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Nota Bene: Nata a Ozieri nel 1887, Maria Rosa Punzirudu è stata fra le prime donne sarde a esibirsi sul palco nel canto a chitarra. Il suo esordio risale ai primi anni venti, mentre le incisioni sono del 1930, cantando con Nicolino Cabizza e Gavino Delunas.
Fra le sue esibizioni più importanti, da ricordare quella avvenuta in Vaticano, davanti a Papa Pio XII, dove propose una toccante interpretazione di Deus ti salvet Maria.



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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
sartinocchja Inserito il - 23/12/2011 : 09:57:16

L’arte di sfrangiare i tessuti per poi farne delle frange pare abbia origini antichissime, XVIII secolo a. C., già i Babilonesi adottavano le frange nei loro abiti, così gli Assiri, i Persiani.
L’arte dei nodi oggi è un po’ sparsa in tutto il mondo, in Italia sembra essere stata introdotta attraverso gli scambi commerciali con l’Arabia tra il XIV e XV, diffondendosi in modo particole in Liguria e in Sardegna.
La parola spagnola Macramè deriva dall’arabo mahramatun (fazzoletto) o da migramah (frangia per guarnizione), da cui vengono anche i termini turchi-ottomani mahrama e makrama (asciugamano o fazzoletto da capo con decorazione ricamata o tessuta).
I nodi principali impiegati sono quello semplice, cordoncino, nodo piatto.

Per quanto riguarda l’abbigliamento tradizionale queste sono impiegate come rifinitura del bordo degli scialli in tibet, in molti centri dell’isola. Esempio: Oliena, Sestu, Valledoria, Viddalba, Siniscola, nel sulcis, nel campidano ecc.
Qualcuno sa dirmi in che periodo, indicativamente, quest’arte è stata introdotta in Sardegna? La parola “macramè” come viene tradotta in sardo???? Vi sono centri specializzati nell’isola nella produzione di questo pizzo? Grazie.
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
sartinocchja Inserito il - 15/03/2012 : 12:20:01
sartinocchja ha scritto:


Frange in macramè (spiga a trigu) Alta Marmilla


scusate per la qualità dell'immagine



era così orrenda??!! riproviamo ...


Frange in macramè (spiga a trigu) Alta Marmilla
sartinocchja Inserito il - 29/02/2012 : 08:43:47

Frange in macramè (spiga a trigu) Alta Marmilla


scusate per la qualità dell'immagine

sartinocchja Inserito il - 29/02/2012 : 07:14:04
Questi sono esempi di frange in macramè (manufatto realizzato con il telaio manuale), zona Alta Marmilla.

Frange asciugamano, motivo tessile "a scaccu arreloggiusu"




Frange asciugamano, motivo tessile “a scaccu imbidiosu”


sartinocchja Inserito il - 06/02/2012 : 09:06:59
Saponetta57 ha scritto:

Tempo fa ho conosciuto una signora anziana di Meana Sardo deceduta di recente che realizzava dei meravigliosi asciugamani di lino con un bordo altissimo di macramè. Qualcuno conosce donne che lavorano il tessuto di lino in quella zona????
Sicuramente lo aveva appreso nel suo paese di origine..


Ciao Saponetta, scusa ma non mi è chiaro se la signora di Meana realizzava gli asciugamani in lino al telaio e poi gli rifiniva con le frange in macramè???? ...
Stai cercando delle persone che tessono il lino??? e/o delle persone che realizzano delle frange in macramè???
Perché proprio di quella zona???
Saluti


sartinocchja Inserito il - 06/02/2012 : 09:05:17
Gianni_g ha scritto:

sono contento che abbiate gradito





Grazie Gianni
Saponetta57 Inserito il - 02/02/2012 : 22:41:17
Tempo fa ho conosciuto una signora anziana di Meana Sardo deceduta di recente che realizzava dei meravigliosi asciugamani di lino con un bordo altissimo di macramè. Qualcuno conosce donne che lavorano il tessuto di lino in quella zona????
Sicuramente lo aveva appreso nel suo paese di origine..
Gianni_g Inserito il - 21/01/2012 : 20:27:26
sono contento che abbiate gradito


sartinocchja Inserito il - 12/01/2012 : 07:06:47

Gianni, bellissimo brano, musica e parole
Gianni_g Inserito il - 11/01/2012 : 16:06:46
http://www.youtube.com/watch?v=mRG7...ture=related
sartinocchja Inserito il - 11/01/2012 : 11:47:38
Gianni_g ha scritto:

volevo semplicemente dire che MACRAME' è pure il titolo
di un bel disco di Ivano Fossati !



grande
Gianni_g Inserito il - 11/01/2012 : 09:13:27
volevo semplicemente dire che MACRAME' è pure il titolo
di un bel disco di Ivano Fossati !

sartinocchja Inserito il - 04/01/2012 : 20:10:07
Stando a queste date si può ipotizzare che la diffusione di quest’arte nell’isola, sia antecedente all’introduzione degli scialli in seta o tibet (inizio ‘800). Forse è più probabile che nell’isola, l’arte tessile e quella del macramè si siano sviluppate o abbiano viaggiato assieme nel corso dei secoli.
D’aiuto nella diffusione/evoluzione dei motivi decorativi possono essere stati anche l’ambito religioso e/o quello nobiliare ?????
Vi sono nell’isola manufatti risalenti al XVIII secolo?????
Ipotizzo … nessuno mi sa dire qualcosa di certo ????!!!!!
sartinocchja Inserito il - 02/01/2012 : 17:35:50

Da internet www.spettacolosardegna.it nell’articolo sul libro “Sa prendidura di Cuglieri” Ed.Società Poligrafica Sarda (Una nuova esperienza didattica sul macramè in Sardegna nata dalla collaborazione tra i Servizi Educativi del Museo e del Territorio e la Scuola Media Statale “Ferruccio Barreca” di Cuglieri), si fa risalire l’approdo di quest’arte nell’isola al primo ventennio del XIV secolo. ???????
Quest’arte si legge nell’articolo (…) “non riuscì ad attestarsi in tutto il territorio regionale ma prese piede nel laborioso paese di Cuglieri dove, ancora oggi, la tecnica del macramè è praticata, con talento e dedizione dalla artigiane indigene degne, in tutto, delle loro antenate che, pur oberate da tutte quelle altre mansioni funzionali ai bisogni della vita quotidiana, si dedicavano a questo prezioso lavoro d’arte sarda, con sacrificio e passione.
(…) “Nel corso del tempo, la lavorazione del tessile (e quindi anche la tecnica del macramè) si è tramandata, di generazione in generazione …”.
Quindi “Sa prendidura” indica il macramè?! In lingua sarda (logudorese) “prendidura” sta per legamento, legatura (laccio-nodo).

sartinocchja Inserito il - 27/12/2011 : 16:12:23
Pare che lo sviluppo in Italia si ha intorno al XVI-XVII secolo nei conventi e nei monasteri di tutta Italia, ma sicuramente furono le donne liguri ad appropriarsene trasformandolo in ornamento per asciugamani (non a caso in genovese antico l'asciugamano si chiama macramè), lenzuola, tovaglie ecc. che andavano a far parte dei corredi da sposa ed arredi ecclesiastici.

Ora mi chiedo se anche in Sardegna, si è sviluppato così presto??? Nei vari topic della sezione abbigliamento tradizionale si parla di macramè principalmente quando si parla di scialle in tibet, ma anche in seta. L’introduzione di questi scialli sembra aver inizio nel primo ottocento ma solo sul finire del secolo conosce larga fortuna d’impiego (libro Costumi: Storia, linguaggio e prospettive del vestire in Sardegna) sempre nel libro vi è scritto (…) “che si acquistano già ornati in seta in tinta, annodato con la tecnica in macramè, oppure vengono confezionati in loco acquistando il tessuto e poi provvedendo a realizzare la frangia con la forma di intreccio preferita. L’altezza della bordura, il tipo di annodatura e anche la lunghezza delle frange, variano da zona a zona, costituiscono elemento di riconoscimento geografico e di datazione. Di norma gli esemplari più antichi hanno infatti, dimensioni ridotte e frange più corte.”
Quindi siamo ai primi dell’ottocento, l’introduzione di quest’arte si deve agli scialli o era già presente nell’isola (penso ai manufatti tessili???).
Sarebbe interesante sapere se i vari disegni che le compongono hanno un nome che gli contraddistingue, per esempio nel caso delle frange che ornano gli asciugamani in lino, vi è un tipo di disegno che si chiama “spiga a trigu” (spiga di grano). Così per i vari tipi di nodo.????

Nell’intervista alla signora Boi Tatana esperta nel confezionare i costumi tradizionali barbaricini, spiega che per confezionare quello di Oliena come prima cosa bisogna realizzare le frange in macramè. Mentre in passato si acquistavano le matassine in seta oggi, si compra il rocchetto da mezzo, a un kg (effettivamente pure io ho fatto così), poi si tagliano a matassine di 6 fili ciascuna, la lunghezza in base al disegno che si vuole realizzare. La signora Boi però non indica nomi particolari … come invece fa per il ricamo che orna la camicia femminile: Il bordo in pizzo della camicia di Oliena (come quello di Nuoro mostrato da Crea) è realizzato ad ago e non ad uncinetto, prima si fa il ponte poi “s’arrandita” (credo significhi pizzo), poi si passa a “s’aggancita” (aggantzittare: gancetto, ingangherare; aggantzu: aggancio, appiglio) per realizzare gli archetti.

sartinocchja Inserito il - 23/12/2011 : 19:33:55


Frange scialle in tibet

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