Ricami di rifinitura delle camicie
Stampato da: Forum Sardegna
URL Discussione: http://www.gentedisardegna.it/topic.asp?TOPIC_ID=14787
Stampato il: Oggi
Discussione:
Autore Discussione: sabry
Oggetto: Ricami di rifinitura delle camicie
Inserito il: 08/04/2010 10:28:04
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spostiamo ci qui ragazzi!
Risposte:
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 08/04/2010 10:51:58
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Perfetto.... è meglio
Autore Risposta: musthayoni
Inserita il: 08/04/2010 15:43:07
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... behh ... no sigheis? ...
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 09/04/2010 10:53:23
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ho trovato dei disegni molto carini. appena posso te li invio.
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 09/04/2010 11:17:08
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sabry ha scritto:
ho trovato dei disegni molto carini. appena posso te li invio.
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Grazie sabry... nel frattempo potresti anche parlare del ricamo bianco su bianco... del punto pieno... erba.... etcc... insomma di tutti quei punti che servono per ricamare bordini delle camicie 
o chiedo troppo?
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 09/04/2010 12:05:24
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certo! devo giusto fare un ricamino per la camiciola da battesimo di mia nipotina, ho tracciato stamattina il disegno. man mano ti mando i fotogrammi della lavorazione.
ciao
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 09/04/2010 12:24:03
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Scusate se mi intrometto ma tempo fa promisi a Pitta che le avrei postato delle immagini di camicie con ricamo a mosta e allora mi sono detto: Quale migliore discussione di questa per farlo? Grazie, saluti
Camicia festiva

Camicia giornaliera

Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 09/04/2010 13:08:37
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belle e particolari nella lavorazione
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 09/04/2010 13:11:53
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sono bellissime!
Autore Risposta: Tizi
Inserita il: 09/04/2010 13:19:51
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Belle e delicate nel ricamo, mi piace molto quella giornaliera, la trovo più delicata
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 09/04/2010 14:44:10
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pezzi splendidi entrambi, lipreferisco di gran lunga a qulle più recenti di cabras,caratterizzati de lavori complicatissimi e con fiori con petali in rilievo.. e alle tipoligie,certamente più recenti, ad intaglio.
.. come sono fatte? stramando opportunamente la tela in modo da ottenre con fermature di filo una piccola rete,sopra,con minuscoli punti filza verticali, orizzontali e obliqui si ricama il motivo... 8 tecnica in parte analogaa quella del filet ,di raro impiego nelle camicie) ecco,nugoresu le rifiniture del collo di queste camicie non stonerebbero sopra i tuoi coros.. ma dovrai fare agli archetti hce le rifiniscono in alto molto più piccoli...
santo il motivo della "pettorina"della prima camicia e' di origine rinaascimentale, di derivazione moresca , originato da ricami aristocratici a punto posato ( cioe' con cordicelle e fili variamente intrecciati e disposti applicati su stoffe a punti nascoati) osserva certi ritratti di enrico VIII e soprattutto coesvi italiani.... (motivi simili nei filet,ancora) venivano diffusi da modellari di ricami stampati sin dal primo trentennio del 1500 soprattutto a venezia... QUANTA STRADA HA FATTO QUESTO MOTIVO!!! siano a cabras
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 09/04/2010 20:14:56
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Sono contento che vi piacciano, questo è il tipo di ricamo che si considera più antico. In effetti, la seconda camicia è giornaliera ma fino agli anni'20-'30, quando hanno preso piede come festive le camicie ricamate ad intaglio, poteva essere festiva anch'essa.
Babbo, quante cose in un semplice motivo! Se la mia povera zia, che ha cucito entrambe le camicie, l'avesse saputo! Persino Enrico VIII! Il motivo de sa tzrughera della prima camicia è molto noto e diffuso: è detto sa mosta 'e s'aidi, per via dell'uva che compare nel disegno.
Saluti
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 10/04/2010 09:11:48
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Santo anche quello e' un classico di probabilissima origine rinascimentale ,penso diffuso attraverso i parati ecclesiatici 8 esiste nei filet, negli sfilati, nellecoperte ecc) da noi a ittiri le rappresentazioni dell'uva, certo perche' rappresenta la fertilità ed il sangue salvifico del cristo,sono usatissime,pensa ai grembiali festivi,ai veli a grembiali copricapo ecc..
il discorso festivo quotidiano ,hai ragione, non si può tagliarte con l'accetta, anche perchè le sfumature dei due ambiti erano molteplici.. per es: in ambito feriale unacosa era il vestito usato per spazzare il cortile, un'altra quello usato per recarsi in un ufficio a fare una visita ecc..
tua zia aveva le mani d'oro! ciao
Autore Risposta: musthayoni
Inserita il: 10/04/2010 10:13:01
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.. belle camicie Santo ... davvero spettacolari per la lavorazione minuziosa ...
... ma dimmi una cosa la parte centrale della pettorina restava solo sovraposta e quindi, teoricamente aperta .. oppure era chiusa con qualcosa anche se non visibile esternamente?
.. a proposito del disegno dei grembiuli in seta damascata ... lo sai che il tessuto era in uso anche da noi per giaccus e devantalis abbinati insieme ... poi ti dirò meglio in seguito ...
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 10/04/2010 11:36:25
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é vero, mia zia, ma anche mia nonna cucivano molto bene. Da ragazze, nel tempo libero, ci si dedicavano molto.
Mustha, l'unica chiusura sono i bottoni, per il resto tutto aperto, visto che la parte ricamata si sovrapponeva ad una liscia, delle stesse identiche dimensioni. Inoltre la cordicella de s'imbustu teneva tutto ben fermo. Quindi nessun pericolo!
Per la stoffa, ho risposto alla tua mail, grazie mille!
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 12/04/2010 09:28:44
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ok! è lunedì, dopo sabato e domenica passati tra dolcetti e torte per il compleanno de su "caganiu", iniziamo a matenere in propositi. nugoresu scusa se ti ho trascurato, ho iniziato il ricamo, ma non l'ho fotografato perchè il filo che mi hanno venduto per seta faceva leteralmente pietà (sintetico 100%) quindi ho disfato la parte iniziata, e stasera andrò a comprare il filo di cotone!
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 12/04/2010 10:18:29
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sabry ha scritto:
ok! è lunedì, dopo sabato e domenica passati tra dolcetti e torte per il compleanno de su "caganiu", iniziamo a matenere in propositi. nugoresu scusa se ti ho trascurato, ho iniziato il ricamo, ma non l'ho fotografato perchè il filo che mi hanno venduto per seta faceva leteralmente pietà (sintetico 100%) quindi ho disfato la parte iniziata, e stasera andrò a comprare il filo di cotone!
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Non preoccuparti sabry.. ho pazienza io..... ciaoo
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 12/04/2010 10:20:09
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Nugoresu ha scritto:
| sabry ha scritto:
ok! è lunedì, dopo sabato e domenica passati tra dolcetti e torte per il compleanno de su "caganiu", iniziamo a matenere in propositi. nugoresu scusa se ti ho trascurato, ho iniziato il ricamo, ma non l'ho fotografato perchè il filo che mi hanno venduto per seta faceva leteralmente pietà (sintetico 100%) quindi ho disfato la parte iniziata, e stasera andrò a comprare il filo di cotone!
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Non preoccuparti sabry.. ho pazienza io..... ciaoo
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ecco... inizia a ricordarmi che filo di cotone andrai a comprare... che n°? o che tipo? 
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 12/04/2010 12:01:44
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nonso ce ho capito bene:. filo di seta per le camicie? nonono! cvon tutti i lavaggi a cui sono soggette si spappolerebbe in fletta.. meglio nuon cotone,ciau
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 12/04/2010 12:10:28
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babborcu ha scritto:
nonso ce ho capito bene:. filo di seta per le camicie? nonono! cvon tutti i lavaggi a cui sono soggette si spappolerebbe in fletta.. meglio nuon cotone,ciau
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non babbo, filo di seta per la camiciola da battesimo!
Autore Risposta: musthayoni
Inserita il: 12/04/2010 12:16:47
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sabry ha scritto:
| babborcu ha scritto:
nonso ce ho capito bene:. filo di seta per le camicie? nonono! cvon tutti i lavaggi a cui sono soggette si spappolerebbe in fletta.. meglio nuon cotone,ciau
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non babbo, filo di seta per la camiciola da battesimo!
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... o Sabry ita ses cosendi una bambinedda?
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 12/04/2010 12:20:34
Messaggio:
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musthayoni ha scritto:
| sabry ha scritto:
| babborcu ha scritto:
nonso ce ho capito bene:. filo di seta per le camicie? nonono! cvon tutti i lavaggi a cui sono soggette si spappolerebbe in fletta.. meglio nuon cotone,ciau
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non babbo, filo di seta per la camiciola da battesimo!
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... o Sabry ita ses cosendi una bambinedda?
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no deu tengiu dus maschittedusu e mi bastanta! sa femminedda è de fradi miu!
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 12/04/2010 12:49:21
Messaggio:
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Nugoresu ha scritto:
ecco... inizia a ricordarmi che filo di cotone andrai a comprare... che n°? o che tipo?  
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per l'intaglio uso cordonetto 70/80 - per il resto del ricamo, non amo particolarmente il moulinè, prendo un tipo di filo che si usa singolo, resta bello e lucido.
non ho l'ettichetta però devo ricomprarlo stasera e ti faccio sapere
Autore Risposta: musthayoni
Inserita il: 12/04/2010 12:51:21
Messaggio:
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sabry ha scritto:
| musthayoni ha scritto:
| sabry ha scritto:
| babborcu ha scritto:
nonso ce ho capito bene:. filo di seta per le camicie? nonono! cvon tutti i lavaggi a cui sono soggette si spappolerebbe in fletta.. meglio nuon cotone,ciau
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non babbo, filo di seta per la camiciola da battesimo!
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... o Sabry ita ses cosendi una bambinedda?
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no deu tengiu dus maschittedusu e mi bastanta! sa femminedda è de fradi miu!
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... Sabry .. perdoa .. perou seu scallendimì dde s'arrisu .. sperendi dd'essi cumprendiu beni ..
.. in bidda tzerriaus bambinedda .. sa camisedda dde battiari .. kene castiai ki is pippius sianta maskus o femminas ... 
... ajhò .. naramì si seu deu ki no appu cumprendiu sa brulla o ses tui ..
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 12/04/2010 12:56:10
Messaggio:
però tui no di n'di podisi approffitai aici! no appu cumprendiu poita nousu da zerriausu cammisedda.
sigumenti poi in domu funti sempri seghendimi su stresciu cun custa pippiedda femmia ....
Autore Risposta: musthayoni
Inserita il: 12/04/2010 13:00:03
Messaggio:
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sabry ha scritto:
però tui no di n'di podisi approffitai aici! no appu cumprendiu poita nousu da zerriausu cammisedda. sigumenti poi in domu funti sempri seghendimi su stresciu cun custa pippiedda femmia ....
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.. ohi .. ohi .. sabry .. ses fendimì morri ... 



... a donnia manera giai ti cumprendu ka deu puru tengu dus maskus ...
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 13/04/2010 14:01:45
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finalmente mantengo le promesse fatte!
punto pieno - dopo aver traciato il disegno, si fa una filzina tutta intorno ...

poi, passando l'ago dall'esterno verso l'interno si ripassa il contorno per formare una sorta di cordoncino ...

dopodichè riempi la parte interna con punti a casaccio, fai in modo che l'imbottittura sia solo nella faccia buona, il lavoro viene più pulito dietro (nelle foto sopra si vede la parte pronta alla finitura)
ora il lavoro è pronto per essere finito. prendi il filo che devi usare e fai tanti punti vicini vicini fino a coprire tutta l'area.

finito.
questo è il metodo che mi hanno insegnato, io ho sostituito la filzina con il cordoncino direttamente con il punto era, viene benissimo lo stesso.
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 13/04/2010 14:05:00
Messaggio:
ecco il punto erba! facilissimo

Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 13/04/2010 14:08:32
Messaggio:
più chiaro di cosi'???
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 13/04/2010 14:11:43
Messaggio:
da qui puoi trarre qualche idea però i disegni devi farli in funzione della camicia, io non sò come è la vostra.

Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 14/04/2010 09:39:07
Messaggio:
Ti ringrazio tantissimo.... la mia testolina ha preso a girare a 15.000 giri/min..... non vedo l'ora di provare per fare pratica .... Grazieeee
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 14/04/2010 11:34:26
Messaggio:
nugoresu:sei incorregibile,ma anche sostro e ampuriesu non sono diversi!
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 14/04/2010 13:00:04
Messaggio:
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babborcu ha scritto:
nugoresu:sei incorregibile,ma anche sostro e ampuriesu non sono diversi!
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Ehehehe che mi abbiano contaggiato?
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 14/04/2010 13:44:18
Messaggio:
i contagi sono reciproci.. la madre si sostro dice che da quando ha conosciuto me ,il figlio e' peggiorato ( nel senso che gli e' aumentata la passione per i costumi)
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 15/04/2010 13:19:08
Messaggio:
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babborcu ha scritto:
i contagi sono reciproci.. la madre si sostro dice che da quando ha conosciuto me ,il figlio e' peggiorato ( nel senso che gli e' aumentata la passione per i costumi)
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Ahahaha hai una bellissima responsabilità però!!!!!
Autore Risposta: itria
Inserita il: 26/04/2010 12:00:40
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i vostri ricami sono bellissimi...
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 26/04/2010 12:32:28
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tuti bravi qui: anche tu Itria ( ciao , come stai??) mi sa che te la cavi bene!!!
Autore Risposta: Nevathrad
Inserita il: 27/04/2010 11:55:31
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santobevitore ha scritto:
Scusate se mi intrometto ma tempo fa promisi a Pitta che le avrei postato delle immagini di camicie con ricamo a mosta e allora mi sono detto: Quale migliore discussione di questa per farlo? Grazie, saluti Camicia festiva Camicia giornaliera
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Quanto sono belli! Il secondo ha la grazia di uno Chantilly...
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 25/11/2010 17:02:05
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Sartinocchja, ho ripreso questa discussione che mi sembra più adatta all'argomento di cui parli.
Per quanto riguarda i ricami delle camicie, variano a seconda delle zone. Tu a quali ti riferisci?
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 26/11/2010 10:22:20
Messaggio:
Grazie santobevitore, si vede che sono nuova del forum, non ridete ma io mi sono fermata alla prima pagina di discussioni, ora vedo tutto il materiale che avete prodotto e non vedo l’ora di leggermi tutte le discussioni. Non vorrei dire o chiedere delle cose che già sono state trattate nel forum. Mi rendo conto di essere stata molto generica.
Io provengo da un piccolo (ma bello) paese dell’alta Marmilla. Con mio dispiacere abbiamo solo un costume antico di fine ‘800. Mi sto impegnando non solo per recuperare quello del mio paese (per amore personale) ma anche dei vari tipi di ricamo e tecniche utilizzate nell’isola non solo per confezionare questo capo in particolare ma dell’abito in generale.
Per ora le informazioni che ho sono molto generiche e sono: (non ho ancora visionato la bibliografia al riguardo fra cui: Emanuel Domenech, Pastori e banditi, ed. Zonza Editore, 2008.
Claude Antoine Valery
David Herbert Lawrence
Vittorio Angius (1833)
Baldassarre Lucianu, Cenni sulla Sardegna, (1843)
Della Marmora nel cap. IV del “Voyage en Sardaigne”
Collezione Luzzietti, Biblioteca Universitaria di Cagliari, sotto la collocazione M.258
Raccolta Cominotti (giugno 1824 - maggio 1826), Biblioteca Universitaria di Cagliari sotto la collocazione M.257.
Raccolta di costumi sardi eseguita ed offerta a S.A. Reale il Principe Umberto dal Cavaliere Simone Manca di Mores (acquerelli del 1861-1876).
La Sardegna nelle incisioni del secolo XIX - a cura di Luigi Piloni - Ed. del Banco di Sardegna MCMLXXIX (1979).
Costumi sardi - Carta Raspi - Ed. Fondazioni Il Nuraghe, 1930.
Le isole dimenticate: la Sardegna - Gaston Vuillier (scritto relativo ad un viaggio compiuto nel 1890).
Flavio Orlando Guido Colucci, alla ricerca delle vestiture tradizionali sarde, Delfino Edizioni, pagine 231)
La camicia è esclusivamente di colore bianco, in tela di cotone (raramente in lino) questo vale per tutti i costumi della Sardegna sia maschili sia femminili.
La camicia femminile poteva essere più o meno scollata (a forma rotonda o a v) plissettata, adornata nel collo, pettina, e maniche da ricami e impreziosita ulteriormente da pizzi a uncinetto o merletti.
La manica molto ampia può essere semplice o a “Sonette” cioè stirata a pieghe orizzontali. I polsini possono essere in alcuni casi portati rivoltati.
Ma spesso non vi è descrizione del tipo di ricamo. Nel mio caso la mia camicia è ricamata con punti classici: come punto pieno, erba, palestrina, punto piatto, punto inglese ecc. Sfilature e retini di fondo.
Per ora io ho notizia (ma ripeto non ho ancora avuto modo di visionare o leggere la bibliografia sopra citata) che nei ricami di Teulada si usa il punt'e nù, il punt'a broru ed il puntu vanu.
Grazie ad Ampuriesu per la chiarissima descrizioni del punto che nella sua zona è chiamato LU RAZZONI o L'ALCHITTU. Ora devo terminare altri ricami ma poi mi voglio commentare pure io nell’esecuzione. Babborcu ci dice che si tratta del ricamo su tela pieghettata, ha origine aristocratica e che almeno dal 1400 si e' diffuso in tutta Europa a livello anche popolare ( costumi spagnoli e slavi ad esempio) ... in Sardegna aveva largo impiego e raggiunge particolare raffinatezza.
Un altro tipo di ricamo utilizzato e “Ricamo a mosta” quelli appunto che hai mostrato tu (veramente belle, le utilizzerò come modello).
Forse ho complicato ancora di più le cose. Ma ripeto non ho ancora letto tutto e non so se queste informazioni sono già nel forum. Grazie
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 29/11/2010 07:41:24
Messaggio:
Toc toc, c’è nessuno? 
Intendevo cimentare e non commentare (lapsus).
Domande:
Nei topic letti per quanto riguarda il Costume Sardo, ho visto l’immagine della camicia di Oristano e del suo ricamo a punto chiacchierino, non ricordo chi dice che prima (poi c’è stata l’introduzione dell’intaglio) le camicie erano ricamate tutte così. Mi sono chiesta se è possibile?
Su internet ho letto che il pizzo Chiacchierino “(…) è un pizzo Vittoriano, ma le sue origini sono più remote. In Oriente venivano eseguiti pizzi a modo di frange e ne furono trovati nelle tombe egiziane; questa tecnica venne poi propagata in tutto il mondo e per questo fatto il suo nome originario è stato dimenticato. In Oriente era chiamato “Makouk” poiché come tale si chiama la spoletta; in Italia il suo nome sarebbe “Occhi” per la forma dei suoi anelli coi picot; in Francia “Frivolité”; in Germania “Schiffshenarbeit” (sinonimo di navetta). Il nome inglese è “Tatting” che significa il parlare fitto fitto sotto voce; forse da questo proviene il nome di “Chiacchierino” comunemente usato da noi .. ecc.”.
Come è arrivato in Sardegna, quando e dove?
Per quanto riguarda il “ricamo a mosta”, nel riprendere il disegno su carta della camicia di Santobevitore (la pettorina della prima camicia) mi sono resa conto che è molto simile ai disegni che preparavo per i tappeti della mia mamma.
Nella descrizione che date per la realizzazione del punto (stramando opportunamente la tela in modo da ottenere con fermature di filo una piccola rete, sopra, con minuscoli punti filza verticali, orizzontali e obliqui si ricama il motivo...) Babborcu dice che la tecnica in parte analoga quella del filet, di raro impiego nelle camicie, (ora spesso i disegni del filet vengono utilizzati anche per i tappeti quindi per le camice? Posso azzardare questo passaggio?
Sempre Babborcu spiega che il motivo è di origine rinascimentale, di derivazione moresca. Santobevitore spiega che il motivo rappresentato nel collo della prima camicia si chiama sa mosta 'e s'aidi, per via dell'uva che compare nel disegno. Sempre di origine rinascimentale come dice Babborcu “(…) penso diffuso attraverso i parati ecclesiastici (esiste nei filet, negli sfilati, nelle coperte ecc) da noi a Ittiri le rappresentazioni dell'uva, certo perché rappresenta la fertilità ed il sangue salvifico del cristo,sono usatissime,pensa ai grembiali festivi,ai veli a grembiali copricapo ecc..).
Spero la ricostruzione dei passaggi sia giusta.
Chiedo se esistono altri motivi di origine rinascimentale e non impiegati nei ricami delle camicie (non so se estenderlo anche per i ricami impiegati nei in tutti i capi che compongono i vari costumi. Penso al pavone utilizzato per il costume di Atzara, i motivi floreali stilizzati “sos lizos” del costume di Orgosolo) e il loro significato.
Qualcuno ha notizie di altri punti particolari (esp. come il punto vanu o il punto Teulada), delle foto, o dei libri da consigliarmi nello specifico?
Scusate per la lunghezza del messaggio.
Grazie anticipatamente per le risposte, aspetto fiduciosa
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 29/11/2010 10:14:49
Messaggio:
Ciao Sartinocchja, scusa ma ho avuto un fine settimana tutto di corsa e non ho avuto tempo di rispondere, cerco di farlo ora, con quello che so!
Dunqua, la "camicia di Oristano" (che di Oristano non è, ma di Cabras. Chi postò la foto ha omesso la cosa), è abbastanza recente: è una camicia a pitzu, con lo sparato triangolare; infatti si chiude dietro per cui, davanti, le asole sono solo ornamentali. Si tratta di una tipologia che fu inventata a Cabras negli Anni Cinquanta. Il chiacchierino che la orna, dunque, non è strettamente tradizionale ma fa parte di quelle tecniche insegnate alle ragazze dalle suore degli asili presso le quali le ragazza andavano a cucire.
L'apertura degli Asili Infantili, e quindi l'arrivo delle suore nei paesi, risale, grosso modo, agli Anni Venti e in molti centri costituì una piccola rivoluzione; infatti le suore insegnavano nuove tecniche e nuovi punti che le ragazze più sveglie applicarono nella confezione di parti del costume. Faccio un esempio: prima degli Anni Venti, le camicie cabraresi festive erano quasi tutte a mosta, con trapaduras (sfilature), molto semplici. I disegni erano più tradizionali e "geometrici". Dopo l'arrivo delle suore, si introdussero quelle con ricami elaborati, barrette tipo intaglio, sfilature complicate e elementi con un effetto "rigonfio". I disegni sono più naturalistici: rami di rose, pansé, margherite, spighe, ghirlande e la superficie ricamata si fa sempre più estesa. Negli anni Cinquanta si inventa quella a pitzu che spesso presenta, per fiori e foglie, applicazioni tridimensionali e rifiniture a chiacchierino.
Quanto ai motivi più antichi, continuarono ad essere usati per le camicie delle anziane o per quelle più giornaliere. Tra queste c'è sa mosta 'e s'aidi, sa mosta 'e is arrosas, quella de is cugutzuas (una specie di fiore), sa mosta 'e is corus, de is rughis e tante altre. Per fare un parallelo con i tappeti, una mosta per camicie riporta quelle stelle a 6 punte che vediamo in tantissimi tappeti sardi.
Io però non sono espertissimo, so qualcosa di più della mia zona, quindi Babborcu, intervieni per favore!
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 29/11/2010 18:02:04
Messaggio:
Ti ringrazio per le informazioni Santobevitore (aspetto fiducioso pure io che il Prof. D. dica qualcosa), da quanto mi dici prima del 1920 si usava il punto “a mosta” pure io trovavo strano la cosa (tieni presente che le mie conoscenze sul costume si limitano solo all’abc per ora … col tempo spero di arrivare alla z
vita permettendo).
Quindi la camicia che hai descritto si chiama “camicia a pitzu” ( con lo sparato triangolare; infatti si chiude dietro per cui, davanti, le asole sono solo ornamentali) inventata a Cabras negli anni ’50. Mentre il pizzo chiacchierino è stato introdotto a Cabras con l’apertura degli asili anni ’20.
Mi domando: È l’apertura degli asili gestiti dalle suore che ha permesso che le persone potessero imparare queste tecniche di ricamo che altrimenti restavano celati dentro i monasteri. Non l’arrivo delle suore?
Indichi anche altri motivi, cerco di tradurre (con mio rammarico le mie conoscenze della lingua sarda sono limitate, credo di parlare come te il Campidanese ma non ho mai scritto nulla, e molti termini da noi non si usano più) sa mosta ‘e s'aidi (figura dell’uva) sa mosta 'e is arrosas (delle rose), is cugutzuas (una specie di fiore come dici tu. Ti chiedo che genere) sa mosta 'e is corus e de is rughis cosa sono? Ti chiedo molto se ci sono dei disegni o immagini di queste camicie.
Resta l’interrogativo se anche in altre parti della Sardegna si usa questo tipo di pizzo, (quando e com’è stato introdotto).
Per i ricami elaborati cui ti riferisci (nella mia non c’è l’intaglio) ma sono presenti punti classici come il punto pieno (quando parli di elementi con un effetto, "rigonfio" ti riferisci al punto pieno?), per trapaduras ti riferisci alle sfilature (che da noi credo, si chiamano “sprighita traballara” .. spero di non aver scritto un’oscenità) e retini di fondo semplici, i fiori sono molto stilizzati, è presente l’uva.
Mi domando è possibile che questo tipo di ricamo sia presente anche prima degli anni ’20, nelle camicie del costume.
Per quanto riguarda la stella a 6 punte effettivamente è presente nei tappeti della mia mamma. Bene.
Grazie da Sartinocchja 
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 30/11/2010 10:14:03
Messaggio:
Circa l'arrivo delle suore, in verità, non so moltissimo. Ti posso dire che a Cabras arrivarono intorno agli Anni Venti, su richiesta del parroco, che affidò loro la gestione di un Asilo Infantile (prima inesistente). Credo che sia accaduto altrettanto in molti altri paesi.
Al mattino si occupavano dei bambini mentre, nel pomeriggio, facevano il catechismo ai bambini e insegnavano il ricamo (ma anche il catechismo) alle ragazze, che andavano appositamente all'asilo per questo.
Prima del loro arrivo queste stesse mansioni (insegnamento del catechismo e del ricamo alle bambine) erano svolte da is maistas de così (maestre di cucito): si trattava sempre di signorine che, in cambio di qualche dono, se molto povere, insegnavano sa dottrina (il catechismo) e i primi rudimenti del cucito. Finché l'insegnamento restò nelle loro mani, si insegnavano sempre gli stessi punti e gli stessi disegni, molto più tradizionali rispetto a quelli delle suore che non portarono solo nuove tecniche, ma anche riviste e disegni per ricami, prima quasi del tutto sconosciuti.
Il punto pieno, di cui tu parli, esisteva anche prima ma il suo uso era limitato ai piccoli motivi de sa tzrughera, lo scollo della camicia (a Milis invece si faceva anche su pettus della camicia, ricamandolo con motivi floreali piccoli e regolari): le barrette dell'intaglio erano praticamente sconosciute.
Da noi si chiama spighitta l'orlo a giorno e tutte le sue varianti, is trapaduras sono delle sfilature che si usano sia per il fondo, sia per l'nterno di foglie e petali (forse sono i retini di fondo di cui parli).
Sa mosta 'e is corus è il disegno con i cuori, sa cugutzua è la cima del carciofo selvatico, sa mosta e 'sa rughi è un disegno con croci. Credo di poterti fornire la foto di qualcuno di questi motivi, devo solo andarne alla ricerca!
Sono stato un pò lungo, scusami, ma anche io sto imparando questi nomi e ancora non me ne intendo molto. Appena posso ti metto qualche foto per spiegare meglio. Però non lasciatemi da solo, intervenite, ajò!
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 30/11/2010 13:39:12
Messaggio:
le camicie antiche erano quasi sempre caratterizzate da una relativa semplicità.. i punti erano piccoli, le parti ricamate erano ristrette, i moduli decorativi erano medi o piccoli.. progressivamente si e' avuto un arricchimento e a volte uno "snaturamento" ( quando ci si e' allontanati macroscopicamente dai moduli tradizionali) in alcuni centri, per contro ,vi e' stata una semplificazione con pizzi commerciali, ricami a macchina ecc..
il chiacchierino, nonostante sia di origini antiche, era poco usato nella tradizione più radicata ( io non lo amo, ma e' una questione di gusti.. o forse sono consapevole che una caratteristica dei ricami delle nostre camicie e' una certa cosistenza, un aspetto forte e a tratti un poco rude che contrasta con l'aspetto leggero e lezioso del chicchierino) ed era adottato spesso per"restauri" o si tratta di innovazioni recenti.. cosi' come anche il classico filet..
pensiamo sempre che la camicia doveva durare una vita e resistere a lavaggi, apprettature stirature..
la decorazione "antica" e' sempre geometrica, stilizzatissima e misurata..
aldilà del razzoni o coro opuntu vanu, i punti più classici sono il punto nodo ( non limitato a teulada) il punto pieno ,erba e lo sfilato e il punto in aria.... anche l'intaglio e certi retini sono più"moderni"
concordo con tutto quello che ha osservato santobevitore...
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 30/11/2010 21:51:25
Messaggio:
Grazie Santobevitore, hai anticipato le risposte alle domande che volevo porre: dove si formavano le ricamatrici prima dell’arrivo delle suore (da piccola in paese ricordo che c’era una signora come quelle che descrivi tu “is maistas de così (maestre di cucito)” Mente nel paese di mia madre questo compito era affidato a una “nobildonna”.
Tu dici che “(…) Finché l'insegnamento restò nelle loro mani, si insegnavano sempre gli stessi punti e gli stessi disegni, molto più tradizionali rispetto a quelli delle suore che non portarono solo nuove tecniche, ma anche riviste e disegni per ricami, prima quasi del tutto sconosciuti)”. La mia domanda è, per secoli i ricami sono rimasti sempre gli stessi? In quali circostanze ci sono stati dei cambiamenti (penso ai disegni che sono stati introdotti con i paramenti sacri. O l’arrivo di forestieri ecc.) ma forse qui sto spostando il discorso anche su altri capi del vestiario e non più solo per la camicia.
Per il punto pieno ho capito, pure non ho mai abbinato l’intaglio, se pur bello, al costume antico.
La camicia del mio costume ha la manica (rivoltata) abbastanza ampia adornata da un pizzo in cotone. Mentre su pettus è ricamata, meno direi una via di mezzo fra come quella festiva e giornaliera che hai mostrato tu. La nostra come taglio ricorda quella maschile solo che non ha il collo.
Ora qui mi perdo (faccio fatica ad abbinare i vari nomi dei ricami in sardo con quelli in italiano ma vediamo se ho capito),
“su puntu a mosta” Cabras (come posso chiamarlo in italiano?
punt'e nù, (punto nodo? Teulada, altri centri ?
il punt'a broru ?
Il “puntu vanu” (o ricamo su tela pieghettata) su coro nel nuorese, su bastonette in gocena, sa crocciadura a busachi, puntu vanu a samucheo e nei campidani, razoni in gallura, alzhittu a budduso' e ala', su lauru a thiesi, su lea e lassa ( prendi e lascia, proprio come la tecnica esecutiva ) o su tgne e lassa nel logudoro.
(cont' e trama), tecnica a fili contati Sulcis-Iglesiente
(s'intagliu) dell'intaglio Sulcis-Iglesiente
sfilature trapaduras Cabras ?
(“sprighita traballara”) L’ orlo a giorno, punto quadro?
Che differenza c’è fra punte a mosta/ sfilature/cont’e trama)?
Ti ringrazio per le foto e disegni che mi vorrai mandare, sei stato chiarissimo
.
Passo ora alla risposta di Babborcu.
La ringrazio Prof. D., spero di essere precisa
(posso prendere la data di Santobevitore cioè prima del 1920 per definire una camicia antica?)
Quindi alla descrizione che ho fatto della camicia in generale devo aggiungere che prima del 1920 (ipotizzo) (…)le camicie antiche erano quasi sempre caratterizzate da una relativa semplicità.. i punti erano piccoli, le parti ricamate erano ristrette, i moduli decorativi erano medi o piccoli.. questo vale per tutte le camice dell’isola? C’è una distinzione fra quelle maschile e femminile?)
La precisazione che lei fa “(…)progressivamente si e' avuto un arricchimento e a volte uno "snaturamento" ( quando ci si e' allontanati macroscopicamente dai moduli tradizionali) in alcuni centri, per contro, vi e' stata una semplificazione con pizzi commerciali, ricami a macchina ecc..)”, credo sia molto importante. Le nostre nonne erano molto sagge ma soprattutto indossavano il vestito tutti i giorni, (io credo sia questo la differenza fra chi lo indossa una volta l’anno e chi lo indossa/o lo indossava nella quotidianità, si capiscono molte cose).
Mi domando se non bisogna però fare una distinzione o se è possibile fare questa distinzione: fra chi aveva un solo abito massimo due e chi aveva più abiti e non fare dei lavori, in entrambi i casi il ricamo era uguale? (Forse non ho formulato chiaramente la domanda, ma sto cercando di capire)
Anche per la decorazione antica posso utilizzare come riferimento prima del 1920,
mentre per più moderni (ipotizzo) non prima del 1950?
Sono punti della tradizione antica (razzoni o coro opuntu vanu), punto nodo ( non limitato a teulada) il punto pieno ,erba e lo sfilato e il punto in aria....
Mente più moderni l'intaglio e certi retini.
Scusate per la lunghezza del messaggio.
Grazie anticipatamente per le risposte.
Sartinocchja 
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 01/12/2010 10:07:53
Messaggio:
Questa è una camicia festiva, dagli Anni Venti in poi. Punto pieno, trapaduras e spranghettas (le barrette). Si chiama camicia a petus, per distinguerla da quella a mosta

Questa è un'altra camicia festiva, anno 1937, apparteneva a mia nonna. Punto pieno su sfilato (camisa cun pettus a fundu trapau).

Questa è una camisa a pitzu, così chiamata per la forma triangolare. Risale agli Anni Cinquanta o Sessanta, usata per le nozze. Punto pieno, sfilature (trapaduras), barrette e applicatzionis tridimensionali.

Spero che così la faccenda sia ancora più chiara!
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 01/12/2010 12:51:34
Messaggio:
Scusa Santobevitore ma aspettavo la risposta dello staff sulla lunghezza dei messaggi (ma non arriva
).
Le camicie che vedo sono tutte belle (grazie perché così le posso guardare da vicino
). L’ultima è quella ti dicevo (ora capisco cosa sono le applicazioni tridimensionali), anche la prima compare spesso nelle foto, mentre quella di tua nonna è molto bella. Il disegno è molto delicato e fine. Per me è la prima volta che ho occasione di vederle (dopo quelle che tu hai mostrato da uomo).
Complimenti alla tua nonna non solo per i ricamo ma anche per averle preservate nel tempo e a te per averle riprese e proposte.
Circa la chiarezza della faccenda (la tua affermazione un po’ m’ inquieta) io sono ancora in alto mare devo apprendere e metabolizzare tante informazioni, non mi scoraggio, ci vuole tempo.
Parlavo seriamente quando ho detto che sei stato chiaro nel descrivermi l’evoluzione delle camicie (mi rendo conto di fare tante domande, scusate, però sono fiduciosa per le risposte
).
Ti ringrazio Sartinocchja.
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 01/12/2010 13:24:21
Messaggio:
Sartinocchja, solo ora mi rendo conto che la mia ultima affermazione sembra un pò scortese! Scusami davvero, mi sono espresso male, volevo dire che speravo che le foto ti aiutassero a capire ancora meglio!
Però non ho mai postato camicie maschili, quelle due camicie a mosta sono da donna. Le camicie maschili hanno un taglio diverso, sono in lino tessuto a mano e hanno delle decorazioni semplicissime. Sa mosta è in prevalenza femminile, anche se ho sentito parlare di qualche camicia da uomo con mosta sottilissima, ma non ne ho mai vista una.
Sono contento che ti piacciano e cspero he possano esserti utili, ti assicuro che viste dal vivo sono anche più belle, almeno per me, che ho con questi oggetti un forte legame affettivo.
Quanto alla tua domanda sui disegni, io credo che ci sia stata una sedimentazione di motivi avvenuta nel tempo. Alcuni disegni sembrano più antichi (penso all'uva, alle croci, alle decorazioni geometriche) altri sembrano di tipo ottocentesco (le rose). Si è trattato di un'evoluzione lenta, secondo me. Un pò come accade per alcuni tessuti al telaio, bettuas o coberri bancus, che presentano motivi antichissimi e motivi di matrice ottocentesca. Negli Anni Venti sono arrivati i disegni Liberty che si sono ben amalgamati con quelli più tradizionali: ad esempio ci sono tantissime camicie con pettus a mosta, magari con motivi antichi (uva, rombi, etc...) e tzrughera a motivi Liberty, con punto pieno e trapaduras. Alla fine anche questi motivi sono diventati tradizionali, visto che spesso le ricamatrici inventavano, reinterpretavano e variavano a seconda del gusto, della manualità e del tempo di cui disponevano.
Grazie a te che sei così gentile da starmi a sentire: tutti abbiamo sempre da imparare e tu farai anche presto, visto che mi sembri davvero appassionata! Perciò, chiedi tutto quello che ti passa per la testa: se saprò rispondere ne sarò lieto, altrimenti giriamo tutto al grande Babbo, lui lo saprà di sicuro!
Saluti
Autore Risposta: musthayoni
Inserita il: 01/12/2010 15:35:32
Messaggio:
.. belle foto Santo .. e lo stesso dicasi per le camicie ... io cmq vi sto seguendo con interesse .. pertanto non sentirti solo .. e poi Babbai è sempre li ... a dire con maestria la sua 
Autore Risposta: Nevathrad
Inserita il: 01/12/2010 17:58:50
Messaggio:
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santobevitore ha scritto:
Questa è una camicia festiva, dagli Anni Venti in poi. Punto pieno, trapaduras e spranghettas (le barrette). Si chiama camicia a petus, per distinguerla da quella a mosta
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Definire questi capi uno splendore è far loro torto...
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 02/12/2010 07:54:22
Messaggio:
Grazie Santobevitore, pure io sarò lieta di ascoltare tutte le tue spiegazioni (e quelle di chiunque aggiunga tasselli al mio sapere)
.
Come vedi non mi smentisco quando dico che sono ancora in alto mare, che devo apprendere e metabolizzare tante informazioni
(non sto qui a spiegarti che giro contorto o fatto mentalmente per arrivare a una simile conclusione ma c’è un motivo).
Forse a scusarmi devo essere io, non solo con te (effettivamente le tue ultime parole erano un pò ambigue ma il mezzo con cui comunichiamo non aiuta) ma anche con il resto dei partecipanti a questa interesante discussione. Rileggendo i messaggi mi sono resa conto di aver un po’ invaso questo spazio con le mie domande e lunghezza dei messaggi. Non era mia intenzione ma come dici te sono molto appassionata in particolare per il costume (sono quasi 10 anni che sto cercando di creare mentalmente … prendo a prestito le parole di Babborcu che sintetizza bene ciò che ora voglio dire “(…) il possesso di un sistema vestimentario tipico non si improvvisa e non si ottiene rapidamente e' difficile riannodare tradizioni scomparse... occorre che esse siano calate sull'humus giusto”. Ma visto la gaffe di prima devo dire con scarsi risultati). In generale ricordo che da piccola rimproveravo la cicogna di un suo errore circa l’abbandono posticipato della mia persona, mi rivedo mentre dico a mia madre che la cicogna doveva lasciarmi nei pressi del Gennargentu, per me allora massima espressione di appartenenza a questa terra.
Cercherò di essere molto sintetica
(mi scuso con te e con il resto dei partecipanti se chiedo o formulo interrogativi che sono già stati trattati, precedentemete). Le informazioni che mi dai sull’evoluzione dei disegni sono molto importanti, le integro con tutto il resto.
Adesso sospendo il mio bisogno di voler precisare date e nomi vari e mi soffermo sul ricamo della camicia di tua nonna. Non faccio fatica a immaginare i passaggi per l’esecuzione della rete (2x2), e della successiva creazione del disegno quando si tratta, de “sa mosta” poiché ho già ricamato qualcosa di simile. Quello che non capisco e come si possa eseguire il punto pieno sopra? O almeno a me i passaggi sembrano questi.
Rivolgo l’interrogativo a tutti naturalmente, spero di essere rimasta in tema con la discussione. Vi ringrazio Sartinocchja
.
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 02/12/2010 12:43:06
Messaggio:
Mustha e Neva, grazie per l'apprezzamento, solo ora certe persone cominciano a capire l'importanza di questi manufatti e la necessità di tramandare alle generazioni che verranno queste forme di artigianato capaci di esprimere la creatività dei singoli. Ma la strada è ancora lunga e le cose fatte maldestramente a macchina bloccano il passaggio...
Sartinocchja, non scusarti per la lunghezza, ci mancherebbe! Tu chiedi pure tutto quello che vuoi e sarà come una chiacchierata tra amici! Ti capisco bene, anche a me piace saperne sempre di più e trovare questo forum è stata una vera fortuna.
Per quanto riguarda il ricamo di cui tu parli, premetto che io non so attaccare neanche un bottone ma ho la fortuna di conoscere una persona che ricama e confeziona camicie, quindi gliene ho visto fare una molto simile. Prima di sfilare la rete, occorre ricamare il disegno a punto pieno, anche i dettagli più minuti. Solo dopo si procede alla sfilatura della trama di fondo: é un lavoro che richiede pazienza, specialmente se il disegno è complicato. In ogni caso, questo tecnica è ritenuta più semplice rispetto a su pettus a spranghettas e trapaduras, per il quale occorrono ulteriore perizia e attenzione nel ritagliare.
Saluti
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 03/12/2010 08:40:12
Messaggio:
Ok, allora i passaggi sono quelli soliti che avevo escluso, visto che nella camicia di tua nonna il ricamo è così esile che sembra sopra, (se provo a ingrandire la foto, sfuma l’immagine). Per i ricami a spranghettas e trapaduras della camicia “su pettus”, per mia esperienza e per come dici te sono molto più complicati.
Volevo ritornare ai disegni, quelli impiegati nella camicia di Cabras hai detto sono:
sa mosta ‘e s'aidi (figura dell’uva) diffuso attraverso i parati ecclesiastici (rappresenta credo un po’ ovunque la fertilità ed il sangue salvifico del cristo, questo in ambito Cristiano ... sarebbe interassante indare anche fra simboli sacri e quelli profani).
sa mosta 'e is arrosas (delle rose),
is cugutzuas (cima del carciofo selvatico)
sa mosta 'e is corus (disegno con i cuori)
e de is rughis(disegno con croci)
Naturalmente dietro ogni disegno c’è tutta una storia del perché è usato (tralascio altrimenti in messaggio diventa chilometrico e vado fuori tema) mi chiedevo se ne esistono altri oltre a questi impiegati per la realizzazione delle camice (sicuramente è così ma volevo avere notizia se è possibile). Un esempio può essere la realtà di Teulada dove i disegni sono numerosi, dove alcuni di questi si prestano meglio per la realizzazione del “punt’e nù (figure geometriche), altripper il “punt’a brodu”(realizza motivi di ornato finissimo).
I due tipi di ricamo sono impiegati anche come distinzione fra il maschile (“punt’e nù) e il femminile (“punt’a brodu”), “sprigitta acrobada” per la camicia maschile, “sprighitta a tres ogus” per quella femminile, e “sa perr’e sa rosa” della “peturina” maschile. Questa regola è ancora oggi rispettata da chi confeziona i capi. E mi sembra di capire che non vi siano stati degli stravolgimenti nel corso dei secoli.
La realtà di Teulada può dare risposta alla domanda che avevo posto in precedenza se per tanto tempo (anche secoli e fino ai giorni nostri) i ricami/disegni sono rimasti sempre gli stessi.
Mi chiedo se quello di Teulada sia un caso unico o se esistono altri casi nel resto della Sardegna?
Grazie Santobevitore per questa chiacchierata fra amici pure io considero una fortuna aver trovato questo forum (vedi presentazione). A si intendi prestu.
Autore Risposta: maria
Inserita il: 03/12/2010 09:59:49
Messaggio:
@santobevitore
stupende le camice

Autore Risposta: milly73
Inserita il: 03/12/2010 20:01:41
Messaggio:
@ Santobevitore
sono bellissime, la mia preferita è la prima, che mani d'oro chi le ha ricamate 
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 06/12/2010 10:11:24
Messaggio:
Grazie Maria, grazie Milly: è vero, chi le ha ricamate aveva le mani d'oro ma anche la volontà d'imparare e di creare qualcosa di bello. Forse è questo che manca oggi, chissà...
Sartinocchja, torniamo a noi! Credo che il ricamo della camicia sia così delicato per due ragioni: la prima è che, a quanto mi dicono, oggi il filo da ricamo è più spesso di quello antico (infatti c'è chi usa filo da cucito per le sfilature, in modo che il risultato sia simile al lavoro antico), la seconda è che, dal 1937 ad oggi, quella camicia ha subito talmente tanti lavaggi ed è stata indossata così spesso che credo che si sia assotigliato parecchio sia il tessuto che il ricamo!
Per quanto riguardai disegni, is mostas che ti ho indicato sono solo una piccola parte: penso ne esistano almeno un centinaio, per non parlare di quelle simile ma non identiche tra loro.
Questi disegni circolavano in un modo consueto nel passato. Se piaceva un certo motivo, si chiedeva in prestito, e questo veniva copiato su un rettangolo di tessuto rado, spesso usando un filo colorato. Col tempo, questo rettangolo di tessuto si riempiva di motivi e costituiva un vero e proprio campionario di punti e disegni, noto col nome di canovacciu.
Su canovacciu veniva prestato e chiesto in prestito, così i disegni venivano tramandati e fatti circolare. Questo spiega l'enorme varietà ma anche il motivo per cui disegni così antichi sono arrivati fino ai giorni nostri!
Cari Saluti
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 06/12/2010 17:36:20
Messaggio:
sartinocchija, innanzitutto non chiamarmi professore,, perchè non lo sono e perchè mi fai sentire vecchio..
tu oscilli fra una necessità di sintesi e una di analisi.... il tuo desiderio di chiarezza chiede risposte certe e "comuni".. impossibile! benchè prima ti abbia dato una sorta di regola.. ci sono realtà singole che la negano .. ogni centro credo abbia una storia diversa...
ti faccio l'esempio di Oliena... parlo delle camicie di gala femminili... sino a fine ottocento c'era una relativa semplicità, ugualmente il coro, ma piccolo e fine e polsi e collo erano ricamati a punto pineo erva ecc senza troppi effetti di traforo... se osserviamo le camicie anni 50 vediamo un restyling... le maniche si fanno amplissime, il coro si allarga, lo sparato anteriore e' chiuso da una striscetta ricamata e coprattutto collo e polsi si ornano di apli ricami traforati, con retino e punto in aria che formava archetti.. ( e' ovvio che le camcie quotidiane e dei ceti poveti fossero semplici)
esempio di ittiri... sino al 1920 circa camicie di tela sostenuta.. aperte avanti e dietro, con asole in entrambe le parti per "girarle" ,, alcune hanno sia un lato festivo ( con asole per bottoni grandi) sia un lato feriale,con asole piccole... l'unico vezzo e' la trinetta allo scollo.. larga circa 1/ 1,5 cm. ricamata a punto nodo piccolissimo ... ci aspetteremmo che ,come tutto l'abbiagliamento ittirese, questa si arricchisca, invece no.. perchè la sciarpetta che la copre frena l'arricchimento.. dagli anni 50 in poi di introducono tele finissime e vengono eseguiti ricami banali a macchina e si applicano pizzi sangallo...
pendo che le camicie ottocentesche fossero, comunque, quasi tutte relativamente semplici... le trasformazioni avvenivano lentamente ,per gradi...
quel che ha trasformato mascospoicamente le camicie, sono le influenze esterne che via via arrivavano ed erano "scelte" ed adattate e assimilate,, ma l'emulazione data dalle parate del folklore, dove si ha un imput alla spettacolarizzazione..
santo: bellissime anche queste ultime ( e intravvedo dei fazzoletti che ummm!!!) ma, e' inutile.. l'ultimo modello non riesce a conquistarmi!!
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 06/12/2010 19:53:32
Messaggio:
Santobevitore questo del filato è un po’ un problema (nel senso che io utilizzo per gli sfilati come quelli della camicia di tua nonna il filo mulinè o il cotone da ricamo (vi prego Sabry, Babborcu e altri che so essere molto bravi, non mi assalite se non è quello giusto), al posto del filo da cucito che io non avevo mai sentito. Ma se tu mi dici che conosci una persona che confeziona le camicie con questo tipo di filato allora ok.
Sai Santo, mentre descrivi la storia delle camicie, hai precisato due aspetti molto importanti, quella de “is maistas de così (maestre di cucito)” e Su canovacciu o dell’imparaticcio (imparare). Mia madre mi dice che da lei c’era questa “nobildonna” che insegnava l’arte del ricamo, ma lei non ricorda una cosa di questo tipo. Mentre io ne avevo già sentito parlare e spulciando su internet mi sono rinfrescata la memoria è di origine rinascimentale. Magari Babborcu (lascio da parte il prof., che mi sembra tropo formale, oramai sento di essere di casa) ci sa dire altre cose.
Trovo molto interesante ricordare anche questo, magari farne testimonianza quando organizzate le manifestazioni per far conoscere i costumi della Sardegna.
Posso dire una cosa (sin da piccola sono stata attorniata da mamma, zie, nonne che ricamavano, lavori al telaio, cestini, merletti e cose varie) ma io non ho mai fatto nulla se non una tovaglietta a punto croce. Poi la mia passione per il costume mi ha fatto decidere a imparare a ricamare. Credo non sia mai tropo tardi, la passione c’è quindi si può, mi sembra anche che non manchi in questo forum.
Un caro saluto anche a te
Saluto Maria, Milly, Nevathrad e Musthayoni, io aspetto altri tasselli per costruire il mosaico.
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 06/12/2010 19:57:13
Messaggio:
Salve Babborcu, il mio chiamarla Prof. non era per mancarle di rispetto o farla sentire vecchio (l’immagine di lei spiega ai ragazzi il costume di Ittiri dimostra l’esatto contrario), non mi permetterei con nessuno. Capisco che era formale lei mi ha anticipato e stavo scrivendo a Santobevitore che ormai mi sento di casa e posso chiamarla Babborcu, anche se il suo nick name (ricordo d’infanzia) a me incute un po’ paura. Scusi se mi dilungo su questo, ma credo che la precisazione fosse doverosa.
Ora fatta questa precisazione passo al tu.
Mi sono rivolta a questo forum perché molte delle ricerche che sto facendo le ho fatte da sola e mi sembrava interessante e utile potermi confrontare con altre persone. Ti ringrazio per questo.
Posso essere sincera, le informazioni che possiedo sono veramente poche, ma vorrei capire e forse ci metto un po’ troppa passione (come ho detto piano piano, sto leggendo quanto è già stato scritto nel forum sezione abbigliamento tradizionale (ho calcolato che risultano solo per l’abbigliamento popolare della Sardegna sono occhio e croce quasi 1000 pagine (tutte molto interessanti). Non era mia intenzione farti ripetere quanto già detto. Ma se ti fa piacere io sono felice di ascoltare (non solo questo), ma anche altre informazioni sull’abbigliamento tradizionale della nostra isola. Non ho capito se a te fa piacere sentire quanto ho da dire io (anche se poco e/o sono per lo più domande).
Grazie per il tuo intervento, ti saluto Sartinocchja. 
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 06/12/2010 20:55:11
Messaggio:
tranquilla: santo mi conosce bene ( si forse ho sbagliato nichname e forse sono troppo tecnico e drastico nei miei interventi) e tipotrà confermare sono l'essere più comune di questa terra: percio'.. leggo con attenzione le cose che scrivi ( come posoo spiegare ai bambini se non tengo conto dei diversi livelli di "preparazione"???) che testimoniano,passione, curiosità voglia di conoscere e mi fanno piacere le tue domande,,, sono convinto che sarà la conoscenza, diffusa e capillare , a salvare le nostre arti popolari e tutto quello che ad esse si connette.....
e vedi? un consiglio te lo ho dato..anche se non lo ho espresso chiaramente: e' meglio non eccedere all'inizio,, occorre andare per gradi...
filo da cucire: si e' sempre usato... come si e' usato stramare le tele e usare i fili per ricamare ( se erano consistenti)....
la tramissione dei mouli di ricamo nella nostra isola era
"orale " e da manufatto a manufatto ,,nel senso che si copiava da un manufatto più vecchio...cosi' in antico.. gia nel rinascimento si produssero libri di modelli per ricamo ( utilzzati per tessuti e altri oggetti) con disegni fatti da specialisti,,, che circolavano in tutta europa, appannaggio prima, ovvio,delle classi alte e dei "laboratori" ... e usavano gli imparaticci.. anche da noi si usavano, ma prevalentemente per la tessitura ( ritenuta più importante del ricamo.. considerato una frivolezza delle classi elevate,, ma poi man mano acquisito) si chiamava mustra de imparare... chi lo possedeva ne era in genere molto gelosa e lo prestava solo alle parenti ed alle amiche e a volte nemmeno... ciao
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 07/12/2010 06:20:36
Messaggio:
Babborcu mi sa che noi ci intendiamo parecchio, (nomi o non nomi azzeccati, vuol dire che tu sei l’eccezione alla regola) fra tutti gli accostamenti credo che quello che mi rappresenti meglio sia proprio quello di una bambina che è desiderosa di imparare, è così che mi vedo pure io (io ripongo molte speranze nei bambini).
Il mio sapere è molto elementare su quest’argomento (non mi stanco di ripeterlo perché è la verità), per esperienza personale concordo con te quando dici che bisogna andare per gradi: 8 anni fa, circa, ho confezionato il mio costume ma oggi non sono soddisfatta. L’entusiasmo di allora di realizzare e di avere un costume, (a cui tu faresti molte “critiche” tutte giuste e pertinenti), si è trasformato col tempo in consapevolezza di voler capire il senso di un costume. Da qui la necessità, maturata col tempo, di voler realizzare un secondo costume. Il mio ragionare ha trovato espressione scritta nelle tue parole “(…) infatti non si tratta di ricopiare uno o più acquerelli oppure foto o ispirarsi a descrizioni o semplicemente di rifare indumenti... l'esame e l'interpretazione delle fonti e' un lavoro complesso che presuppone, infatti, una grandissima esperienza.. occorre infatti non solo ricostruire delle semplici fogge ma una realtà vestimentaria che spesso e' fluida, articolata, sfaccettata... e poi.. trovare le stoffe giuste ( cosa non facilissima) gli artigiani giusti.. non cadere in alcune trappole ( stoffe sintetiche, il gioiello a bottone perchè tanto e' sardo... l'applicazione di sistemi di taglio "moderni") la finisco: e' difficile.. non occorre aver fretta.. fermarsi quando si hanno dubbi.. non accontentarsi del"" si assomiglia" nessuna improvvisazione... ponderare tutto e seguire la guida di ricercatori e persone esperte nella materia...”. È una mia necessità andar per gradi, compiere questi passi lo richiede, il tempo che sto impiegando (sono solo alla camicia) per fare quello che tu dici, è quello che 8 anni fa ho impiegato per realizzare il mio costume.
È vero, forse avvolte sei troppo tecnico e drastico, ma certi argomenti lo richiedono.
Ma ritorniamo alla camicia, posso dopo che ho riordinato le informazioni esporti il mio breve riassunto per un confronto (naturalmente aperto a tutti)?
Ti posso chiedere cose ne pensi della realtà (mi riferisco al ricamo) di Teulada.
A presto Sartinocchja
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 07/12/2010 11:34:59
Messaggio:
Sartinocchja, sono contento di esserti stato d'aiuto, speriamo di continuare così ed essere gli uni utili agli altri e viceversa. La conoscenza si genera dallo scambio di idee quindi le premesse sono più che ottime!
Quanto a Babborcu, anche se lui si definisce comune (ma, grazie al Cielo e per fortuna sua e nostra, ti assicuro che non lo è affatto!), ti posso assicurare che è l'uomo più simpatico e tranquillo della terra, l'ideale per proseguire la nostra chiacchierata e imparare cose nuove!
Tornando a su canovacciu, di recente me ne hanno mostrato uno (vediamo se riesco a farmelo mostrare di nuovo per fare qualche foto). La tela era rada e un pò rigida (come traforo ricorda un pò quella che si usa per il punto croce), rifinita con un nastrino di seta color carne. Lo spazio era riempito di disegni ma molte mostas non erano complete, vi figurava solo il modulo base, quello che poi, ripetuto, dava un disegno di sufficiente lunghezza adatto a una camicia. C'era, tra le altre, sa mosta 'e s'aidi, una con le stelle a otto punte, una con piccoli fiori, un ostensorio molto piccolo e un cervo ugualmente piccolo (mi sono chiesto se potessero essere usati anche per mostas di camicie, finora li ho visti solo come motivi di tessitura), un motivo ricamato contando i fili ma senza stramare (un retino di quelli di cui tu parli?). Dal colore dei filati, poi, si vedeva che alcuni disegni erano più recenti di altri. Fatti tanto per ornamento, immagino, c'erano due corone: una in filo giallo, un'altra di perline di vetro. Giù in basso erano le iniziali della proprietaria e la data, 1908, in rosso. Nella parte superiore, sempre in rosso, c'era un alfabeto, se non ricordo male.
Babbo, anche da noi erano gelosissime di questi canovacci e ne esistevano, più grandi, anche per i motivi da tessere.
Si, so che is camisas a pitzu non sono le tue preferite (neanche io ne vado pazzo), neanche a mia nonna piacevano ma credo perché rappresentavano un'innovazione, e lei era un pò conservatrice...
In quanto ai fazzoletti, quando ci vedremo, potrò mostrartene qualcuno ma non quello con le biciclette, ahimé, visto che l'ho restituito a chi me l'aveva prestato!
Saluti
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 07/12/2010 12:50:41
Messaggio:
sartinocchja qui sei in buonissime mani, babborcu non ha eguali per quanto riguarda preparazione e generosità nell'elargire agli altri la sua sapienza, così come del resto anche santobevitore e tutti gli altri. io quando ho iniziato ad interessarmi di abbigliamento tradizionale ne sapevo anche meno di te e ora grazie a loro qulche piccola cosa riesco a capirla. l'importante è non arrendersi.
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 07/12/2010 19:55:29
Messaggio:
sono rosso sino alla radice dei capelli!!! non esagerate.. la verità e' che sono un po' matto.....
adesso che mi ci fai pensare, santo : tempo fa vidi un imparaticcio a osilo.. tipo il tuo.. su un canovaccio e c'era un ostensorio, un cervo, delle stelle fiore, lettere dell'alfabeto, una corona.. credo fosse della fine dell'ottocento,, i ricami erano le mustras per il collettino delle camicie ,che a osilo sino a fine ottocento si facevano in bianco .. poi col filo da marca rosso...
non preoccuparti per il mucadori delle briccicchettas.. lo conosco bene .. mi diverte.. ma ne sento l'estraneità con il nostro abbigliamento più radicato....
ah! me ne hanno mostrato uno,vecchissimo , stampato rudimentalmente in ruggine e nero con quattro facce di garibaldi e con scritto viva l'italia.. dubito che se lo mettessero in testa.. tutto puo'essere, ma mi sa che era di qualche signore ricco di spirito patriottico..
alloraHo studiato e pubblicato alcune camicie maschili, bentones si chiamano, di metà ottocento , di Thiesi vicino a sassari, pezzi rarissimi... assomigliano a quelle ap unto nodo di teusada, come quelle sono fatte con lino domestico, come quelle hanno il punto vano ai polsini e all'attaccatura degli omeri ( su lauru si chiama a Thiesi, e come quelle hanno un alto collo ricmato a motivi schematici a punto nodo.. esistono in altri centri del meridione, segno che si tratta di un modello un tempo più diffuso( credo soppiantato dalle camicie più strette con pettine a sparato a pieghette impunturate ) sono modelli di tradizione rinascimentale,, ne esistono di simili in spagna... sono bellissime :e' un mio sogno possederne una...
bellissime sono anche quelle a puntu 'e brodu.. che hanno caratteri meno arcaici... ma come gusto preferisco le prime.. ciau
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 08/12/2010 20:06:13
Messaggio:
Bene, sono contenta per questo movimento d’idee. Però le cose si complicano, dove comincio?
Prima di tutto saluto Sabry (scusa per aver invaso la tua discussione), vedi è questo che intendevo pure io ho iniziato ad interessarmi di costumi e piano piano vorrei capire. In fatto di arrendersi il mio moto è: ciò che non uccide fortifica.
Concordo con te per Babborcu, molto preparato e molto generoso. Così Santobevitore, si sono in buone mani.
Sono curiosa di vedere la camiciola da battesimo di tua nipote, pure io come Babborcu mi sono chiesta perché quel tipo di filato (posso intuire che tua nipote indossi quel vestito solo in quella circostanza quindi forse c’è un altro motivo, se non sono troppo indiscreta).
Riassumo per il tipo di cotone: per l’intaglio tu usi il cordonetto 70/80, per il resto del ricamo (mulinè, filo cotone singolo n? ).
Sagge parole Santobevitore.
Per Babborcu, vedi avevo ragione secondo me la sera va in giro a spaventare i bambini! Ah, si si deve essere così! Scherzo naturalmente. Sulla sua persona non aggiungo altro mi sembra che i fatti parlino per lui.
Non perdiamo di vista l’oggetto della nostra discussione, anche se incomincio a essere satura e ad aver bisogno di tempo per metabolizzare tutte queste informazioni.
Dalle mie parti sembra non esistesse “su canovacci” o imparaticcio (quando rientro in paese, interrogo le sagge del villaggio (le mie nonnine!), vediamo se c’è memoria attendibile di una cosa del genere). Tu se riesci (grazie! grazie!) puoi mostrarci la foto?
Mettendo assieme le tue parole, quelle di Babborcu e quanto detto da mia madre, l’imparaticcio sembra esistesse per i disegni del telaio più che per il ricamo.
Riassumo le informazioni sull’Imparaticcio: ne esistono di due tipi quelli per il ricamo e quelli per il telaio (oppure misto che assolveva entrambe le funzioni).
Come dice Babborcu: “(…) La trasmissione dei moduli di ricamo nella nostra isola era
"orale " e da manufatto a manufatto ,,nel senso che si copiava da un manufatto più vecchio...cosi' in antico.. gia nel rinascimento si produssero libri di modelli per ricamo ( utilzzati per tessuti e altri oggetti) con disegni fatti da specialisti,,, che circolavano in tutta europa, appannaggio prima, ovvio,delle classi alte e dei "laboratori" ... e usavano gli imparaticci.. anche da noi si usavano, ma prevalentemente per la tessitura ( ritenuta più importante del ricamo.. considerato una frivolezza delle classi elevate,, ma poi man mano acquisito) si chiamava mustra de imparare... chi lo possedeva ne era in genere molto gelosa e lo prestava solo alle parenti ed alle amiche e a volte nemmeno”.
Come dice Santobevitore a Cabras Su canovacciu: “(…) La tela era rada e un pò rigida (come traforo ricorda un pò quella che si usa per il punto croce), rifinita con un nastrino di seta color carne. Lo spazio era riempito di disegni ma molte mostas non erano complete, vi figurava solo il modulo base, quello che poi, ripetuto, dava un disegno di sufficiente lunghezza adatto a una camicia. C'era, tra le altre, sa mosta 'e s'aidi, una con le stelle a otto punte, una con piccoli fiori, un ostensorio molto piccolo e un cervo ugualmente piccolo (mi sono chiesto se potessero essere usati anche per mostas di camicie, finora li ho visti solo come motivi di tessitura), un motivo ricamato contando i fili ma senza stramare (un retino di quelli di cui tu parli?). Dal colore dei filati, poi, si vedeva che alcuni disegni erano più recenti di altri. Fatti tanto per ornamento, immagino, c'erano due corone: una in filo giallo, un'altra di perline di vetro. Giù in basso erano le iniziali della proprietaria e la data, 1908, in rosso. Nella parte superiore, sempre in rosso, c'era un alfabeto, se non ricordo male”.
Ancora Babborcu “ (…) Imparaticcio di fine ‘800 di Osilo: Su un canovaccio e c'era un ostensorio, un cervo, delle stelle fiore, lettere dell'alfabeto, una corona.. credo fosse della fine dell'ottocento,, i ricami erano le mustras per il collettino delle camicie ,che a osilo sino a fine ottocento si facevano in bianco .. poi col filo da marca rosso...”.
Domanda: Esistono a Thiesi anche quelle a puntu 'e brodu? E come a Teulada indicano la distinzione fra maschile e femminile?
Cos’è il “filo da marca?” (da ricamo?).
Babborcu poiché citi la pubblicazione puoi darci le coordinate bibliografiche.
Santobevitore per quanto riguarda i punti ricamo, io ho decifrato le camice che ha postato così:
1)Camicia festiva, dagli Anni Venti in poi. Punto pieno, trapaduras (sfilature) e spranghettas (le barrette). Si chiama camicia a petus, per distinguerla da quella a mosta.
Descrizione dei punti.
Punto pieno
Tecnica dei fili contati (Cont' e trama):
• retini di fondo (sprighita traballara, trapaduras) fra cui il punto spirito, ?),
• tecnica a giorno (gigliuccio, punto quadro),
Tecnica intaglio (spranghettas, le barrette)?
2) Camicia festiva, anno 1937, apparteneva a mia nonna. Punto pieno su sfilato (camisa cun pettus a fundu trapau).
3) Camisa a pitzu (1950), Punto pieno, sfilature (trapaduras), barrette e applicazioni tridimensionali
Il retino di fondo (può essere con o senza sfilatura). Da internet “(…)Tecnica … a fili contati si divide in punti tirati e tagliati, punti di riempimento e a fili tirati usata specialmente per alleggerire e dare trasparenza ai capi lavorati. … Risale con ogni probabilità al XVII secolo, derivante dalla trina di Venezia”.
La tela per “su canovacciu” era tipo quella del punto croce perche in origine nasce per questo punto.
Come il solito il mio messaggio è chilometrico, scusate. Grazie e un saluto a tutti. 
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 09/12/2010 08:44:36
Messaggio:
santinocchija, no: a thiesi non c'è il puntu brodu.. il punto nodo e il punto vano c'è sia nelle camicie femminili che maschili.. il punto vano in quelle femminili e' raro pero'.. in quelle maschili c'è anche il punto antico che compone rombi e tringoli e un motivo, a volte, detto "a oju de pibera" che e' una specie di stuoia ( comunque a teulada anche le camicie di lusso maschili erano fatte con tela fine comprata e con il puntu brodu)
a ittiri il punto nodo c'è solo in quelle femminili e in tutto il circondario le decorazioni interessano quasi esclusivamente le camicie femminili..
Il volume thiesino si intitola ( bestimentas,tunigas e galanias) forse.. sono smemorato non ricordo bene il titolo.. ma e' difficile trovarlo in commercio..
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 09/12/2010 12:17:47
Messaggio:
Sartinocchja, si, press'a poco ci siamo! Purtroppo ignoro cosa sia il punto spirito, come ti dicevo, non sono così esperto di queste tecniche!
Dici bene: nelle camicie, esistono due modi di fare is trapaduras, sfilando e tagliando il tessuto oppure cucendo in modo da allargare la trama e creare dei vuoti, senza togliere neanche un filo. Molto dipendeva anche dall'effetto di trasparenza che si voleva ottenere, generalmente le più belle sono quelle più traforate comunque.
Il punto pieno risulta il più utilizzato ma, in qualche caso, si ricorre, nei bordi a smerlatura, anche al festone, tanto imbottito e a rilievo da sembrare anch'esso pieno (per es. la smerlatura della camicia di mia nonna è fatta con questo punto).
Is spranghettas (le barrette), non sono quasi mai semplici (come quelle dei centri per intenderci) il più delle volte hanno almeno un pippiolino (spesso più di uno), semplice o lavorato per formare un cerchietto, un archetto o simili.
Cari Saluti
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 09/12/2010 16:27:12
Messaggio:
le due tecniche per i retini descritte da santo sono giuste.. per la seconda, in assenza di sfimature ,ci si aiutava spesso con un ago grosso o un puntetuolo,che creavano "bucgi nel tessuto, attraverso cui passava l'ago e si "tirava un po'"
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 09/12/2010 18:36:36
Messaggio:
Santobevitore se osservi la prima camicia quella che tu definisci: Camicia festiva, dagli Anni Venti in poi “camicia a petus”
I punti che secondo me sono presenti sono:
Punto pieno facile da individuare contorno fiori (non si vede bene ma cedo sia così anche per il ramo dei fiori? Mi confermi?
La tecnica dei retini di fondo per l’interno dei fiori.
La tecnica dei retini di fondo:
• a fili contati (Cont' e trama; trapaduras a Cabras, sprighita traballara dalle mie parti), cioè sfilando e tagliando il tessuto.
• Non sono presenti quelli cucendo in modo da allargare la trama e creare dei vuoti, senza togliere neanche un filo” (appartengono a questa categoria il punto rodi, punto principessa ecc.
Se osservi ci sono due tipi di fiori (Santo però tu mi devi confermare una cosa che sono ricamati con due motivi diversi a me sembra così, che quello di destra più grande ha un motivo diverso da quello di sinistra più piccolo. Se provo a ingrandire la foto, l’immagine non è più chiara) se è così allora il fiore a sinistra più piccolo è ricamato con il punto spirito. Devi prima preparare la rete stramare 4 fili e lasciarne altri 4 in modo da formare una rete. Non devi ripassare le colonnine. Il filo che vedi passare all’interno dei quadrati si realizza con il punto spirito.
Mentre per il fiore grande a destra non ho ancora individuato il nome (magari tu mi puoi aiutare). Anche in questo caso devi sempre preparare una rete in questo caso 6x6. Si formano dei quadrati più grandi pieni e vuoti. In quelli pieni si esegue il punto vapore sopra a croce. Le colonnine sono ripassate e alternando si fa passare nuovamente il filo con il punto spirito.
Le foglie sono semplici sfilature come la camicia di tua nonna, rete 2x2.
Per i motivi che uniscono i fiori con le foglie e per tutto il resto la tecnica intaglio (spranghettas, le barrette) che come dici te “(…) non sono quasi mai semplici (come quelle dei centri per intenderci) il più delle volte hanno almeno un pippiolino (spesso più di uno), semplice o lavorato per formare un cerchietto, un archetto o simili.
Il contorno della camicia sulla pettorina mi sembra di vedere sempre sfilature semplici ma si poteva utilizzare anche la tecnica a giorno (gigliuccio, punto quadro).
Per la camicia di tua nonna, come abbiamo detto, si ricama prima le parti con i punti classici in questo caso il punto pieno e poi si sfila il tessuto formando una rete 2x2. Come dici te il bordo è a smerlatura (punto festone imbottito).
La terza camicia e più semplice della prima (a parte il chiacchierino naturalmente), punto pieno contorno fiori. L’interno con sfilatura 2x2, e applicazioni tridimensionali.
Il resto spranghettas, (le barrette), con pippiolino lavorato multiplo.
Questo è quello che mi sembra dalle foto (dal vivo sarebbe tutta un’altra cosa).
Mi dai conferma di quanto ho detto chiedendo alla tua nonna o zia?
Santobevitore, la descrizione dei punti io l’ho fatta in italiano (non ti dico la fatica per trasferirla ai nomi in lingua sarda), mi chiedo se tu non puoi fare la descrizione in Campidanese (io non sono capace, anche se uso il dizionario di lingua sarda, il risultato è disastroso).
A si intendi prestu, Sartinocchja 
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 09/12/2010 18:38:12
Messaggio:
Babborcu per il libro è segnalato nella sezione “libri di Sardegna”: Giovanna Chesseddu, Gian Mario Demartis, Salvatore Ferrandu, Stefano Ruiu, Tunigas, Bestimentas e ...Galania. Aspetti dell' Abbigliamento a Thiesi tra '800 e '900. Quindi ok.
Completo le informazioni sulla camicia di Thiesi: si chiamano “Bentones” camicie da uomo (metà ottocento) tipo tessuto lino domestico. Hanno il punto vano ai polsini e all'attaccatura degli omeri (su lauru si chiama a Thiesi). Anche quelle di Thiesi presentano un alto collo ricamato a motivi schematici a punto nodo (Punt'e nù). I motivi sono schematici.
Il modello di Thiesi e Teulada si trova in altri centri del meridione, segno che si tratta di un modello un tempo più diffuso (credo soppiantato dalle camicie più strette con pettine a sparato a pieghette impunturate ) sono modelli di tradizione rinascimentale,, ne esistono di simili in Spagna.
“(…) a thiesi non c'è il puntu brodu.. il punto nodo e il punto vano c'è sia nelle camicie femminili che maschili.. il punto vano in quelle femminili e' raro pero'.. in quelle maschili c'è anche il punto antico che compone rombi e tringoli e un motivo, a volte, detto "a oju de pibera" che e' una specie di stuoia (comunque a teulada anche le camicie di lusso maschili erano fatte con tela fine comprata e con il puntu brodu)
Qui non ho capito, sembrerebbe che a Teulada il punto nodo (Punt'e nù) venisse utilizzato solo per le camicie maschili e il puntu brodu per quelle femminili regola rispettata ancora oggi dalle ricamatrici del posto. Mentre tu affermi che per le camicie di lusso erano fatte con tela fine comprata e con il puntu brodu)????
Mentre la regola non è rispettata in altre parti (Thiesi, da quello che mi dici il punto nodo e utilizzato sia per quelle maschili sia femminili. Mente a Ittiri è l’esatto contrario, il punto nodo per le camicie femminili?
Babborcu per la seconda tecnica dove non ci sono sfilature (tipo punto rodi o principessa) quello che descrivi tu “(…) ci si aiutava spesso con un ago grosso o un puntetuolo, che creavano "bucgi nel tessuto, attraverso cui passava l'ago e si "tirava un po'") mi sembra il metodo utilizzato per il punto inglese, può essere?
Ti ringrazio a presto Sartinocchja 
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 10/12/2010 12:03:38
Messaggio:
io non sono di teulada.. ma ti posso assicurare che le camicie da sposo dei "ricchi" sono eseguite a puntu e brodu con un sistema che chi me le ha fatte vedere chiamava ( a sterrimentu) per distinguerlo da quello a fili contati del punto nodo
erano fatte su tela fine comprata ( sulla quale 'e difficile lavorare estesamente a punto nodo) non mi è sembrato ( e qui forse il mio errore?) di osservare differenze grosse fra quelle maschili di cui ti parlo e quelle femminili a puntu brodu, se non una maggior leziosità in alcune femminili...
credo che il punto nodo= maschile e quello brodu =femminile non sia una regola assoluta... anzi!
a thiesi , oltre aquelle camicie maschili che ti dicevo ci sono molte camicie maschili più moderne in tela comprata, con sparati a pieghette, asole e bottoncini di madreperla, evidentemente affermatesi dopo... quelle femminili, in cui c'è il punto vano, il collettino a p unto nodo e punto antico ecc.. sono sempre fatte su tela fine.... ma niente vieta di immaginare che al tempo delle camicie machili antiche fossero fatte su tele di casa ( le conosco per osilo per esempio e per ploaghe , dove poi si affermano camicie femminili più raffinate con intagli, pizzi, ecc in tela commerciale)
a ittiri le camicie femminili , con il punto nodo e senza altri vezzi rimangono all'antica ( perchè coperte da sciarpette sul petto) mentre quelle maschili sono state variate con il tipo con sparato a pieghette...
vedi? ogni paese ha una sua realtà---
camicie femminili con ricami a punto nodo si usano anche a belvi' ,aritzo, meana ecc.. il punto e' presente in quelle femminili di atzara antiche ecc
ah! filo da marca... e' il filo che si usava per ricamare le iniziali ( marcas)
punto inglese: si.. ma a volte la denominazione ( qui e' il problerma ) non e' univoca e fissa nei manuali di ricamo e un punto può essere chiamato con due nomi diversi... oppure due o tre varianti con lo stesso nome....
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 10/12/2010 12:17:40
Messaggio:
ciao Sartinocchja, non hai invaso affatto la mia discussione per il semplice motivo che non è mia, ma di tutti. non credere che io faccia grandi cose, in confronto alle persone che bazzicano in questo forum io sono una formichina.
mi dispiace per la camiciola ma gliel'ho già regalata, l'ha indossata (si fa per dire perchè viene solo poggiata sul dorso del bambino) a giugno in una chiesetta molto bella in provincia di varese, era semplice semplice ma ha fatto un figurone. provo a vedere se riesco a recuperare qualche foto,
il cordonetto 70/80, è molto pratico per l'intaglio perchè resistente ma dà buoni risultati anche con su puntu vanu. per il resto del ricamo uso indifferentemente mulinè o filo singolo, anche se devo confessarti che preferisco il filo singolo più semplice da usare e a mio parere più lucido.
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 10/12/2010 17:31:27
Messaggio:
Sartinocchjia, ahimé, non posso più chiedere nulla alle mie nonne e alle mie zie perchè non ci sono più: fortunatamente ricordo molte delle loro parole e posso contare sulla consulenza di mia sorella (che di ricamo ne capisce assai più di me) e di una persona che ricama molto bene le camicie.
Dici bene, la prima camicia ha due tipi di trapadura:
fiore piccolo a sinistra: trapadura a conca de mottu (a teschio), dovrebbe essere il punto spirito di cui parli. Non mi chiedere perché si chiama così:vai a capire la fantasia delle donne....
Fiore grande a destra: ne ignoro il nome purtroppo.
Foglie: trapadura 'eccia (sfilatura vecchia). Si tratta della sfilatura più semplice.
Ramo dei fiori: non è a punto pieno -detto in sardo puntu lisiu (punto lisci)o, come lo chiamava mia nonna, puntu tundu- ma a punto d'oro (non esiste il nome in sardo, tutti lo chiamano così). Si tratta di un punto di riempimento, usato per i rami, il centro dei fiori e alcuni particolari. Mi hanno spiegato che, per fare le applicazioni, si utilizza sempre questo stesso punto.
Il ricamo è contornato da un orlo a giorno (spighitta) che si chiama su dusu (il due), credo per le due file che si formano ma esiste anche su tres (il tre). Chiederò conferma comunque.
Camicia di mia nonna: tutto giusto, fondo a trapadura 'eccia, smerlo a festone (a festoni, dicono in sardo), spighe e rami a puntu lisiu.
Camicia a pitzu: Qui l'interno dei fiori è fatto -almeno credo- con una trapadura eseguita senza togliere fili. A guardarla si direbbero delle file di punto croce le cui estremità entrano nello stesso buco allargandolo. Cercherò di fare delle foto del dritto e del rovescio, così potrai vedere meglio.
Se osservi i rami, questi sono fatti a puntu lisiu (pieno) ma hanno, ogni tanto, delle lineette trasversali. Queste lineette si chiamano agus prenas (aghi pieni). Credo, ma devo chiedere conferma, siano fatte girando più volte il filo intorno all'ago e poi tirando. Ne dovrebbe risultare una specie di barretta rigonfia che si "appoggia" sul ramo.
Vuoi che traduca in sardo le modalità che hai descritto per fare is trapaduras o solo i nomi? Fammi sapere e ci proverò !
Cari Saluti
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 12/12/2010 20:28:45
Messaggio:
O Babborcu sarà che a me affascina troppo questa realtà, pure io non sono di Teulada … vediamo che cosa ho capito dalle cose che ho letto (non ho la possibilità ora di consultare libri che so, essere più attendibili dalle cose scritte su internet anche perché non ci sono dei riferimenti bibliografici in questi articoli (quindi faccio appello alle tue fonti).
Gli articoli sono (mi rendo conto che è poco):
“Le botteghe dei tessuti tradizionali ed il costume sardo”
www.sbis.it/bottegheartigiane/ricamo.pdf
“Associazione culturale Is Sinnus”
www.issinnus.it/home/it.
Nel primo mi pare di capire che è presente la distinzione che ho indicato nel precedente messaggio. Mentre nel secondo articolo si da questa spiegazione:
Nell’abito festivo da donna “bistiri indrollau” (da indrollu) La camicia (sa camisa): bianca in cotone, ricamata a “punt'a brodu”.
Abito femminile giornaliero (su bistiri a boldau) sa camisa: la classica camicia femminile ricamata a puntu a brodu ... polsini ricamati in evidenza; per non lasciare le braccia scoperte si indossavano“is manigotus”, mezze maniche in cotone bianco lavorate ai ferri (da me si chiamano “is brutzittas”)
Abbigliamento maschile.
Abito giornaliero sa camisa: in lino ecrù con ricamo a “punt’e nù” .
Abito festivo: si modificano e si aggiungono alcuni elementi. Sa camisa sutili: bianca confezionata con lo stesso modello, era in cotone bianco ricamata a”punt'a brodu.
La cosa non mi è chiara … ?????
Tu accenni a “su sterrimentu”. La composizione del punt’e nù che è la cosa più affascinante a mio avviso. Il ricamo teuladino è considerato un modo per organizzare il pensiero … una scrittura con l’ago. Ciò che è disegnato con l’ago ha la stessa complessità della scrittura … con i suoi segni di base, sue regole ortografiche, grammaticali e sintattiche.
Da qui i passaggi , dal segno base “su nù” il nodo quindi da figure semplici a quelle più complesse (frasi minime). Questa prima parte che delimitano lo spazio da ricamare è detta “su sterrimentu”. Poi ci saranno le fasi di “sa torradura” e “su prenimentu” ecc.
Non capisco la tua frase: “(…) le camicie da sposo dei "ricchi" sono eseguite a puntu e brodu con un sistema che chi me le ha fatte vedere chiamava ( a sterrimentu) per distinguerlo da quello a fili contati del punto nodo …”.
Babborcu mi fermo qua, la seconda parte, la posto in un secondo momento altrimenti invado troppo la discussione (non riesco a essere sintetica).
Saluti Satinnocchja
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 12/12/2010 20:32:15
Messaggio:
Grazie Sabry, sai per chi è nuovo non è facili entrare nelle discussioni (parlo per me naturalmente).
Piccola parentesi sulle grandi cose. (Ancora oggi, quando vado in campagna, mi capita spesso di fermarmi quando vedo un nido di formiche, osservo il loro andare avanti e indietro cariche di ogni cosa, i loro momenti di gioia (così credo) quando con le antenne incontrano una compagna di viaggio. Avvolte ne seguo il percorso per vedere sin dove si spingono a cercare, la distanza mi stupisce sempre … io ho molto rispetto per le formiche, so che per loro è importante “il fare”.) ...
Ora capisco hai ricamato la veste bianca battesimale, che bello (se puoi posta le foto mi piacerebbe vederla, aggiungo alla curiosità anche lo scialle che stavi ricamando, anche se qui si parla di camicie o ti formulo la domanda nel forum giusto).
Ok per i filati.
Sabry ora sono diventata curiosa ma come sono i ricami delle camice al tuo paese?
Saluti Sartinocchja.
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 12/12/2010 20:34:46
Messaggio:
Santo sei troppo forte, a leggere la tua descrizione dei punti mi sono commossa (credo che le tradizioni del tuo paese siano in buone mani), grazie.
Mi dispiace per le persone a te care che non ci sono più, le tue nonne e le tue zie sarebbero orgogliose di avere un nipote come te.
Descrizione ricami “camicia a petus”:
• Il contorno fiori è ricamato con il Punto pieno (in sardo puntu lisiu (punto lisci) o, come lo chiamava mia nonna, puntu tundu.
• I rami dei fiori Punto d'oro (non esiste il nome in sardo, tutti lo chiamano così).
• Fiore piccolo a sinistra, Punto spirito (trapadura a conca de mottu (a teschio)).
• Il fiore grande a destra Punto ? , punto vapore, punto spirito.
• Le foglie sfilatura semplice (trapadura 'eccia (sfilatura vecchia)),
• Per i motivi che uniscono i fiori con le foglie e per tutto il resto, la tecnica intaglio (spranghettas, le barrette).
• Il contorno della camicia sulla pettorina tecnica a giorno. Il ricamo è contornato da un orlo a giorno (spighitta) che si chiama su dusu (il due), credo per le due file che si formano ma esiste anche su tres (il tre).
Descrizione ricami camisa cun pettus a fundu trapau:
• Spighe e rami a Punto pieno (puntu lisiu).
• Fondo a trapadura 'eccia.
• Bordo smerlo a festone (a festoni).
Descrizione ricami Camisa a pitzu:
• Contorno fiori Punto pieno (puntu lisiu)..
• Interno dei fori dalla descrizione che fai “ (…) A guardarla si direbbero delle file di punto croce le cui estremità entrano nello stesso buco allargandolo”, si direbbe il punto rodi,
applicazioni tridimensionali.
• Rami a Punto pieno (puntu lisiu). La descrizione che fai “(…) ma hanno, ogni tanto, delle lineette trasversali. Queste lineette si chiamano agus prenas (aghi pieni). Credo, ma devo chiedere conferma, siano fatte girando più volte il filo intorno all'ago e poi tirando. Ne dovrebbe risultare una specie di barretta rigonfia che si "appoggia" sul ramo) per me sembra il punto vapore.
• Il resto spranghettas, (le barrette), con pippiolino lavorato multiplo.
• Bordo pizzo chiacchierino.
Ora mancano dei nomi in sardo di alcuni punti come il punto d’oro, rodi, vapore, e quello del fiore a destra della prima camicia.
Per la traduzione Santobevitore sei troppo gentile. Credo che l’aver individuato i nomi in sardo sia importante, riuscire ad avere anche le parole con cui si descrivevano i punti una volta (sarebbe un po’ come sentire le nostre nonne) troppo bello!
Cari saluti Sartinocchja
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 13/12/2010 13:17:25
Messaggio:
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sartinocchja ha scritto:
Grazie Sabry, sai per chi è nuovo non è facili entrare nelle discussioni (parlo per me naturalmente). Piccola parentesi sulle grandi cose. (Ancora oggi, quando vado in campagna, mi capita spesso di fermarmi quando vedo un nido di formiche, osservo il loro andare avanti e indietro cariche di ogni cosa, i loro momenti di gioia (così credo) quando con le antenne incontrano una compagna di viaggio. Avvolte ne seguo il percorso per vedere sin dove si spingono a cercare, la distanza mi stupisce sempre … io ho molto rispetto per le formiche, so che per loro è importante “il fare”.) ...
Ora capisco hai ricamato la veste bianca battesimale, che bello (se puoi posta le foto mi piacerebbe vederla, aggiungo alla curiosità anche lo scialle che stavi ricamando, anche se qui si parla di camicie o ti formulo la domanda nel forum giusto). Ok per i filati. Sabry ora sono diventata curiosa ma come sono i ricami delle camice al tuo paese? Saluti Sartinocchja.
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grazie per la descrizione che fai delle formiche ....
lo scialle per ora è ancora fermo
per me sta diventando sempre più difficile conciliare gli impegni e alla fine restano indietro le cose che più mi piaciono.
quando mi chiedi delle camicie del mio paese metti il dito in una piaga, ad oggi nonostante le ricerche continue, non ho trovato ancora un pezzo d'abbigliamento autentico dell'epoca, suppongo però che fossero abbastanza semplici visto le condizioni economiche non tanto buone della maggior parte delle famiglie. e comunque in linea con il resto del campidano.
ciao
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 14/12/2010 08:23:43
Messaggio:
Sabry ho letto la discussione a pagina 166 sezione abbigliamento tradizionale, dove mostri la camicia del costume. Ci sono arrivata perche su internet cercavo il costume del tuo paese Vallermosa giusto? Bella (anche il resto). Ho visto le peripezie che fai per trovare tracce del tuo costume e come tutti ti dico non arrenderti.
Per la camicia mi sembra di vedere il punto vano nelle maniche e nel collo, il ricamo è presente nella pettorina (forse fiori a punto pieno e sfilature), anche nelle maniche?
ciao sartinocchja 
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 14/12/2010 10:18:10
Messaggio:
sartinocchia:
il testo che riporti per teulada,, fornisce un quadro esatto della non distinzione fra maschile e femminile del punto nodo e del punto brodu nelle camicie... per quanto in quelle femminili prevalga ,ma non sia esclusivo, il secondo... direi che la distinzione oggi o di recente e' :
punto nodo = feriale ; punto brodu= festivo
probabilmente vuol dire anche ( osservando nel corso del tempo) punto nodu = antico
punto brodu= più recente----
ancora vuo dire punto nodo = poveri punto brodu= " ricchi" , nel senso che i poveri nenche per le feste potevano acquistare la più costosa camicia a punto brodu..
a teulada esiste la leggenda che tramanderebbe l'invenzione del punto brodu da parte di una donna che, condannata a morte, nel periodo di permanenza in cella invento' un ricamo talmente raffinato per una camicia ,di cui fece dono al governatore, che per questo la grazio'...
e' ovvio che la narrazione non e' da prendere alla lettera.. ma nasconde l'ide adi un'invenzione, di un'innovazione e quindi l'origine più recente del punto brodu..
lettera, parola, frase ,grammatica, sintassi.. questo esiste in tutti i ricami e le decorazioni,, ma non si tratta, secondo me di un "parlare" o "scrivere" come nel normale linguaggio parlato.. bensi0 come nella poesia e significativamente come nella poesia tradizionale sarda, dove si procede per voli pindarici, sottili allusioni, metafore... e atrutturalmente per complessi intrecci di rime e richiami..
non a caso ( ti faccio l'esempio dei muttos del logudoro,a me più vicini,ma so che nel sud ci sono cose analoghe) esiste un'isterrida , una torrada, ancas ecc...
occorre considerare, pero' che i significati antichi dei simboli oggi sono attenutai dal senso decorativo e si sono quasi tutti persi...
ancora.. vorrei che tu leggessi il mio saggett sulle camicie thiesine,,, qui si spiega anche uno dei significati della camicia .. quello magico protettivo ,, poichè prima dell'introduzione recente delle maglie di lana, la camicia stava a diretto contatto col corpo e fungeva anche da camicia da notte, per cui era la principale protezione del corpo ( anche dagli influssi malefici ) ed era l'elemento di demarcazione : dal corpo... fuori del corpo ( pensa al nome che si da' alla protezione più naturale dell'uomo gia prima della nascita: la placenta ( nascere con la camcia)
allora: le decorazioni dove sono piazzate in genere? collo, sparato anteriore, polsi ( ovviamente nei punti in cui si vede e si mostra il lusso ed il "bello") ma anche dove arriva lo sguardo degli altri ed il pericoloso malocchio.. attorno alle aperture che sono i varchi per gli influssi negativi..
ed allora proteggo i varchi con dei nodi ( elemento magico, che stinge e ferma) con delle reti( elemento magico che filtra) con dei simboli ricamati .... uno dei significati originari dei simboli e' questo ,secondo me.. ma non solo in sardegna... le camicie sarde di tipologia più antica ripetono forme rinascimentali comuni a tutta europa e che permangono nell'abbigliamento tradizionale di diverse aree ( paesi dell'Est, Spagna, Provenza, Sardegna ) dove la moda ha preso un passo lento rispetto a quella borghese e normale che , invece, si e' trasformata con rapidità..
sono stato lungo anche io eh!!! ciao
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 14/12/2010 10:19:07
Messaggio:
sartinocchia:
il testo che riporti per teulada,, fornisce un quadro esatto della non distinzione fra maschile e femminile del punto nodo e del punto brodu nelle camicie... per quanto in quelle femminili prevalga ,ma non sia esclusivo, il secondo... direi che la distinzione oggi o di recente e' :
punto nodo = feriale ; punto brodu= festivo
probabilmente vuol dire anche ( osservando nel corso del tempo) punto nodu = antico
punto brodu= più recente----
ancora vuo dire punto nodo = poveri punto brodu= " ricchi" , nel senso che i poveri nenche per le feste potevano acquistare la più costosa camicia a punto brodu..
a teulada esiste la leggenda che tramanderebbe l'invenzione del punto brodu da parte di una donna che, condannata a morte, nel periodo di permanenza in cella invento' un ricamo talmente raffinato per una camicia ,di cui fece dono al governatore, che per questo la grazio'...
e' ovvio che la narrazione non e' da prendere alla lettera.. ma nasconde l'ide adi un'invenzione, di un'innovazione e quindi l'origine più recente del punto brodu..
lettera, parola, frase ,grammatica, sintassi.. questo esiste in tutti i ricami e le decorazioni,, ma non si tratta, secondo me di un "parlare" o "scrivere" come nel normale linguaggio parlato.. bensi0 come nella poesia e significativamente come nella poesia tradizionale sarda, dove si procede per voli pindarici, sottili allusioni, metafore... e atrutturalmente per complessi intrecci di rime e richiami..
non a caso ( ti faccio l'esempio dei muttos del logudoro,a me più vicini,ma so che nel sud ci sono cose analoghe) esiste un'isterrida , una torrada, ancas ecc...
occorre considerare, pero' che i significati antichi dei simboli oggi sono attenutai dal senso decorativo e si sono quasi tutti persi...
ancora.. vorrei che tu leggessi il mio saggett sulle camicie thiesine,,, qui si spiega anche uno dei significati della camicia .. quello magico protettivo ,, poichè prima dell'introduzione recente delle maglie di lana, la camicia stava a diretto contatto col corpo e fungeva anche da camicia da notte, per cui era la principale protezione del corpo ( anche dagli influssi malefici ) ed era l'elemento di demarcazione : dal corpo... fuori del corpo ( pensa al nome che si da' alla protezione più naturale dell'uomo gia prima della nascita: la placenta ( nascere con la camcia)
allora: le decorazioni dove sono piazzate in genere? collo, sparato anteriore, polsi ( ovviamente nei punti in cui si vede e si mostra il lusso ed il "bello") ma anche dove arriva lo sguardo degli altri ed il pericoloso malocchio.. attorno alle aperture che sono i varchi per gli influssi negativi..
ed allora proteggo i varchi con dei nodi ( elemento magico, che stinge e ferma) con delle reti( elemento magico che filtra) con dei simboli ricamati .... uno dei significati originari dei simboli e' questo ,secondo me.. ma non solo in sardegna... le camicie sarde di tipologia più antica ripetono forme rinascimentali comuni a tutta europa e che permangono nell'abbigliamento tradizionale di diverse aree ( paesi dell'Est, Spagna, Provenza, Sardegna ) dove la moda ha preso un passo lento rispetto a quella borghese e normale che , invece, si e' trasformata con rapidità..
sono stato lungo anche io eh!!! ciao
Autore Risposta: sabry
Inserita il: 14/12/2010 13:23:54
Messaggio:
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sartinocchja ha scritto:
Sabry ho letto la discussione a pagina 166 sezione abbigliamento tradizionale, dove mostri la camicia del costume. Ci sono arrivata perche su internet cercavo il costume del tuo paese Vallermosa giusto? Bella (anche il resto). Ho visto le peripezie che fai per trovare tracce del tuo costume e come tutti ti dico non arrenderti. Per la camicia mi sembra di vedere il punto vano nelle maniche e nel collo, il ricamo è presente nella pettorina (forse fiori a punto pieno e sfilature), anche nelle maniche? ciao sartinocchja 
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confermo Vallermosa.
nella mia camicia non è presente su puntu vano, qualndo l'ho cucita non avevo ancora imparato ad eseguirlo, il ricamo della pettorina è molto semplice, realizzato con punto pieno, punto catelella e punto erba, intorno ho eseguito un pizzo all'uncinetto. ho preferita farla "semplice" sempre per il fatto che non ho capi a cui attingere.
ciao
babbo adoro leggere le tue descrizioni, mi permettono di capire l'anima dell'indumento e di conseguenza quando ci lavoro lo faccio con una cognizione di causa più esatta.
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 15/12/2010 11:12:41
Messaggio:
Babborcu è stato un piacere leggere le tue parole, tu potresti anche essere chilometrico che non ci si annoia mai.
Sospendo il discorso del punt’u nù e del puntu brodu ci devo ragionare sopra.
Vedi è questo che mi affascina (concordo con te per il linguaggio), i voli pindarici, le sottili allusioni, metafore e come queste vengano “imbastite” e consegnate al mondo.
L’associazione che fai fra “su sterrimentu”“sa torradura” e “su prenimentu” del ricamo con un'isterrida, una torrada, ancas dei canti a muttos del logudoro è poetico. Mi dispiace che molti motivi siano andati persi.
Come posso fare per leggere il tuo scritto sulle camice di Thiesi? M’interessa molto quello che hai scritto, il significato che ha la camicia ovvero di protezione (io direi anche come una seconda pelle o mediatore con il mondo esterno. Così come sono interessata ai simboli ricamati (messi a protezione delle parti esposte del corpo) … e ai punti come il punto nodo. Babborcu esistono altri punti impiegati nelle camice del costume sardo investiti di tale funzione?
Ti ringrazio, ciao Sartinocchja 
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 15/12/2010 11:17:31
Messaggio:
sabry mi dispiace (è come se ci fosse un vuoto che non può essere colmato). Quindi non ci sono tracce di quello antico (documenti, foto, o pezzi di vestiario, le persone anziane che ricordano?), nulla di nulla?



Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 28/01/2011 19:28:38
Messaggio:
Sartinocchja, Ti mando una foto, spero la gradirai. Si tratta di un pettus a mosta, praticamente terminato. Ecco un esempio di come si presenta un pettus (con relativa tzrughera appoggiata sopra) prima di essere cucito a formare la camicia. Il motivo e sa mosta 'e is arrosas che già ti avevo nominato.
Cari Saluti

Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 30/01/2011 08:57:14
Messaggio:
Ciao Santo
, molto interessante (in questo periodo meditavo sulle informazioni che mi hai dato tu e Babborcu) certo che gradisco. Molto bella!
Cerco di capire, presumo che dopo aver tagliato fuori i pezzi della camicia (sa camisa) si sia passato al ricamo delle parti che tu mostri su pettus (non vedo i polsini) poi alla cucitura e in fine mi sembra di capire che manchi l’arricciatura??? È così?
Su puntu a mosta, come dice Babborcu (che in questo periodo è un po’ latitante
) “(…) il motivo è di origine rinascimentale, di derivazione moresca, originato da ricami aristocratici a punto posato ….”. Si ottiene stramando opportunamente la tela in modo da ottenere con fermature di filo una piccola rete, sopra, con minuscoli punti filza verticali, orizzontali e obliqui si ricama il motivo... (mi dici quanti fili bisogna stramare per formare la rete (credo sia più grande rispetto a quella di tua nonna (2x2) quindi credo (4x4) come di solito la realizzo io …???
La parte della pettorina (su pettus) è stata ricamata direttamente nella stoffa della camicia, mentre per il collo (tzrughera) come dici tu, si tratta di un pezzo di stoffa in cui si è ricamato il motivo e poi applicato al collo o come dici te appoggiata sopra???
Mi sembra di capire che dopo l’arricciatura, una parte della pettorina si sovrapponga, quella non ricamata sotto quella ricamata ????
Il motivo è molto bello (sa mosta 'e is arrosas), penso ai disegni utilizzati per i tappeti.
Nello sfogliare le pagine di Milly “l’arte tessile in Sardegna” accenna a dei lavori tessuti con la tecnica a mustra de agu, dove indica alcuni motivi decorativi “(…) sa mustra de su Carmine (mostra del Carmelo), de sa pramma (mostra dell'Ostensorio), de su cantaru (motivo paleocristiano della fontana), de su sisinu (mostra del sisino, antica moneta aragonese), sa mustra de s'istella (mostra della stella), il "vaso fiorito", bronzetti, angeli e motivi rinascimentali etc.”
Mi chiedo se questi motivi indicati da Milly si trovano anche nelle camicie???
Domande sempre domande, grazie Santo, cari saluti, a si intendi prestu.
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 30/01/2011 21:22:35
Messaggio:
Sartinocchja, credo che tu dica bene. Ho chiesto e mi hanno detto che è stato tagliato un rettangolo di stoffa lungo e stretto per sa tzrughera (le parti ricamate non sono attaccate al collo ma tutto si fa a partire da questo rettangolo di tela.
Su dossariu 'e ananti, l'elemento anteriore col ricamo, va arricciato e attaccato al collo. La parte ricamata, come giustamente fai notare, si sovrappone a quella non ricamata (così da evitare trasparenze di sorta).
Per le trame mi hanno riferito: due tolgo e due lascio per sa tzrughera, tre tolgo e tre lascio nel pettus.
I polsini non li vedi perché le nostre camicie non hanno mai i polsini ricamati, visto che, sia che si indossasse su gipponi, sia che si andasse a manigas de camisa (con le maniche rimboccate) questi restavano sempre nascosti. I pizzi applicati erano cosa rarissima (mai a Cabras). Dirò di più: nei polsini, pizzi e ricami sono, per lo più, false e recenti spettacolarizzazioni (v. costume di Oristano).
Ci sentiamo tra qualche giorno, Cari Saluti!
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 03/02/2011 10:41:51
Messaggio:
Possiamo dire che la camicia che tu mostri di Cabras è quella in uso prima delle varie varianti che hai mostrato sempre te e che sono:
1. “camisa a mosta”, prima del 1920 circa???
2. “camisa a petus” (per distinguerla da quella a mosta), anni ’20 .
3. “camisa cun pettus a fundu trapau”, anno 1937.
4. “camisa a pitzu” (1950).
Se dovessi fare la descrizione in lingua sarda: Camisa femminili de Cabras po festa, ricamara cun su puntu a mosta (sa mosta 'e is arrosas), in su dossariu 'e ananti e in sa tzrughera. Aiuto!!!!!!!

Santo, ho letto l’intervento per la manifestazione di Sestos, molto interessante.
Visto che accenni alle spettacolarizzazioni (mi sembra di capire non riguardino però solo il costume di Oristano).
Questo è un tema caldo e scomodo, ma è importante capire. Se stiamo alle “regole” che sono alla base di un sistema vestimentario tradizionale descritte da Babborcu sono pochi i centri che hanno queste caratteristiche. Che cosa fare di tutti quei gruppi che sfilano nelle varie manifestazioni? O di tutte le ricostruzioni realizzate di recente in molti centri della Sardegna? È tutto da rifare?!

Un caro saluto e a presto Sartinocchja.
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 09/02/2011 19:55:23
Messaggio:
Si Sartinocchja, con le distinzioni tra le varie tipologie ci siamo!
Per la didascalia in sardo io direi così: camisa de femmia po festas (o anche camisa bella, la roba festiva si distingueva anche così), fatta a mosta, ricamada in su dossariu 'e ananti e in sa tzrughera cun sa mosta 'e is arrosas.
Sono contento che il mio piccolo intervento ti sia piaciuto. Abbiamo speso sempre tante parole contro la spettacolarizzazione e la "falsa tradizione", se ti fai un giro nelle varie pagine della discussione ti accorgerai che, a volte, i toni si sono fatti molto animati. Eppure bisogna insistere sempre e comunque, anche se spesso si ha l'impressione di combattere contro i mulini a vento.
Saluti
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 13/02/2011 10:21:14
Messaggio:
Grazie Santo ora incomincio a capire (era ora dirai), è importante per me la tua distinzione perche così posso collocare quella del mio costume/paese (quella ancora esistente in paese stando alle datazioni è di fine ‘800).
• La descrizione che faccio è questa: “sa camisa” bianca in tela di cotone, il cui il taglio ricorda quella maschile, molto accollata. Ricamata sulla pettina (con due strisce laterali simile a su puntu a mosta solo con figure geometriche. Mentre la parte centrale ha un ricamo con punti misti fra qui quello inglese a creare dei fiori (???). Il collo è profilato da un pizzo in cotone realizzato a uncinetto. I polsini rivoltati, sono ampi (esempio come quelli di Samugheo) i cui ricami sono realizzati con punto pieno (puntu lisiu), punto inglese, parti realizzate con “fondo a trapadura 'eccia” o “Sprighita traballara”. Anche questo profilato con un bordo in uncinetto.
Mi puoi dare delle indicazioni sui polsini o spiegare meglio quest’affermazione “(…) Dirò di più: nei polsini, pizzi e ricami sono, per lo più, false e recenti spettacolarizzazioni”.
Grazie per la traduzione: camisa de femmia po festas (o anche camisa bella, la roba festiva si distingueva anche così), fatta a mosta, ricamada in su dossariu 'e ananti e in sa tzrughera cun sa mosta 'e is arrosas.
Sul tema delle spettacolarizzazioni e la "falsa tradizione", hai ragione c’è già tanto nel forum, non aggiungo altro, io posso solo modificare il mio piccolo orticello.

cari cari saluti, a si intendi prestu.
Autore Risposta: crea
Inserita il: 15/02/2011 18:12:28
Messaggio:

Sono una nuova utente, amo il ricamo tradizionale e nei miei lavori cerco di attenermi il più possibile a punti e disegni che rintraccio su capi antichi, avendone ereditato diversi e visionati tantissimi.
Questa è la foto dell'ultimo pezzo che ho realizzato...
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 15/02/2011 18:16:39
Messaggio:
Sartinocchja, con quell'affermazione mi riferivo a Cabras e all'Oristanese in genere.
A Cabras e negli altri centri vicini, in genere i polsini non avevano alcun tipo di ornamento. Qualcuna, più vanitosa, ha cercato di apportare questa innovazione negli Anni Cinquanta, ma senza troppo seguito. Si tratta dunque di casi isolati.
Ho visto anche alcune camicie di Milis, ad esempio, risalenti agli anni Venti con ricami nei polsini ma si tratta di cose rare. Diciamo che, al 95% le camicie tradizionali dell'Oristanese hanno i polsini semplici, ecco.
Se tu guardi certi rifacimenti attuali, Oristano in primis ma non solo, noterai dei bei polsini ricamati, a macchina per lo più, che poco hanno a che fare con la tradizione purtroppo.
Poi mi è capitato di vedere immagini di camicie di altri centri, antiche, come la tua, con i plosini ricamati. Ma questa è un'altra storia perché si tratta di zone diverse e c'è una tradizione a sostegno...
Cari Saluti
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 17/02/2011 17:19:48
Messaggio:
Grazie Santo per le spiegazioni e la disponibilità, sempre molto preciso e pertinente, si è importante che ci sia una tradizione a sostegno, ora il concetto è chiaro.
Posso dire una cosa quando usi il termine vanitoso/vanità che di se è negativo. Io non voglio pensare a qualcosa di vano/inutile o l’apparire più che la sostanza, voglio pensare a un’assenza di informazioni, non essere a conoscenza di certe informazioni/tradizioni o avvicinarsi a questo mondo con pressapochezza, che però può essere colmata con la buona volontà e l’amore per la nostra cultura/tradizione. Diventa veramente vanità quando si colma quest’assenza e si persiste nelle spettacolarizzazioni.
Tra le “signore/ine vanitose” includo anche me. Confesso!
Santo la camicia che hai postato mi dici quant’è lunga, arriva fino ai piedi? Mentre la camicia da vedova com’è, forse è come quella che descrivi per tutti i giorni senza ricami, solo tinta di nero?
Anche da me si usava mettere un fazzoletto bianco a strisce, a protezione della camicia “Su Piturrulleu” o come dalle tue parti (su muccadoreddu 'e ananti).
Mi dicicos’è il giiaconetto?
Cari saluti
a presto
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 18/02/2011 14:35:40
Messaggio:
Sartinocchja, figurati, grazie a te!
Sul termine "vanitosa" c'è stata una piccola confusione. Negli Anni Cinquanta il costume era ancora vivo e vitale, utilizzato giornalmente. Dunque le variazione apportate in quel periodo erano ancora accettabili perché apportate in un contesto che prevedeva ancora l'uso del costume. Accadeva così che quache giovane, vanitosa e desiderosa di distinguersi, cercasse di apportare dei cambiamenti per "farsi notare". Alcune di queste modifiche ebbero successo e furono presto imitate (v. ad es. sa camisa a pitzu), altre non ottennero lo stesso favore e rimasero lmitate a poche donne (v. il pizzo nei polsini).
Per i giorni nostri, invece, è perfettamento valido ciò che dici tu e mi trovi pienamente d'accordo.
Le nostre camicie arrivano sempre sotto il ginocchio, per lo più a metà polpaccio ma mai fino ai piedi. La parte inferiore, che non si vedeva mai, era fatta con tessuto più scadente.
Non esistono camicie da vedova: questo capo non viene sostituito col lutto ed essendo uno dei pochi che si lavava di frequente, era sempre bianco (era un capo di biancheria in fondo!). Semmai la vedova, per modestia, aveva l'accortezza di coprire i ricami (ma ho visto foto antiche con ricami a vista, semplici però, a mosta), con su muccadoreddu 'e pitturras bianco listato a lutto o, qualche volta, nero con piccoli disegni bianchi.
In alcune parti della Sardegna, come racconta Babborcu, nel primo periodo del lutto la camicia veniva affumicata per smorzare il candore. Ma dalle nostre parti non ne ho mai sentito parlare.
La giaconetta (in sardo giaconettu) è un tessuto leggerissimo di cotone, usato anche per confezionare fazzoletti da naso.
Saluti
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 19/02/2011 19:52:30
Messaggio:
si: nel logudoro in antico le camicie ( che erano semplicissime con semplici strisce ricamate apunto nodo e o antico sulla striscina dello scollo) in caso di lutto erano messe alla rovescia e non cambiate per almeno un anno dall'evento luttuoso .... successivamente, sino al 1910 circa siaffumicavano per attenurne il candore, ritenuto troppo "sfacciato" per una vedoca
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 19/02/2011 20:02:39
Messaggio:
sono latitante si
ma in alcuni periodi "non ne ho voglia" ,scusatemi !!( sono anche molto impegnato per cose che riguardano costumi, come sa santo) crea: bravissima!! esempio di equilibrio, cura e rispetto dei canoni tradizionali.. camicia bellissimissima..
sartinocchia: c'è un trapasso ed un contatto tra i moduli decorativi di tutte le branche di arte popolare: intrecci, legni intagliati, oreficerie, e ovviamente tessitura- trine- ricamo..
rieni presente pero' che i moduli tradizionali ( schematici, geometrizzati o stilizzatissimi) sono stati investiti da ondate di novità ( assimilate dalle artigiane e adattate coerentemente al guato del luogo) sa mosta de sa arrosa , presente anche su tessuti ... e' uno di questi... tra idisegni che citavi c'è"bronsetti" ohibo'.. mancu pro nudda! le nostre artigian e non ne conoscevano neppure l'esistenza.. ciau
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 20/02/2011 09:37:32
Messaggio:
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babborcu ha scritto:
sono latitante si ma in alcuni periodi "non ne ho voglia" ,scusatemi !!( sono anche molto impegnato per cose che riguardano costumi, come sa santo) crea: bravissima!! esempio di equilibrio, cura e rispetto dei canoni tradizionali.. camicia bellissimissima.. sartinocchia: c'è un trapasso ed un contatto tra i moduli decorativi di tutte le branche di arte popolare: intrecci, legni intagliati, oreficerie, e ovviamente tessitura- trine- ricamo.. rieni presente pero' che i moduli tradizionali ( schematici, geometrizzati o stilizzatissimi) sono stati investiti da ondate di novità ( assimilate dalle artigiane e adattate coerentemente al guato del luogo) sa mosta de sa arrosa , presente anche su tessuti ... e' uno di questi... tra idisegni che citavi c'è"bronsetti" ohibo'.. mancu pro nudda! le nostre artigian e non ne conoscevano neppure l'esistenza.. ciau
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ciao Babborcu
ben tornato
.
Non ti devi scusare prendo a prestito le parole dette da qualcuno nel forum (non so chi
) a proposito delle assenze "(...) qui si sta nel tempo libero e quando se ne ha voglia!"
... quella delle camicie affumicate è una perla! indossarla poi
ohi! ohi!
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 20/02/2011 11:24:00
Messaggio:
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santobevitore ha scritto:
Sartinocchja, figurati, grazie a te! Sul termine "vanitosa" c'è stata una piccola confusione. Negli Anni Cinquanta il costume era ancora vivo e vitale, utilizzato giornalmente. Dunque le variazione apportate in quel periodo erano ancora accettabili perché apportate in un contesto che prevedeva ancora l'uso del costume. Accadeva così che quache giovane, vanitosa e desiderosa di distinguersi, cercasse di apportare dei cambiamenti per "farsi notare". Alcune di queste modifiche ebbero successo e furono presto imitate (v. ad es. sa camisa a pitzu), altre non ottennero lo stesso favore e rimasero lmitate a poche donne (v. il pizzo nei polsini). Per i giorni nostri, invece, è perfettamento valido ciò che dici tu e mi trovi pienamente d'accordo. Le nostre camicie arrivano sempre sotto il ginocchio, per lo più a metà polpaccio ma mai fino ai piedi. La parte inferiore, che non si vedeva mai, era fatta con tessuto più scadente. Non esistono camicie da vedova: questo capo non viene sostituito col lutto ed essendo uno dei pochi che si lavava di frequente, era sempre bianco (era un capo di biancheria in fondo!). Semmai la vedova, per modestia, aveva l'accortezza di coprire i ricami (ma ho visto foto antiche con ricami a vista, semplici però, a mosta), con su muccadoreddu 'e pitturras bianco listato a lutto o, qualche volta, nero con piccoli disegni bianchi. In alcune parti della Sardegna, come racconta Babborcu, nel primo periodo del lutto la camicia veniva affumicata per smorzare il candore. Ma dalle nostre parti non ne ho mai sentito parlare. La giaconetta (in sardo giaconettu) è un tessuto leggerissimo di cotone, usato anche per confezionare fazzoletti da naso. Saluti
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Ciao Santo, trovo importante che tu abbia fatto questa ulteriore precisazione/spiegazione della realtà di Cabras.
Per la camicia Santo non intendevo proprio fino ai piedi ma ben oltre il ginocchio sì.
Quando dici, non esistono camicie da vedova (ti riferisci sempre a Cabras????).
Nel tuo caso quindi erano coperti i ricami di quella in uso prima del lutto (con su muccadoreddu 'e pitturras, bianco listato a lutto o, qualche volta, nero con piccoli disegni bianchi.).
Nel logudoro come dice Babborcu “(…) in caso di lutto erano messe alla rovescia e non cambiate per almeno un anno dall'evento luttuoso .... successivamente, sino al 1910 circa si affumicavano per attenuarne il candore, ritenuto troppo "sfacciato" per una vedova”.
Devo dedurre che la camicia bianca classica del costume, restava tale in caso di lutto, si modificava il colore di altre parti del costume (come gonna ecc. esempio il costume da vedova di Nuoro), ma non quello della camicia. Quelle che non capisco è se quello che vedo indossare nei costumi da vedova in alcune parti della Sardegna (esempio Tempio, Ozieri, Ossi) è sempre una camicia/? Che tipo di camicia/capo di vestiario della tradizione? Se non è, come classificarla? Forse sono delle eccezioni?
Cari saluti
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 20/02/2011 17:33:58
Messaggio:
la camicia restava come era si , ma si cercava di sceglierne una semplice e di "mascherarne il fasto" girandola al rovescio, coprendola ,affumicandola..
quelle camicie nere che citi non sono camicie ,ma bluse che celavano le camicie , adottate per i mitare le mode borghesi cittadine, e perchè adatte alle anziane ed al lutto ( in alcuni paesi)..
erano gli altri indumenti che erano neri ( tinti o comprati ex novo) ma non sempre, pensa alle bende bianche o gialle delle barbagie, al telo arancio di Busachi, ale bande viola o verdi delle gonne copricapo di sennori.. ciao
Autore Risposta: maria
Inserita il: 21/02/2011 09:10:20
Messaggio:
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babborcu ha scritto:
sono latitante si ma in alcuni periodi "non ne ho voglia" ,scusatemi !!
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Bonjour mon ami
Mi chiedevo giorni fa dov'eri sparito
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 21/02/2011 13:18:39
Messaggio:
maria

grazie!!! sono stato latitante ,bandidende ,e' vero, ma credimi..sono giustificato.. purtroppo il mio tempo libero e' poco..
Autore Risposta: crea
Inserita il: 22/02/2011 07:50:17
Messaggio:
A babborcu grazie per il complimento, ,a breve metterò altre foto dei miei lavori riguardanti il costume di Nuoro.
Autore Risposta: maria
Inserita il: 22/02/2011 08:01:27
Messaggio:
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babborcu ha scritto:
maria  grazie!!! sono stato latitante ,bandidende ,e' vero, ma credimi..sono giustificato.. purtroppo il mio tempo libero e' poco..
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Quel poco e per noi allora
Ciao mon ami
Autore Risposta: maria
Inserita il: 22/02/2011 08:02:43
Messaggio:
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crea ha scritto:
breve metterò altre foto dei miei lavori riguardanti il costume di Nuoro.
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Wauuuuuuuuuuuuuuuu Nuoro

Aspetto con ansia allora
Ciao Crea da una Nugoresa
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 22/02/2011 10:14:08
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Crea, a causa dell'impaginazione mi era sfuggita la tua bella camicia. Se ti va, vorresti spiegarci qualcosa a riguardo delle camicie nuoresi? Sono certo che farebbe piacere a tutti e a Sartinocchja in particolare, visto che è molto interessata all'argomento.
Saluti
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 22/02/2011 15:53:43
Messaggio:
crea: io sono particolarmente severo ( a volte per questo risulto antipatico) ma ho visto tante camicie di nuoro e del nuorese e se ti faccio un complimento e' con ragion veduta: sei brava! il "coro " e' eseguito benissimo, cosi' come gli altri merletti.. e non hai ecceduto per far la camicia più spettacolare ( come ho visto fare troppe volte) per cui: meriti un Brava!!! aspettiamo di vedere altre tue opere
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 22/02/2011 15:58:17
Messaggio:
camicia affumicata o non lavata.. era questo un uso anche delle classi dominanti non sarde.. lo si faceva per voto o per penitenza o per lutto... il bianco della camicia, non tanto facile da ottenere sbagliante con gli sbiancanti di una volta ( fumi di zolfo) era ritenuto un segno di lusso e di festa..
mia nonna mi raccontava d iaver assistito alla vestizione funebre di una vedova e che la camicia che questa portava normalmente venne tafgliata con le forbici perchè divenuta rigida come il cuoio!!
venicano affumicati, altresi' , il telo copricapo e ,spesso, le federe e le lenzuola...
Autore Risposta: crea
Inserita il: 23/02/2011 15:43:39
Messaggio:
ecco delle foto di altri miei lavori:
http://i56.tinypic.com/174778.jpg
http://i52.tinypic.com/dpzrzr.jpg
http://i51.tinypic.com/2wej97l.jpg
http://i56.tinypic.com/2myq2ki.jpg

Autore Risposta: maria
Inserita il: 24/02/2011 08:14:08
Messaggio:
Wauuuuuuuuuuu Crea
stupendi i tuoi lavori complimenti
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 26/02/2011 19:09:17
Messaggio:
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santobevitore ha scritto:
Crea, a causa dell'impaginazione mi era sfuggita la tua bella camicia. Se ti va, vorresti spiegarci qualcosa a riguardo delle camicie nuoresi? Sono certo che farebbe piacere a tutti e a Sartinocchja in particolare, visto che è molto interessata all'argomento. Saluti
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grazie Santo.
Pure io mi sono persa la camicia postata da Crea

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Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 26/02/2011 19:13:14
Messaggio:
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babborcu ha scritto:
camicia affumicata o non lavata.. era questo un uso anche delle classi dominanti non sarde.. lo si faceva per voto o per penitenza o per lutto... il bianco della camicia, non tanto facile da ottenere sbagliante con gli sbiancanti di una volta ( fumi di zolfo) era ritenuto un segno di lusso e di festa.. mia nonna mi raccontava d iaver assistito alla vestizione funebre di una vedova e che la camicia che questa portava normalmente venne tafgliata con le forbici perchè divenuta rigida come il cuoio!! venicano affumicati, altresi' , il telo copricapo e ,spesso, le federe e le lenzuola...
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grazie Babborcu
, non sapevo di queste pratiche, molto molto interessante ... 

Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 26/02/2011 19:41:11
Messaggio:
Brava Crea,
le camicie sono molte belle.
Come dice Santobevitore magari puoi dirci qualcosa circa la realizzazione e i ricami.
Io ti volevo chiedere come hai realizzato il pizzo che profila il ricamo a “puntu a mosta”.
Vedo che si tratta di "sa mosta ‘e s'aidi" dell'uva, ne esistono altre?, sicuramene "sa mosta 'e is arrosas" (delle rose).
Nell'eseguire i ricami a “puntu vanu” o "su coro" (o ricamo su tela pieghettata), la tecnica da te impiegata è simile a quella spiegata da Ampuriesu?
Autore Risposta: crea
Inserita il: 27/02/2011 13:42:40
Messaggio:
Preparazione per il pizzo a filet.
http://i51.tinypic.com/win139.jpg
Rete per il ricamo.
http://i52.tinypic.com/33o09sj.jpg
Ricamo ultimato.
http://i51.tinypic.com/2vabdp4.jpg
Lavorazione degli archetti.
http://i51.tinypic.com/b5oeis.jpg
Lavorazione degli archetti. (particolare)
http://i56.tinypic.com/205tx1y.jpg
Lavoro finito
http://i56.tinypic.com/34g32oj.jpg
Preparazione "Pro su coro".
http://i52.tinypic.com/wlbnu8.jpg
Disegno "De su coro".
http://i51.tinypic.com/9r6d1z.jpg
Ciao sartinocchja, per le tue domande ho preferito postare qualche foto, la stoffa che utilizzo è la 3F, e per quanto riguarda "Su coro" la larghezza delle pieghe e la lughezza sono in base alla misura della camicia da fare. I disegni de "su coro" li riprendo da camicie antiche.
Se avessi qualche dubbio o domanda chiedi pure. 
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 28/02/2011 12:31:51
Messaggio:
Crea
questo è un invito a nozze
… se ho qualche domanda?!!!! Non ho fatto altro da quando mi sono iscritta nel forum, ne sanno qualcosa Babborcu e Santo. Io direi un’infinità … Grazie per la disponibilità … cerco di essere educata quindi mi limito a due o tre oltre a quelle che ti ho già posto ... per oggi.
Crea nelle prime 4 foto postate da te, la seconda camicia è da uomo mentre la quarta è da donna?
Stando alle informazioni che ho trovato qua e là, nella camicia maschile “su coro” poteva essere ulteriormente impreziosito da:
a) (più antico) una striscia ricamata a fiorami stilizzati a puntoeno, nodo (punt'e nù), ed erba sovrastata da archetti a punto festone.
b) una striscia sfilata con disegni floreali o geometrici e gli stessi archetti.
Questo vale anche per quella femminile o vi è solo la striscia sfilata (come mostri tu nella foto)?
Per i punti ricamo impiegati tu sai cos’è il puntoeno?
Mentre in queste ultime 8 foto:
Come mai chiami la striscia realizzata a “puntu a mosta” pizzo a Filet?
La rete per il ricamo è 2x2 o 3x3 (come per le camicie postate da Santo)?
La striscia terminata della terza foto come si chiama? Per il disegno sembrerebbe "sa mosta 'e is arrosas" (delle rose), diversa rispetto alla foto 6 dove è presente un altro tipo di fiore come si chiama?
Mi sembra di capire che gli archetti gli esegui con l’ago (bravissimaaaa) mi spieghi come fai?
Con mio rammarico mi fermo
… lascio quelle sul ricamo su tela pieghettata alla prossima
… grazie anticipatamente a presto
.
Autore Risposta: santobevitore
Inserita il: 28/02/2011 18:55:43
Messaggio:
Crea, sono bellissimi i tuoi lavori. Tra l'altro c'è molta somiglianza con i motivi: sa mosta 'e is arrosas, sa mosta 'e s'aidi (Sartinocchja, solo ora mi rendo conto di aver sbagliato, per l'abitudine a pronunciare in un certo modo. la forma corretta è mosta 'e sa idi e non mosta 's'aidi)
Sartinocchja, la sesta foto è quella che da noi chiamano sa mosta 'e is cugutzuas, il fiore del carciofo selvatico. Così vieni a conoscenza anche di questo motivo prima solo evocato!
Saluti
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 28/02/2011 22:39:29
Messaggio:
sartinocchija... a volte sembra che tu parli di un'unico tipo di camicia, uguale per ogni zona della sardegna..
crea ha detto filet impropriamente ( il filet e' un ricamo su una rete a nodi, come quelle da pesca e si usa rarissimamente nelle capicie per la sua delicatezza che non resisterebbe ai lavaggi) quello in termine tecnico e' uno sfilato,,, cioè una tela stramata fissata col filo sino a creare la rete e poi ricamata, in logudoro si chiama trappadillu... in alcuni centri del nuorese pervenimentu trappau...
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 02/03/2011 10:51:00
Messaggio:
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santobevitore ha scritto:
Crea, sono bellissimi i tuoi lavori. Tra l'altro c'è molta somiglianza con i motivi: sa mosta 'e is arrosas, sa mosta 'e s'aidi (Sartinocchja, solo ora mi rendo conto di aver sbagliato, per l'abitudine a pronunciare in un certo modo. la forma corretta è mosta 'e sa idi e non mosta 's'aidi) Sartinocchja, la sesta foto è quella che da noi chiamano sa mosta 'e is cugutzuas, il fiore del carciofo selvatico. Così vieni a conoscenza anche di questo motivo prima solo evocato! Saluti
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Grazie Santo
, gentilissimo prendo nota, è un motivo molto bello.
Un caro saluto
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 02/03/2011 10:52:20
Messaggio:
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babborcu ha scritto:
sartinocchija... a volte sembra che tu parli di un'unico tipo di camicia, uguale per ogni zona della sardegna.. crea ha detto filet impropriamente ( il filet e' un ricamo su una rete a nodi, come quelle da pesca e si usa rarissimamente nelle capicie per la sua delicatezza che non resisterebbe ai lavaggi) quello in termine tecnico e' uno sfilato,,, cioè una tela stramata fissata col filo sino a creare la rete e poi ricamata, in logudoro si chiama trappadillu... in alcuni centri del nuorese pervenimentu trappau...
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Babbu
non essere così ermetico ... tieni presente che sono ancora all’abc … non è mia intenzione operare un processo di omologazione … quindi si clemente e dimmi a cosa ti riferisci?!
Autore Risposta: crea
Inserita il: 02/03/2011 13:03:11
Messaggio:
Sartinocchja cercherò di essere breve e chiara:
a)si la seconda camicia ("su ghentone" in nuorese) è da uomo
b)la quarta è da donna
per quanto riguarda "su coro" non conosco altri modi di farlo, o meglio nel nuorese cambia solo il colore del filo e la misura.
questo è quanto mi è stato insegnato.
I ventaglietti "sos ventalleddos" si sono fatti ad ago,la spiegazione scritta diventa ardua ,sarebbe meglio poterli vedere dal vivo.
Autore Risposta: crea
Inserita il: 02/03/2011 13:42:25
Messaggio:
Babborcu mi spiace se ho usato improppiamente la parola filet per definire il pizzo fatto a sfilato ma chi mi ha insegnato la tecnica del ricamo(cosa che è stata abbastanza difficile,almeno qui a Nuoro, non c'è piu nessuno disposta a farlo ,vuoi perche troppo anziana.o perchè vige quasi il silenzio come di un segreto) non è stata molto precisa.Perciò grazie per ogni eventuale correzione.
Autore Risposta: maria
Inserita il: 02/03/2011 14:08:25
Messaggio:
Superbo lavoro Crea
Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 02/03/2011 19:42:27
Messaggio:
sarti.. ti faccio un esempio: a volte chiedi del punto nu a varie persone di varie aree dando per scontato che ci sia in ogni dove....
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 04/03/2011 10:56:25
Messaggio:
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crea ha scritto:
Sartinocchja cercherò di essere breve e chiara: a)si la seconda camicia ("su ghentone" in nuorese) è da uomo b)la quarta è da donna per quanto riguarda "su coro" non conosco altri modi di farlo, o meglio nel nuorese cambia solo il colore del filo e la misura. questo è quanto mi è stato insegnato. I ventaglietti "sos ventalleddos" si sono fatti ad ago,la spiegazione scritta diventa ardua ,sarebbe meglio poterli vedere dal vivo.
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Crea
grazie, tutto chiaro (dispiace per la brevità, se ti vuoi dilungare fa pure non ti preoccupare io leggo/ascolto volentieri).
Quella di non voler insegnare o non voler rivelare Crea è una “piaga” che affligge molti centri della Sardegna, mio compreso e non solo per il ricamo. Il grande dispiacere è che molte cose vanno perse, …
accidenti!!!.
Quindi per la striscia è uno sfilato (in logudoro trappadillu... in alcuni centri del nuorese pervenimentu trappau) per Cabras “fondo a trapadura 'eccia”. Il cui ricamo è realizzato a “puntu a mosta”.
Finalmente credo di aver capito com’è realizzato il pizzo che profila le camicie di Nuoro, Oliena, Orgosolo, Dorgali, Orosei, Siniscola, Orune, Mamoiada (e forse anche altri centri), grazie Crea
… ho osservato attentamente la foto poi a leggere la descrizione di Babborcu che parla d’intaglio e punto festone, mi chiedevo se fosse realizzato con questo punto (mi riferisco alla realizzazione dei pippiolini e alle barrette)???. Se si tratta di questo credo di aver capito come si fa. Che bello … meraviglioso ed io che per tutto questo tempo pensavo fosse realizzato a uncinetto
.
Per la realizzazione “de su coro” dici che usi una stoffa 3F, che è quella indicata anche da Ampuriesu quando spiega il ricamo su tela pieghettata (bravissimoooooooo), solo che lui fa una precisazione, riprendo il suo discorso:
“(…) La tela di cotone utilizzata è il tipo 3f in quanto per lo spessore delle sue trame, una volta finito il lavoro permette in 80 /90 cm di stoffa di ottenere un polsino dalle misure che vanno dai 15 ai 20 cm circa, quindi adattabile alla maggior parte dei polsi. Con una tela più sottile bisognerebbe utilizzare una grande quantità di stoffa, ottenendo così una manica piuttosto ampia che andrebbe bene per le camicie del nuorese per esempio, ma non per quella gallurese che ha l’attaccatura detta manica a giro e non a pipistrello, quindi si otterrebbe una camicia dalle maniche sproporzionate, così come utilizzando una tela troppo spessa si otterrebbe una manica troppo misera. La camicia gallurese è molto semplice anche perché è completamente coperta dalle maniche di la camisgjiola o di lu jupponi e l’unica parte visibile è proprio il polsino …”
Crea puoi spiegare i due tipi di “attaccatura” quella detta manica a giro e quella a pipistrello.
Per il pizzo mi piacerebbe vedere dal vivo come si fa ma i chilometri sono tanti, però se m’inviti, non è detto che un giorno vengo a trovarti nel frattempo quando ho un po’ di tempo, farò degli esperimenti.
Ciao 


Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 04/03/2011 11:00:50
Messaggio:
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babborcu ha scritto:
sarti.. ti faccio un esempio: a volte chiedi del punto nu a varie persone di varie aree dando per scontato che ci sia in ogni dove....
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Babbu
così è chiaro grazie … non so se ho fatto confusione ma con tutti questi tipi di ricamo in diverse lingue … non mi ci raccapezzo più ...




Tempo fa ti chiesi del ricamo di Teulada (punto’e nù e punt'a broru). Tu mi parlasti delle camicie maschili, “bentones” di Thiesi “(…) assomigliano a quelle ap unto nodo di teusada, come quelle sono fatte con lino domestico, come quelle hanno il punto vano ai polsini e all'attaccatura degli omeri ( su lauru si chiama a Thiesi, e come quelle hanno un alto collo ricmato a motivi schematici a punto nodo.. esistono in altri centri del meridione, segno che si tratta di un modello un tempo più diffuso ( credo soppiantato dalle camicie più strette con pettine a sparato a pieghette impunturate ) sono modelli di tradizione rinascimentale,, ne esistono di simili in spagna...”.
Babbo riprendo ancora le tue parole “(…) un po' di storia: la stessa grazia deledda (grande) fine ottodento scrive che le camicie di nuoro si mandavano spesso a fare ad oliena o dorgali,... paesi industriosissimi nei ricami... la stessa camicia del costume femminile di nuoro raccolta nel 1911 per la grande mostra di etnografia italina, comunque, ha sopra il coro, allo scollo, pizzo san gallo.... a nuoro si usava l'intaglio di cui parla sabry, ma i veri classici sono due ( sempre sopra il coro)
A (più antico) una striscia ricamata a fiorami stilizxzati a puntoeno, nodo ed erba sovrastata da archetti a punto festone,,,
b) una striscia sfilata con con disegni floreali o feometrici e gli stessi archetti.. ( ad oliena oggi fanno dei pizzi eccessivamente elaborati per il gusto e la tradizione nuoresi... e' il gusto di dorgali quello maggiormente aderente.. “.
Ora sia nella camicia di Thiesi e di Nuoro, si parla di punto nodo che stando al nome dovrebbe far parte dei punti annodati come il punto nodini, vapore, palestrina. Una variante credo sia anche il punto’e nù e punt'a broru (punto teulada. Il mio associare punto nodo a punt’e nù era riferito all’esecuzione del punto. Ma forse il mio ragionamento è errato. Ora però mi chiedo com’è realizzato il punto nodo?
Mentre cos’è il puntoeno?
Non è un altro tentativo di omologazione, ma la tipologia di camicia femminile che ha postato Crea (quella con una striscia sfilata con disegni floreali o geometrici e gli stessi archetti) si avvicina nei ricami all’ultima camicia postata da Santo “(…) Si tratta di un pettus a mosta, praticamente terminato. Ecco un esempio di come si presenta un pettus (con relativa tzrughera appoggiata sopra) prima di essere cucito a formare la camicia. Il motivo e sa mosta 'e is arrosas che già ti avevo nominato.” … può essere? Naturalmente il taglio è diverso (in quella di Cabras mancano le pieghe davanti e l’assenza del ricamo a punto vanu (o su tela pieghettata).
Ciao 


Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 04/03/2011 17:56:24
Messaggio:
Ciao Crea, innanzitutto complimenti per i tuoi lavori, sono fantastici, e piuttosto avrei io qualche domanda da farti:
1) potresti spiegare meglio la questione della larghezza delle pieghe a seconda della misura della camicia? non ci sono canoni standard come ad esempio prendi due trame e ne lasci quattro? per l'altezza lo posso capire che è in base al disegno prescelto ma la lunghezza.... o vuoi dire la lunghezza complessiva della stoffa gia pieghettata?
2) potresti spiegare meglio il disegno che hai riportato nella foto? ossia cosa significano le crocette molto ravvicinate rispetto a quelle un po distanziate e delle zone senza crocette?.....
3) è possibile spiegare con parole semplici e passo passo come fare gli archetti?
Pretendo troppo vero? ehehehe Ciao
Autore Risposta: crea
Inserita il: 04/03/2011 18:22:15
Messaggio:
Nugoresu:per quanto riguarda la misura de" sas ispunzas"io le realizzo prendendo 2 e lasciando 6, la lunghezza è in base alla misura del polso, o collo ,la larghezza in base al disegno.Per quanto riguarda il disegno le croccete:ogni x una pighetta.ogni xxx 3 pieghette insieme.Sos" ventalleddos non saprei come spiegarteli, cosi come ho scritto a sartinocchja,sarebbe meglio vederli dal vivo.
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 04/03/2011 18:36:12
Messaggio:
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crea ha scritto:
Nugoresu:per quanto riguarda la misura de" sas ispunzas"io le realizzo prendendo 2 e lasciando 6, la lunghezza è in base alla misura del polso, o collo ,la larghezza in base al disegno.Per quanto riguarda il disegno le croccete:ogni x una pighetta.ogni xxx 3 pieghette insieme.Sos" ventalleddos non saprei come spiegarteli, cosi come ho scritto a sartinocchja,sarebbe meglio vederli dal vivo.
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Pieghette prese? e poi nello spazio che c'è tra una x e l'altra il filo lo fai passare nella superficie dell'imbastitura?
Autore Risposta: crea
Inserita il: 04/03/2011 18:51:09
Messaggio:
La fai passare sopra la pieghetta sucessiva:xprendi pig, passi sopra, xxx da sotto tutte insieme,
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 04/03/2011 19:03:57
Messaggio:
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crea ha scritto:
La fai passare sopra la pieghetta sucessiva:xprendi pig, passi sopra, xxx da sotto tutte insieme,
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ok ora è piu chiaro grazie
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 07/03/2011 09:53:13
Messaggio:
Riflettevo sulla realizzazione dei “Sos" ventalleddos” ...
Partiamo dalla foto “ricamo ultimato” credo che per realizzare questi triangoli iniziali che profilano il ricamo a “puntu a mosta” si possa procedere così:
si realizza una prima base si 6 piccoli archetti e si lavorano a punto festone. Terminati i primi 6 archetti, il lavoro procede con la realizzazione degli archetti successivi che sovrastano questi primi 6, prima altri 5 poi 4,3,2,1. Ultimato questo primo triangolo si passa a quello successivo, e si procede allo stesso modo.
Ora se la realizzazione è questa, sarebbe interessante sapere ogni archetto quanti giri di filo a punto festone bisogna eseguire (quanto ampio è l’archetto di base, che va a regolare tutto il disegno), e il tipo di filato utilizzato.
Per quanto riguarda la foto “lavorazione degli archetti” possimo individuare due esempi di Sos" ventalleddos”, quello con i triangoli e quello a mezza luna o semicerchio.
Per quanto riguarda quello con i triangoli questo è più complesso di quello che profilava la foto “ricamo ultimato”, anche se la base iniziale forse è la stessa.
Mi chiedo se anche qua si realizzi prima il triangolo di archetti ( mi sembra si parta da 7, poi 6,5,4,3,2,1 via via a scalare), si passi poi alla parte centrale di barrette che allungano il ventaglio e alla fine si proceda con il semicerchio conclusivo sovrastato da triangoli di archetti a gruppi di tre, 2,1 sempre a punto festone. O se si debba realizzare tutto strada facendo?
Per quello a mezza luna o semicerchio, non so se si parte dal centro con queste 5 barrette, la cui base è realizzata intrecciando il filo a punto rammendo (come per eseguire un ragno nello sfilato), su cui poi far partire il semicerchio di archetti conclusivo … mi sembra di contarne 11/12 su quattro file.
Mi sembra che questo valga anche per la foto “Lavorazione degli archetti, (particolare)” e la foto “lavoro finito”.
Naturalmente sto ipotizzando/fantasticando, non so se realmente si realizzi così.

Autore Risposta: babborcu
Inserita il: 07/03/2011 19:07:52
Messaggio:
no. sarti
per quanto ne so non sono fantasie.. e' ,comunque, una variante locale del rinascimentale " punto in aria"
Autore Risposta: crea
Inserita il: 13/03/2011 10:38:43
Messaggio:
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sartinocchja ha scritto:
Riflettevo sulla realizzazione dei “Sos" ventalleddos” ...
Partiamo dalla foto “ricamo ultimato” credo che per realizzare questi triangoli iniziali che profilano il ricamo a “puntu a mosta” si possa procedere così: si realizza una prima base si 6 piccoli archetti e si lavorano a punto festone. Terminati i primi 6 archetti, il lavoro procede con la realizzazione degli archetti successivi che sovrastano questi primi 6, prima altri 5 poi 4,3,2,1. Ultimato questo primo triangolo si passa a quello successivo, e si procede allo stesso modo.
Ora se la realizzazione è questa, sarebbe interessante sapere ogni archetto quanti giri di filo a punto festone bisogna eseguire (quanto ampio è l’archetto di base, che va a regolare tutto il disegno), e il tipo di filato utilizzato.
Per quanto riguarda la foto “lavorazione degli archetti” possimo individuare due esempi di Sos" ventalleddos”, quello con i triangoli e quello a mezza luna o semicerchio. Per quanto riguarda quello con i triangoli questo è più complesso di quello che profilava la foto “ricamo ultimato”, anche se la base iniziale forse è la stessa. Mi chiedo se anche qua si realizzi prima il triangolo di archetti ( mi sembra si parta da 7, poi 6,5,4,3,2,1 via via a scalare), si passi poi alla parte centrale di barrette che allungano il ventaglio e alla fine si proceda con il semicerchio conclusivo sovrastato da triangoli di archetti a gruppi di tre, 2,1 sempre a punto festone. O se si debba realizzare tutto strada facendo? Per quello a mezza luna o semicerchio, non so se si parte dal centro con queste 5 barrette, la cui base è realizzata intrecciando il filo a punto rammendo (come per eseguire un ragno nello sfilato), su cui poi far partire il semicerchio di archetti conclusivo … mi sembra di contarne 11/12 su quattro file. Mi sembra che questo valga anche per la foto “Lavorazione degli archetti, (particolare)” e la foto “lavoro finito”.
Naturalmente sto ipotizzando/fantasticando, non so se realmente si realizzi così.

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Autore Risposta: crea
Inserita il: 13/03/2011 10:42:46
Messaggio:
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crea ha scritto:
| sartinocchja ha scritto:
Riflettevo sulla realizzazione dei “Sos" ventalleddos” ...
Partiamo dalla foto “ricamo ultimato” credo che per realizzare questi triangoli iniziali che profilano il ricamo a “puntu a mosta” si possa procedere così: si realizza una prima base si 6 piccoli archetti e si lavorano a punto festone. Terminati i primi 6 archetti, il lavoro procede con la realizzazione degli archetti successivi che sovrastano questi primi 6, prima altri 5 poi 4,3,2,1. Ultimato questo primo triangolo si passa a quello successivo, e si procede allo stesso modo.
Ora se la realizzazione è questa, sarebbe interessante sapere ogni archetto quanti giri di filo a punto festone bisogna eseguire (quanto ampio è l’archetto di base, che va a regolare tutto il disegno), e il tipo di filato utilizzato.
Per quanto riguarda la foto “lavorazione degli archetti” possimo individuare due esempi di Sos" ventalleddos”, quello con i triangoli e quello a mezza luna o semicerchio. Per quanto riguarda quello con i triangoli questo è più complesso di quello che profilava la foto “ricamo ultimato”, anche se la base iniziale forse è la stessa. Mi chiedo se anche qua si realizzi prima il triangolo di archetti ( mi sembra si parta da 7, poi 6,5,4,3,2,1 via via a scalare), si passi poi alla parte centrale di barrette che allungano il ventaglio e alla fine si proceda con il semicerchio conclusivo sovrastato da triangoli di archetti a gruppi di tre, 2,1 sempre a punto festone. O se si debba realizzare tutto strada facendo? Per quello a mezza luna o semicerchio, non so se si parte dal centro con queste 5 barrette, la cui base è realizzata intrecciando il filo a punto rammendo (come per eseguire un ragno nello sfilato), su cui poi far partire il semicerchio di archetti conclusivo … mi sembra di contarne 11/12 su quattro file. Mi sembra che questo valga anche per la foto “Lavorazione degli archetti, (particolare)” e la foto “lavoro finito”.
Naturalmente sto ipotizzando/fantasticando, non so se realmente si realizzi così.

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Scusa x il ritardo ma a breve conto di risponderti anche se comunque non mi è facile spiegarti la procedura x iscritto.
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 14/03/2011 08:52:03
Messaggio:
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babborcu ha scritto:
no. sarti per quanto ne so non sono fantasie.. e' ,comunque, una variante locale del rinascimentale " punto in aria"
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Ohi Babbo
… ????????? … cosa non sono fantasie? … il punto nodo è una variante del punto in aria??? Aiutooooo 


… le mie celluline grigie sono in tilt
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 14/03/2011 08:54:54
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@ Grazie Crea
, io sono qui quando vuoi … a presto.
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 21/03/2011 22:15:16
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Finalmente dopo tante peripezie sono riuscito a finire la famosa camicia.... senza i pizzi di rifinitura però eh?....... comunque non mi sento molto soddisfatto di cio che ho fatto.... ma ogni critica è utile per migliorarsi....




Autore Risposta: crea
Inserita il: 22/03/2011 09:07:31
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Ciao Nugoresu!Partiamo da una considerazione: tutto ciò che viene realizzato con impegno e passione merita riconoscimento. Devo però evidenziarti alcune imprecisioni che ho riscontrato nel tuo lavoro. Per quanto riguarda "su Coro" il disegno lo trovo più adatto ad una camicia maschile (non l'ho mai riscontrato di simili in tutte quelle che ho potuto visionare dal vivo e in fotografia, e sono tante). Poi perchè rifinirlo con la fettuccia bianca se lì andranno attaccati i pizzi?Poi, "sas ispunzas" che hai lasciato nella parte inferiore mi sembrano eccessive. Cmq visto che sei di Nuoro sarei disponibile a farti vedere tutto ciò che potrebbe servirti. Spero di esserti utile in qualche modo!
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Nugoresu ha scritto:
Finalmente dopo tante peripezie sono riuscito a finire la famosa camicia.... senza i pizzi di rifinitura però eh?....... comunque non mi sento molto soddisfatto di cio che ho fatto.... ma ogni critica è utile per migliorarsi....




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Autore Risposta: crea
Inserita il: 22/03/2011 09:11:39
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Ciao!ho provato a buttare giù delle istruzioni per realizzare "sos ventalleddos", ma il risultato è stato troppo confuso: quando vuoi vieni a trovarmi!!
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sartinocchja ha scritto:
@ Grazie Crea , io sono qui quando vuoi … a presto.
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Autore Risposta: maria
Inserita il: 22/03/2011 09:18:17
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Nugoresu ha scritto:
Finalmente dopo tante peripezie sono riuscito a finire la famosa camicia.... senza i pizzi di rifinitura però eh?....... comunque non mi sento molto soddisfatto di cio che ho fatto.... ma ogni critica è utile per migliorarsi.... |
Nugoreeeeeeeeeeeee e finalmente bi sese arribau a che la finire sa camisa de sa nipodedda

Intanto sara piu che fiera di portarla

meda meda bella 
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 22/03/2011 09:49:21
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[quote]crea ha scritto:
Ciao Nugoresu!Partiamo da una considerazione: tutto ciò che viene realizzato con impegno e passione merita riconoscimento. Devo però evidenziarti alcune imprecisioni che ho riscontrato nel tuo lavoro. Per quanto riguarda "su Coro" il disegno lo trovo più adatto ad una camicia maschile (non l'ho mai riscontrato di simili in tutte quelle che ho potuto visionare dal vivo e in fotografia, e sono tante). Poi perchè rifinirlo con la fettuccia bianca se lì andranno attaccati i pizzi?Poi, "sas ispunzas" che hai lasciato nella parte inferiore mi sembrano eccessive. Cmq visto che sei di Nuoro sarei disponibile a farti vedere tutto ciò che potrebbe servirti. Spero di esserti utile in qualche modo!
Ciao Crea, ti ringrazio tantissimo per le tue preziose osservazioni, un piccolo sospettino che qualcosa non andava lo avevo e l'ho detto anche che non ero molto soddisfatto.... posso darti molte spiegazioni e chiederti parecchie cose ma non vorrei dilungarmi qua.. ti invito a leggere il messaggio privato ok?
Autore Risposta: Nugoresu
Inserita il: 22/03/2011 09:51:15
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maria ha scritto:
| Nugoresu ha scritto:
Finalmente dopo tante peripezie sono riuscito a finire la famosa camicia.... senza i pizzi di rifinitura però eh?....... comunque non mi sento molto soddisfatto di cio che ho fatto.... ma ogni critica è utile per migliorarsi.... |
Nugoreeeeeeeeeeeee e finalmente bi sese arribau a che la finire sa camisa de sa nipodedda  Intanto sara piu che fiera di portarla  meda meda bella  
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Grazie Marì finas si non soe meda cuntentu de comente este issia ma tira a manca e tira a destra toccat de ligare su poleddu ube cheret su mere.....
Autore Risposta: maria
Inserita il: 22/03/2011 10:34:05
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Nugoresu ha scritto:
| maria ha scritto:
| Nugoresu ha scritto:
Finalmente dopo tante peripezie sono riuscito a finire la famosa camicia.... senza i pizzi di rifinitura però eh?....... comunque non mi sento molto soddisfatto di cio che ho fatto.... ma ogni critica è utile per migliorarsi.... |
Nugoreeeeeeeeeeeee e finalmente bi sese arribau a che la finire sa camisa de sa nipodedda  Intanto sara piu che fiera di portarla  meda meda bella  
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Grazie Marì finas si non soe meda cuntentu de comente este issia ma tira a manca e tira a destra toccat de ligare su poleddu ube cheret su mere.....
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Tenese raisone pro su poleddu hahah 
Pero io se arriverei a fare cio che hai fattu tu sarei piu che felice
si d'essere sempre contenti di quel che si e riuscito a fare
tenedo presente i buon consigli degl'esperti beru
ti saludo dae su Belgio frittu ma kin su sole
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 23/03/2011 08:15:45
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crea ha scritto:
Ciao!ho provato a buttare giù delle istruzioni per realizzare "sos ventalleddos", ma il risultato è stato troppo confuso: quando vuoi vieni a trovarmi!!
| sartinocchja ha scritto:
@ Grazie Crea , io sono qui quando vuoi … a presto.
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Ciao Crea
, grazie per la disponibilità volentieri così ne approfitto non solo per vedere le splendide camicie ma anche per vedere da vicino il costume di Nuoro (bellissimo).
Posso chiederti visto che ho ipotizzato come secondo me si possono realizzare “sos ventalleddos”, se nel procedere mi sono allontanata tanto dalla realizzazione vera.
Anche perché ho provato a realizzare i triangoli mostrati nella foto “ricamo ultimato” e posso dire che è molto simile a quello che hai realizzato te … così mi sembra (anche se ho apportato delle modifiche alla spiegazione data in precedenza).
Che cotone/filo usi?
Grazie a presto
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 23/03/2011 08:35:00
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@ Ciao Nugoresu
, le “critiche costruttive” molto pertinenti le lascio a Crea che è esperta (sia perché di Nuoro sia perche le realizza con le sue mani).
Complimenti per l’impegno, la passione e l’amore per la tradizione che traspare dal tuo lavoro 

.
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 23/03/2011 09:05:35
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@ ciao Maria
anche tu da queste parti, buona giornata 
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 28/03/2011 09:07:24
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Da internet: : Costume femminile di Nuoro (www.ortobene.it/articolo_24.htm)
“(…) La camicia, camisa o linza era sempre bianca di cotone, oppure di lino, detto tela o tela ‘e filu, quello più fine. Non infrequentemente il davanti e le maniche erano di lino e le spalle di cotone. Alle camicie femminili si fa il cuore (su coro) come si esegue anche in talune camicie maschili. Il cuore è una specie di ricamo ad ago sulla larga increspatura (sas ispunzas) che raccoglie l’immenso volume della tela sul collo e sui polsi …. Il nome di coro proviene dal fatto che la figura del ricamo è composta di cuori, più o meno finiti, più o meno fioriti e piccoli. C’è il "cuore di sette" , "il cuore di nove" ecc. Fra gli altri trapunti del collettino è notevole la spichilla in forma appunto di sottilissima spiga e un piccolo merletto eseguito tutto ad ago, a punto d'occhiello (o asola)”.
Nella camicia femminile di Nuoro è presente:
• Il ricamo ad ago sulla larga increspatura sas ispunzas de su coro realizzata con la tecnica del punto filza su tela arricciata (punto smock sardo, punto antico su tela arricciata o antico ricamo sardo su tela pieghettata) … ha origine aristocratica (dal 1400 si e' diffuso in tutta Europa a livello anche popolare costumi spagnoli e slavi ad esempio) ... in Sardegna aveva largo impiego e raggiunge particolare raffinatezza (in che periodo arriva nell’isola????).
• Il ricamo delle strisce della pettina, polso e collo: a puntoeno, nodo ed erba, o con lo sfilato (punte è mosta, stramando opportunamente la tela in modo da ottenere con fermature di filo una piccola rete,sopra,con minuscoli punti filza verticali, orizzontali e obliqui si ricama il motivo... tecnica in parte analoga quella del filet, di raro impiego nelle camicie).
• Il merletto realizzato a punto in aria che profila il ricamo eseguito con lo sfilato sulla pettina, polso e collo.
Da Internet: Il punto in aria (www.museocaprai.it)
Tra le varie tecniche di merletto, quella ad ago è senza dubbio l'invenzione più straordinaria e di pregio. Intorno al 1450, a Venezia, non si realizzava ancora il merletto vero e proprio, ma si trattava di ricamo su sfilature della tela: da una tela di base si sfilavano un certo numero di fili di trama, mentre i restanti fili di trama e ordito erano ricoperti a punto occhiello. Una sorta di ricamo a giorno. Verso l'inizio del XVI secolo, il desiderio di ottenere maggiore trasparenza, spinse le ricamatrici a produrre sempre maggiori sfilature della tela (la tecnica, all’inizio, fu quella del reticello, che è la base di ogni merletto ad ago), finché non si giunse alla fortunata intuizione. Perché perdere tempo a disfare un lavoro già fatto e non partire direttamente ex-novo, eseguendo il reticolato di fili necessario al lavoro? In questo modo, non c'era più bisogno di una base di supporto su cui ricamare sopra: sia la rete di fondo che gli elementi decorativi si realizzavano contemporaneamente al progredire della lavorazione. Dal reticello, ancorato al tessuto, al punto in aria il passaggio è stato molto naturale. Era nato il merletto ad ago. Il Punto in Aria fu proprio il risultato della rinnovata esigenza di creare un manufatto dal nulla, solo con ago e filo, come una preziosissima ragnatela.
Ci sono due tipi di merletto ad ago:
1. Uno è fatto con ago, filo, e il modello, questo è realizzato su un supporto provvisorio composto da un cartoncino e da un disegno, su cui si appoggia un foglio di carta da lucido per non sporcare il lavoro. Su questa base si creano dei “punti di appoggio” che permettono di condurre il filo nella lavorazione. I principali punti usati sono: il punto festone, il punto chiaro ed il punto cordoncino. Spesso il merletto è accompagnato e impreziosito da piccoli decori, come i pippiolini.
2. L'altra categoria comprende tutti i pizzi che è fatto con un ago, ma senza un motivo.
Si può ipotizzare che per realizzare “son ventaledos” che profilano sa camisa o linza si utilizzi la tecnica ad ago senza il modello. Sarebbe interessante capire se come per Venezia anche qui si è passati dallo sfilato (reticello) della tela per realizzare le strisce, al punto in aria senza base di supporto per i “sos ventaledos” ????? Se si, dove e in che periodo questo è avvenuto.
Resta da capire :
Cos’è il puntoeno?
Il punto nodo appartiene ai punti annodati (come il punto nodini, vapore, palestrina)?
Se il punto punto’e nù e punt'a broru (punto teulada) appartengono alla categoria dei punti annodati?
Autore Risposta: crea
Inserita il: 02/04/2011 08:01:34
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sartinocchja ha scritto:
Da internet: : Costume femminile di Nuoro (www.ortobene.it/articolo_24.htm) “(…) La camicia, camisa o linza era sempre bianca di cotone, oppure di lino, detto tela o tela ‘e filu, quello più fine. Non infrequentemente il davanti e le maniche erano di lino e le spalle di cotone. Alle camicie femminili si fa il cuore (su coro) come si esegue anche in talune camicie maschili. Il cuore è una specie di ricamo ad ago sulla larga increspatura (sas ispunzas) che raccoglie l’immenso volume della tela sul collo e sui polsi …. Il nome di coro proviene dal fatto che la figura del ricamo è composta di cuori, più o meno finiti, più o meno fioriti e piccoli. C’è il "cuore di sette" , "il cuore di nove" ecc. Fra gli altri trapunti del collettino è notevole la spichilla in forma appunto di sottilissima spiga e un piccolo merletto eseguito tutto ad ago, a punto d'occhiello (o asola)”.
Nella camicia femminile di Nuoro è presente: • Il ricamo ad ago sulla larga increspatura sas ispunzas de su coro realizzata con la tecnica del punto filza su tela arricciata (punto smock sardo, punto antico su tela arricciata o antico ricamo sardo su tela pieghettata) … ha origine aristocratica (dal 1400 si e' diffuso in tutta Europa a livello anche popolare costumi spagnoli e slavi ad esempio) ... in Sardegna aveva largo impiego e raggiunge particolare raffinatezza (in che periodo arriva nell’isola????).
• Il ricamo delle strisce della pettina, polso e collo: a puntoeno, nodo ed erba, o con lo sfilato (punte è mosta, stramando opportunamente la tela in modo da ottenere con fermature di filo una piccola rete,sopra,con minuscoli punti filza verticali, orizzontali e obliqui si ricama il motivo... tecnica in parte analoga quella del filet, di raro impiego nelle camicie). • Il merletto realizzato a punto in aria che profila il ricamo eseguito con lo sfilato sulla pettina, polso e collo.
Da Internet: Il punto in aria (www.museocaprai.it) Tra le varie tecniche di merletto, quella ad ago è senza dubbio l'invenzione più straordinaria e di pregio. Intorno al 1450, a Venezia, non si realizzava ancora il merletto vero e proprio, ma si trattava di ricamo su sfilature della tela: da una tela di base si sfilavano un certo numero di fili di trama, mentre i restanti fili di trama e ordito erano ricoperti a punto occhiello. Una sorta di ricamo a giorno. Verso l'inizio del XVI secolo, il desiderio di ottenere maggiore trasparenza, spinse le ricamatrici a produrre sempre maggiori sfilature della tela (la tecnica, all’inizio, fu quella del reticello, che è la base di ogni merletto ad ago), finché non si giunse alla fortunata intuizione. Perché perdere tempo a disfare un lavoro già fatto e non partire direttamente ex-novo, eseguendo il reticolato di fili necessario al lavoro? In questo modo, non c'era più bisogno di una base di supporto su cui ricamare sopra: sia la rete di fondo che gli elementi decorativi si realizzavano contemporaneamente al progredire della lavorazione. Dal reticello, ancorato al tessuto, al punto in aria il passaggio è stato molto naturale. Era nato il merletto ad ago. Il Punto in Aria fu proprio il risultato della rinnovata esigenza di creare un manufatto dal nulla, solo con ago e filo, come una preziosissima ragnatela. Ci sono due tipi di merletto ad ago: 1. Uno è fatto con ago, filo, e il modello, questo è realizzato su un supporto provvisorio composto da un cartoncino e da un disegno, su cui si appoggia un foglio di carta da lucido per non sporcare il lavoro. Su questa base si creano dei “punti di appoggio” che permettono di condurre il filo nella lavorazione. I principali punti usati sono: il punto festone, il punto chiaro ed il punto cordoncino. Spesso il merletto è accompagnato e impreziosito da piccoli decori, come i pippiolini. 2. L'altra categoria comprende tutti i pizzi che è fatto con un ago, ma senza un motivo.
Si può ipotizzare che per realizzare “son ventaledos” che profilano sa camisa o linza si utilizzi la tecnica ad ago senza il modello. Sarebbe interessante capire se come per Venezia anche qui si è passati dallo sfilato (reticello) della tela per realizzare le strisce, al punto in aria senza base di supporto per i “sos ventaledos” ????? Se si, dove e in che periodo questo è avvenuto.
Resta da capire : Cos’è il puntoeno? Il punto nodo appartiene ai punti annodati (come il punto nodini, vapore, palestrina)? Se il punto punto’e nù e punt'a broru (punto teulada) appartengono alla categoria dei punti annodati?
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Salve buona giornata
Allora quando vuoi io ti aspetto per farti vedere la camicia nella sua realizzazione.
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 31/12/2011 09:29:39
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sartinocchja ha scritto:
Riflettevo sulla realizzazione dei “Sos" ventalleddos” ...
Partiamo dalla foto “ricamo ultimato” credo che per realizzare questi triangoli iniziali che profilano il ricamo a “puntu a mosta” si possa procedere così: si realizza una prima base si 6 piccoli archetti e si lavorano a punto festone. Terminati i primi 6 archetti, il lavoro procede con la realizzazione degli archetti successivi che sovrastano questi primi 6, prima altri 5 poi 4,3,2,1. Ultimato questo primo triangolo si passa a quello successivo, e si procede allo stesso modo.
Ora se la realizzazione è questa, sarebbe interessante sapere ogni archetto quanti giri di filo a punto festone bisogna eseguire (quanto ampio è l’archetto di base, che va a regolare tutto il disegno), e il tipo di filato utilizzato.
Per quanto riguarda la foto “lavorazione degli archetti” possimo individuare due esempi di Sos" ventalleddos”, quello con i triangoli e quello a mezza luna o semicerchio. Per quanto riguarda quello con i triangoli questo è più complesso di quello che profilava la foto “ricamo ultimato”, anche se la base iniziale forse è la stessa. Mi chiedo se anche qua si realizzi prima il triangolo di archetti ( mi sembra si parta da 7, poi 6,5,4,3,2,1 via via a scalare), si passi poi alla parte centrale di barrette che allungano il ventaglio e alla fine si proceda con il semicerchio conclusivo sovrastato da triangoli di archetti a gruppi di tre, 2,1 sempre a punto festone. O se si debba realizzare tutto strada facendo? Per quello a mezza luna o semicerchio, non so se si parte dal centro con queste 5 barrette, la cui base è realizzata intrecciando il filo a punto rammendo (come per eseguire un ragno nello sfilato), su cui poi far partire il semicerchio di archetti conclusivo … mi sembra di contarne 11/12 su quattro file. Mi sembra che questo valga anche per la foto “Lavorazione degli archetti, (particolare)” e la foto “lavoro finito”.
Naturalmente sto ipotizzando/fantasticando, non so se realmente si realizzi così.

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Piccolo esperimento realizzato seguendo le indicazioni da me ipotizzate: la tecnica del punto in aria o Aemilia Ars senza supporto (punto festone, punto chiaro e punto cordoncino). Il filo utilizzato è quello da cucito.
Ora mi piacerebbe sapere se si può avvicinarsi al merletto che si realizza nell’area barbaricina.
Autore Risposta: sartinocchja
Inserita il: 01/01/2012 10:56:55
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sartinocchja ha scritto:
Riflettevo sulla realizzazione dei “Sos" ventalleddos” ...
Piccolo esperimento realizzato seguendo le indicazioni da me ipotizzate: la tecnica del punto in aria o Aemilia Ars senza supporto (punto festone, punto chiaro e punto cordoncino). Il filo utilizzato è quello da cucito.
"Sos ventalleddos"???????
Ora mi piacerebbe sapere se si può avvicinarsi al merletto che si realizza nell’area barbaricina. 
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Errata corrige: Aemilia Ars (merletto ad ago chiamato storicamente punto in aria, perché non si realizza direttamente sul tessuto ma su un supporto di cartone che viene eliminato alla fine).
Punti ricamo utilizzati: punto festone, punto chiaro, archetto, doppio archetto, triangolo, pallino, ovalino, punto rammendo, incordonatura … ecc.
In realtà quindi come si fa presente nel sito (www.museocaprai.it), è sempre necessario un supporto quando parliamo del punto in aria. Ora nel caso dei “Sos ventalleddos” in realtà io non ho utilizzato un supporto, i punti impiegati sono il punto chiaro per ogni singolo archetto rifinito una prima volta a punto festone. Alla fine dei sei di base si riprendono con un altro giro a punto festone poi si ricomincia la serie di 5 poi quella di 3 ecc.
Quindi si può ipotizzare che per la realizzazione dei “Sos ventalleddos” si utilizzi una variante del punto in aria cioè senza supporto ????????? …
Autore Risposta: itria
Inserita il: 27/10/2013 15:11:42
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salve a tutti voi, vorrei mostrarvi un campione ricamato e vorrei chiedervi se lo conoscete, non trovo nessuna spiegazione sui libri... lo facevano le signore che per prime hanno realizzato la camicia del nostro costume.non mi ricordo come si inseriscono le foto chi mi aiuta? posso metterla sulla pagina facebook?
Autore Risposta: Marina68
Inserita il: 19/05/2017 21:08:53
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Ciao a tutti stavo leggendo e cosi mi sono incuriosita.
Bello tutto io ho il costume sardo di mia nonna che ora indossa una mia nipote che è nel gruppo folk dei bambini grandi e lo indossa benissimo.
Avete descritto benissimo tutto ma de isi burcitoso chiamiamo noi nel vostro paese non so come li chiamate le maniche della camicia.
Sapete come si fanno?
Potete spiegarmi i punti e il modo che si fanno?
Saluti a tutti Marina
Autore Risposta: maria
Inserita il: 06/06/2017 13:44:52
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Marina68 ha scritto:
Ciao a tutti stavo leggendo e cosi mi sono incuriosita. Bello tutto io ho il costume sardo di mia nonna che ora indossa una mia nipote che è nel gruppo folk dei bambini grandi e lo indossa benissimo. Avete descritto benissimo tutto ma de isi burcitoso chiamiamo noi nel vostro paese non so come li chiamate le maniche della camicia. Sapete come si fanno? Potete spiegarmi i punti e il modo che si fanno? Saluti a tutti Marina
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Ciao Marina
Mi sa che nessuno ti rispondera visto che nn ce piu nessuno sul forum peccato
Ciao un saluto dal Belgio
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