Forum Sardegna - Il Muto di Gallura - PARTE III - Gli amori
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Nota Bene: Is Fassõis - ossia "I fascioni (di giunchi)", è il nome sardo di origine latina che si assegna alle straordinarie imbarcazioni degli stagni di Santa Giusta.
Il "Fassõis", lungo quattro metri e largo, al massimo, un metro, è composto, come dice il nome, da "fascioni" di giunchi che crescono sulle rive lacustri, detti "su fenu" e "sa spadua", legati in modo da rendere appuntita la prua e tronca la poppa.



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 Il Muto di Gallura - PARTE III - Gli amori
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Agresti

Moderatore




Inserito il - 04/02/2009 : 19:10:45  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Agresti Invia a Agresti un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
La seconda parte del libro si conclude con la cerimonia della pace, fatto non molto gradito al nostro Bastiano, la cui personalità comincia a delinearsi nella lunga terza parte della storia.

Un raggio nelle tenebre
Gli effetti di una lusinga
Le piccole attenzioni
All'ombra delle spine
I regali del muto
Battaglia nelllo spirito
Il cugino Giuseppe
La domanda di matrimonio
Tra madre e figlia
Un giuramento
Cuor di madre
Si rompe ogni indugio
Vendetta






 Firma di Agresti 

Il Poetto dalla Sella del Diavolo

Cagliari

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 Regione Sardegna  ~ Città: Sarda seu ! I'm Sardinien! Ich bin Sardisch!  ~  Messaggi: 7963  ~  Membro dal: 11/04/2006  ~  Ultima visita: 15/07/2010

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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 05/02/2009 : 11:31:28  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
quanti sforzi contavano quelle paci!!! Le persone di buona volontà intervenivano per evitare il peggio intessendo delicatissimi rapporti "diplomatici".. in realtà si trattava di una forma quasi giuridica elaborata dalla tradizione, come valvola di sfogo, quando le tensioni erano dilaganti per tutte le comunità.. si forniva all'orgoglio personale cieco, una scusante per cedere con onore... é un amico, unuomo di chiesa, un saggio, un giusto, un sapiente, un'autorità che me lo chiede... io percorrettezza ci penso e , se cedono gli altri, cedo anch'io... ma molti si allineavano malvolentieri.. chie naschet tundu non morit quadru.. e l0indole era indole, l'ambiente anche, gli interessi 8 sempre quelli 9 anche!!






 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: Sassari  ~  Messaggi: 4364  ~  Membro dal: 18/02/2008  ~  Ultima visita: 28/05/2012 Torna all'inizio della Pagina

Petru2007

Moderatore




Inserito il - 05/02/2009 : 12:27:49  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Petru2007 Invia a Petru2007 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
babborcu ha scritto:

quanti sforzi contavano quelle paci!!! in realtà si trattava di una forma quasi giuridica elaborata dalla tradizione, come valvola di sfogo, quando le tensioni erano dilaganti per tutte le comunità.. si forniva all'orgoglio personale cieco, una scusante per cedere con onore...


Alla fine dell'Ottocento e fino ai primi decenni del Novecento, specialmente dopo la pubblicazione del libro del Costa, era diventato quasi di moda, celebrare paci... anche quando le inimicizie non erano tanto feroci...
Un tale, deceduto ultraottantenne, circa 30 anni fa, mi raccontò che da bambino aveva partecipato ad una di queste cerimonie, dove aveva giurato di riconciliarsi con la parte avversa... però giunto all'età della vecchiaia non aveva ancora capito dove e quando fosse esistita l'inimiciza...






  Firma di Petru2007 

Nuraghe Succuronis

Macomer (Nu)

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babborcu
Salottino
Utente Virtuoso




Inserito il - 06/02/2009 : 11:55:36  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
si, petru, hai ragione... un elemento tradizionale viene sottolineato in ambito colto e questa "consacrazione" lo riesuma presso il popolo... è un gioco di rimandi non eccezionale . succede spesso.. meditiamoci....
una versione visiva " romanzatissima e improbabile eh!! " di queste paci è stata ripresa nel film "proibito" con uno scenario suggestivo: la basilica di saccargia...
mah!! non sottolineiamo tropppo questa cosa.. che qualche gruppo folkloristico, ahime'!! non riesumi la cosa.. sarebbe di un pacchiano sconvolgente!!







 Regione Sardegna  ~ Prov.: Sassari  ~ Città: Sassari  ~  Messaggi: 4364  ~  Membro dal: 18/02/2008  ~  Ultima visita: 28/05/2012 Torna all'inizio della Pagina

Pia
Salottino
Utente Mentor




Inserito il - 06/02/2009 : 14:17:09  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Pia Invia a Pia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Un raggio nelle tenebre

Le considero delle belle pagine di narrativa (come quelle di Mestizia nella festa).

Bastiano è solo.
La pace è fatta ma lui è solo. Anche Pietro si è sposato e, anche se latitante, può tornare a casa da moglie e figli.
Il capitolo è toccante, mette in evidenza il carattere del bandito e i suoi sentimenti più che in altre parti del racconto, dove erano stati solo accennati.
La solitudine del muto diviene adesso più sofferta.
"Lo abbiamo detto; Bastiano errava di stazzo in stazzo, smarrito, sconfortato, col tedio nell'anima, col cruccio nel cuore. La solitudine gli riusciva sempre più pesante".
Ma qual è la medicina contro il male della solitudine?
Gavina. L'amore.
"Il muto sentì una gioia segreta nel cuore; per la prima volta si vedeva considerato come uomo, e ne provava soddisfazione".

E, sempre in questo capitolo, ecco rivelarsi le doti del nostro protagonista: é un esperto artigiano. E' un artista dell'intaglio.
Cosa è quella società che non riconosce le abilità e le qualità dei propri figli?







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Pedra Longa

Baunei (Ogliastra)

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Pia
Salottino
Utente Mentor




Inserito il - 06/02/2009 : 14:18:59  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Pia Invia a Pia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Marialuisa io aspettavo l'anello aperto.....!!!!!!!






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Marialuisa

Utente Master



Inserito il - 06/02/2009 : 16:11:25  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Marialuisa Invia a Marialuisa un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Pia Deidda ha scritto:

Marialuisa io aspettavo l'anello aperto.....!!!!!!!


Eccolo Pia , scusate il ritardo dovuto a doveri-affetti filiali







  Firma di Marialuisa 

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Pia
Salottino
Utente Mentor




Inserito il - 06/02/2009 : 16:31:51  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Pia Invia a Pia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie Marialuisa, chissà quanti di noi avranno ereditato dai nonni anelli così?






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Pedra Longa

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ampuriesu

Utente Attivo



Inserito il - 07/02/2009 : 09:19:37  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di ampuriesu Invia a ampuriesu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Scusate per il ritardo nel postare la seconda parte della poesia del Dettori. Ho avuto un pò di impegni di lavoro e quindi....ho dovuto mollare anche se, a mio avviso questo forum è partito con 'intento di analizzare il romanzo del Costa e non la poesia. La poesia è solo un mezzo per capire e confrontare le due opere che raccontano la stessa cosa ma in modi differenti; una romanzata con le espressioni tipiche di uno scrittore e l'altra invece a mio avvis più veritiera considerato che il Dettori è Gallurese i quindi impregnato di quella tradizione.Il Dettori ha senz'altro colto certi aspetti che il Costa ha tralasciato in quanto documentato senz'altro sulla faida del muto ma conoscitore appieno no.

II° PARTE AMORE E VENDETTA

1. Aiani sempri rancori fundatu
Salvadori Pileri e Petru Vasa
Mancari esse cungiati candu imbasa
L’odio cresci si no è truncatu
Ani piddatu chissa via tolta
Di fallu aumintà un’alta olta.

2. Illu mesi d’austu illu stess’annu
Contra a Petru Pileri s’è langiatu
Dizi chi capri l’aiani ammazzatu
In tarrenu di Vasa fendi dannu
Ma pero Petru di tuttu nigaa
No aia fattu dannu e no pagaa.

3. Siddu di chistu intindì no vulia
C’aggia moltu crabi a Salvadori
Ani pinsatu cun tutti l’onori
Di va lu gontu a Antoni Mamia
Pudeti aggiustà tuttu voi solu
Da una di al’alta v’è fiddolu.

4. No mancaraggiu di fa lu doveri
Di briallu e punilli paragoni
Sogu siguru in chista occasioni
Petru mi poni menti vulinteri
Cu li maneri chi vi l’aggiu a dì
In via dritta lu degù punì.

5. Tena a oggi lu antu maggiu presu
Di cunvinzì lu più ostinatu
Difronti a me dungiunu è piegatu
Chi vintu a li me pedi s’è arresu
Già mi cuntentu chi met’avviltutu
D’esse in chisti fatti priinutu.

6. Cumenti z’è passatu poghi seri
Arrea Petru undè la fidanzata
Antoni a fattu la stirrimintata
Le intratu di tutti li maneri
Siddu ca mè fiddola ai amori
Zilca d’abbandunà chisti rancori.

7. E’ sinzeru l’amori ed è fundatu
Cun tantu affettu pal vostra fiddola
L’odiu cun Pileri è superatu
Chi z’aggiustemmu cun idd’a la sola
Cu lu fusili garrigu a tre baddi
Cun iddi zi currimmu li cabaddi.

78. Un babbu c’ha affettu a li fiddoli
Discaminati no li o vidì
Di ghisti fatti no turrà a di
Petru mi dei fa chistu faori
Si poni menti a lu ghe ingioranti
Ti dizini chi sé istravaganti.

9. Sidd’aggiu un rancori in la me menti
Di paldunallu no voddù sapì
Mancu pal dimmi voi di cussì
No lassaraggiu di fanni scalmenti
Chi cumprimenti chi mi seti vendi
Cun chissà beddu modu faiddendi.

10. Dizzasett’anni fendi l’attitanti
Aggiu passatu illa campagna fora
Sai chi una ita no cunsola
Cu lu nimmigu va impicci manni
Si voi a Mariangiula spusà
Li rancora ti tocca abbandunà.

11. Avossa tocca lu mari in timpesta
Cand’è da la burrasca arrabbiatu
Sogu dizzisu di falli la festa
La di chi femmu pari a me cungiatu
Pagatu già sarà da li me mani
Tantu par’imparallu a a faiddani.

12. A ciarrà chena coda e chena capu
Petru no anda be a chistu essu
Salvadori Pileri t’è cungiatu
Cant’è frateddu ta d’esse lu stessu
Ill’intaressu veti a aggiustà
No dei istravaganti faiddà.

13. A lassalli li fatti mei e soi
Zilcheti di grattà la rungia ostra
Seti bughendi parauli noi
Ma no azzettu niscuna proposta
Li gosta chista olta a me cungiatu
Ca voi a di cussì a cunsiddatu.

14. sé impastatu di tantu vilenu
Chi ti credi d’ainni achittu mannu
Poniti Petru a la linga lu frenu
No inpolta piddatti tantu affannu
Che nai dannu tai a arrangià
S’a me fiddola ti oi spusà.

15. s’addrizza Petru Vasa ch’era drentu
Par’andassinni cussì ha dizzisu
Beddu cambiamentu d’impruisu
In chissa casa cun tantu spaventu
E cun lamentu da la fidanzata
Pingendi folti paria scasciata.

16. an’aspittatu a videllu vinendi
Umbè di tempu ma no v’è turratu
S’aia la fidanzata abbandunatu
In casa di lu babbu suspirendi
Iddu no sé vulutu assuggità
Chen’avvisallu a turrav’a passà.

17. Ani pruatu di tutti li essi
Zilchendi di punì li cosi in bonu
Ma la musica aia un’altu sonu
V’erani in mezzu li linghi riessi
Infini a irrasgioni so andati
Pa li rigali di li fidanzati

18. e zincu rasgiunanti ani zilcatu
Tutti li nodi a pudè isciuddì
L’omini so vinuti a dizidì
Ch’è Petru Vasa lu c’aia mancatu
E poi c’ha paldutu la rasgioni
Ni mandes’unu a cambià li doni.

19. di lu mesi di malzu illu zincanta
Credu chi sia la di dizzannoi
Ani vulutu fa li primmi proi
Fal vidè lu fusili commu canta
Turrendi sinni da santu Giaseppa
Di cugurenza la primma bistecca.

20. A mezudì è visciuta la missa
E Petru a casa soia sinn’andaa
Palti una fusilata felma e fissa
Tre baddi i lu so dossu li passa
E puru di murì sinn’è salvatu
Un mesi d’ispidali ed è sanatu.

21. Subitu la indita vi ulia
Miccheli Tansu s’è ingarrigatu
Cun un fratili soiu ani tiratu
A dui parenti di frati Mamia
No si pudia iscì da lu giannili
L’appustatoggiu pal dugna cuili.

22. A ultimi d’Abrili ill’annu stessu
A Miccheli lu fesini sparì
L’ani fatta a lu mutu cumprindì
Vesci in giru a zilcallu cun affannu
Pidda un fusili e si l’ha abbrazzatu
Sarè pal me un cumpangiu fidatu.

23. s’è datu a fora commu un cundannatu
Pa no turrà più a lu paesi
Andendi in giru i li campangi aggesi
A uruli paria unu scasciatu
I li stazzi passaa priguntendi
In zilca di Miccheli ma pingendi.

24. Si punia cu l’ungi starrazzendi
Si pudia agattallu suttarratu
Li canali e li addi a buliatu
Da un muntiggiu a l’altu spiriendi
Viu ne moltu la agattatu
E tandu lu fusili ha impungiatu.

25. La primma olta c’ha presu fusili
Già si la tuttu bè accarezzatu
A fattu un giuramentu be fundatu
Di no turrà più a lu cuili
Canti pili Miccheli indossu aia
Deg’ammazzanni di frati Mamia.

26. Alzendi da lu campu di Cuzina
La di di mezzaustu illu zincanta
Cun’un ebba traggenti canta canta
Carrendi trigu Miccheli Mamia
Tant’allegria paria caia
Cun bozi mittallina e melodiosa.

27. Canzona c’aia postu don Baignu
Però paria fatta pal Miccheli
Comenti la cantaa vulinteri
Pal fa più cuntentu lu caminu
Candu dizia di la primma era
Sinnè giunta pal mè l’ultima sera.

28. da una maccia lu colpu è paltutu
Miccheli fala in tarra indinuccioni
S’è vultulatu commu unu strazzoni
In un mamentu la ita ha paldutu
Lu tempu c’ha autu già è pogu
Ca dittu mamma mea moltu sogu.

29. Dui steddoni a passu cadenzatu
Entrani in Aggiu a da chista novella
Cun tanti rocci a folma di barella
Pultaani a Miccheli fragassatu
Subitu la nutizia dulenti
Chi in paesi dugnunu risenti.

30. Candu so arriati a unde la mamma
Era un colteu funebre e dolenti
Saia riunitu tanta ienti
Gridendi la sciaura chista è manna
Ca no s’affanna in chista occasioni
È cori duru peggiu di Neroni.

31. Balbaritai e grudeli vinditta
Sill’aia presa cund’un’innuzzenti
La mamma spavenata cun lamenti
Lu fiddolu pingendi si ll’attita
La ita toia da sendi minori
Truncata è da un cani traditori.

32. Antoni ha affruntatu a sangu frittu
Lu dramma senza fa nisciun lamentu
Ancora chi di gori no cuntentu
Cagliatu e passizzendi a dugna biccu
Illa so menti paria occupatu
Fendi un pianu pa l’altu attentatu.

33. E Di la stessa etai una steddona
Cun lamenti a Miccheli l’attitaa
Commu un fidanzatu l’abrazaa
E cun lamentu lu pientu intona
Chissu innimigu sinni po’ vantà
Commu cunveni chi culpitu t’ha.

34. Mariangiula vestiti di luttu
Bogatti la curona di spusina
Chi Petru v’ha mandatu in arruina
La pazi in casa ostra va distruttu
Pingitilu a Miccheli cun dulori
Palchì paldutu a la ita in fiori.

35. Luna eclisata e soli senza raggi
A la tarra no dazi più calori
Li stelli hani paldutu lu alori
lu granitu in pientu si disfazi
sorgenti cristallina in Giogantinu
da oggi è cambiatu lu distinu.

36. Lu caminu cuntentu fattu l’hai
In dì festiva Miccheli istimmatu
Aggiu piengi folti paldut’hai
Un fiori da tutti invidiatu
Assassinatu da un traditori
Chi di Deu no ha nisciun timori.

37. L’amori c’aia postu a to suredda
È istata pal te la malasolti
Miccheli più no faeddà
Chi a la spinsata autu a la molti
L’accunolti pal te valini pogu
No n’hai sullievu già lu sogu.

38. no istogu allunghendi chist’attitu
Palchi z’èl’altu colpu priparatu
Pultetizi a Miccheli a lu so situ
In tarra santa sia cullucatu
Incurunatu da Nostru Signori
Godia pazi e grazii in faori.

39. E canta ienti a chissà funerali
Da dugna palti vinn’ha accuditu
Cun tant’onori l’ani sippillitu
Comente candu mori un generali
Curoni di fiori risplendenti
E iscritti a parauli dolenti.

40. Subitu ani turratu lu rivattu
A la mamma di Petru andendi a l’ea
Cund’una badda di bona idea
Falesi a un muntoni commu un saccu
E cussì cu la eccia ani pagatu
La molti di Miccheli sfultunatu.

41. Petru a und’e la mamma è arriatu
E la auta ill’ultima agunia
Pinsamentosu è istatu una fria
E cun lamenti pingendi affannatu
Vinditta dura e piena d’inganni
Cun’una eccia c’aia settant’anni.

42. Innimigu chi s’è istravaganti
Palchi li ecci dii rispità
Cun megu è chi disti d’affruntà
Pal vidè si tinn’andi trionfanti
È ingioranti ca fazi un dillittu
In chistu modu chi no è prescrittu.

43. s’ani moltu una eccia dicadenti
Chi culpa in nisciun puntu n’ha autu
Chissà è un colpu chi era priinutu
Pal pagà un fiori venienti
Innuzzenti a Miccheli han’ammazzatu
E la mamma di Petru l’ha pagatu.

44. E da la dì an’abbaltu lu fogu
Senza rispalmià pulvara e baddi
In caminu in carreli e illi addi
Lu sangu ha abbagnatu in dugna logu
No si pusia da casa iscì
A la carrela tuccaa a murì.

45. Di pingì lu maritu viu e sanu
Cantu ni cumbinaa dungia dì
Ill’arrata di stiu e di branu
A la spinsata tuccaa a murì
S’aia la fultuna di salvassi
A chissi tempi no pudia dassi.

46. A libarassi da tantu furori
Chi paria una gherra in azioni
V’era chiddu c’aia altu rancori
E appruvitaa di l’occasioni
La rasgioni è bisongiu compridì
Da unu o l’altu tuccaa a murì.

47. cal’andaa in campangia pal pog’ora
Li fiddoli e la mamma s’abbrazaa
mezu cunvintu chi no vi turraa
ch’era pogu siguru sendi fora
tantu chi in sei anni ha superatu
la settantina li gan’ammazzatu.

48. A Antoni Mamia come l’alti
N’ani dat’una chi no l’ha intesa
Gia no ani timmututu chissa spesa
Senza bugalli papiri ne calti
In modu chi frinà no si pudia
Da dungia palti la ienti cadia.

49. Li battiati illa disimistai
Attandu z’arriaani a caranta
No vi pudia nisciuna manu santa
Di pudellu calmà chissà guaiu
Nisciun modu pudiani agattà
Chissa guerra a pudella frinà.

50. Torra la calma
Mari di timpesta
Cantu cori ha ispintu palpitanti
Pensa chi sei anni triunfanti
S’è cu l’umanitai fendi festa
Timpesta dura grudeli e tirana
Sicca di li rancori la vuntana.

51. inn’undi ciudu la sigunda palti
Troppu terrorizzanti e d’agunia
So di la telza li camini abbalti
Pal fa la pazi siddu si pudia
Ma ancora lu entu no faori
Z’ha alti fatti di molti e d’amori.



TRADUZIONE (scusate per la traduzione in italiano ma non è cosa facile trsmettere in modo reale ciò che il poeta vuole esprimere)

1. Avevano sempre un rancore fondato
Salvatore Pileri ePietro Vasa
Nonostante imparentati come cognati
L’odio cresce se non è troncato.
Han preso quella via storta
Di farlo aumentare un’altra volta.

2. Nel mese di agosto dello stesso anno
Pietro si lamenta di Pileri
Dicendo che capre l’avevano ucciso
In proprietà dei Vasa mentre facevano danno
Ma però Pietro tutto negava
Non avendo fatto danno non pagava.

4. se lui non voleva capire
Di aver ucciso le capre a Salvatore
Hanno ensato con tutti gli onori
Di riferire la cosa a Antonio Mamia
Potete aggiustar la cosa voi solo
Da un giorno all’altro vi diventerà figliolo.

5. Non mancherò di fare il dovere
Di sgridarlo e metter paragoni
Sono sicuro in questa occasione
Pietro mi ascolterà volentieri
Con i modi che glielo dirò
Sulla dritta via devo riuscire a metterlo.

5. Sino a oggi mi sono preso il vanto
Di convincere il più ostinato
Di fronte a me ognuno è piegato
Che vinto ai miei piedi si è arreso
Son contento di avermi avvertito
E di essere in questo fatto prevenuto.

6. come passarono poche sere
Arriva Pietro dalla fidanzata
Antonio è entrato nel discorso
L’ha preso in tutte le maniere
Se hai amore per mia figlia
Devi abbandore questi rancori.

7. è sincero l’amore ed è fondato
Con tanto affetto per vostra figlia
L’odio con Pileri è superato
Ci aggiustiamo noi da soli
Con il fcile carico a tre palle
Con lui ci correrremo i cavalli.

8. Un padre che aveva affetto per i figli
Sulla cattiva strada non li vuol vedere
Di queste cose non ripere
Pietro mi devi far questo favore
Se ascolti l’ignorante
Ti dicono che sei stravagante-

9. Se ho nella mente un rancore
Di perdonarlo non ne voglio sapere
Nemmeno se me lo dite voi
Non lascerò di distruggerli
Che complimenti che mi fate
Con quel bel modo parlando.

10: Diciasette anni facendo il latitante
Ho passato fuori per le campagne
Sai che è una vita che non consola
Con il nemico ci sono impicci grandi
Se vuoi Mariangiola sposare
Il rancore devi abbandonare.

11. Tocca il fondo il mare in tempesta
Quand’è dalla burrasca arrabbiato
Sono deciso di fargli la festa
Il giorno che ci incontreremo a mio cognato
Pagato sarà dalle mie mani
Giusto per impararlo a fare la spia.

12. Discutendo senza coda e ne testa
Pietro non va bene in questo modo
Salvatore Pileri ti è cognato
Quanto un fratello deve essere per te
Nella proprietà vi aggiusterete
Non parlare come uno stravagante.

13. Lasciate stare i fatti miei e suoi
E grattatevi la vostra rogna
State dicendo parole nuove
Ma non accetto nessuna proposta
Li costa questa volta a mio cognato
Che a voi a dir così a consigliato.

14. Sei impastato di tanto veleno
Che tu credi di averne grandi vantaggi
Metti Pietro alla lingua il freno
Non importa prenderti tanto affanno
Se ne avrai danni ti aggiusterai
Se mia figlia ti vuoi sposare.

15. Si raddrizza Pietro Vasa che era dentro
Per andar via aveva deciso
Bel cambiamento d’improvviso
In quella casa con tanto spavento
E con il lamento della fidanzata
Piangendo forte sembrava una pazza.

17. Hanno aspettato (sperato) di vederlo arrivare
Per molto tempo ma non ritornato
Aveva la fidanzata abbandonato
A casa del padre sospirando
Lui non si è voluto sottomettere
Senza avvisarlo a ripassare (dalla fidanzata)

17. Hanno provato in tutti i modi
Cercando di sistemare le cose
Ma la musica aveva un altro suono
C’eran di mezzo le lingue rovesce (pettegole)
Infine sono intervenuti i ragionanti
Per i regali dei fidanzati.

18. Cinque ragionanti hanno cercato
Affinchè potessero sciogliere tutti i nodi
Gli uomini infine hanno deciso
Che Pietro Vasa era quello che aveva sbagliato
E poi che ha perduto la ragione
Ne mandò uno per scambiare i doni.

19. Nel mese di Marzo del cinquanta
Credo fosse il giorno diciannove
Hanno voluto far le prime prove
Per vedere come il fucile “cantava”
Mentre ritornava da San Giuseppe
di Cugurenza la prima bistecca. (I° omicidio)

20. A mezzogiorno è finita la messa
E Pietro ritornava a casa
Parte una fucilata ferma e fissa
Tre palle il suo corpo attraversavano
Eppure di morire si è salvato
Un mese di ospedale ed è guarito.

21. Subito ci voleva la vendetta
Si prese l’incarico Michele Tansu
Con un suo fratello hanno sparato
A due parenti della famiglia Mamia
Non si poteva uscire dall’uscio della porta
Appostamenti per tutti i cuili (non ricordo la traduzione)

22. Gli ultimi giorni di Aprile dello stesso anno
Fecero sparire a Michele (Tansu)
L’hanno fatto capire al muto
E esce in giro a cercarlo con affanno
Prende un fucile e se lo abbraccia
Sarai per me un compagno fidato.

23. Inizai a girare come un condannato
Per non fr più ritorno al suo paese
Girava per le campagne aggesi
A grida, sembrava un pazzo
Passava per gli stazzi domandando
In cerca di Michele, piangendo.

24. Si metteva a far fossi con le unghia
Se poteva trovarlo sotterrato
I canali e i boschi a controllato
Da un monte all’altro controllando
Ne vivo e ne morto l’ha trovato
Allora il fucile impugnò.

25. la prima volta che prese il fucile
Se l’ha ben accarezzato
A fatto un giuramento ben fondato
Di non ritornare più al suo cuili (#61516;)
Quanti capelli Michele aveva addosso
Devo ucciderne della famiglia Vasa.

26. Salendo dal campo di S. Maria Coghinas
il giorno di ferragosto nel cinquanta
con un cavallo tiranto canta canta
trasportando grano Michele Mamia
sembrava avesse tanta allegria
con una voce metallina e melodiosa.

27. Un canto che scrisse don Gavino (Pes)
Però sembrava scritto per Michele
Come la cantava volentieri
Per rendere il cammino meno pesante
Quando diceva della primavera
Per me è giunta l’ultima sera.

28. Da un cespuglio partì un colpo
Michele cadde a terra in ginocchioni
Si rigirò come uno straccio
In un momento perse la vita
Il tempo che ebbe fù poco
Che disse mamma mia sono morto.

29. Due ragazzotti con passo cadenzato
Entrano ad Aggius per dare questa novella
Con tanti rami a forma di barella
Portano Michele fracassato
Subito la notizia dolente
Che in paese ogn’uno risente.

30. Quando sono arrivata dalla mamma
Era un corteo funebre e dolente
Si era riunita tanta gente
Gridando la sciagura questa è grande
Chi non si affanna in questa occasione
È duro di cuore peggio di Nerone.

31. Barbarie e crudele vendetta
Aversela presa con un innocente
La mamma spaventata con lamenti
Il figlio piangendo si l’attitta
La tua vita da quando eri piccolo
È stroncata da un cane traditore.

32. Antonio ha affrontato a sangue freddo
Il dramma senza far nessun lamento
Ancora con il cuore non contento
In silenzio passeggiava qua e la
La sua mente sembrava occupata
Preparando un piano per l’attentato successivo.

33. E della stessa età una ragazzotta
Con lamenti attitava Michele
Come un fidanzato l’abbracciava
E con lamento il pianto intona
Quel nemico può vantarsene
Come conviene, che ti ha colpito.

Inizia da qui l’attitu della madre di Michele, tipico della Gallura.
34. Mariangela vestiti di lutti
Togliti la corona di sposina
Che Pietro v’ha mandato in rovina
La pace in casa vostra ha distrutto
Piangete Michele con dolore
Che ha perso la vita nel suo fiore.

35. Luna eclissata e sole senza raggi
A la terra non trasmette più calore
Le stelle han perduto il suo valore
Il granito in pianto di consuma
Soregente cristallina in Giogantino
Da oggi è cambiato il destino.

36. Il cammino contenti hai fatto
In giorno festivo Michele stimato
Agiius piangi forte, perduto ai
Un fiore da tutti invidiato
Assassinato da un traditore
Che di Dio non ha nessun timore.

37. L’amore che hai messo a tua sorella
È stata per te la malasorte
Michele più non parla
Che spensieratamente hai trovato la morte
I conforti per te valgono poco
Non trovi sollievo già lo so.

38. non allungo questo lamento
In qunìanto c’è l’altro colpo preparato
Portate Michele nel suo sito
E in terra santa sia collocato
Incoronato da Nostro Signore
Goda pace e grazie in suo favore.

39. Quanta gente a quel funerale
Da ogni parte sono accorsi
Con tanti onori l’hanno seppellito
Come quando muore un generale
Corone di fiori risplendenti
E scritti e parole dolenti.

40. Subito hanno ritornato l’offesa
A la mamma di Pietro mentre andava all’acqua
Con una palla di buona idea
Si accasciò a terra come un sacco
E così con la vecchia hanno pagato
La morte di Michele sfortunato

41. Pietro dalla mamma arrivo
E la trovò nell’ultima agonia
Pensieroso è stato un momento
E con lamento piangeva affannato
Vendatta dura e piena di inganni
Con una vecchia che aveva settant’anni.

43. nemico che sei stravagante
Perché i vecchi dovevi rispettare
A me dovevi affrontare
Per vedere se andavi via trionfante
È ignorante chi commette delitto
In questo modo che non è prescritto.

44. Si ganno ucciso una donna decadente
Che colpa in nessun punto gli han trovato
Quello è un colpo premeditato
Per pagare un fiore nascente
Innocente a Michele hanno ucciso
E la mamma di Pietro l’ha pagato.

44. e dal giorno hanno aperto il fuoco
Senza risparmiare polvere e pallettoni
Per le strade nelle vie e nei boschi
Il sangue ha bagnato tutti i posti
Non si poteva uscire di casa
Per le strade si doveva morire.

45. Di piangere il marito vivo e vegeto
Quanto ne accadeva tutti i giorni
D’inverno d’estate e in primavera
Spensieratamente bisognava morire
Se aveva la fortuna di salvarsi
A quel tempo può non anche darsi.

46. A liberarsi di tanto furore
Che sembrava una guerra in azione
C’era quello che aveva altri rancori
E approfittava della situazione
La ragione bisogna comprendere
Da uno o l’altro toccava morire.

47. Chi andava in campagna per un attimo
I figli e la mamma si abbracciava
Un po convinto che non sarebbe più ritornato
Cosa quasi sicura essendo fuori
Tanto che in sei anni hanno superato
La settantina quelli che sono stati uccisi.

48. A Antonio Mamia come gli altri
Ne le han dato una che non l’ha sentita
Non hanno temuto quella spesa
Senza togliere papiri e incartamenti
In modo che frenar non si poteva
In tutti i posti la gente cadeva.

49. Le vedove dell’inimicizia
Allora arrivavano a quaranta
Non ci poteva nessuna mano santa
Di poter calmare quel guaio
Nessun modo potevano trovare
Quella guerra a poterla frenare.

50. Ritorna la calma
Nel mare di tempesta
Quanto cuori ha sospinto palpitanti
Pensa che in sei anni trionfanti
Sei con l’umanità facendo festa
Tempesta dura crudele e tiranna
Secca dei rancori la fontana.

51. Qui chiudo la seconda parte
Troppo terrorizzante e di agonia
Sono della terza i cammini aperti
Per fare pace se si sarebbe potuto
Ma ancora il vento non è in favore
Ci sono altri fatti di morti e di amore.








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callas
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Inserito il - 07/02/2009 : 10:58:21  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di callas Invia a callas un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
che pazienza che hai avuto....grazie.






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Pia
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Inserito il - 07/02/2009 : 12:17:31  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Pia Invia a Pia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie Ampuriesu anche da parte mia. Hai fatto un bel lavoro! Anzi, un gran lavoro!






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ampuriesu

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Inserito il - 09/02/2009 : 08:29:38  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di ampuriesu Invia a ampuriesu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Calas, Pia....vi ringrazio per le belle parole ma è un piacere donare un po del mio tempo per delle persone interessate all'argomento come voi.





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babborcu
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Inserito il - 09/02/2009 : 08:49:53  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie ampuriesu, soprattutto per la fatica ed il tempo dedicati a tradurre...
il "dono" del muto: nen bellu chene peccu e nen feu chene donu... ( non c'è)... bello senza difetto e non c'è brutto senza dono...
il muto è privato della parola e dell'udito... ma ha un talento, è capace di intagliare zucche ed il legno ...
a parte il " dono naturale",credo che l'impossibilità di comunicare pienamente , a causa della sua menomazione, desse una spinta al muto ad esprimersi con l'artigianato ... il muto ha un disperato bisogno di affetto (anche inconscio) ed un modo per accappararselo è donare i suoi " lavori....
credo che il costa , comunque, si rifacesse ad un concetto, ancora imperante, dell'artista maledetto... benchè nel caso del muto si tratti di arte popolare ... un pittore , nell'immaginario, non è degno di attenzione se non fa stravaganze, non beve , nopn si droga ecc... anche il muto è un artista maledetto..

la considerazione degli artigiani nella nostra cultura poplare è oscillante... a parte quelli che si occupavano di produrre oggetti utili e necessari, come i mobili , i ferri ecc, quelli che lavoravano cose essenzialemente belle.. erano si ammirati, ricercati da chi voleva apparire,ma a volte
considerati con una sorta di disprezzo, perchè producevano cose futili... allo stesso tempo " il dono" era visto come una stranezza... come qualcosa che nascondeva qualcosa di misterioso, di altro... di cui diffidare... ciao







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Pia
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Inserito il - 09/02/2009 : 09:17:57  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Pia Invia a Pia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Sì Babborcu, bisogno di affetto, di essere considerato, di essere soprattutto capito. Ed è questo che fa Gavina: lo comprende!

Cosa ne pensate voi di Gavina?







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Pedra Longa

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ampuriesu

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Inserito il - 09/02/2009 : 11:17:26  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di ampuriesu Invia a ampuriesu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Pia Deidda ha scritto:

Sì Babborcu, bisogno di affetto, di essere considerato, di essere soprattutto capito. Ed è questo che fa Gavina: lo comprende!

Cosa ne pensate voi di Gavina?
Che ne penso...? Penso che Gavina sia stata forse l'unica persona di tutto il racconto ad aver capito fino in fondo la situazione del muto; quasi una psicologa che da una parte prova affetto o amore se così vogliamo chiamarlo e come tale si comporta, dall'altra invece capisce lo stato d'animo del muto, capisce i turbamenti che prova a causa della faida, della scomparsa del fratello Michele e proprio come dicevo prima, come una psicologa riesce a tenerlo a bada. Il muto si fida ciecamente di lei, è quasi come una medicina della quale non può farne a meno.
Bravo intagliatore... Vero anzi verissimo. Il muto a dire di mia nonna era molto bravo nel realizzare mestoli e zoccoli di legno. Forse l'ho detto un'altra volta...a casa c'è una cassapanca che ho ereditato da nonna. La suocera (sorella di Gavina) l'aveva ereditata dal padre (Antoni Stevanu) e diceva sempre che l'avrebbe realizzata proprio durante il periodo che frequentava lo stazzo.






Modificato da - ampuriesu in data 09/02/2009 11:19:24

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babborcu
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Inserito il - 09/02/2009 : 11:55:52  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di babborcu Invia a babborcu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
credo che gavina non fosse consapevole del suo ruolo di psicologa... non lo faceva razionalemente.. sebastiano era una persona che le ispirava tenerezza, pietà. come un cagnolino... e lei ci gioca ingenuamente ... ignara di scatenare un incendio ... quando il gioco prende una piega pericolosa è troppo tardi... la responsabilità di padre ( un po'assente e distratto) e della madre e sorelle ( un po' approfittatrici e imprudenti) sono diverse.. almeno nel romanzo..

nella realtà , petru mi conforti, trovo molto ma molto strano che nella sardegna del tempo si lasciasse" giocare" una giovinetta, con un maschio adulto,, che si permettesse tanta confidenza... senza propositi di nozze...

ampuriesu.. sono curiosissimo.. pioi postare una foto del cassone del muto???







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