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Nota Bene: Ninetta Bartoli, nobildonna, nata a Borutta nel 1896 fu in assoluto la prima donna sindaco sia della Sardegna sia d’Italia. Resse le sorti del paese di Borutta per 12 anni, vale a dire dal 1946 fino al 1958.



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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
luca56 Inserito il - 26/02/2010 : 09:26:04
Appalti Abbanoa, siciliani pigliatutto
Assegnati lavori per 85 milioni: alle imprese sarde restano solo le briciole
di Luigi Soriga


SASSARI. Le gare d’appalto, evidentemente, non sono come una partita di calcio. Il fattore campo, almeno in Sardegna, conta ben poco. Il G8 insegna. Arrivano le aziende dal Continente, dribblano i concorrenti locali, portano a casa il risultato e qui lasciano le briciole. Con la gara bandita a gennaio da Abbanoa è successa la stessa cosa. E in palio c’erano 85 milioni di euro più iva. Una bella fetta dello sviluppo dell’i sola.

Ed è un paradosso che la manutenzione delle reti idriche, fino al 2012, finisca nelle mani di impresari che abitano a migliaia di chilometri dal tubo che si rompe o dalla fogna che tracima. Per capirsi: non è come commissionare la realizzazione di un depuratore, dove un’impresa si accantiera e poi sbaracca quando l’o pera è ultimata. Qui si tratta di vigilare ogni giorno, 24 ore su 24, sull’integrità di migliaia di chilometri di vecchi tubi che corrono sotto la pelle dell’isola, e garantire in 6 ore l’i ntervento. «Il film sarà sempre lo stesso - dice Franco Cerboneschi della Turritana costruzioni di Porto Torres - le ditte di fuori vincono e poi subappaltano alle imprese sarde in cambio del 10%. Naturalmente, in questa situazione di crisi, c’è sempre qualcuno disposto ad accettare, pur consapevole che i margini di guadagno saranno ridotti all’osso.

L’impresa continentale ha ottenuto l’appalto con un 20 per cento di ribasso, passa le consegne in cambio di un 10 per cento, rovesciando sul subappaltante locale un ribasso del 30 per cento. E stare dentro ai costi sarà molto dura». La Turritana, in questa enorme lotteria che sono le gare al massimo ribasso con calcolo della media ed eliminazione delle offerte anomale, è riuscita a portare a casa un solo lotto sui 39 disponibili. Si occuperà della manutenzione del nord Gallura per un importo di 2milioni e 518mila euro. «Per come sono andate le cose non ci possiamo quasi lamentare - dice Cerboneschi - ma questo modo di bandire gli appalti, dove non viene valorizzato a sufficienza il possesso di una sede operativa in loco, è penalizzante. Troppe imprese del territorio, anche grosse, sono rimaste all’asciutto».


Le aziende siciliane, sempre agili nel districarsi tra i labirinti matematici delle gare d’appalto, si sono accaparrate le fette più sostanziose della torta. Hanno visto la gara a evidenza pubblica nazionale, hanno strabuzzato gli occhi davanti agli 85milioni, si sono gettate a pesce. Vanno a Trapani i 5milioni del distretto di Cagliari Hinterland, i 4milioni e 200 di Sassari, i 3milioni e 300 di Alghero, i 2milioni e 300 di Porto Torres, e poi i lavori di Thiesi, del Sulcis e del Campidano.

Aziende spesso sconosciute, dato che il curriculum e l’affidabilità passano in secondo piano in un concorso dove vince l’aritmetica. Per partecipare, in fondo, basterebbe acquistare per 50mila euro un ramo di azienda in dismissione, arruolare un geometra e nominarlo direttore, e iscriversi alla categoria Og6. Poi, anche senza esperienza, si può andare a caccia di gare pubbliche e usare bene la calcolatrice. E così, senza nemmeno sapere quali reti colabrodo dovranno tamponare, sbarcano in Sardegna anche le ditte di Palermo, di Messina, e gli altri di Vibo Valentia, Milano Torino e via dicendo, che, appalto dopo appalto portano via risorse preziose. Per la Sardegna è come se si prelevasse sangue a un talassemico.

Alle ditte locali non resta che difendersi attraverso i ricorsi, frugando tra le pieghe dei bandi di gara alla ricerca dei vizi di forma. In quest’ultimo di Abbanoa c’è una frase che non convince: «ai sensi dell’art. 20 comma 8 della legge Regionale 5/2007 si procederà all’esclusione automatica delle offerte anomale», cioè troppo basse. Ma un correttivo del maggio 2009 al Codice degli appalti stabilisce che, per importi superiori al milione, l’e sclusione non può essere automatica: è necessaria una verifica di congruità dell’offerta giudicata insostenibile. Abbanoa ha aperto le 104 buste una settimana fa: avrà rispettato i nuovi criteri?
(24 febbraio 2010 )


http://www.regione.sardegna.it/j/v/...2&c=1489&t=1
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
Paola Sirigu Inserito il - 22/08/2011 : 23:08:20
L'acqua se ne va soprattutto attraverso le tubature rotte che nessuna amministrazione si cura di riparare.
luca56 Inserito il - 22/07/2010 : 18:24:04
Acqua: parte da Nuoro offensiva per abolire Abbanoa (ANSA)

NUORO, 22 LUG - ''E' ora di iniziare la battaglia per l'abolizione di Abbanoa, macchina di mostruosa inefficienza che continua a danneggiare tutti i territori''. L'offensiva parte da Nuoro con il presidente della Provincia Roberto Deriu. ''La nomina da parte della Regione di un amministratore delegato dagli ampi poteri e l'eliminazione della possibilita' di controllo di Comuni e Province, veri proprietari della societa' di gestione - attacca Deriu - rende non più rimandabile questa battaglia per arrivare all'istituzione di ambiti e soggetti gestori di livello provinciale''.(ANSA).

da Il sole 24 ore :
Una valanga di firme in Cassazione per chiedere che l'acqua resti un bene comune e non venga affidata al libero mercato. Il comitato referendum acqua pubblica ha consegnato ieri 525 scatoloni con oltre un milione e 400mila firme in favore di ciascuno dei tre quesiti abrogativi delle norme che consentono la privatizzazione dell'acqua.Nessun referendum nella storia della Repubblica, ha sottolineato il Comitato promotore, ha raccolto tante firme. Anche se il riferimento al referendum sul divorzio è fatto alle firme autenticate dalla Cassazione (1.370.000) e non a quelle presentate. In testa nella raccolta delle firme la Lombardia (236.278 moduli compilati), seguita dal Lazio (146.450). Variegata la composizione del comitato promotore, costituito da tante associazioni e comitati di sinistra, cattolici o apolitici, organizzazioni non governative e realtà della società civile.
Slogan della campagna referendaria: «L'acqua non si vende». L'acqua, sostengono i referendari, è un bene essenziale che appartiene a tutti: nessuno può appropriarsene, né farci profitti. «Sintetizzando i 3 quesiti – spiega Paolo Carsetti del Comitato promotore – si potrebbe dire "fuori l'acqua dal mercato, fuori i profitti dall'acqua». Si chiede l'abrogazione dell'articolo 23-bis della legge 133/2008, che colloca tutti i servizi pubblici essenziali locali sul mercato, compresa la gestione dell'acqua pubblica in Italia; dell'articolo 150 del Codice dell'ambiente relativo alla scelta della forma di gestione e alle procedure di affidamento; del comma 1 dell'articolo 154 che prevede che la tariffa costituisce corrispettivo del servizio pubblico integrato ed è determinata rendendo conto di una adeguata remunerazione del capitale investito. Il combinato disposto dei tre quesiti comporterebbe, per l'affidamento del servizio idrico integrato, la possibilità del ricorso a enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda speciale consortile, consorzio fra i Comuni), o a forme societarie che qualificherebbero il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente "privo di rilevanza economica", di interesse generale e scevro da profitti nella sua erogazione.

http://www.ilsole24ore.com/art/noti...uid=AYXoGQ9B
luca56 Inserito il - 02/07/2010 : 06:54:51
Acqua: Abbanoa, bilancio in rosso per quasi 12 mln euro (ANSA) -

CAGLIARI, 1 LUG - Con una perdita d'esercizio netta pari a 11.892.599 euro, l'assemblea di Abbanoa, gestore del sistema idrico in Sardegna, ha approvato il bilancio 2009. In una lettera agli azionisti il presidente del Cda, Pietro Cadau, ha fotografato una situazione di "grave operatività" che riguarda carenze strutturali degli impianti (40% di perdite idriche che richiedono investimenti per oltre 220 milioni di euro), e un piano d'ambito transitorio dal 2005, che sarebbe dovuto essere revisionato nel 2007 e che non ha consentito la redazione del piano industriale.(ANSA).

http://www.regione.sardegna.it/j/v/...00_101453628

Chi sarà coinvolto per "chiudere" questa falla di denaro ?? forse gli utenti sardi ??

Sabato in molte città della Sardegna è l'ultimo giorno per firmare il referendum contro la privatizzazione dell'acqua !l

sab.10.lug - sab.10.lug Carbonia Piazza Mercato Banchetto informativo e raccolta firme Banchetto

gio.08.lug - gio.08.lug Pabillonis, Via Foscolo, Via Boccaccio Raccolta firme Altro
dom.04.lug - dom.04.lug Pabillonis, Via San Giovanni Raccolta firme Banchetto

mer.23.giu - dom.04.lug palau via arzachena,30 raccolta firme Banchetto

gio.17.giu - dom.04.lug Capoterra - Libreria Dattena - Via Lampedusa 40 Punto di raccolta firme Banchetto

mar.15.giu - ven.02.lug Presso Comune di Bono - Corso Angioy 2 - Uffici segreteria Raccolta firme Altro

mar.08.giu - dom.04.lug Cagliari - Ottica Tecnottica - Via Pergolesi 28/b Punto di raccolta firme Banchetto

mar.08.giu - dom.04.lug Quartu Sant'Elena - Libreria Primalibri - Via Gorizia 95/a Punto di raccolta firme Banchetto

mar.08.giu - dom.04.lug Giba - Ottica Frau - Via Principe di Piemonte, 139 Punto di raccolta firme Banchetto

lun.07.giu - dom.04.lug Cagliari - Edicola di Marisa Murtas - Via Doberdò 55 Punto di raccolta firme Banchetto

lun.07.giu - dom.04.lug Teulada - SPI CGIL - Via Umberto I, 1 Punto di raccolta firme Banchetto

lun.07.giu - dom.04.lug Cagliari - Associazione Oscar Romero - Via Giardini 151a Punto di raccolta firme Banchetto

sab.22.mag - sab.03.lug Cagliari - Mercato civico Via Quirra Banchetti raccolta firme Banchetto

sab.22.mag - sab.03.lug Cagliari - Mercato civico San Benedetto Banchetti raccolta firme Banchetto

lun.17.mag - dom.04.lug Cagliari - c/o Libreria Murru - Via San Benedetto, 12 Punto di raccolta firme Banchetto

lun.17.mag - dom.04.lug Carloforte Comune Ufficio anagrafe Raccolta firme. Altro
sab.08.mag - mer.07.lug Terralba, piazza cattredale Raccolta firme acqua(Comitato Atera Energia pro sa Sardigna) Banchetto

ven.07.mag - dom.04.lug Carloforte Comune Ufficio anagrafe Carloforte Altro

gio.06.mag - dom.04.lug Sassari - c/o Libreria Odradek - Via Torre Tonda 42 Punto di raccolta firme Banchetto

lun.03.mag - dom.04.lug Decimomannu - Corso Umberto n° 139 Acqua Pubblica Decimomannu Banchetto

lun.03.mag - dom.04.lug Sassari - c/o Mercati Rionali della città Banchetti raccolta firme Banchetto

sab.01.mag - dom.04.lug Alghero - c/o Cantiere Sociale de LAlguer - Via Arduino 40 Punto di raccolta firme Banchetto

mar.27.apr - dom.04.lug RACCOLTA FIRME PER BOSA E PLANARGIA Banchetto



luca56 Inserito il - 21/06/2010 : 15:56:42
Raggiunto 1.000.000 di firme !!
http://www.acquabenecomune.org/racc...me/index.php

Ricordo le iniziative e banchetti in Sardegna

sab.01.mag - dom.04.lug Alghero - c/o Cantiere Sociale de L'Alguer - Via Arduino 40 Punto di raccolta firme Banchetto

sab.01.mag - mer.30.giu Terralba, piazza cattredale Raccolta firme acqua(Comitato Atera Energia pro sa Sardigna) Banchetto

lun.03.mag - dom.04.lug Decimomannu - Corso Umberto n° 139 Acqua Pubblica Decimomannu Banchetto

lun.03.mag - dom.04.lug Sassari - c/o Mercati Rionali della città Banchetti raccolta firme Banchetto

gio.06.mag - dom.04.lug Sassari - c/o Libreria Odradek - Via Torre Tonda 42 Punto di raccolta firme Banchetto

ven.07.mag - dom.04.lug Carloforte Comune Ufficio anagrafe Carloforte

lun.17.mag - dom.04.lug Cagliari - c/o Libreria Murru - Via San Benedetto, 12 Punto di raccolta firme Banchetto

lun.17.mag - dom.04.lug Carloforte Comune Ufficio anagrafe Raccolta firme. Altro

sab.22.mag - sab.03.lug Cagliari - Mercato civico Via Quirra Banchetti raccolta firme Banchetto

sab.22.mag - sab.03.lug Cagliari - Mercato civico San Benedetto Banchetti raccolta firme Banchetto

lun.07.giu - dom.04.lug Cagliari - Edicola di Marisa Murtas - Via Doberdò 55 Punto di raccolta firme Banchetto

lun.07.giu - dom.04.lug Teulada - SPI CGIL - Via Umberto I, 1 Punto di raccolta firme Banchetto

lun.07.giu - dom.04.lug Cagliari - Associazione Oscar Romero - Via Giardini 151a Punto di raccolta firme Banchetto

mar.08.giu - dom.04.lug Cagliari - Ottica Tecnottica - Via Pergolesi 28/b Punto di raccolta firme Banchetto

mar.08.giu - dom.04.lug Quartu Sant'Elena - Libreria Primalibri - Via Gorizia 95/a Punto di raccolta firme Banchetto

mar.08.giu - dom.04.lug Giba - Ottica Frau - Via Principe di Piemonte, 139 Punto di raccolta firme Banchetto

sab.12.giu - mer.30.giu Via goito 25 Oristano Raccolta Firme Osvic Banchetto
mar.15.giu - ven.25.giu Bono raccolta firme Altro
mar.15.giu - ven.02.lug Presso Comune di Bono - Corso Angioy 2 - Uffici segreteria Raccolta firme Altro

gio.17.giu - dom.04.lug Capoterra - Libreria Dattena - Via Lampedusa 40 Punto di raccolta firme Banchetto

gio.24.giu - gio.24.giu Pabillonis, Via Foscolo, Via Boccaccio Raccolta firme Altro

sab.26.giu - sab.26.giu Carbonia Piazza Mercato Banchetto informativo e raccolta firme Banchetto

dom.27.giu - dom.27.giu Pabillonis, Via San Giovanni Raccolta firme Banchetto



luca56 Inserito il - 17/06/2010 : 08:04:45
"Acqua bene comune" Michela Murgia testimonial

Un ricco calendario con mostre, laboratori, letture di poesie, appuntamenti musicali, momenti di riflessione e di dibattito con la finalità di promuovere un uso sostenibile delle risorse idriche. Testimonial della manifestazione la scrittrice sarda Michela Murgia


BOSA - «L’acqua è un bene comune, ma sprechi e usi impropri di questa preziosa risorsa sono purtroppo una triste consuetudine. Un’altra minaccia è rappresentata dalla sua privatizzazione, contro la quale anche in Sardegna sono nati Comitati e si sono attivati molti amministratori locali».

Da questi ideali nasce il progetto Movimenti d’acqua che vede partecipi il Comitato Acqua Bene Comune di Planargia e Montiferru, l’Associazione Scirarindi e tanti altri soggetti che in tutta la Regione hanno interesse al risparmio dell’acqua, alla diffusione di pratiche ecocompatibili di utilizzo e alla sua gestione pubblica. Un grande lavoro di collaborazione sul territorio per realizzare una manifestazione che si terrà a Bosa da giovedì 17 a domenica 20 giugno in Piazza IV Novembre.

Un calendario fitto di iniziative che vede susseguirsi mostre, laboratori, letture di poesie, appuntamenti musicali, momenti di riflessione e di dibattito con la finalità di promuovere modelli di comportamento individuali e collettivi, semplici ma efficaci, che portino ad un uso sostenibile delle risorse idriche. Testimonial della manifestazione sarà la scrittrice Michela Murgia, autrice del best-seller L'Accabadora.

da alguer.it
luca56 Inserito il - 14/06/2010 : 14:02:50
da Alguer.it ( http://notizie.alguer.it/n?id=33398 )

Da giovedì 17 a domenica 20 giugno in Piazza IV Novembre. A Bosa una grande festa dedicata all’uso sostenibile delle risorse idriche
Movimenti d´acqua: festa a Bosa



BOSA - L’acqua è un bene comune, ma sprechi e usi impropri di questa preziosa risorsa sono purtroppo una triste consuetudine. Un’altra minaccia è rappresentata dalla sua privatizzazione, contro la quale anche in Sardegna sono nati Comitati e si sono attivati molti amministratori locali. I gestori della rete e gli amministratori pubblici sono indubbiamente i responsabili principali del suo corretto utilizzo: l’efficienza degli acquedotti e la qualità dell’acqua devono essere garantiti a tutti, ma i singoli cittadini possono e devono essere soggetti attivi e responsabili per un attento uso dell’acqua.
luca56 Inserito il - 27/05/2010 : 16:17:48
Mercato idrico, la danza è iniziata

La mulitutility Iride e il fondo F2i alla conquista dei servizi idrici italiani grazie alla Legge Ronchi

Matrioske finanziarie che controllano i rubinetti dei cittadini. Con la Legge Ronchi si aprono grandi possibilità d'affari per le aziende del settore servizi con fusioni, accorpamenti, acquisizioni. La gestione dell'acqua si sposta sempre di più nelle mani della borsa, di banche e fondazioni, fondi e manager. Sfugge definitivamente al controllo dei Comuni e dei cittadini.


La prima mossa è di ieri ed ha per protagonista Iride (la multutility “nata dalla integrazione tra Aem Torino e Amga Genova” ovvero tra l'azienda elettrica ex-municipale del capoluogo piemontese e la S.p.A. al 51% pubblica del gas e dell'acqua di quello ligure) e il fondo italiano per le infrastrutture F2i promosso dalla Cassa Depositi e Prestiti (1,8 miliardi di euro di capitalizzazione, sottoscritti in gran parte da banche, fondazioni bancarie e casse previdenziali).

Insieme promuoveranno un accorpamento di tutti i servizi idrici detenuti da Iride e le sue associate e si lanciano nel mercato aperto dalla Legge Ronchi. Acquisizioni e fusioni che verranno ripagate dalle bollette dei cittadini. Perché non c'è altro ricavo, e più sono i rubinetti, più crescono le aggregazioni, più si può “contare in borsa”. Una pura bolla finanziaria gonfiata ad acqua. Seguite bene perché c'è da farsi venire il mal di testa.



La ragnatela idrica

Con un annuncio congiunto Iride e F2i i si lanciano nel Risiko delle concessioni dei servizi idrici aperto dalla Legge Ronchi. L'alleanza prevede che Iride conferisca a una nuova società contenitore, la San Giacomo S.r.l., la sua partecipazione del 68% in Mediterranea acque (anch'essa quotata in Borsa, gestisce l'acqua di Genova) e tutte le altre partecipazioni “idriche” detenute (essenzialmente Amter S.p.A. ed Idrotigullio S.p.A che gestiscono i servizi idrici sulle riviere liguri di ponente e levante). San Giacomo acquisterà le quote di Mediterranea Acque detenute dalla multinazionale francese Veolia e da tutti gli altri partner a un prezzo bloccato di 3 euro. F2i finanzierà il tutto.

Alla fine dell'operazione, Mediterranea Acque sarà posseduta da San Giacomo (ovvero da Iride al 60% e da F2i al 40%) con una piccola quota di Impregilo e solo il 9% sul mercato borsistico (un flottante molto piccolo) e si dedicherà essenzialmente a diventare “uno dei principali operatori del servizio idrico in Italia, per dimensione e per estensione del servizio sul territorio nazionale”.

Come? Con “un programma di partecipazione alle future gare ad evidenza pubblica per l’assunzione di partecipazioni ovvero la gestione di ulteriori ambiti territoriali, allorquando troverà applicazione il nuovo regime delineato dall’entrata in vigore della Legge Ronchi”. Una campagna di shopping delle quote delle S.p.A. pubbliche in vendita obbligata dalla recente legge del governo.

Si compie in questo modo la prima mossa in grande stile per il riassetto del settore idrico che vedrà protagoniste le multiutility quotate in borsa (Acea, Hera, A2A su tutte), le multinazionali straniere presenti sul territorio (Veolia e Suez essenzialmente), fondazioni e banche. In palio un mercato di circa 8 miliardi di euro oggi detenuto in prevalenza da S.p.A. a controllo pubblico e un riassetto in borsa per circa 19 miliardi di euro di capitalizzazioni.

sempre che si riesca poi a dipanare la ragnatela di accordi e fusioni che in questi anni hanno portato i servizi idrici sempre più lontano dai territori e sempre più sui mercati finanziari.



L'asse padano occidentale che arriva fino in Sicilia

Il caso di Iride, in questo senso, è particolarmente indicativo, visto che il gruppo partecipato da Genova e Torino, oltre che di Mediterranea Acque è anche socio di Acque Potabili (a sua volta detenuta da “Acque Potabili S.p.A. con sede in Torino, Acquedotto di Savona S.p.A. con sede in Savona, Acquedotto Monferrato S.p.A. con sede in Torino e da Acque Potabili Siciliane S.p.A. con sede in Palermo”) e sta completando un processo di fusione con Enìa, la multiservizi emiliana quotata a Piazza Affari, nata dalla fusione delle S.p.A. delle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Iride ed Enìa insieme definirebbero un asse “padano occidentale” con 4 miliardi di capitalizzazione di borsa e 2,5 milioni di “clienti” solo per il servizio idrico, senza contare le quote di cittadini palermitani portati in dote da Iride e di Enna portati in dote da Enìa.

Con il rafforzamento di Mediterranea Acque, si dovrebbero quindi accorpare tutte le gestioni idriche tra Piemonte, Liguria, Emilia, Sicilia, più la campagna di shopping finanziata da F2i. Serve al territorio, ai cittadini, al recupero delle perdite, al risparmio della risorsa e alla sua gestione integrata? La storia delle liberalizzazioni negli altri paesi dice di no. Ma in Italia, con venti anni di ritardo, si procede a far diventare l'acqua un bene commerciabile e finanziario, lontano dalle necessità del territorio e dal controllo di cittadini e Comuni. Diranno che queste operazioni servono per raccogliere gli investimenti che mancano. Non è vero. Servono per fare massa finanziaria e garantire ritorni di bilancio. I privati non finanziano opere idriche, non c'è margine di ritorno. E infatti con la liberalizzazione sono crollati gli investimenti in reti e manutenzione (dai 2 miliardi anno, ai 700 milioni attuali). A meno di dargli mano libera sulle tariffe. E fargli mettere le mani nelle vostre tasche.

http://www.acquabenecomune.org/racc...ie&Itemid=67




luca56 Inserito il - 17/05/2010 : 08:00:35
Questi amministratori sì che hanno il senso del risparmio della spesa pubblica !! e di opere come questa in Sardegna (e altrove) purtroppo ce ne sono molte !! tutte realizzate risparmiando i soldi della spesa pubblica !!


da L'Alguer.it
«Serbatoio Monte Bianchinu, soldi buttati»

SASSARI - La struttura in cemento armato svetta maestosa nella zona residenziale di Sassari. Si poteva scegliere un’altra soluzione, ma si è preferito impattare il panorama con un enorme fungo di cemento e ferro. Costato diversi milioni di euro e completato dall’amministrazione comunale di Sassari qualche anno fa, il serbatoio di Monte Bianchinu poteva servire a risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico di migliaia di persone della parte alta di Sassari.

Ora si sta sfaldando, il cemento si sbriciola, all’interno si accumulano i rifiuti e poi manca la cosa più importante: lo scarico che consente di svuotare il serbatoio. La denuncia è del candidato sindaco sassarese Giacomo Sanna. «Un errore del progettista che si è dimenticato questo dettaglio che costa intorno ai 200mila euro», precisa l'onorevole.
«L’assessore comunale competente ha cercato di sbolognare la struttura ad Abbanoa, la società di gestione delle acque, ma senza successo: “Prima realizzate lo scarico poi ci pensiamo” hanno risposto al Comune dalla società di gestione. La giunta si è “subito” mobilitata per metterci una pezza e - dopo 5 anni di inerzia – il 6 aprile ha cercato di mettere riparo, ri-affidando, a ridosso delle elezioni, un altro incarico ad un ingegnere. L’opera quindi resta incompiuta, indicativa dell’inadeguatezza di questa amministrazione comunale nell’affrontare e risolvere i problemi più elementari della città», conclude Giacomo Sanna.
luca56 Inserito il - 15/05/2010 : 11:19:03
Lunedì 17 maggio, alle ore 15,30 la conclusione del XVII Corso universitario di Educazione allo sviluppo "Oro blu, acqua per la vita, acqua per la pace"
Acqua: tesi Unicef in Aula Magna

SASSARI - Lunedì 17 maggio, alle ore 15,30, nell’Aula Magna dell’Università di Sassari, si terrà la conclusione del XVII Corso universitario di Educazione allo sviluppo "Oro blu, acqua per la vita, acqua per la pace", organizzato dall’Unicef e dall’Università di Sassari con il contributo della Fondazione Banco di Sardegna.

Interverranno: il Magnifico Rettore Attilio Mastino, il Direttore Generale dell’Unicef Roberto Salvan, la Presidente Regionale Paola Manconi, la Presidente del Comitato di Sassari Silvana Pinna e altre autorità cittadine. Il Corso, rivolto agli studenti universitari e ai neolaureati, ha tracciato un percorso di conoscenza sul tema dell’acqua, considerata bene inalienabile e diritto fondamentale.

I Corsisti presenteranno le tesine finali che verteranno su: Emergenza Acqua, Geopolitica dell’acqua, I conflitti legati all’acqua, Acqua e mafia, Le donne e l’acqua, Una “testa” per l’acqua, Il ruolo dell’educazione nello sviluppo sostenibile, Stili di vita nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, L’acqua nell’età nuragica. In conclusione, l’acqua è dunque anche un bene su cui si fonderà, in un futuro sempre più prossimo, la tutela della pace e della sicurezza globale.
luca56 Inserito il - 15/05/2010 : 08:58:33
Fortunatamente non tutti la pensano come te ! sono già state raccolte 420.000 firme, purtroppo fanalino di coda la Sardegna con solo 5.100 firme !!

Forse perchè in Sardegna l'acqua è stata data in gestione ad una società che gestisce egregiamente la rete idrica e che ha diminuito notevolmente il costo della bolletta !!

http://unionesarda.ilsole24ore.com/...icolo/173776
http://unionesarda.ilsole24ore.com/...icolo/164841
http://giornaleonline.unionesarda.i...colo=2444527




robur.q Inserito il - 14/05/2010 : 19:25:12
luca56 ha scritto:

Con le "pezze sul sedere" come la Grecia ci finiremo per altri motivi, non certo perchè si eviterà alle solite lobby di arrichirsi sulle nostre spalle mettendo le mani anche sull'acqua !!


http://www.milanofinanza.it/video/v...bc&sot=focus

ci finiremo perchè come popolo non abbiamo il senso del risparmio della spesa pubblica, come questa iniziativa conferma
luca56 Inserito il - 14/05/2010 : 18:41:06
Con le "pezze sul sedere" come la Grecia ci finiremo per altri motivi, non certo perchè si eviterà alle solite lobby di arrichirsi sulle nostre spalle mettendo le mani anche sull'acqua !!


http://www.milanofinanza.it/video/v...bc&sot=focus
McCurry Inserito il - 14/05/2010 : 17:53:03
Nevathrad ha scritto:

Non sto parlando solo della Sardegna.... se le imprese locali si rifiutassero (tutte d'accordo, ma la vedo molto in salita) di accettare i subappalti, le imprese forestiere dopo una volta o due che non trovano chi fa il lavoro al loro posto, costrette a pagare penali altissime per la non esecuzione dei lavori (o costrette esse stesse a farli) stai tranquillo che non sbarcherebbero più con le loro domande di partecipazione aigli appalti pubblici.
Se si cede ai ricatti (o chiamali come ti pare) poi non ci si può lamentare di come vanno le cose. Unitamente al fatto che gli appalti pubblici devono essere fatti al ribasso e non sono assegnati per capacità professionali e per onestà di comportamento.


Strano, in Abbanoa esiste il divieto di subappalto che pone un limite non superiore al 20/30% dell'importo totale per lavori non inseriti nelle professionalità dell'appaltatore. Quello che fanno queste imprese è ... assumere personale locale o farselo cedere da imprese locali (anche se sarebbe vietato). In sintesi, l'appaltatore ne risponde direttamente tramite fideiussioni bancarie (sull'importo dell'appalto), il fondo del 10% che può ritirare solo dopo un anno (a garanzia dei lavori). I pagamenti, spesso, a causa di ritardi nei finanziamenti [....] l'impresa vede i primi "SAL" dopo sei mesi .... motivo per il quale molte imprese sarde (anche di mia conoscenza) preferiscono evitare ribassi che li costringano a chiudere bottega!
robur.q Inserito il - 14/05/2010 : 17:43:52
luca56 ha scritto:

Fermiamo la privatizzazione dell'acqua !! Fermiamo i processi di privatizzazione e richiediamo di rendere di nuovo pubblico il servizio dove è già stato privatizzato !!



http://www.acquabenecomune.org/racc...r_type=venue

certo, in un momento in cui rischiamo di finire con le pezze sul sedere come la Grecia, mi sembra proprio un'iniziativa opportuna!!
luca56 Inserito il - 14/05/2010 : 16:54:32

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Fermiamo la privatizzazione dell'acqua !! Fermiamo i processi di privatizzazione e richiediamo di rendere di nuovo pubblico il servizio dove è già stato privatizzato !!



http://www.acquabenecomune.org/racc...r_type=venue

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