| V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
| Paradisola |
Inserito il - 12/02/2008 : 10:35:46 Ogliastra - Il cortometraggio «Sa Regula» diventa un film
Perdas. Il regista Simone Contu pronto a sviluppare la storia ambientata in Ogliastra
Anche questo progetto sarà finanziato da enti pubblici e da sponsor privati
PERDASDEFOGU. Non poteva che essere così. La scena conclusiva del film Sa Regula affida ai “mulini a vento” di Serrigeddas l’inizio di una nuova storia, o meglio consegna alla ribellione del piccolo Efisio una morale che come un sottile fil rouge scrive la parola “continua” sulla pellicola del regista jerzese Simone Contu. È proprio l’esordiente regista a comunicare che il suo lavoro avrà un seguito. E lo fa in una sede esclusiva, la sala cinematografica del Poligono Interforze a Perdasdefogu: «Il progetto cinematografico “Sa Regula”, nato come cortometraggio, si avvia a divenire un’opera di film lungometraggio». L’emozione che traspare dalle sue parole, unita all’umiltà forte e genuina che da sempre lo hanno caratterizzato, lasciano presagire che, quanto e più del primo, il soggetto cinematografico realizzato in collaborazione con lo sceneggiatore Bepi Vigna reca in sé qualità e temperamento vincenti. Massimo riserbo, per il momento, sulla trama del film e sui suoi protagonisti: il casting sarà effettuato in tutti i paesi che sostengono il progetto. Già, perché il progetto, ancora una volta, va sostenuto e portato avanti proprio dai soggetti privilegiati ai quali si rivolge: amministrazioni comunali e provinciali. «Fin dalla realizzazione della prima parte - è il commento di Contu - il ruolo degli enti locali è stato di fondamentale importanza. Il secondo passaggio, della durata di circa 50 minuti, prevede quattro settimane di riprese e coinvolgerà oltre alla provincia Ogliastra, le province di Nuoro, anche attraverso i comuni di Fonni, Gavoi e Mamoiada, e quella di Cagliari e, complessivamente, 27 Amministrazioni comunali. Circa una decina saranno invece gli sponsor privati». Sono stati gli innumerevoli consensi nelle presentazioni del primo episodio fatte in Sardegna e a Roma - tra i quali anche lo speciale del giornalista Vincenzo Mollica nel corso del Tg1 del settembre scorso - a persuadere Contu a scrivere la seconda parte. Una spendibilità del progetto sul territorio coinvolto che si traduce in un preciso indotto economico e in un ritorno di immagine, dal momento che la narrazione sceglie di legare il proprio racconto agli scenari naturali, urbani e antropologici della zona. Il secondo episodio, ancor più del primo - trattandosi di un fantasy imperniato sul classico viaggio dell’eroe attraverso luoghi e scenari ancestrali - consentirà di valorizzare ulteriormente le aree del Gennargentu, del Parco dei Tacchi, del Supramonte di Urzulei e Baunei, dell’altipiano di Perdasdefogu e delle valli attigue, fino al complesso archeologico-minerario di Baccu ’e Locci e al Castello di Quirra. Uno scenario da favola, appunto, che offre allo spettatore ancora una volta la sua morale. Sempre il conflitto padre-figlio in primo piano, che si trasforma nella contrapposizione realtà-fantasia, dove è quest’ultima a prendersi la rivincita.
da La Nuova Sardegna del 12/02/2008
ho scritto a Simone Contu invitandolo nel forum per "subire" le nostre domande..speriamo arrivi!!  |
| 1 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti) |
| asia |
Inserito il - 12/02/2008 : 11:56:15 Sa Regula... Su Re.... tante analogie.
Due registi sardi con il cognome con le stessa lettera (d'inizio e fine). Il titolo in limba, formato da due parole con la stessa lettera iniziale, in entrambi i casi un articolo e un nome. Ma nel primo caso si tratta di una promessa inondata da una marea di consensi, anche degli enti locali. Nel secondo caso un blocco inspiegabile, sia a livello di consensi che di finanziamenti.
Contu non si macchia di localismo? Non replica il modello gainiano di Padre padrone? Come è riuscito a dribblare la trappola del folklore poco condivisibile? Non sarà un lungometraggio a circuito interno... che va dal produttore al consumatore nello spazio di un bim boi?
Personalmente credo che sia molto di più... e spero di avere conferme in merito. In ogni caso, la notizia riportata dal quotidiano ci inorgoglisce.
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