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Nota Bene: La Tomba I o Tomba dei Vasi Tetrapodi di Santu Pedru, nella strada provinciale tra Alghero e Uri , e' il primo ipogeo preistorico Sardo ed il primo del Mediterraneo ad aver restituito una "stratigrafia". Cioè una successionedi strati di riempimento intatti che ne attestano diversi momenti di uso. La tomba , preceduta da un lungo corridoio scoperto, ha un'anticella semicircolare, una grande cella centrale sostenuta da pilastri scavati nella trachite e varie celle secondarie . La cella principale presenta corna taurine scolpite ed una finta porta.
Sino alla scoperte di questo bellissimo monumento , databile alla cultura prenuragica di Ozieri ( 3200 a.C.) , si riteneva che queste grandi tombe fossero nuragiche e fossero contemporanee agli etruschi. La denominazione dell'ipogeo si deve alle grandi ciotole a quattro piedi , della cultura del Vaso Campaniforme , che restitui', i "vasi tetraposi" appunto.



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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
pilicanu Inserito il - 22/09/2009 : 17:30:26
Salve GdS sono a chiederVi un consiglio per la scelta di buoni autori sardi. Ho già letto i libri di Marcelo Fois e Salvatore Niffoi. Sono graditi consigli per eccellenti letture di autori della nostra cara Sardegna
saluto e cordialmente ringrazio Pilicanu
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
Janahome Inserito il - 13/04/2011 : 15:06:56
Riporto questo argomento per dire alcune cose:
certo che alla fine è proprio vero quel che si dice: fra poco ci stanno più scrittori che lettori...
sicuramente nell'ultimo decennio ai classici come Dessì o Deledda si sono affiancati tanti altri, quindi sarà un pò per i tempi maturi, sarà un pò per il progresso ed il consumismo, ma oggi la scelta è tanta e ogni autore, piacevole o meno, ha la sua vena e il suo modo di vedere le cose.
In mezzo a tanti libri da leggere, io ho iniziato quello di Giorgio Todde in altra veste: tolto i panni di Efisio Marini o del noir a cui sono abituata, ha fatto una bella riflssione (certo tutta personale, discutibile e magari anche polemica) su dove stiamo andando con la nostra convinzione di essere un popolo unico, sulle nostre radici e sulle nostre scelte sbagliate: ne è scaturito un libro pieno di tanta consapevolezza; la storia di un uomo che guarda con occhio nostalgico e critico la terra, le sue risorse ed il suo futuro. Non c'è un protagonista esplicito qui, ma c'è il coro di chi ha visto in tanti anni passargli accanto tante realtà: analizzarle e rifletterci sopra è davvero importante. Giorgio Todde ha fatto una lunga pausa, dettata certo da un quotidiano locale ma che ha avuto comunque il merito di non ignorare un problema e chiedere un parere a uno scrittore che questa realtà in qualche modo la sente sua. Una raccolta di riflessioni sulla Sardegna, o meglio su ciò che hanno scelto i sardi, nel bene e nel male, e su quanto sia gravata questa scelta sull'immagine della Sardegna e sulla vita dei sardi. Non è un romanzo, forse è un punto fermo, necessario, per restare un attimo coi piedi per terra: poi si potrà riprendere tutto il noir e ricostruire tante piccole storie e piccoli personaggi.
Devo ammettere che in tutto questo io ne faccio parte e ne ho un carico di responsabilità, ne ero consapevole prima, ma ne sono sfortunatamente certa ora... quello che mi circonda non lo governo io, ma è di tutti e non posso lasciare l'incarico sempre agli altri di occuparsene. Un senso civico a tutto è più che giusto e doveroso darlo!
Il noce - Scritti sull'isola rinnegata - Giorgio Todde

maurizio feo Inserito il - 23/03/2011 : 09:20:11
Il Prof Pittau riprende il Corpus di leggende e tradizioni orali che è chiaramente adombrato anche nell'Odissea e ne fa una splendida immagine - tra la realtà e la favola.
A me personalmente piace molto l'idea che nei portolani orali (e nei racconti popolari tradizionali che compongono il FolkLore) della marineria antica potessero figurare anche immagini mitiche di questo tipo: naturalmente, ciò non è necessariamente vero. L'isola di Tavolara, però, sembra proprio essere uno di questi esempi: punta "Su Timone" è proprio il nome antico - a memoria d'uomo - della sua protuberanza più esterna e lontana dalla costa. La sua forma generale può (con un po' d'mmaginazione) richiamare un'enorme nave antica, con la tipica prua bassa ad infilarsi nell'acqua, rivolta verso la costa...

Un altro esempio dello stesso tipo è la struttura arcaica dei racconti sottostanti ad una delle definizioni sarde della Via Lattea: "Sa Via 'E Sa Paza" (la via della paglia). Sembrerebbe riferirsi ad un gruppo d'immagini utili (e con risvolti pratici sulla vita quotidiana reale degli adulti), apprese anticamente fin da bambini, e riferite ai corpi celesti nelle varie stagioni.
Ci riporta indietro nel tempo, in una fase pre-scrittura di trasmissione dei dati sensibili di una comunità già vivace ed attiva, multistratificata e piuttosto avanzata. Naturalmente, molti non concordano con queste ipotesi.

Insomma: se non certo letteratura, una lettura interessante...
jomaru Inserito il - 22/03/2011 : 22:56:38
maurizio feo ha scritto:

Sono d'accordo con Adelasia, in linea di principio.
Grazie, jomaru: condivido il tuo parere su Soriga (piuttosto preferisco Sirigu, che è un portiere di calcio).
Per quanto i miei gusti siano un po' particolari, vorrei segnalare anche : "Ulisse e Nausicaa in Sardegna" e "La Sardegna Nuragica" di Massimo Pittau. Da leggere come piacevoli racconti e non come saggi scientifici (altrimenti si entra in un campo un po' polemico, in quanto questi due testi non posseggono tutta l'esattezza della scientificità: sono testi prevalentemente speculativi - cioé basati su speculazioni ed ipotesi - che però parlano di Sardegna con l'affetto e la convinzione di un sardo).
Alcune affermazioni del Prof sono sicuramente fondate e brillanti. Altre sono comunque interessanti: fa piacere pensare che gli antichi potessero interpretare in modo favolistico i cosiddetti "punti cospiqui" delle coste, in modo da ricordarli e riconoscerli meglio... Credo che siano comunque buone letture.


Maurizio correggimi se sbaglio: era in "Ulisse e Nausicaa in Sardegna" che Poseidone per punire Ulisse gli pietrifica la nave, rappresentata da Pittau con l'isola di Tavolara?
maurizio feo Inserito il - 22/03/2011 : 20:29:51
Sono d'accordo con Adelasia, in linea di principio.
Grazie, jomaru: condivido il tuo parere su Soriga (piuttosto preferisco Sirigu, che è un portiere di calcio).
Per quanto i miei gusti siano un po' particolari, vorrei segnalare anche : "Ulisse e Nausicaa in Sardegna" e "La Sardegna Nuragica" di Massimo Pittau. Da leggere come piacevoli racconti e non come saggi scientifici (altrimenti si entra in un campo un po' polemico, in quanto questi due testi non posseggono tutta l'esattezza della scientificità: sono testi prevalentemente speculativi - cioé basati su speculazioni ed ipotesi - che però parlano di Sardegna con l'affetto e la convinzione di un sardo).
Alcune affermazioni del Prof sono sicuramente fondate e brillanti. Altre sono comunque interessanti: fa piacere pensare che gli antichi potessero interpretare in modo favolistico i cosiddetti "punti cospiqui" delle coste, in modo da ricordarli e riconoscerli meglio... Credo che siano comunque buone letture.
jomaru Inserito il - 13/03/2011 : 15:12:04
maurizio feo ha scritto:

Vorrei consigliarti una buona raccolta di favole sarde, meglio se in lingua originale (con eventuale traduzione a fronte).
Alcune sono estremamente belle, come - ad esempio - "i tre fiori della felce maschio". Le favole tendono ad essere brevi, essenziali, sintetiche: bisogna coglierne lo spirito. Certamente, poi, ogni narratore orale condiva la propria storia secondo i propri gusti ed il proprio pubblico.

Se non lo hai letto ancora, "Il giorno del Giudizio" di S. Satta è un tuo preciso dovere.

Per quanto concerne gli altri libri ed autori, non discuto quanto gli altri forumisti ti hanno consigliato con dovizia di dati e precise cognizioni: d'altronde molto dipende anche dai gusti personali...
Niffoi tende ultimamente a diventare un poco troppo bricconcello, nella sua ipertrofica e ridondante espressività - diciamo così - carnale. Allora è meglio Milena Agus, che conserva tutto il garbo e la pudicizia femminili, anche nel descrivere la passione ed il sesso. Non ti indico i titoli, ma sono ormai più d'uno. Di Fois ho apprezzato l'opera prima, meno il resto.
Diamo a Michela Murgia ancora un po' di tempo, per liberarsi del codazzo interessato ed ingombrante di persone a cui deve l'attuale momento di favore: le sue cose migliori deve ancora scriverle, la stoffa ce l'ha tutta, la voglia pure...Di tutte le Accabadore che sono state pubblicate, la sua è certamente la migliore.
Un caro saluto
MF

P,S. : Eliano Cau non lo conosco, ma mi fido del giudizio di Pia, per molti motivi... penso che mi procurerò il suo libro.


Maurizio anche a me è piaciuto "Accabadora" di Michela Murgia e condivido la tua riflessione sul codazzo...

La Murgia ha grande talento e arriva dritta al cuore del lettore, anche se personalmente ritengo che dalla partenza di Maria a Torino il testo perda lo slancio narrativo iniziale. Nel complesso il mio giudizio è comunque positivo.

Una bella scoperta la giovane scrittrice di Cabras, lo stesso non mi sento di poter dire di Flavio Soriga, che con "Sardinia blues" mi ha fatto rimpiangere i soldi del prezzo di copertina...
Adelasia Inserito il - 09/03/2011 : 23:28:41
Alla classica domanda "Qualora tu naufragassi in un'isola deserta... quali testi di autori sardi vorresti si salvassero con te?", oltre il già citato "Il giorno del giudizio" di Salvatore Satta sceglierei "Miele amaro" di Salvatore Cambosu.
maurizio feo Inserito il - 05/03/2011 : 12:45:29
Vorrei consigliarti una buona raccolta di favole sarde, meglio se in lingua originale (con eventuale traduzione a fronte).
Alcune sono estremamente belle, come - ad esempio - "i tre fiori della felce maschio". Le favole tendono ad essere brevi, essenziali, sintetiche: bisogna coglierne lo spirito. Certamente, poi, ogni narratore orale condiva la propria storia secondo i propri gusti ed il proprio pubblico.

Se non lo hai letto ancora, "Il giorno del Giudizio" di S. Satta è un tuo preciso dovere.

Per quanto concerne gli altri libri ed autori, non discuto quanto gli altri forumisti ti hanno consigliato con dovizia di dati e precise cognizioni: d'altronde molto dipende anche dai gusti personali...
Niffoi tende ultimamente a diventare un poco troppo bricconcello, nella sua ipertrofica e ridondante espressività - diciamo così - carnale. Allora è meglio Milena Agus, che conserva tutto il garbo e la pudicizia femminili, anche nel descrivere la passione ed il sesso. Non ti indico i titoli, ma sono ormai più d'uno. Di Fois ho apprezzato l'opera prima, meno il resto.
Diamo a Michela Murgia ancora un po' di tempo, per liberarsi del codazzo interessato ed ingombrante di persone a cui deve l'attuale momento di favore: le sue cose migliori deve ancora scriverle, la stoffa ce l'ha tutta, la voglia pure...Di tutte le Accabadore che sono state pubblicate, la sua è certamente la migliore.
Un caro saluto
MF

P,S. : Eliano Cau non lo conosco, ma mi fido del giudizio di Pia, per molti motivi... penso che mi procurerò il suo libro.
serp Inserito il - 05/03/2011 : 11:53:42
E MANNUZZU DOVE LO METTERE?

non sarà sardo DOC ma scrive BENISSIMO!

PROVARE PER CREDERE!
cuscusoni Inserito il - 05/03/2011 : 09:06:23
Pia ha scritto:

Ho letto “Per le mute vie” di Eliano Cau.

La storia raccontata da questo abile narratore è ambientata in Sardegna negli anni '60. La voce narrante è quella di Emilio, il protagonista della storia, che rivive in un vivido flash-back tragici avvenimenti vissuti nella sua giovinezza quando, nelle festività e nelle vacanze, si spostava da Oristano a Neoneli a casa dei parenti.
Un romanzo che racconta una Sardegna con tutta la sua bellezza e le sue contraddizioni. “Per le mute vie” è storia principalmente di uomini, di maschi, dove vendette e pulsioni sessuali sono narrate a tinte realistiche e schiette, a volte brutali.
Mi stupisco – e l'ho già detto all'autore – non è un romanzo a sfondo sociale come si potrebbe evincere dalla lettura dell' abstract; non si parla solo d'emigrazione, ma l'emigrazione è un corollario con il relativo spopolamento del paese. Il vero perno della storia è la vendetta e l'erotismo, là dove la durezza della vita convive con l'impossibilità di indugiare ai sentimenti di più tenero amore. Un grande coraggio quello di Cau di raccontare da uomo una storia di uomini. Non è facile.
Un complimento quindi allo scrittore e alla casa editrice che non si sono prestati al facile gioco pubblicitario, tanto in voga oggi, che dà maggior risalto agli aspetti piccanti e provocanti.
“Per le mute vie” è comunque un romanzo dove il protagonista Antoni è un eroe positivo e riscatta, con il suo agire, tanti luoghi comuni nati in quegli anni sui sardi e sulle faide. Egli parte dalla Sardegna per sfuggire a quel desiderio di vendetta che avrebbe alimentato se fosse rimasto.
Che dire poi dell'arte narrativa di Eliano Cau? Una bella scrittura, forte e maschile, moderna ma che guarda alla bella prosa, quella consolidata dai grandi romanzieri della tradizione. Una scrittura ricercata che mi è subito piaciuta con la sua scelta di termini mai banali e di frasi d'effetto visivo e mentale. Amo, come mia consuetudine, l'alternarsi di periodi lunghi ad altri, brevi e spezzati, di effetto sonoro. La letteratura diventa così anche musicalità e poesia.
Nel panorama di una ricca letteratura di autori sardi contemporanei consiglio la sua lettura.
condivido pienamente questo parere.
aggiungo che si presta alla lettura del giovane come dell'adulto.
è una scrittura fluente, modesta, ma carica di tutte quelle sensazioni che rendono ricche l'immagine e l' immaginazione.
Pia Inserito il - 09/09/2010 : 09:16:20
milly73 ha scritto:

Pia Deidda ha scritto:

Da leggere Accabadora di Michela Murgia, meritatissimo premio Giuseppe Dessì del 2009.
Romanzo che affonda la sua poetica in una bella ricerca della parola e della frase letteraria d'effetto.
La Murgia affronta la scrittura come un cavallo di razza e ci lascia una storia dalla prosa decisa e di forte impatto emotivo. Sembra di essere davanti ad un testo di alto spessore.
Esagero? Provate a leggerlo e ditemelo.



Non per niente ha vinto il Campiello!

per niente esagerata, sono d'accordo con te l'ho letto in brevissimo tempo
talmente mi è piaciuto!

Pia Inserito il - 09/09/2010 : 09:13:42
Pier Paolo Saba ha scritto:

Buongiorno a tutti gli affezionati partecipanti (forumisti) in codesta sezione:
Libri di Sardegna
Autori Sardi
Consiglio per lettura autori sardi.
Pier Paolo Saba Vi invita a visitare il calendario eventi relativo al giorno 14 prossimo, dove si parla della presentazione di un nuovo libro, un saggio storico davvero molto interessante.
La presente, inoltre, vuole essere un invito ufficiale a presenziare alla prima che si terrà presso il Parco Monte Claro, così come si evince dalla locandina.
Non mancate. Vi aspetto numerosi quali ospiti graditissimi e straordinari.
Pier Paolo Saba
Ps: Errata corrige.
La presentazione del testo, in una sorta di intervista al sottoscritto, sarà effettuata da Leonardo Melis, l’autore di: Shardana, Il Popolo del mare e numerosi altri testi già conosciuti.


Peccato essere così lontana! Mi sarebbe piaciuto molto sentire questa presentazione. La consiglio però a chi vive in Sardegna e indico anche la locandina che troverete qui:

http://www.gentedisardegna.it/topic...PIC_ID=15996
Pier Paolo Saba Inserito il - 07/09/2010 : 08:50:54
Buongiorno a tutti gli affezionati partecipanti (forumisti) in codesta sezione:
Libri di Sardegna
Autori Sardi
Consiglio per lettura autori sardi.

Pier Paolo Saba Vi invita a visitare il calendario eventi relativo al giorno 14 prossimo, dove si parla della presentazione di un nuovo libro, un saggio storico davvero molto interessante.
La presente, inoltre, vuole essere un invito ufficiale a presenziare alla prima che si terrà presso il Parco Monte Claro, così come si evince dalla locandina.

Non mancate. Vi aspetto numerosi quali ospiti graditissimi e straordinari.

Pier Paolo Saba

Ps: Errata corrige.
La presentazione del testo, in una sorta di intervista al sottoscritto, sarà effettuata da Leonardo Melis, l’autore di: Shardana, Il Popolo del mare e numerosi altri testi già conosciuti.






nube che corre Inserito il - 31/08/2010 : 18:56:26

ho finito di leggere "Dannati" di Giovanna Mulas autrice candidata al Nobel per 2 volte, mi è piaciuto molto.Prima di questo ho letto l'ultimo di Soriga"il cuore dei briganti" due libri diversi fra loro ma da leggere .
Anto Inserito il - 26/08/2010 : 12:15:48
...interessante percorso..amici di paradisola...io dopo la -Sibilla Barbaricina- sono passata a -L'isola sotto il mare- di Isabel Allende...ogni tanto fa bene incontrare le civiltà degli altri e il cuore nascosto di altre anime...un saluto caro a tutti e naturalmente un proseguo d'estate con buone letture (anche io ho preso appunti sulle vostre indicazioni....grazie). anto
Pia Inserito il - 09/08/2010 : 14:42:42
Tempo fa vi consigliavo la lettura del romanzo di Eliano Cau "Per le mute vie", oggi, dopo la lettura di "Dove vanno le nuvole" e di "Adelasia del Sinis" posso confermare la bellezza letteraria dei suoi scritti. Secondo me Eliano Cau è un autore sardo da far emergere sul panorama letterario non solo isolano ma nazionale. Possiede una bella scrittura, ricercata, certo non banale, che lo colloca vicino ai grandi narratori del passato. Parla di Sardegna con una scrittura elegante e classica. Consigliato per chi vuole ritornare al bello scrivere, anzi al bel leggere, in un panorama letterario nazionale (e internazionale) ricco di testi ma povero di bellezza.

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