sono l'acciaio al carbonio (in particolare il C70), il corno di montone o muflone (più raro), collarino e finimenti in ottone (io uso più di frequente l'alpacca perchè si ossida molto meno rispetto all'ottone). La prima cosa che faccio è ricavare due guancette sezionando la parte più spessa del corno (la parte frontale), riscaldandola a fuoco vivo e pressandola nella morsa per raddrizzarla. La lama va forgiata con martello incdine e carboni ardenti e poi rifinita per asportazione mediante lime e finitura con carta vetro con diverse grane. Molto importante la punzonatura e successiva tempra finale in olio a 60 gradi. Le guancette appositamente sagomate vanno unite mediante un archetto centrale e ribattini. Poi viene il bello!!!
Il collarino del coltello. Qui serve esperienza, pazienza, ingegno ecc. Questa è la parte più difficile. A volte ci metto 2 ore a volte devo tribolare 5 ore per riuscire a sagomarlo a dovere. Ultimato il collarino si pareggia con la lima corno e metallo del collarino stesso e dopo si passa alle finiture con carta vetro e pasta abrasiva. Si piazza la lama mediante l'apposizione e ribattitura del perno di rotazione e solo da ultimo si procede con "sa pintadura" cioè le caratteristiche decorazioni del collarino del coltello.
Tutto chiaro????
sartinocchja Inserito il - 14/04/2012 : 12:19:23
coltellinaio hai ragione nella tradizione sarda non può mancare questo splendido manufatto
Complimenti sono molto belli (il secondo in modo particolare) … magari ti va di raccontarci come realizzi “sa arresoja o rasòia”.
coltellinaio Inserito il - 09/04/2012 : 23:41:17
I coltelli sardi sono i più riprodotti anche all'estero, molto ricercati dai collezionisti e ormai diventati uno dei simboli della Sardegna nel continente, acquistato soprattutto dai turisti come ricordo. Le pattadesi (o resolza o arresoa come si dice dalle mie parti) in particolare sono coltelli pastorali molto difficili da realizzare per il fatto che posseggono un'anima interna unita alle placchette di corno da ribattini. sotto altri due esempi di pattadesi artigianali da me prodotti per dei turisti che me li avevano richiesti.

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coltellinaio Inserito il - 09/04/2012 : 23:03:38
vediamo di cambiare un po' argomento. nella tradizione sarda non possono non essere menzionati i coltelli. vi mostro una pattadese da me realizzata. la mia mail è: coltellinaio@tiscali.it

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sartinocchja Inserito il - 14/03/2012 : 11:49:00
Alla scoperta del telaio sardo … interessante articolo di Luciano Ghersi
Una caratteristica curiosa dei telai tradizionali sardi, che lo differenzia da quelli rurali del continente, è che quando monta 4 licci non ci sono carrucole o bilanceri che colleghino assieme i 4 licci. Questi sono sprovvisti di un sistema unitario che alzando un liccio, abbassa gli altri tre.
Ad eccezione di Sant’Antioco dove sono presenti dei telai a sistema di licci “continentale” come rilevo Paul Scheuermeier (in: Paul Scheuermeier, "Il lavoro dei contadini, cultura materiale e artigianato rurale in Italia...", ed. Longanesi), nel resto dell’isola i licci formano due coppie indipendenti, ciascuna delle quali risponde a una sua rispettiva coppia di pedali ...

http://www.hypertextile.net/ghersi/...sardegna.htm







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